Il sogno erotico di nonno Alfredo

Di tutte le cose folli che Claudia aveva fatto nella sua vita, quella le superava di gran lunga: aveva accettato perché le era stato promesso un compenso di mille euro. Sempre che, riuscisse nel suo intento. Era brava nel suo lavoro, una professionista conosciuta e apprezzata. Nulla, tuttavia, le aveva permesso di fare il balzo di “qualità”: troppe spese da pagare. L’ospizio dei nonni, l’usuraio del fratello con il vizio delle slot machine, la babysitter della figlia. Il padre della creatura se l’era data a gambe appena l’aveva vista con il pancione. Poco male, non era mai stata brava a giudicare le persone. Non quelle vive.

La famiglia di nonno Alfredo le aveva fornito un profilo piuttosto particolareggiato. Al “Fu” piacevano le donne e il buon vino. Claudia aveva chiesto ai clienti di prenotare una suite nell’hotel dove era spirato. Il buon Alfredo era morto d’infarto fra le braccia di una giovane entraineuse.

Fu felice di scoprire che le sue richieste erano state eseguite alla perfezione. Versò nella jacuzzi un paio di bottiglie di barolo, accese qualche candela e posò sull’acqua stemperata di rosso dei boccioli di rosa nana sperando di non venir infilzata da qualche spina.

Si diede a malapena uno sguardo allo specchio a figura intera, arricciando leggermente il naso. Con il trucco c’era andata giù pesante. Sollevò le spalle in un gesto infantile, contenta di essersi infilata un vecchio costume da bagno. Le macchie di vino erano difficili da togliere, figuriamoci se intendeva sprecare un capo del suo magro guardaroba. Presentarsi nuda era fuori discussione: per sorte non aveva ancora gettato il costume verde che aveva indossato una decina di anni prima.

Una volta nella jacuzzi si servì mezzo calice di vino e posò le spalle sul bordo della vasca cercando di rilassarsi. Sorrise di se stessa, era davvero disperata, servendosene un secondo calice. Tanto valeva ubriacarsi. Nel caso il “Fu” non si fosse presentato si sarebbe goduta la stanza fino al mattino, fatto un bagno decente e poltrito a letto guardando la tv via cavo.

Dopo aver sorseggiato il barolo reclinò la testa all’indietro e chiuse gli occhi qualche secondo. La settimana prima il dentista le aveva presentato un conto da capogiro, facendo leva sulle sue responsabilità di madre. La piccola doveva mettere l’apparecchio ai denti prima di Natale. Il fratello era scoppiato in lacrime minacciando il suicidio: le aveva confidato di voler attraversare il bosco e farsi sbranare dai lupi. In centro a Milano? L’unico lupo che conosceva Mattia era quel marpione del suo collega che gli allungava soldi pretendendo interessi astronomici. Nonna Rosa doveva fare la tac alla clinica privata: l’ospedale le aveva fissato l’appuntamento per l’anno dopo e la povera donna soffriva come una bestia.

« Ah… Bene, allora Lei mi può capire. »

Claudia aprì gli occhi all’istante. Incontrò lo sguardo vivace di un distinto ottantenne seduto sul bordo della jacuzzi. Il “cumenda” vestiva un sobrio doppio petto blu scuro, camicia bianca e cravatta di seta. I capelli argentati gli arrivavano sotto l’orecchio, belli folti, e il volto abbronzato risaltava degli occhietti chiari pungenti come spilli.

Nonno Alfredo scosse una mano come se volesse scacciare una mosca. « I miei nipoti sono sanguisughe, “ciaparàt”. Marina, la maggiore, ha deciso di finanziare il suo nuovo fidanzato: un idiota avanguardista che prima di conoscerla cuciva gli orli dei pantaloni in una sartoria cinese e ora si atteggia al Valentino della Brianza. Tommasino ha distrutto la terza Ferrari perché a quarant’anni non ha ancora imparato a guidare come Dio comanda: si è scontrato contro un camioncino della nettezza urbana. Elena ha scoperto la sua passione per il bricolage ed ha aperto un franchising di negozi specializzati in bottoni foderati in tessuto.

Mi dica Lei, come faccio a lasciare a questi idioti un solo centesimo? »

A Claudia era stato chiesto di recuperare il testamento: il buon Alfredo lo aveva nascosto da qualche parte mettendo nel panico i familiari. Senza quel documento il notaio aveva avuto disposizioni di congelare l’intero patrimonio.

« I suoi nipoti le vogliono bene, » sapeva di arrampicarsi sugli specchi « sono davvero addolorati per la sua perdita. »

« Vöia de laurà saltum adoss. » il “Fu” non era d’accordo. « Comunque, sono qui per un’altra faccenda. Ho una proposta da farle. »

Claudia sospirò: il “cumenda” non intendeva darle vita facile.

