Zampanò

Serie: Freaks


Sono rinchiuso in questa cella da quattro giorni ormai. Tengo il conto del tempo che passa con i pasti portati dai carcerieri.
Colazione, pranzo, cena. Un altro giorno è passato.
Non so cosa ne faranno di me. Nessuno viene a farmi visita, nessuno parla con me. Ho provato a raggiungere Merlin col pensiero, ma è troppo lontano, forse si sta solo abbuffando di polpettone con Cristina e si è già dimenticato di me. Comincio a sentirmi solo. La fuga con Merlin mi ha cambiato, inutile negarlo. Quel buono a nulla mi ha reso debole e sentimentale. Mi mancano i suoi trucchetti stupidi e perfino tutte quelle domande con cui mi riempiva i pensieri prima di dormire.
Un muto che sente la mancanza di una conversazione. Sembra l’inizio di una barzelletta.
Sono sempre stato solo e me la sono cavata. Eppure è bastato un mese di fuga con quello scimunito a rendermi un cucciolo uggiolante alla porta, in attesa di una carezza.
Non mi sento peggiorato, tutt’altro. Sono preoccupato per il mio amico e so per certo che presto o tardi uscirò da questa cella e andrò a cercarlo. Così potremmo riprendere la fuga.
Adesso ho un motivo per lottare che prima non avevo, una determinazione che mi incendia e non si spegnerà tanto facilmente.
A proposito di incendi, c’è anche la storia del potere. Ci ho pensato molto in questi giorni.
Non so se è un bene o un male, con il fuoco sono arrivati frammenti di ricordi. Non riesco ancora a identificarli, ma dal retrogusto untuoso che mi lasciano, so per certo che non sono buoni ricordi.
Inoltre nella mia condizione attuale si è rivelato abbastanza inutile. Le fiamme che creo non sono così calde da liquefare le sbarre, ci ho provato. Potrei bruciare il materasso, ma non credo che mi tirerebbero fuori. Poi dopo dove dormo?

“Caligola, alla fine ce l’hanno fatta a metterti in gabbia”
Mi alzo dalla brandina. Riconosco la voce, anche se l’ultima volta che l’ho sentita era soffocata da decine di strati di fazzoletti colorati.
Sorrido e faccio una riverenza.
“Scherza pure minorato. Tra poco ti faremo passare la voglia di ridere.”
Ah che nervi non poter replicare. Mi manchi tanto Merlin.
Mi viene un’idea. Non ci ho mai provato, ma magari funziona. Accendo una fiammella nella mano destra, poi l’allungo, la modello e la incurvo. Per un attimo nell’aria appare una scritta infuocata: Ciao Stan.
“Smettila di chiamarmi così. Quello non è il mio nome. Non pensare di innervosirmi.”
Io non lo penso, lo so che si è innervosito. E’ così rosso da fare invidia al naso di un clown.
“Non ho tempo da perdere coi tuoi giochetti. Zampanò vuole vederti.”
Faccio un ampio gesto circolare con la mano destra, spostandomi di lato.
Prego accomodati, prometto che non proverò a cuocerti a puntino.
“Ammesso che le tue fiamme siano più veloci delle mie lame, cosa che reputo impossibile, non ti conviene fare scherzi. Il tuo amichetto potrebbe avere un incidente.”
Abbasso le mani sconsolato. Non credo che farebbero mai del male a una risorsa come Merlin, ma non posso permettermi il rischio. Mi sento una dannata crocerossina.
Steel fa un cenno di assenso verso qualcosa alla sua destra. Si fanno avanti due tipi nerboruti, in un’orribile divisa color nocciola.
I Domatori sono le milizie regolari del C.I.R.C.O. Non hanno poteri speciali, eccezion fatta per una massa muscolare da toro dopato e un sadismo piuttosto sviluppato. Alcuni di loro hanno un barlume di pensiero razionale, ma non è un requisito mandatorio per l’assunzione.
Mentre uno dei bestioni mi tiene sotto la minaccia della frusta elettrificata, l’altro mi lega bene i polsi dietro la schiena. Stringe le manette fino a farmi male. Starà godendo.

 Il Lanciatore di Coltelli sorride soddisfatto quindi si volta, i Domatori mi spintonano invitandomi a seguirlo. In compagnia dei miei simpatici angeli custodi, percorro il corridoio che negli ultimi anni è stato il mio luogo di lavoro. Queste pareti grezze, grigio cemento erano uno dei pochi ricordi che avevo prima di riuscire a fuggire. La porta dell’ufficio di Zampanò è chiusa a metà, così che posso vedere dentro. La conosco a memoria quella stanza. E’ di fattura industriale, con una grossa presa d’aria e elica che occupa tutta la parete sinistra. I muri sono grigi come un brutto ricordo, senza orpelli nè scaffali. Le uniche decorazioni sono tre grosse bocchette circolari e una triste lampadina, in un paralume da due soldi. Un tavolo, una scrivania e un armadio in acciaio. Ci sono tutti gli elementi per vincere il premio di arredatore dell’anno.

