Il Gineprone 4 – Juniper

Serie: Le (dis)avventure di Orion

I tre procedevano attraverso i pascoli, cercando qualcosa che potesse condurli al famigerato gineprone. Ma attorno a loro solo erba e rocce. Un passo dopo l’altro arrivarono alla base della vetta rocciosa, dove l’erba cedeva il posto al pietrisco ed un sentiero si inerpicava impervio verso l’alto. In assenza di indizi, decisero di seguire quel percorso.

La salita era impegnativa; a tratti il sentiero spariva, riducendosi ad alti scalini naturali di rocce sui quali Nergatt balzava con agilità, ma che a Tamugno costarono più di un’imprecazione. Le pietre scricchiolavano sotto le suole dei loro stivali, mentre i loro occhi vagavano qua e là alla ricerca del famigerato arbusto. Ma al di là di qualche basso cespuglio di rododendro o di qualche sparuto gruppetto di astri montani, nulla attirava la loro attenzione.

Orion, che guidava la fila, si fermò per bere un sorso di sidro. Quando si arrestarono ci fu un attimo di silenzio, e Nergatt improvvisamente tese la testa verso est, drizzando le orecchie.

«Cosa…?» abbozzò Tamugno, senza concludere la frase: Orion lo zittì mettendo l’indice davanti alle labbra. Le orecchie di Nergatt vibrarono, voltò la testa alla sua destra e rimase in ascolto, mentre i due compari erano immobili come statue. Dopodichè:

«Di là! c’è uno strano rumore, c’è…qualcosa. Ma non riesco proprio a capire cosa sia. Sembra una quaglia affamata…o forse un procione incazzato, è un suono che non conosco!»

«Che si fa, capo?» chiese Tamugno. Orion fece spallucce:

«Beh, tanto vale andare a vedere.»

Lasciarono il sentiero proseguendo verso ovest lungo una pietraia, stando ben attenti a dove mettevano i piedi. Solo Nergatt, balzando da un sasso all’altro, sembrava non risentire minimamente delle asperità del terreno. Dopo qualche minuto, anche Orion e Tamugno avvertirono il suono, ma nemmeno loro seppero riconoscerlo.

Finchè non videro, e capirono.

Di fronte a loro, su un’enorme roccia piatta, c’erano dei rami disposti con ordine in maniera circolare. Sotto la roccia, ossa spolpate. Avevano trovato il nido del grifone. Nonchè la sorgente del suono. Armi in pugno, cautamente si avvicinarono.

Nel nido, a strillare per la fame, un piccolo grifone, grande quanto una capretta.

Orion rimase a bocca aperta. Questa, proprio, non se la sarebbe aspettata.

«Oh merda, boss…e di lui che ne facciamo?» chiese il solito Tamugno.

Orion si prese un attimo per rispondere.

«Non lo so, cazzo, non lo so. Se lo lasciamo qua morirà sicuramente di fame…»

Nergatt, senza parlare, aveva riposto il suo arco. Tolse dallo zaino un pezzo di carne secca e si avvicinò al cucciolo. Questo aprì il becco, e fu lesto a prendere il cibo che gli veniva offerto. Orion e Tamugno si guardarono basiti. Nergatt sorrise:

«Senti, capo…»

«No, Nergatt, è una pessima idea. E’ davvero una pessima idea. E’ la peggior idea della giornata. Anzi, del mese…»

Dieci minuti dopo, i quattro tornavano lungo la pietraia verso il sentiero principale.

Orion apriva la strada, scuotendo il capo e domandandosi come avesse potuto acconsentire all’idea di Nergatt. Secondo avanzava Tamugno, attento a dove appoggiava i piedi. Dietro, Nergatt con passo sicuro, col cucciolo di grifone che trotterellava al suo fianco. Ripreso il sentiero, continuarono la salita che avevano interrotto.

Ad un certo punto il piccolo grifone, che seguiva Nergatt come un cagnolino, si fermò, e prese a zampettare lungo il pendio, sbattendo di tanto in tanto le ali per fare qualche balzo avanti.

«Dove diamine sta andando ora quel sacripante?!» sbottò Orion. «Nergatt, presto, riprendilo!»

«Subito, capo!» E scattò dietro al cucciolo, sparito dietro una grossa roccia.

«Orion! Tamugno! venite, presto!» Urlò Nergatt subito dopo.

Rapidamente i due raggiunsero l’amico, e aggirato il masso, si guardarono increduli: Nergatt li stava aspettando, mani sui fianchi e sorriso in volto, mentre il piccolo grifone stava trotterellando verso un arbusto poco distante: da in mezzo alle rocce spezzate cresceva un fusto nodoso e contorto, i rami si aprivano formando chiazze verdi di foglie aghiformi, in mezzo alle quali spiccavano delle bacche blu scuro grandi come olive.

