Intervista a Giuseppe Gallato, 3° classificato (pari merito) al concorso #123LibriCK



Giuseppe Gallato, giovane promessa del panorama letterario italiano e vincitore  (ex aequo) del concorso #123LibriCK con l’agghiacciante storia  LO SPETTRO DELL'OBLIO

La nostra redazione lo ha intervistato per Voi.

Giuseppe Gallato, redattore, giornalista e Laureato in Filosofia: quanto è importante aver studiato e aver letto prima di accingersi a scrivere?

Studiare è indubbiamente importante, ma ciò che non deve mancare mai – soprattutto in tali contesti – è la lettura. In qualunque caso, scrittura o meno, leggere fa bene: allarga i nostri orizzonti, allena la nostra mente, affina e arricchisce il nostro lessico. Attraverso la lettura siamo in grado di dialogare con il nostro intelletto, di stimolare l’immaginazione e la creatività, di metterci in contatto con il nostro sé più puro e profondo. Leggere un libro per me vuol dire anche intraprendere un ben determinato processo di analisi dell’autore, come la conoscenza delle sue meccaniche narrative, del linguaggio adottato, dei sistemi che lo guidano, quasi in modo naturale, a progettare una trama degna di essere vissuta dai suoi lettori. Sono molti i libri e gli autori che mi hanno insegnato tanto, tra questi: James Rollins con la serie della “Sigma Force”; Carlos Ruiz Zafòn e le sue straordinarie ambientazioni gotiche; il sano insano horror di Howard Phillips Lovecraft; il fantasy classico e puro di Tolkien. Ma chi più di tutti prediligo e che non smette mai di sorprendermi, è lo scrittore australiano Matthew Reilly, un autore le cui capacità narrative – soprattutto per quanto riguarda l’uso dei cliffhangers – hanno segnato il mio stile.Lo spettro dell'oblio

La letteratura non è la tua unica passione: c’è anche la musica e l’amore per il pianoforte. Come dialogano queste due anime dentro di te? Riescono ad ispirarsi a vicenda?

Le hai definite degnamente: scrittura e musica sono delle anime, nobili ed eterne. Eh sì, proprio le mie due grandi anime! Queste hanno la straordinaria capacità di affinare la mente, di librare i pensieri, di riflettere puramente e dialogare con l’essenza di ciò che è e di ciò che ancora non è, di mettere in comunicazione il reale con l’irreale. Anime che insieme permettono al mio sé “ladro di fuoco” (per dirla alla Rimbaud) di elevare la capacità creativa oltre ogni limite, di liberare la fantasia e il mio estro per dare vita a straordinari e imprevedibili incanti.

Dalla tua pagina Facebook è possibile vedere una serie di “Card”. Puoi spiegarci cosa sono? Possiamo considerarle come uno strumento di promozione per far conoscere le proprie opere?

Le “Card” sono sicuramente un valido strumento per far veicolare la propria produzione letteraria attraverso i vari social networks. Sono delle immagini che fanno da cornice a estratti e incipit di alcuni miei scritti, in particolare di quei racconti che andranno a comporre la mia prima personale antologia dal titolo “Incantesimi nelle vie della memoria”. Quelle che potete visionare sulla mia pagina Facebook (Giuseppe Gallato) hanno un comune denominatore: il mondo onirico in tutti i suoi più svariati contesti. Un tema che ricorre in ognuna delle storie presentate, dal fantasy alla fantascienza, dal thriller all’horror.

Da quello che scrivi si percepisce un’anima Fantasy. Cosa ti piace di questo genere? A quale delle innumerevoli sfumature del genere Fantasy ti senti più vicino?

Esatto, Tiziano. Anche se leggo molti romanzi storici e saggi filosofici, amo liberare il mio estro creativo nella stesura di scritti di genere fantasy, Sci-fi e horror. Il Fantasy per me è libertà di espressione, libertà di esposizione, libertà di interpretazione. Attraverso esso mi è possibile provare a decifrare l’enormità di questo sconfinato e sconosciuto regno che noi chiamiamo realtà.
Come già anticipato, il mio stile è caratterizzato da ritmi serrati, adrenalinici; le trame si sviluppano spesso in una terra di confine tra realtà e fantasia, sul margine sottile di quella linea astrale/onirica dove condizionamenti psicologici, esperienze di vita e paure si fondono a vari livelli. Un confine inscindibile tra due mondi, mai nettamente distinto, che spesso rischia di disorientarci, ingannarci e confonderci. Dunque, un fantasy “onirico”, dalle molte sfumature psicologiche.