« Le dirò dove si trova il testamento, dopo averlo letto mi raggiungeranno in fretta. Ho lasciato tutto il patrimonio al Policlinico, tranne la villa di campagna. » Alfredo la fissò negli occhi.

Claudia era incuriosita. « Dica pure. »

« Vorrei chiedere in prestito il suo corpo per un paio d’ore. Poco lontano c’è un Club che conosco bene, lo consideri un addio alla vita fatto come si conviene. Ho sempre desiderato comprendere come si sente una donna nel fare l’amore. »

Le era capitato di “prestare” il suo corpo in un altro paio di occasioni: a un’anziana che aveva espresso il desiderio di accarezzare il gatto e a un buongustaio che era spirato il giorno prima di recarsi al Ristorante Cracco. Il poveretto voleva festeggiare degnamente il sessantesimo compleanno e Claudia non aveva saputo dire di no.

« Avrà qualcosa in cambio, ben inteso. Le regalo Il Mammolo. »

Claudia piegò la bocca in una smorfia divertita « Ho già quattro bocche da sfamare: qualcosa potrebbe andare storto. Non accetterei per tutto l’oro del mondo. »

« Ah, deve stare tranquilla. » sul viso di Alfredo tornò il sorriso. « A me piacciono le “bele tuse”. »

Dovette ammettere che la logica del “Fu” non faceva una grinza.

« Cos’è, esattamente, Il Mammolo? »

« Un nano. Lo può trovare nel giardino della villetta al lago, so che Marina l’attende lì per ricevere la lieta notizia. Può portarlo via, nessuno noterà la sua assenza. »

Qualcosa non tornava. « Perché dovrei prenderlo? »

« Perché ho nascosto al suo interno un Baden 9 Kreuzer, un francobollo del valore di circa un milione di euro. È protetto da un imballo ermetico e impermeabile. So che è una ragazza onesta, non approfitterebbe mai dell’informazione che le ho dato senza aver acconsentito alla mia richiesta. »

Un milione di euro… Ce n’era a sufficienza per l’apparecchio di Monica, la tac di nonna Rosa e un paio di biglietti per le Canarie. Lì faceva caldo tutto l’anno, poteva trascorrere l’intera vita con sua figlia senza aver più alcuna preoccupazione. Mattia cercasse pure il lupo nel bosco.

« Non posso rubare un nano da giardino! »

« Tecnicamente non è un furto. È un regalo. »

Un milione di euro… I morti non l’avevano mai imbrogliata.

Quando si recò alla villa sul lago un domestico la condusse nello studio privato di Marina. Claudia lo seguì senza indugio, sbirciando mobili e quadri. I nipotini non sarebbero comunque morti di fame.

La padrona di casa indossava un vestito tappezzeria, gonna svasata e colletto elisabettiano: per un attimo le ricordò la micia dopo l’operazione di sterilizzazione. Claudia accettò di bere un caffè accompagnato da una fetta di torta appena sfornata, seguendo le istruzioni di nonno Alfredo. Le aveva raccomandato di ritirare l’assegno prima di rivelare il luogo dove era nascosto il testamento.

« La vedo provata, mia Cara. »

Claudia annuì mestamente, sollevando gli occhiali da sole che aveva indossato per nascondere un paio di occhiate degne di un panda. « Chiedo scusa se le sono parsa maleducata. Sono piuttosto stanca. »

« Nonno Alfredo era un osso duro. »

“Non immagini quanto”. Tenne per sé quella considerazione, con un sorriso di circostanza. Una volta che entrambe ebbero fra le mani la busta tanto agognata Marina l’accompagnò al viale d’ingresso.

Giunta all’aperto l’attenzione di Claudia fu calamitata da un enorme buco sul terreno e da un cumulo di detriti accatastati poco lontano.

Marina ridacchiò. « Ho deciso di far installare una fontana per dare un tocco di classe al parco. L’architetto mi ha assicurato che riuscirà a riprodurre fedelmente i giochi d’acqua della Fontana di Trevi. »

« Bellissimo. »

La risposta incolore dell’ospite convinse Marina e seguire il suo sguardo: era puntato sui detriti. Sorrise con sufficienza. « Oh, è interessata al nano da giardino? »

Il Mammolo fissava Claudia con occhi dolci.

« Mia nonna li colleziona. »

Non sarebbe finita all’inferno per quella piccola bugia.

« Lo prenda pure. Gli operai lo porteranno in discarica questo pomeriggio assieme al resto. »

Claudia ricambiò il sorriso, trasognata. « La ringrazio Signora Bonini, nonna Rosa ne sarà felice. Le farò avere una torta di mele da parte sua. »

Le rispose con il cenno scacciamosche del nonno. « Non è necessario. »

Claudia annuì e raggiunse il cumulo. Prese sotto braccio Il Mammolo e dopo aver nuovamente ringraziato si infilò nella sua Matiz color menta.