Il capo della Congregazione se ne sta in piedi, nel suo costoso completo blu, tormentandosi le mani. Il viso è contratto in un ventaglio di espressioni che variano dalla rabbia al furore nero.

Steel bussa alla porta semiaperta. “Capo, il prigioniero è qua.”
Il viso di Zampanò, come fosse una maschera di gomma, si trasforma in quello di un simpatico ed elegante commesso bancario.
“Grazie Steel, fallo accomodare” dice allegro. “E chiudi la porta quando te ne vai.”
Col rumore della porta che sbatte alle mie spalle, faccio qualche passo nell’ufficio.
“Caligola, alla fine ce l’abbiamo fatta a vederci. Stavo giusto facendo delle prove per le espressioni che userò quando conquisterò il mondo. Anzi dammi una mano, ti piace più rabbia folle e incontrollata o sorriso sprezzante e spietato? Altrimenti c’è sempre la risata malvagia, un grande classico.”
Non rispondo. Come potrei, d’altra parte?
“Non ti sai decidere, eh? Vabbè sceglierò sul momento. Adesso veniamo a noi. Scusa se ti ho fatto legare, ma mi hanno riferito che sei riuscito a sbloccare il tuoi poteri. Congratulazioni ragazzo, non poteva essere altrimenti, sei il degno figlio di Nerone.”
Zampanò mi guarda sorridendo, sa benissimo che quello che ha detto mi ha congelato lo stomaco e vuole godersi la mia reazione. Non gliela darò vinta.
“Ah che tempra. Tuo padre ne sarebbe soddisfatto. Glielo dicevo io, abbi pazienza Nerone. Ma lui ha sempre pensato che fossi una delusione.”
Sta mentendo, questo damerino vuole solo torturami.
“Non sto mentendo è la pura verità. Ah che faccia che stai facendo! Se ti potessi vedere, spassosa. Sei stupito che sappia leggerti la mente? E’ una qualità che ho appreso e tramandato. Ma tu lo saprai bene, visto che sei molto amico di mio figlio.”
No, non è possibile. Cosa sta succedendo? Merlin è il figlio del capo del C.I.R.C.O.? Devo sedermi.
“Ho incontrato Nerone più di vent’anni fa” continua ignorando il mio stupore. “Tuo padre era fissato con il circo. Pensava che gli artisti circensi fossero dei super eroi, uomini che grazie alla pratica e a un costante allenamento riuscivano a sviluppare capacità sovraumane. Un visionario, con questa capacità di infiammare gli animi di chi lo ascoltava, mi convinse che il solito allenamento potesse essere applicato anche alle capacità psichiche. Eravamo dei giovani sognatori e ci provammo. Mettemmo a punto un sistema capace di sviluppare e potenziare queste qualità. Tuo padre ci aveva visto giusto, sviluppammo dei poteri. Niente di trascendentale, una scheggia di magia. Roba che un qualsiasi mangiafuoco o mentalista può replicare coi suoi trucchi, in spettacoli da quattro soldi. Ma noi non usavamo trucchi, capisci? Noi avevamo dei veri poteri, anche se deboli. Eravamo speciali, ma nessuno lo capiva.
Moltiplicammo gli allenamenti per diventare più forti, ma fu del tutto inutile.
Stavamo per abbandonare quando nacque Merlin, e lui era veramente speciale. A cinque anni i suoi poteri erano già sviluppatissimi. Scoprimmo così che quella scintilla di potere che avevamo, divampava come un incendio nella nostra prole e fondammo il C.I.R.C.O. Il mezzo con il quale ci saremmo presi il potere che meritavamo. Cominciammo a addestrare volontari, col pretesto di ricerche scientifiche o altre cavolate. Poi una volta congedati, ci offrivamo di occuparci dei figli.
Non tutti i prelievi sono sempre andati bene. Tua madre, mi ricordo, fece un sacco di resistenza quando Nerone venne a prenderti.”
Non riesco a muovermi nemmeno a pensare, la mia testa è un tornado di domande e immagini. Le urla di mia sorella mescolate alle maledizioni di mia madre. Nel mezzo lui, l’odiosa sagoma che mi sta per portare via. Poi il fuoco che cancella ogni cosa.
Mio padre mi ha rapito. Ed è stato lui a incendiare la mia casa?
Perché raccontarmi tutto questo, adesso?
“E’ semplice, caro Caligola. Perché ti voglio con noi. Merlin purtroppo ha ereditato pochissimo del mio cervello. Ma tu hai la scaltrezza e la lucida determinazione di tuo padre, hai messo in difficoltà tre dei miei migliori agenti. Una addirittura è ancora divisa in due” lo dice sorridendo e con ammirazione sincera. “In più adesso hai il potere del fuoco. Con te a guidare Merlin potremmo fare cose inimmaginabili. Conquisteremo il mondo, di più. Lo ridisegneremo a nostro piacimento.”
Con un sorriso da iena, Zampanò allunga la mano. L’orologio d’oro fa capolino dal polsino perfettamente stirato.
“Allora, che ne dici? Sei dei nostri, o preferisci morire?”