«Che mi venga un colpo!» Esclamò Orion.

«Che me ne vengano due!» Gli fece eco Tamugno.

Il cucciolo, ritto sulle zampe feline posteriori, con gli artigli da rapace si aggrappò all’arbusto, staccando col becco una di quelle bacche ed inghiottendola soddisfatto. Nergatt gli si avvicinò, accarezzandogli la testa e dandogli un altro pezzo di carne secca, che la bestiola mostrò di gradire facendo un verso simile a delle fusa.

Nel frattempo, Orion prese un sacchetto di cuoio foderato di velluto, ricevuto all’uopo da Aturnax, e lo riempì delle preziose bacche.

«Bravo ragazzo!» Disse Nergatt al cucciolo. Poi, lo sguardo gli cadde sotto la coda:

«Cioè, ragazza…» Quindi, rivolto ai compari:

«Juniper! Penso che la chiamerò Juniper!»

Orion, suo malgrado, sorrise.

Qualche ora dopo, la compagine fece il suo ritorno alla Gatta in Gatogna. La vista del cucciolo di grifone suscitò curiosità ed anche un po’ di timore, ma Juniper trotterellava al fianco del cavallo di Nergatt senza allontanarsi da lui, e ben presto divenne una specie di attrazione per il personale del bordell…della locanda.

Orion si recò dal borgomastro, che quasi non credette ai suoi occhi vedendo l’artiglio del grifone. Ma la sua soddisfazione per l’uccisione della bestia mutò in fastidio quando dovette aprire i cordoni della borsa. Quando raggiunse gli altri, Orion trovò Olfi e Juniper che giocavano nel cortile, sotto lo sguardo di Nergatt e Melba. Lo sguardo di Tamugno, invece, era piantato sul fondo di un boccale di birra.

«Oste! un’altra, per favore»!

Bevvero, mangiarono, bevvero ancora, passarono un’altra piacevole nottata (e questa volta Nergatt diede alla giovane bionda il tempo di togliersi la tunica, la quale non si riempì di peli, ma venne ahimè sbrindellata dal becco di Juniper), ed alle prime luci dell’alba…si addormentarono.

Partirono poco dopo mezzogiorno, per far ritorno al villaggio di Onehome.

Quando giunsero al ponte del troll, vi trovarono Gurgash che bloccava il passaggio:

«Alt! Voi non passa!»

«Gurgash! Amico mio!» Gli si fece incontro Orion, «Allora, sei stato a Medhelan?»

Per tutta risposta, Gurgash esibì una pergamena col sigillo dell’aldermanno. Orion lo lesse a voce alta:

«”Patente di regolamentazione dell’iter per pontem concessa a messer Gurgash Ruttapeti”…ti chiami Ruttapeti?»

Gurgash annuì e Orion riprese a leggere:

«”…che l’autorizza a riscuoter lo pedatico pello transito sul ponte da esso presieduto. In fede..”»

Sollevò quindi lo sguardo verso il troll:

«Beh, Gurgash, a quanto ammonta quindi il pedaggio?»

«Una moneta d’oro per piede.»

«Allora,» riprese Orion, «eccoti sei monete…»

«Ehi, tu no frega me!» Gurgash indicò le cavalcature e Juniper, quindi:

«Tu pagare dieci dieci due monete d’oro o io staccare qualche gamba e tu paga meno.»

Da dietro, la voce di Tamugno:

«Capo, che faccio?»

«Metti giù Genoveffa, amico mio…stavolta ha le carte in regola…»

E con un sorriso, colpito dall’acume del troll, Orion alleggerì ciò che rimaneva della ricompensa di altre ventidue monete.

Arrivarono finalmente in paese a sera fatta.

«Eccoti, finalmente ce ne hai messo, eh!» Fu la poco calorosa accoglienza di Aturnax quando Orion bussò alla sua porta.

«Entra, su! Le bacche? Ce le hai?»

Orion appoggiò il sacchetto sul tavolo, sempre più ingombro di ampolle e libri polverosi. L’alchimista lo soppesò, l’aprì, annusando l’aroma delle bacche, ed annuì soddisfatto.

«Senti, Autrnax, per la ricompensa…»

«Non Ora! torna domani, torna domani verso ora di pranzo. Non prima! Capito?»

Orion, invero’ perplesso, rispose di sì e si congedò.