Attese che Marina rientrasse, quindi afferrò la statua di terracotta e le posò un bacio sulla fronte.

«  Grazie nonno Alfredo. Spero tu ti sia divertito. »

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Discussioni

    1. Ciao Marco, mi sono divertita un sacco a scriverla 😂

  1. Mi sono assentato un po per questioni pratiche e personali e quando ho riaperto la piattaforma sono rimasto colpito (lo ammetto) dal titolo. Sinceramente mi sono detto tra me e me (strillando interiormente): CLAMOROSO! MICOL HA SCRITTO UN RACCONTO HARD! NON CI POSSO CREDERE! NOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!
    Poi mi sono appropinquato nella lettura e colpo di scena come un triller ben escogitato; non è una novella porno.
    Complimenti, non per Micol, anche se ha scritto una bella storia, ma a nonno Alfredo: che ha tutta la mia solidarietà.

    1. Ciao Raffaele, temo che l’erotico sia un genere a me molto molto lontano 😀
      Anche a me è simpatico nonno Alfredo, mi sono divertita nel creare il suo personaggio. Questo racconto fa parte di un vecchio laboratorio, quello di marzo 2019, che si basava sul filmato di una ragazza che faceva il bagno in una vasca colma di liquido rosso (chiaro, di sicuro non sangue). Ti sembra che io riesca a scrivere, laboratorio o meno, qualcosa di normale? 😀 😀 😀

  2. Favoloso. Adoro i racconti di fantasmi, sia che spaventi o, sia che siano divertenti. Si prestano ad inventare un sacco di storie e non deludono mai. Questo racconto in particolare è simpatico ed intelligente. Bella la caratterizzazione del cumenda milanese. Brava.

    1. Ciao Silvia. Dopo aver affrontato il lab precedente in modo piuttosto drammatico avevo bisogno di ridere! Gira e rigira il genere che trovo più confortevole è quello fantasy, così ho provato ad immaginare cosa potesse aver spinto una ragazza a tuffarsi in una vasca piena di vino rosso conciliando le due cose. 🙂

  3. Non solo divertente, ma anche un racconto che fa pensare e che mi sembra molto attuale. Bello, mi è piaciuto tanto! 🤗

    1. Ciao Vanessa, come vedi zoppico dal tuo stesso piede ;). Anche per il prossimo laboratorio ho in mente un racconto fantasy. Felice che ti sia piaciuto, di solito sono piuttosto “nera”.

    1. Ne sono felice Antonino, di solito sono parecchio dark!

    1. Ripeto quanto detto a Massimo. A quando un tuo pezzo per il laboratorio? Sono contenta di essere riuscita nell’intento e aver seguito lo stimolo ricevuto su facebook.

    2. Eh, cara Micol. Per adesso il tempo sembra non bastarmi mai! Quando ho qualche ora disponibile, soprattutto la sera, continuo a scrivere la seria. 🙂

    1. Ciao Massimo, felice di averti strappato una risata. Siamo in palpitante attesa della tua partecipazione al laboratorio.

    2. Anche io sono in attesa di me stesso. Adesso gli tiro le orecchie ?

    1. Per fortuna non ne ho avuto necessità, ma so di genitori che hanno chiesto un prestito per mettere l’apparecchio ai denti dei figli. Sono contenta di essere riuscita a far ridere, ti dico solo che la prima idea che ho avuto guardando il filmato era quella di scrivere un racconto con protagonista una moderna Kali. Ho visto con piacere che le menti collettive esistono, c’è un altro pezzo del laboratorio che ha sviluppato egregiamente questo tema.

    1. Ciao Cristina, Tavernello vs Barolo! Mi sa che gli effluvi alcolici hanno dato alla testa ad entrambe le nostre protagoniste. Spero di averti strappato una risata 🙂

  4. Riconosco che in questo commento sono di parte: adoro le storie incentrate sulla svolta, sul cambio repentino e radicale dello stile di vita. Trama davvero brillante, in poche righe hai condensato un intero film di desideri, speranze e riscatto dalla vita quotidiana. Bravissima come sempre.

    1. Ciao Tiziano, questa volta ho cercato di “far ridere”. Che mi sia riuscito o meno sono contenta del risultato. Grazie per l’appoggio e per l’aiuto. Chissà cosa state complottando alla Open per il prossimo laboratorio…

  5. Meraviglioso, Micol! Super complimenti. Ma questo è un personaggio troppo interessante per limitarlo a un racconto! Veramente splendido… crudo e divertente nel contempo

    1. Ciao Pietro, sono contenta che ti sia piaciuto. Grazie per le “dritte” in milanese, se ho fatto qualche pasticcio colpa di google 🙂
      Sì, effettivamente Claudia è un personaggio interessante. Per ora ho altra carne al fuoco, ma chissà…