La battaglia dei cancelli nord

Serie: La battaglia di Hagem'hdal.

1

I massi stritolarono gli uomini corteccia. Vide Hankia e Furuten farsi strada squartando i nani. Marekad deglutì spronando il proprio esercito. I massi fecero crollare le piante nere sui nemici stritolandoli, doveva raggiungere i due comandanti ed ucciderli. Salì in sella ad un destriero grigio e diede gli ultimi ordini.

I massi fecero nuovamente crollare le piante alle spalle del nemici distraendoli. Gli arcieri diressero i colpi verso i nemici intenti ad emergere dal terreno e la cavalleria si pose dinanzi Marekad facendogli da scudo mentre si scagliava verso i due. Gli uomini corteccia caddero lasciando la strada libera al gruppetto. Raggiunti i due si divisero accerchiando Furuten e Hankia. Marekad impugnò lo spadone osservando i due.

2

Il principe raggiunse le ultime fila del proprio esercito. I tre generali elfici lo osservavano mentre l’esercito imperversava fra gli uomini corteccia a sud di Hagem’hdal.

Il principe degli elfi li fece chinare tutti e tre estraendo le antiche pergamene degli elfi, i poteri dimenticati stavano per riprendere vita.

3

Hamuf ed Heselia erano dietro di lui. I tre s’inchinarono dinanzi la grande Quercia bianca. Gli uomini corteccia li circondavano e Dovotam sorrideva passeggiando dinanzi i tre.

La luce illuminò la scena e serrarono le palpebre. Pochi istanti dopo si scrutarono attorno, non vi era più nessuno. Tutto ciò non aveva alcun senso.

4

Dovettero gettare le armi a terra. Klemon deglutì, vide Hubert, Fret, Oromat e Gladem urtati.

Daharim: Siete circondati ma non in pericolo.

Decine di entità volteggiavano attorno a loro.

Klemon: Cosa brami?

Daharim: La Lama del Solstizio che tu detieni. Antiche magie sono state attivate sulla torre del consiglio dei nobili ed ella è la chiave per l’Apertura. Volete salvare Hagem’hdal? Seguiteci.

Hubert: Come se avessimo scelta.

5

Il terreno tremò. Vide Hankia distendere le ali di corteccia e prendere il volo con il fratello. Marekad osservò stupito le mura nord di Hagem’hdal crollare ed orde di golem mietere gli uomini corteccia ed i nani senza distinzione. In fondo vide Derim e Gerehem, avvolti da energia oscura.

La Lama della Radura in mano.

6

Osservò i propri golem costringere i nani ad indietreggiare e gli uomini corteccia venir sventrati finendo tra i due fuochi.

Derim: Non vi è la luce senza un briciolo di tenebre Gerehem! Fumo nero che inviluppa il genere umano, che possa ello esser scacciato da un unica fioca luce? Assolutamente sì. Ma io preferisco il vento, ello sposta e sbaraglia, vortica demolendo. Ello ci concede di ricostruire, fammi essere il tornado che darà nuovamente vita ad Hagem’hdal, io lo bramo.

7

S’inchinò. Gli uomini corteccia erano tutti distesi deceduti. Attorno solo luce ed un pavimento cristallino. Dovotam vide un armatura di corteccia brillante ricoprirlo.

Gadgarat: Che tu sia il mio terzo figlio dopo Hankia e Furuten! Araldo della misericordia.

Vide il sangue degli uomini corteccia scorrere e divenire solido facendo emergere un arma.

Gadgarat: Il Martello della Misericordia, generato dal dolore di tre del popolo umano ed emerso dal sangue della mia progenie. Pestilenza porta finché sarà in mano a te, figlio mio. Ella partirà dai tre che hai deciso di utilizzare per il rituale iniziale. Essi presto raggiungeranno la Lama della Radura e senza saperlo la pestilenza avrà inizio.

8

Percorsero le scale del palazzo grigio. Mura di tufo e torce lungo i cunicoli. Klemon osservò la sala circolare ed enorme energia violacea sul soffitto. Daharim gli si mise dinanzi.

Klemon: Ed ora?

Daharim: Trapassami con la Lama della Radura.

Lo vide spingersi in avanti tenendogli il braccio teso. Un solo colpo dritto al cuore. La lama era macchiata di sangue. Vide il cadavere disintegrarsi e l’energia tremare. Corse alle finestre.

I cancelli sud ghermivano di urla, elfi e uomini corteccia stavano combattendo. Osservò il cielo tremare e fulmini colpire le case e le piante dinanzi il cancello sud. Klemon osservò creature bianche materializzarsi ed un uomo incappucciato emerse dall’oscurità della stanza.

Daharim: Hai condotto Hagem’hdal alla rinascita Klemon.

Il ragazzo si volse, l’uomo aveva il viso corroso da patina e macchie viola.

Daharim: I Demoni bianchi sono arrivati.

9

Le piante continuavano a crollare ed i golem a procedere. Marekad vide la propria cavalleria stremare al suolo ed i nani abbandonare il campo di battaglia. Sentì il dolore, sangue scendere dal suo costato. Osservò le catapulte venir demolite ed il fango lentamente avvolgerlo.

10

Sollevò le palpebre. L’oscurità lo avvolgeva ed il fango lo ricopriva. Si mise in piedi. Marekad osservò una tavola nera con qualcosa di luccicante sopra.

Voce: Gadgarat e gli altri sono semplici ragazzini, quisquilie da divinità giovani.

Marekad: Chi sei?

Voce: Il vostro popolo mi ha dimenticato, osserva la Lama della Rimembranza figlio mio.

Marekad: Cosa dovrei farci? Ho perso la battaglia…

Si avvicinò scrutando la lucente lama.

Voce: Il Sentiero Placido ti si pone dinanzi e con esso la nostra, nonché la tua rinascita.

Una fioca luce illuminò attorno, decine di immensi draghi lo circondavano.

Continua…

Serie: La battaglia di Hagem'hdal.
  • Episodio 1: La lama della radura
  • Episodio 2: Le mura
  • Episodio 3: Imminente battaglia.
  • Episodio 4: La lama del solstizio
  • Episodio 5: Percezione
  • Episodio 6: L’alba della battaglia
  • Episodio 7: La battaglia dei cancelli nord
  • Episodio 8: Un nuovo prologo
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