La battaglia infernale

L’acqua della laguna sciaguattava lo scafo. Quello e anche degli altri scafi.

Era una flotta portentosa, c’erano navi di ogni tipo, ma l’imbarcazione di Luigi era la più bella.

Adesso che l’umanità si stava rialzando dai secoli oscuri, c’era da fare la guerra. Ma si sarebbe sul serio rialzata?

Le acque erano torbide di inquinamento, c’erano appena stati degli uragani e la città di Venezia era stata devastata, ma nulla sarebbe stato a confronto di quel che la flotta stava facendo.

I marinai di San Marco si attivarono, vide Luigi, e accesero i motori delle loro navicelle.

Intanto, la flotta di Rimini puntava su di loro e Luigi iniziò a manovrare con il lanciafiamme. Era un portento, quella nave-lanciafiamme. Nulla a che vedere con le cannoniere ad arma bianca, i galeoni-hovercraft e le navi-rana.

Le navi-lanciafiamme erano l’invenzione del secolo.

Forse per il prossimo, il ventitreesimo, ci sarebbe stato altro. Ma Luigi se ne disinteressò e diede energia al lanciafiamme. Con il computer fece un ipotesi di tiro. Calcolando le distanze, le velocità e l’energia dello spirare del vento, avrebbe potuto bruciarne una mezza dozzina, sette al massimo, otto nella migliore delle ipotesi.

Le navicelle di San Marco erano vicinissime.

Luigi smise di fare ipotesi di tiro. