Inizió così 

Serie: Nuovo inizio

Mi ero laureata in corso e a pieni voti, non vedevo l’ora di trovare un fantastico lavoro e realizzarmi, magari con al mio fianco, la persona giusta.

Ero innamoratissima, mi sentivo un’unica cosa con il mio Lui: sguardi intensi, momenti bellissimi, giornate indimenticabili.

Poi…il Principe in questione ha conosciuto un’altra, non bella, ma ricchissima, nipote di uno dei più famosi avvocati della città… e ciao.

È volato via, dietro quell’altra, senza troppi complimenti, e con lui, i nostri progetti per il futuro.

Per dirlo in musica, siamo passati da “True love “a “Too much love will kill you” in un respiro.

Per giunta continuavo a fare colloqui, i giorni passavano, ma mai nessuno mi faceva sapere.

Ero a pezzi.

“Quando si chiude una porta si apre un portone “dice sempre mia nonna, ma non sapevo che di li a poco di portoni ne avrei aperti veramente tanti. Letteralmente proprio.

La mia amica Elena, infatti, stufa di vedermi consumare fazzoletti per quel Cretino, come ora lo chiama lei, un giorno mentre mi confessa di essere incinta mi propone di sostituirla al lavoro.

“Nulla di complicato, vedrai, solo che, con l’approssimarsi dell’estate ed il caldo, per me inizia ad essere un po’ faticoso-mi confida- ed il Capo mi ha chiesto se conosco qualcuna in gamba che possa sostituirmi per il periodo della maternità… ho pensato a te.

Ti distrai, non pensi al Cretino e anche se non è il lavoro della tua vita, è momentaneo, conosci gente nuova e guadagni qualcosa.

Ho abbozzato facendo spallucce, ma ad Elena bastava. Quel vulcano della mia amica aveva già pensato a tutto e il giorno dopo aveva organizzato una colazione per presentarmi al suo boss.

” Sai, lui senza una buona brioche ed un cappuccino chiaro non inizia la giornata, così quando non sono in ritardo glieli prendo prima di arrivare, e le cose iniziano già in discesa.”

Solo ora mi rendo conto che in effetti, a parte questo particolare, non mi ha mai svelato nulla sul suo lavoro, ma stiamo già per entrare in quello che con mio stupore, non è né un bar, luogo usuale per le colazioni, né un ufficio, dove pensavo lavorasse Elena.

Non glielo posso nemmeno chiedere ora visto che, per farmi strada è già entrata.

Mi ha detto di aspettare qui “fino a segnale convenuto”.

Proprio come quando, da piccole, giocavamo a Occhi di gatto, le ladre che han fatto un patto.

E allora sono qui in modalità “palo”. 

Un brivido lungo la schiena: ” Non è che stiamo facendo davvero una rapina?”

Ecco perché non dice mai nulla del suo lavoro… Altro che cappuccino…Oh mamma e il povero Giovanni lo saprà? Proprio ora che stanno per diventare genitori, lui ha un buon lavoro, ecco perché mi ha detto, lei col caldo e il pancione farà più fatica… Ma io…Santo cielo….non c’era mica bisogno di… di…

All’improvviso mi ricordo anche che una volta mi ha parlato di essere riuscita a fare un colpaccio… vuoi vedere che voleva confessare qualcosa? ….e io… invece che starla a sentire le parlavo del Cretino… Che scema!

 Mi accorgo che sto sudando e vado in ansia.

Ora calma. Respiro e mi guardo intorno cercando di sembrare indifferente e sperando che Elena si muova

Serie: Nuovo inizio
  • Episodio 1: Inizió così 
  • Episodio 2: Palo
  • Episodio 3: Cosa ci faccio qui? 
  • Episodio 4: Il Gancio
  • Episodio 5: Fiumi di parole
  • Episodio 6: In bolla?
  • Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

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    Discussioni

    1. “Per dirlo in musica, siamo passati da “True love “a “Too much love will kill you” in un respiro.”
      Ottimo collegamento.

      “Non glielo posso nemmeno chiedere ora visto che, per farmi strada è già entrata.

      Mi ha detto di aspettare qui “fino a segnale convenuto”.

      Proprio come quando, da piccole, giocavamo a Occhi di gatto, le ladre che han fatto un patto.

      E allora sono qui in modalità “palo”.

      Un brivido lungo la schiena: ” Non è che stiaNon glielo posso nemmeno chiedere ora visto che, per farmi strada è già entrata.

      Mi ha detto di aspettare qui “fino a segnale convenuto”.

      Proprio come quando, da piccole, giocavamo a Occhi di gatto, le ladre che han fatto un patto.

      E allora sono qui in modalità “palo”. Non glielo posso nemmeno chiedere ora visto che, per farmi strada è già entrata.

      Mi ha detto di aspettare qui “fino a segnale convenuto”.

      Proprio come quando, da piccole, giocavamo a Occhi di gatto, le ladre che han fatto un patto.
      Non glielo posso nemmeno chiedere ora visto che, per farmi strada è già entrata.

      Mi ha detto di aspettare qui “fino a segnale convenuto”.

      Proprio come quando, da piccole, giocavamo a Occhi di gatto, le ladre che han fatto un patto.

      E allora sono qui in modalità “palo”.

      Un brivido lungo la schiena: ” Non è che stiamo facendo davvero una rapina?”

      Sono curioso di proseguire nella lettura: voglio vedere come va a finire.
      E allora sono qui in modalità “palo”.

      Un brivido lungo la schiena: ” Non è che stiamo facendo davvero una rapina?”

      Un brivido lungo la schiena: ” Non è che stiamo facendo davvero una rapina?”mo facendo davvero una rapina?”
      Anche in questo passaggio mi piace molto la descrizione fatta utilizzando collegamenti con il cartone animato: riesci a far entrare meglio il lettore/spettatore nella scena. brava.

    2. Ciao Martina, ho “bevuto” l’episodio tutto in un sorso. Una serie inaspettata, fresca, condita da un umorismo che fa nascere il sorriso pressoché ad ogni riga. Passo a leggere il prossimo episodio 😀

    3. Ok, così non vale però: dov’è il secondo episodio? 🙂 scorrevole e con una sapiente dose di tensione narrativa. C’è da dire che le storie raccontate in prima persona le preferisco, dunque mi sono sentito subito calato nelle vicende di questo LibriCK. Alla prossima!