Serie: Freaks


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Discussioni

  1. Ciao Alessandro 😀 Wow, che episodio! Sono stata investita dalle rivelazioni di Zampanò come da un fiume in piena. Il povero Caligola deve confrontarsi con un passato non facile, celato da barriere che si stanno sgretolando. Mi piace che gli antagonisti (che fine ha fatto Nerone?) siano i padri degli eroi

    1. Nerone prima o poi verrà fuori, me lo tengo per le prossime stagioni 😂😂😂
      Grazie per aver letto l’episodio, mi fa piacere che ti sia piaciuto. Un abbraccio

  2. “Il capo della Congregazione se ne sta in piedi, nel suo costoso completo blu, tormentandosi le mani. Il viso è contratto in un ventaglio di espressioni che variano dalla rabbia al furore nero.”
    Che bello, adesso il boss ha un volto! E gli calza a pennello 👏 👏 👏

  3. “La fuga con Merlin mi ha cambiato, inutile negarlo. Quel buono a nulla mi ha reso debole e sentimentale. Mi mancano i suoi trucchetti stupidi e perfino tutte quelle domande con cui mi riempiva i pensieri prima di dormire.”
    ❤️

    1. Ciao Tiziano, grazie per aver letto il racconto. Eh si ormai siamo alla fine 🙁
      Ci vediamo per il GRAN FINALE

  4. Cavoli, che episodio!! Le rivelazioni di Zampanò (tra l’altro: Caligola, Merlin, Zampanò, Nerone…eccetera eccetera, la tua scelta dei nomi è un piacere extra nel piacere della lettura) mi hanno lasciato a bocca aperta. Hai davvero costruito una bella situazione, e non vorrei proprio trovarmi nei panni di Caligola ora!

  5. Questo episodio mi ha portato alla mente certi cartoni animati; hai presente quelli dove c’è il cattivo che vuole conquistare il mondo? Questo Zampanò ha molto di cartonesco. Bravo Alessandro, ne inventi sempre una.

    1. Ciao Dario,
      grazie per il tuo commento e per aver seguito la mia storia fin qua. Beh, il mio mondo un po’ si rifà ai cartoni animati quindi ci sta tutta.
      Alla prossima

  6. Accidenti che episodio!! Caligola è stato alla fine catturato e separato dal suo compagno, cosa che non era mai accaduta. E ora che sa gestire i poteri del fuoco abbiamo delle super rivelazioni dal super cattivo dei cattivi!! L’idea della magia che nasce negli uomini che la perseguano ed evolve nei loro figli mi piace molto, davvero. Ora si riescono a mettere a fuoco i flashback che ci hanno tanto incuriositi negli episodi precedenti. Colpi di scena a raffica, ma ben dosati e d’effetto. Bravo Ale👏👏

    1. Ciao Virginia, grazie per il bel commento.
      Sono contento che l’episodio ti sia piaciuto e grazie per il tuo entusiasmo.
      Il prossimo sarà l’episodio conclusivo. Chissà cosa accadrà :-*

  7. Cavolo, che finale! E ora? Che si fa? Non credo sceglierà di prendere parte a questo circo (circo in tutti i sensi), ma non credo nemmeno avrà intenzione di arrendersi alla morte. Chissà come riuscirà – e come riuscirai – a risolvere questa difficile situazione. Senza contare che devi tener in assoluta considerazione anche il lab! Insomma, cavolacci tuoi! 🙂 Sono curioso, mi piacciono le sfide. E sì, lo so. Anche a te! Alla prossima! 🙂

    1. Ciao Giuseppe, son cavoli amari adesso. Ma se il LAB non me lo permetterà credo che mi prenderò una licenza. Devo chiudere la stagione in maniera degna.
      GRazie per il supporto.
      Alla prossima

  8. “Il capo della Congregazione se ne sta in piedi, nel suo costoso completo blu, tormentandosi le mani. Il viso è contratto in un ventaglio di espressioni che variano dalla rabbia al furore nero.”
    Il personaggio del VIDEO! Grande!

  9. Dirti che questo è l’ episodio migliore che abbia letto sarebbe una bugia, perché lo dico ogni volta che ne leggo uno nuovo 😂! Complimenti per la maestria, sai tenere il lettore ‘incollato’ in ogni contesto. Non vedo l’ora di leggere il prossimoooo …🙂 Questa serie è fantastica!

    1. Ciao Gio,
      grazie mille per il tuo commento e per il tuo entusiasmo.
      Mi fa davvero tanto piacere.
      Alla prossima

  10. Caspita, che rivelazione! E poi il finale… sono curiosa di sapere la risposta. Bello, caro Ale! Riesci a tenere sempre alta l’attenzione, nel modo speciale e cinematografico che hai di descrivere le scene. Allora attendo, eh? Alla prossima.

    1. Ciao CRI, accipicchia che velocità, te lo sei letto caldo caldo.
      Grazie per il bel commento sono contento che la serie ti piaccia.
      Ci vediamo alla prossima puntata