Il suono del mare in una conchiglia

Serie: Lettere notturne

Aveva ritrovato un’immagine perduta. 

“Nei tuoi occhi nocciola ora c’è la tenerezza di un bambino. E li ho guardati a lungo stavolta… A lungo e bene, per portarti dentro di me. Per averti con me, nel profondo, amore…”

Una sensazione di pienezza. Una calma inspiegabile… Non era esaltazione d’amore, non era ebrezza, era come si trovasse su una spiaggia d’estate, con lo sguardo fisso sul punto più lontano che divide cielo e mare, e soffiasse un vento caldo, caldo… 
E il rumore del mare provenisse dall’abisso di una conchiglia.

E quella conchiglia all’orecchio, ora, la teneva poggiata sul palmo della mano. Un regalo. Era sua. E come un amuleto, un bracciale prezioso, l’avrebbe portata sempre con sé. 

Impossibile dimenticare quei momenti, impossibile. 

Quegli sguardi, la bellezza del ritrovarsi e lo scoprire di non essersi mai persi.

Un tuffo nel petto

 e poi più giù, nella pancia, come il rivolo di una cascata. 

E poi il tocco delle mani, come pietre focaie… Era ritornava la sensazione iniziale, il calore che dalla punta si espandeva lungo tutto il corpo. E lo scaldava come un fuoco antico scalda e protegge. 
Un cielo notturno, il vino, prima rosso poi bianco, poi di nuovo rosso. I sorrisi e la bellezza degli amici. Gli abbracci, tanti abbracci ad occhi chiusi per sentirsi più vicini. 

Lui. L’amore della sua vita. lì. Vicino a lei. Non sarebbe mai più sparito. 

Una corsa in strada a pieni polmoni  “aspetta, non andare, aspetta un altro minuto…”

Un abbraccio che come un vortice portava lontano e annebbiava i sensi, gli occhi. Solo il corpo sentiva. Amore amore amore… Ho capito d’amarti davvero… perché ci siamo lasciati, ma non ci siamo mai persi. 

E nel petto lo sconquasso e le lacrime di una sensazione primordiale e inspiegabile. 
Nascere e rinascere. Così.

Tutta la vita a correre per ritrovarsi lì in quel momento.

“aspetta, non andare, aspetta un altro minuto…”

Io il suono del mare non pensavo di poterlo ascoltare dal fondo di una conchiglia.
Ma
alla fine ce lo hai regalato… Ed è uno dei regali più belli che tu mi abbia mai fatto.
Ora sento di camminare lungo la battigia con le lacrime agli occhi che mi fanno sperare in tutto;
Nella vita nel mondo negli esseri umani. In tutto.


Amore amore amore …

hai cantato ancora una volta per me

ed io,

ancora una volta,

mi sono innamorata di te.

Serie: Lettere notturne
  • Episodio 1: Il suono del mare in una conchiglia
  • Episodio 2: Lanterne notturne in una notte d’estate(fortuna e stelle…)
  • Episodio 3: Lucciole
  • Episodio 4: Lettere notturne
  • Episodio 5: Parole e sogni
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    Responses

    1. In un afoso pomeriggio d’estate è bello dissetarsi con un racconto dal quale sgorgano sentimenti freschi e limpidi, scritti con la forza di una passione vera e sentita. Grazie ancora per aver condiviso un’altra delle tue storie.

      1. Tiziano! riesci sempre a cogliere l’essenza di quello che scrivo.. è bello vedere il modo in cui mi leggi. grazie grazie:)