Il Gran Finale

Serie: Freaks


Siamo giunti alla fine. 
Doveva accadere prima o poi, che lo si voglia o no la fine arriva per ogni cosa. Inutile dire che il finale me lo aspettavo diverso. Ma mentirei se vi raccontassi di non aver mai tenuto in considerazione questa eventualità.
Mentre osservo la mano di Zampanò e il suo sorriso di plastica, so già che non ho una vera scelta. Unirsi al C.I.R.C.O. non è un’opzione. Nemmeno dopo che ci hanno catturato, nemmeno dopo che ho scoperto che mio padre è uno dei fondatori. Non lo faccio per un incrollabile senso di giustizia, né per stoico eroismo. Se mi conoscete un po’ sapete che sono un tipo pratico, la sopravvivenza viene prima dell’onore.
È che sono un tipo troppo orgoglioso. Non mi va di darla vinta a questo damerino e ai suoi scagnozzi. Forse sarà un motivo stupido per morire, ma sono convinto che non sia il più stupido.
Poi voi vorreste lavorare per uno psicopatico come Zampanò? Suvvia uno che porge la mano a un prigioniero ammanettato. O è sadico, o è idiota. Credo entrambi. Ci sarebbe ancora una speranza, è questo che pensate, giusto? Certo i Temerari Eroi.
Sono stati loro a mandarmi qua, saranno da qualche parte pronti ad intervenire. Devo purtroppo raffreddare le vostre speranze.  Voi non vedete quello che vedo io da uno dei tanti monitor che riempiono la parete dell’ufficio di Zampanò. L’Attore legato e imbavagliato in una cella, col viso pesto e sorvegliato da due Domatori.
Scusate se ve lo dico così, ma è giusto che lo sappiate anche voi. E’ davvero la fine.

“Ah che sbadato” dice il direttore del C.I.R.C.O. sorridendo. “Sei impossibilitato. Facciamo allora che me lo dici a voce.”
Ride la canaglia. Deve trovare molto divertente farmi sentire inadeguato. Arriva tardi, mi ci sento da tutta la vita.
“Visto che non c’è modo per stringere un accordo, facciamo così se ti rifiuti, l’agente del T.E.A.T.R.O. morirà e subito dopo toccherà a Merlin.”
Sta bluffando, nessuno è così crudele.
“Non sono crudele, sono solo pragmatico. Sono anni che cerco di sfruttare i poteri di quel decerebrato, ma a lui interessano solo bacchette e cilindri. Durante la vostra fuga ho capito che Merlin non accetterà mai di obbedire ai nostri ordini. Ma tu hai trovato la chiave per farti ascoltare, avete un legame. Senza di te tornerà ad essere inutile, anzi peggio, un’incontrollabile bomba pronta ad esplodere. Tanto vale farlo fuori.”
Chino la testa, sconfitto su tutti i fronti, non ho più nemmeno l’orgoglio da salvare.
Un colpo scuote la porta blindata dell’ufficio. Zampanò distoglie lo sguardo da me. Un altro colpo e la sagoma deformata di un uomo si disegna sull’acciaio della porta. Rumori di lotta e urla smorzate. Qualcuno sta combattendo, ma chi?
“Che diavolo succede?” grida il direttore in un microfono sulla scrivania. “Una squadra di Domatori subito.”
“Non lo sappiamo signore, subito signore” risponde una voce gracchiante.
Una nuova botta, la porta si sgancia dai cardini, Zampanò adesso è spaventato. Afferra il portatile e lo porta dietro di sé, in un gesto di protezione. Purtroppo per lui tardivo.
C’è una sagoma sulla porta, alta meno di un metro e larga altrettanto. Gli enormi pugni sono chiusi sul colletto di due Domatori svenuti.
Zelinda lascia cadere il corpo di una delle sue vittime, l’altro lo lancia attraverso la stanza come un bambolotto.
“La Donna Barbuta ci ha tradito” urla Zampanò nel microfono. “Mandate…”
Non riesce a finire, il corpo del suo tirapiedi gli atterra addosso, mandandolo lungo disteso sul pavimento.
“Scusa il ritardo, Caligola. Dovevo finire di truccarmi.”
Zelinda mi strappa le manette come se fossero di spago. Mi strizza l’occhio contornato di mascara, un sorriso rosso rubino attraverso la folta barba marrone. “Andiamo Merlin è due piani più sotto. Tra poco qui sarà pieno di Domatori.”
Mi alzo in piedi di scatto, l’occhio mi cade sul portatile di Zampanò. Lo afferro prima di seguirla nel corridoio. La squadra di soccorso richiesta da Zampanò ci intercetta sulla prima rampa di scale. Sono in cinque, con le fruste elettrificate pronte a colpire.
Sono grossi e stupidi ma anche veloci. Zelinda urla di dolore quando una frusta si attorciglia a suo polso, stringe i denti in una smorfia, prima di tirare indietro il braccio portando via anche il suo possessore.
Una frusta schiocca vicino al mio occhio destro, la evito per un soffio, l’elettricità mi rizza tutti i capelli.
“Sarebbe il momento buono per farmi vedere il giochetto che hai imparato” dice Zelinda.
Annuisco. Sento il fuoco nascermi dentro, una sensazione di completezza e di potere. Unisco le mani davanti alla bocca e soffio. Un getto di pura fiamma investe i miei nemici.  Urla di dolore e disperazione, sono una dolce musica. Sconosciuta, ma familiare.
Uno dei Domatori cade in fiamme per le scale, altri due frantumano una finestra e si gettano nel vuoto come due enormi comete. I più fortunati si danno alla fuga.
“Impressionante” dice Zelinda, dei leggeri fili di fumo si alzano dalla barba. “Però devi calibrare un po’ la mira.”
Portami dall’Agente.
“Caligola, lo sai che non li capisco i tuoi gesti.”
Mi metto in una posa impostata, con la mano sinistra sul cuore e il braccio destro disteso, il palmo verso l’alto e le dita ben separate.
“Ah, l’Attore. Vieni con me.”
Zelinda mi guida al piano di sotto, c’è odore di barbecue nell’androne, appena formulo l’associazione un conato mi stringe lo stomaco. Non c’è tempo per i ripensamenti, dobbiamo fuggire in fretta, ma prima devo fare una cosa.