A proposito di Fantasy: ci è giunta voce che tra i tanti progetti in cantiere ci sarebbe la creazione di un Gioco di Ruolo. Puoi darci qualche anticipazione?

Certamente! “The legend of lost knights” è un progetto vasto che porto avanti da qualche anno, basato su una mia trilogia che intendo pubblicare – si spera – in concomitanza proprio con questo gioco di ruolo. Nei tre libri (“Lo Specchio dei nove suoni”, “Attraverso i nove canti” e “La nona dimensione”), narro le vicende dei Lost Knights – cavalieri capaci di richiamare il “Rein”, l’energia astrale che permea ogni cosa – e della loro battaglia per fermare e distruggere l’egemonia del Tarrus, un ordine oscuro che brama il totale controllo del mondo. Ho già stilato una versione beta, con relative campagne di gioco che ho voluto provare insieme ad altri quattro dei miei più folli e fidati amici. Ogni giocatore può scegliere tra sette diverse tipologie di cavalieri – Sigilli, Arcani, Apostoli, Messaggeri, Liberi, Oscuri ed Eterei – e tre relative sottoclassi… il tutto per combattere contro lo strapotere del Tarrus e dei crudeli guerrieri dell’ordine.

Il tuo nome e la tua letteratura compaiono in alcune antologie. Quali?

Sì, in diverse antologie, ma ne citerò solo alcune. Nel 2015 con il racconto Science fantasy “Echi oltre confine” ho vinto il concorso letterario “Fantasticamente”, indetto dalla casa editrice “Veledicarta”, racconto che ha dato il titolo al volume e con il quale ho ottenuto nel 2016 una menzione d’onore al concorso “La Biglia Verde”. Per tre anni consecutivi, con il racconto fantasy onirico “Il settimo Custode” (2017), il racconto urban fantasy “La Messaggera dello Specchio” (2016) e il racconto dark fantasy “Il Portatore di anime” (2015), entro a far parte dell’antologia “I mondi del fantasy”, concorso indetto dalla casa editrice Limana Umanita e dall’agenzia di consulenze editoriali Scriptorama. Con il racconto Sci-fi “I Sigilli dell’Etere” sono stato annoverato tra i finalisti della seconda edizione del concorso “Fantasticamente” (2016) e del concorso “&My Book Anthology” (2017). Particolare il concorso indetto per il decennale di “Bravi Autori”, dove oltre a essere stato selezionato con il racconto horror psicologico “Le ombre del passato”, è stata scelta una mia foto per la copertina. “I codici Etherion” (inserito nella tredicesima antologia NASF) e “Rintocchi di tenebra” (selezionato al Premio Esecranda 2017), sono tra le ultime pubblicazioni ottenute in ambito letterario.

Ti ringrazio Tiziano per questa ben approfondita intervista, e ringrazio tutto lo staff per avermi ospitato sul vostro portale. È stato un vero piacere prendere parte a questo concorso, spero il primo di molti! Edizioni Open è stata senza dubbio una piacevole scoperta!

Intervista a cura di Tiziano Pitisci



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Commenti

  1. Marta Borroni

    Bravi entrambi, davvero una bella intervista, ricca e variegata di contenuti, non c’è da stupirsi per il risultato ottenuto da Giuseppe, che sono lieta di ritrovare insieme a me nell’antologia di “&My Book Anthology” (2017), questo riconferma come Edizioni Open raccolga e riunisca i talenti e gli scrittori del momento, permettendo conoscenze e connessioni con grande naturalezza. COMPLIMENTI!

    1. Giuseppe Gallato

      Ti ringrazio! Non sapevo di “&My Book Anthology”, stupendo ritrovarsi in antologia! Già, come detto più volte, Edizioni Open è stata veramente una bella scoperta, un portale serio e in grado di mettere in contatto molti appassionati scrittori e lettori!