Il volto del nemico

Serie: La battaglia di Hagem'hdal.


1.

Avanzavano. Gli uomini corteccia affianco dei golem. Derim deglutì.

Gerehem: Vuole veramente fidarsi?

In lontananza Hankia e Furuten guidavano i due eserciti, poco distante Dovotam. Marciavano sulla città in direzione delle Antiche Fucine seppellite sotto le caserme di Hagem’hdal.

Derim: Entreremo in possesso degli indomabili Golem, costruiti dagli uomini dei primi anni. Spettri e fantasmi li custodiscono dormienti. Finché ho la Lama della Radura nessuno oserà tradirci.

Gerehem: Giochi a scacchi con Gadgarat, forse mostri troppa sicurezza.

Derim: Non vi è titubanza nelle mie parole poiché non ne tengo bisogno.

Arroganza, sottile involucro posto ad offuscare la vista. E con il passo successivo Derim portò la regina lontana dal re, oramai troppo scoperto dinanzi alfieri e cavalli nemici.

2.

Cadde in ginocchio ansimante. La tenda verde era circondata da colorati alberi. Sehema deglutì scorgendo il principe uscire da ella.

Alaghen: Ho desiderato che il mio sguardo si posasse su di te ogni notte, nei riflessi dei bicchieri ed oltre i metalli più scintillanti. Ah dolce visione, il mio pegno finalmente giunge da me.

Sehema si alzò indietreggiando. Improvvisamente vide tre figure avvolte da fiamme emergere da dietro il principe.

Alaghen: Scorgo curiosità ed un barlume di non saprei cosa. Lì, nel tuo sguardo. I miei tre generali forse ti colgono sprovvista di conoscenze…

L’elfo gesticolava, notò che avesse la pelle screpolata e di una strana tonalità. Sembrava differente.

Alaghen: Mio padre non avrebbe approvato ed effettivamente ha interrotto il suo aiuto nella mia missione. Stai osservando qualcosa che và oltre la tua comprensione.

3.

Si sedettero al tavolo di legno accanendosi sulle bevande e le cibarie. L’uomo li scrutava.

Damius: Tenacia e resistenza. Questo mi pervade osservandovi. I clan dell’ovest mi hanno eletto comandante e così giungo in vostro soccorso.

Klemon: Gli elfi sono alle porte ed oramai noi ci troviamo esterni ma paralleli a loro.

Duncan: Due eserciti bramosi di Hagem’hdal ma nemici.

Damius: Le spie hanno rivelato che parte del pegno è stato raccolto, Alaghen si prepara a celebrare le nozze.

Si sentì gelare il sangue. Klemon rabbrividì. Sehema trattata come un oggetto da scambiare ed ora in balia del principe.

Hubert: Dobbiamo liberarla.

4.

Sgranò gli occhi stupito. Marekad camminò sulla lastra di ghiaccio a prima vista infinita. Centinaia di nidi.

Eletto: Ora sei in parte padrone del sapere. Qui finimmo una volta banditi, una terra ghiacciata oltre l’oceano. La Distesa Ghiacciata.

Marekad: E qua inizierà il nostro ritorno.

5.

I Demoni Bianchi smisero di cacciare i nemici. Si sedette sulla cima del palazzo. Daharim sospirò. Spaccature da cui uscivano le creature avevano ricoperto le stanze dell’edificio. Una voce lo raggiunse.

Spettro: Lo percepisci? Potere crescente, quasi avvolge le tue fantasie più nascoste facendole crescere.

Si volse, non vi era nessuno.

Spettro: Una cantilena infinita che io ti ho donato. Mio dolce araldo.

Daharim: Chi sei?

Spettro: Colui che ti ha donato la coscienza figlio mio.

6.

La fece tener ferma dai soldati. Voleva farla assistere. Alaghen vide i tre generali chinarsi e si tagliò leggermente il palmo sinistro pervadendo la lama di oscura energia.

Alaghen: Il nostro padre comune ci ha donato questo. Prendine Demitru e sii la fiamma verde, ingurgitatore di speranze nemiche. – posò l’arma sulla testa del primo – Tu invece Homer sarai la fiamma bianca, signore del desiderio. – la lama si spostò sul secondo – E tu invece Tares…

Spettro: A lui la gialla come già stabilito. – nessuno lo udì eccetto il principe.

Alaghen: A te la fiamma gialla, difensore della pace in nome della sottomissione.

Lunghi suoni riechegiarono nell’aria. Alaghen volse lo sguardo, in lontananza gli eserciti dell’ovest.

7.

Li vide cadere. Le enormi creature rosse crollarono al suolo. Hankia e Furuten riposero le armi. Le Antiche Fucine erano una schiera di palazzi di marmo sotterranei illuminati da torce magiche. Gli eserciti finirono circondati da fantasmi e spettri. Dovotam si volse verso Derim. L’uomo di getto sollevò la Lama della Radura e tutti loro si inchinarono.

8.

Sollevarono le armi. Vide Heselia scoccare frecce uccidendo due elfi. I due eserciti si unirono in un agglomerato di sangue. Klemon e Duncan combattevano spalla a spalla, poco distante Hubert avanzava con i compagni.

Il terreno tremò. I guerrieri smisero di combattere e tutti si volsero verso l’accampamento degli elfi. Alaghen sorridente uscì dalla tenda. I tre generali erano davanti a lui. Tre metri di altezza ed un armatura inscolpibile, emanavano una strana energia.

9.

Vide i tre scagliarsi sugli eserciti ignorando la fazione. Trucidavano chiunque. Il principe fece cenno alle guardie di tenere ferma Sehema.

Alaghen: Fuggiremo tra gli alberi, ho fatto costruire un altare elfico. Lì ci uniremo per sempre.

10.

Gli uomini corteccia allontanavano i golem incontrollabili mentre loro avanzavano. Dovotam lo stava scortando. Vide Gerehem con un espressione preoccupata. Poi lo raggiunsero, un tempio di tufo. Derim ne varcò la soglia. Sul soffitto un murales.

Dovotam: Raffigura le divinità che generano araldi. All’apice in alto una figura luminosa e sotto Gadgarat e colui che viene chiamato l’Eletto. In basso in sottofondo invece qualcosa che sembra muovere i fili dell’umanità. Concentrati sulla Lama però, qua vi è il segreto per il suo pieno potenziale.

Poi una voce che solo Derim ode.

Spettro: Qua si inizia figlio mio, ho grandi progetti per te.

Continua.

Serie: La battaglia di Hagem'hdal.


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