La porta della cella cede come fosse di lamiera sotto le carezze di Zelinda, i due Domatori di guardia non fanno nemmeno in tempo a voltarsi, che la Donna Barbuta è su di loro. Tentano una flebile resistenza, dopo pochi minuti Zelinda li spedisce a dormire, ricoperti di lividi e tracce di rossetto.
L’Attore alza il viso gonfio dalle botte e sorride. Mentre Zelinda lo libera, gli appoggio il portatile di Zampanò sulle cosce.
Scappa. Gli segno, lui annuisce. Se la caverà, in fondo è uno dei Temerari Eroi.
Manca solo una tappa, Merlin. Stavolta non serve che lo dica, Zelinda sa già dove voglio andare.
Corriamo in corridoio. “Eccoli, sono qua.” Un richiamo alle nostre spalle ci sorprende.
Mi volto per controllare, sono in tanti stavolta. Zampanò ci ha mandato dietro tutta la banda.
E non è la cosa peggiore. Un’altra squadra ci taglia la strada. Sono in troppi per i pugni di Zelinda e troppo vicini per le mie fiamme.
“Giù la testa” grida una voce. La mia compagna mi tira a terra appena in tempo. Lampi d’acciaio sorvolano le nostre teste. I cinque Domatori davanti a noi mollano le fruste e si accasciano con gemiti di sorpresa e dolore.
Una sagoma atterra accanto a noi. Scarpe lucide, eleganti pantaloni neri freschi di tintoria, bretelle su una candida camicia slacciata quel tanto da mostrare il fisico allenato.
C’è solo una persona che può essere così tamarra. “Steel?”
Il Lanciatore di Coltelli mi aiuta a rimettermi in piedi. “Chiamami Stan.”
Prima che gli inseguitori si riprendano dalla sorpresa, scavalchiamo i corpi atterrati e riguadagniamo le scale.
“Merlin è al piano terra” dice Stan. “Gli ho detto di aspettarci in camera sua.”
Zelinda annuisce. Quindi hanno un piano? Merlin ne sapeva qualcosa? E da quando Steel è passato nella squadra dei buoni?
Mi devo tenere le domande per la fine, nessuno mi sta guardando.


Merlin ci attende nella sua stanza, proprio come ha detto Stan. Non ci sono Domatori in giro, forse sono tutti alle nostre calcagna. Improbabile, Zampanò non poteva non sapere che sarei venuto a riprendermelo.
“Socio” mi dice con un sorriso. “Sei venuto a vedere il mio nuovo numero?”
Indossa un frac elegante, un cilindro e il suo immancabile mantello. In mano ha un grosso panno blu elettrico. “Me lo ha insegnato Stan. È nostro amico, sai? Ora dobbiamo chiamarlo così. Riesco a far sparire le persone, come i grandi illusionisti. L’ho già provato con sei simpatici volontari.”
Volontari, certo. Guardo Stan, mi risponde alzando le spalle. Chissà dove sono in questo momento le guardie. Forse avrebbero preferito le mie fiamme.
“Ce lo farai vedere quando saremo al sicuro” gli dice Stan, passando un braccio attorno alle sue spalle.
Bene, abbiamo finito il giro. Adesso possiamo battercela.
“Passiamo dal retro. È più sicuro.”
Zelinda ci fa strada per uno stretto corridoio. Quando spinge il maniglione e lo spalanca il sole mi ferisce gli occhi. L’aria è fresca, buona. Siamo fuori alla fine e davanti a noi ci sono una ventina di Domatori, protetti dietro due blindati. Alcuni di loro impugnano le fruste, altri hanno pistole automatiche. Ma nei loro occhi leggo timore, le  braccia ipertrofiche tremano mentre stringono le armi. Sanno già come andrà a finire.
Merlin si solleva in volo sopra di noi, gonfiando il mantello. Le mie mani si incendiano. Lame mortali appaiono nei pugni di Stan e Zelinda, basta guardarla per temerla.
I Domatori si danno alla fuga senza nemmeno sparare un colpo di avvertimento.
Mentre guadagniamo l’uscita incendio i due blindati. Ho sempre sognato di andarmene da un posto con un’esplosione alle spalle.
Quando l’ondata di calore ci investe siamo già lontani.
Non so se il T.E.A.T.R.O. riuscirà ad impedire il Gran Finale. O se a spuntarla sarà Zampanò. Non ci interessa, noi non siamo come loro.
Noi siamo i Freaks.