Il giorno dopo, quando il sole era all’apice della sua parabola, Orion bussò nuovamente alla porta dell’alchimista. Appena entrato fu investito da un aroma delizioso, che gli fece subito venire l’acquolina in bocca. Aturnax comparve dalla cucina, e mise in mano al nostro una ciotola di spezzatino. Il profumo che ne saliva era qualcosa di favoloso. Nell’intingolo, Orion riconobbe minuscoli pezzetti di bacche di gineprone tostate.

«Assaggia….Assaggia!» Gli intimò Aturnax.

Orion portò il cucchiaio alla bocca e:

«Per le braghe di Pelor! Non ho mai mangiato niente di così buono…ma le bacche di gineprone allora…»

Aturnax sorrise compiaciuto.

«E’ necessario trattarle in modo particolare, segreto, che guardacaso io conosco. Facciamo così, Orion: posso darti millecinquecento monete d’oro, come promesso, oppure posso dartene cinquecento, e cinque bacche di gineprone. A te la scelta.»

Poco dopo, Orion uscì dal laboratorio dell’alchimista, e lanciò a Tamugno e Nergatt due sacchetti contenenti ciascuno duecentocinquanta monete d’oro.

«Ragazzi, dovreste convocare delle persone…»

Qualche giorno dopo, la casa di Orion risuonava di voci: ad una lunga tavolata sedevano diversi elementi della sua compagine, oltre a Rosabella, ad Olfi e Melba con alcune delle ragazze della Gatta in Gatogna; c’era persino Gurgash. I boccali erano colmi di sidro ed idromele speziato. Nergatt spalancò la porta della cucina, da cui trotterellò fuori Juniper. E subito dietro, Orion e Tamugno, che reggevano un vassoio su cui troneggiava un maestoso cinghiale arrosto, il cui profumo era così invitante da far venir l’acquolina in bocca solo a sentirlo.

«Spero abbiate appetito,» esclamò il padrone di casa, «Perché qui ce n’è per tutti!»

La sala esplose in un boato compiaciuto.

Buon appeti…cioè, FINE!

Serie: Le (dis)avventure di Orion
  • Episodio 1: Orion L’Ammazzadraghi: 1 – La Locanda
  • Episodio 2: Orion l’Ammazzadraghi – 2: La Collina
  • Episodio 3: Fiato alle trombe! 1 – Un hobbit molto rumoroso
  • Episodio 4: Fiato alle trombe! 2 – Giocare d’astuzia
  • Episodio 5: Il Gineprone 1 – L’alchimista
  • Episodio 6: Il Gineprone 2 – La Gatta in Gatogna
  • Episodio 7: Il Gineprone 3 – Monte Grifone
  • Episodio 8: Il Gineprone 4 – Juniper
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    Discussioni

    1. La scoperta del cucciolo di grifone è stata una cosa grandiosa, almeno così il gruppo si è potuto riscattare per l’uccisione del presunto genitore. Visto il fiuto per il ginepro le avrei dato un nome tipo Tanqueray o Beefeter😂😂 Comunque con te le risate e i colpi di scena non mancano mai! Dell’incontro col troll riguardo al pedaggio ne vogliamo parlare? Fortissimo!😂😂😂

      1. Ah, abbiamo un intenditore 😀 😀 sai che può essere un’idea? mi sa che più avanti si tornerà sul monte grifone a prender le bacche (che tanto ora sappiamo dove sono) per provare a distillarle… se Aturnax ci preste l’alambicco! 😀
        Son contento che l’avventura ti abbia fatto ridere! 😀

    2. Un finale degno come quel cinghiale che mannaggiaatemihafattovenireunacertafameaquest’oradinotte! 🙂
      Episodio tanto epico quanto esilarante, con battute a mio avviso geniali. Orion si è dimostrato saggio in più, anche quando ha tentato di dire di no a Nergatt per il grifoncello. Un plauso comunque va fatto anche al Troll 😂 😂… ma come ti escono ‘ste perle? 🙂
      Sulla tavolata e la scena che chiude la storia avrei tanto da dire, ma mi limito a sostenere che è stata molto significativa: l’amicizia, il sano divertimento, i momenti di comunione che vanno ben oltre il denaro. Grande! Al prossimo episodio. 🙂

      1. Eh, che voglia di mangiree il cinghiale arrosto con le bacche di gineprone! Alla fine è uscito un finale alla “Asterix ed Obelix”, e mi fa davvero tanto piacere il tuo commento, perché hai descritto perfettamente il senso della scelta di Orion. ☺️
        Ah, per il troll.. Colpa/merito di Orion, è lui che gli ha detto di andare a Medhelan (che tra l’altro era il nome celtico di Milano) a farsi fare un certificato… Gurgash gli ha soltanto dato retta! 😅

    3. Ciao Sergio…beh, dai, bellissimo questo episodio finale in cui viene fuori anche il cuore d’oro di Orion. Prima con l’adozione del grifoncino e poi con la sua scelta relativa alla ricompensa. Insomma, epicità e comicità ce le avevi già messe…sei riuscito a inserire anche quel pizzico di umanità che ha migliorato ancora di più il “sapore” (per rimanere in tema!) di queste avventure. Bello! 🙂

      1. Ciao Raffaele, grazie!
        Eh si, alla fine Orion è un bonaccione che gioca a fare il duro, ma non gli viene troppo bene… Anche perché (per fortuna) è circondato da amici che la pensano come lui! 😁

    4. Il grifoncino proprio non me lo aspettavo! Mi ero così dispiaciuta per la morte della madre che la comparsa di un cucciolo mi ha fatto sentire meglio. Fantastico anche quest’episodio dove le bacche sono proprio quello che dovrebbero essere e servono per cucinare! Orion è stato preso dalla gola, scegliendo la ricompensa più godereccia. Bravo Sergio mi è piaciuto molto.
      P.s. Il cognome del troll??😂😂😂,

      1. Una volta tanto, qualcosa è proprio ciò che sembra!
        A proposito, hai tradotto il titolo in rune del libro nel primo episodio? 🙂
        già, eravamo tutti dispiaciuti (Orion in primis) per il povero grifone…
        Il cognome, è stato un caso! mi sembra che il dialogo fosse troppo piatto, finto. Sarebbe stato più realistico se Orion, leggendo la pergamena, si fosse interroto per scambiare una battuta col troll. Ma mi serviva un pretesto…ed eccolo lì!
        Per la ricompensa, alla fine cosa c’è di meglio che festeggiare coi propri amici? 🙂

    5. “questa volta Nergatt diede alla giovane bionda il tempo di togliersi la tunica, la quale non si riempì di peli, ma venne ahimè sbrindellata dal becco di Juniper”
      😂 👏

    6. Ciao Sergio, confesso che (come mi sono esposta nel commento lasciato nell’altro episodio) pensavo che il “gineprone” si rivelasse un arbusto cannibale intenzionato a divorare i nostri eroi. Quando sono arrivati al nido della piccola grifone mi sono detta: “ecco, sono arrivati!” Invece no, le bacche erano davvero delle bacche. E che delizia! 😀 Questa volta sono io ad essermi seduta alla tua tavola beandomi dell’aroma del cinghiale arrosto

      1. Uhm, ma sai che non sarebbe stata una brutta idea?! una pianta carnivora come “boss finale”, si, ci sarebbe stata decisamente bene! però mi sarebbe servito almeno un altro episodio! 🙂
        Ma alla fine, dopo i due scontri precedenti, volevo consegnare ai tre (ora quattro) l’agognato premio. E quale ricompensa migliore di un bel banchetto tra amici? quindi siediti, c’è posto, serviti in abbondanza!!! 😀

    7. “Poco dopo, Orion uscì dal laboratorio dell’alchimista, e lanciò a Tamugno e Nergatt due sacchetti contenenti ciascuno duecentocinquanta monete d’oro.«Ragazzi, dovreste convocare delle persone…»”
      Onore a Orion, ha scelto la ricompensa migliore 👏 👏 👏

    8. Ah che bel pezzo, Orion mi diventa pure generoso. Mi ha divertito, intrattenuto, mi è piaciuto molto, in bilico tra l’epico e il comico senza mai esagerare.
      Una nota di merito la cucciolo di grifone, che come insegna il Mandaloriano, fa sempre venire gli occhi a cuoricini.
      Bravissimo, alla prossima avventura

      1. Grazie brother!
        sai che il mandaloriano non l’ho visto? mea culpa! però hai ragione, i cuccioli son cuccioli (l’altra sera ci siamo riguardati Madagascar 2, per dire 🙂 )
        In quest’ultima parte della vicenda del gineprone, dopo gli scontri sanguinosi (ed ahimè anche mortali) degli episodi precedenti, torna più a galla l’aspetto buffo di Orion e soci. E qual modo migliore di terminare un’avventura, se non con un bel banchetto? (Asterix & Obelix insegnano!)

    9. ” (e questa volta Nergatt diede alla giovane bionda il tempo di togliersi la tunica, la quale non si riempì di peli, ma venne ahimè sbrindellata dal becco di Junipe”
      Mi ha fatto ridere

      1. beh, credo non ci abbia provato nessuno! ma forse completando la storia qualche indizio arriva 🙂 almeno per quanto riguarda il genere del libro 😉