Serie: Freaks


Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Umoristico / Grottesco

Discussioni

  1. Se ho capito bene, anche se il titolo mi aveva fatto preoccupare, la seconda stagione si farà, giusto? Il finale, anzi… il gran finale che hai confezionato, si presta a molte altre epiche avventure. Ottimo Caligola, sicuramente un bel personaggio, ma il mio preferito rimane Merlin: nella sua imperfezione è perfetto, citando il tuo ultimo articolo. 🙂 L’ultima frase, “Noi siamo i Freaks”, chiude nella maniera più congeniale possibile, e in un colpo solo, sia l’episodio che l’intera stagione. E no, non è facile, anche perché in questo breve passo si cela un bel significato. Complimenti! 🙂

    1. Si Giuseppe hai indovinato, non me la sento di abbandonare di già i miei personaggi. Sono cntento che ti sia piacuta la serie, il tuo commento come al solito mi riempie di rgogio.
      Un abbracico e ci vediamo alla locanda

  2. Alla fine Caligola fa la scelta giusta, come mi avevi anticipato nel penultimo episodio.
    La Donna Barbuta e Zelinda sono molto toste.
    Sempre dalla parte dei Freaks sperando che lo riprenderai per una seconda stagione.

  3. Ecco, ora un misto di soddisfazione per come si è conclusa la vicenda, e di malinconia per il fatto di essere arrivati alla fine.
    Caligola è stato un gran protagonista, così come Merlin la spalla ideale, forse più di una spalla. Un po’ come Pippo con Topolino, con la sua ingenuità. Sei stato bravissimo, in queste tre stagioni, a creare dei personaggi sempre sorprendenti, dai poteri originali e dai nomi sempre azzeccati.
    Chissà cosa sarà ora, dei Freaks!

  4. “Ho sempre sognato di andarmene da un posto con un’esplosione alle spalle”
    Ci vorrebbe “400 calci” dei Nanowar come sottofondo.
    E comunque si, con tutta questa azione, l’esplosione era quasi d’obbligo.

  5. “Unisco le mani davanti alla bocca e soffio. Un getto di pura fiamma investe i miei nemici”
    Che immagine E P I C A!
    Scusa, non mi vengono altri termini, grande Caligola, il “soffio di drago” fa sempre il suo effetto ❤️

  6. Dire che è un episodio di fine stagione con il botto mi pare molto calzante! Che ritmo! Davvero coinvolgente, pieno di colpi di scena. I personaggi poi sono strepitosi, sei stato molto bravo a caratterizzarli. Mi sono molto affezionata a loro e spero vivamente che proseguirai, altrimenti dovrai risponderne personalmente 😜
    Bravo Ale, bellissimo finale!

  7. Ora che conosciamo i personaggi è davvero un peccato pensare di essere arrivato alla fine. Ci di potrebbe accontentare della scoperta dei poteri di Caligola, che pure hanno rappresentato un punto di svolta cruciale nella trama. Ma le verità è l’appuntamento con Merlin e Caligola era diventato istituzionale. Adesso dovrai inventarti qualcosa per compensare la loro assenza 😃

  8. “È che sono un tipo troppo orgoglioso. Non mi va di darla vinta a questo damerino e ai suoi scagnozzi.”
    Un aspetto caratteristico di questa storia che rende la lettura scorrevole è il tono colloquiale con cui Caligola si rivolge al lettore.

  9. Per favore, dimmi solo una cosa. Non è la Fine fine, vero? La sola idea mi terrorizza, anche se e vero che i nostri eroi hanno diritto ad una vita “normale”. Chissà… Zelinda prenderà il diploma di estetista, Stan aprirà una coltelleria, Merlin e Caligola metteranno su un agenzia di catering specializzata in barbecue con tanto di animazione “magica”. Mah, chi lo sa?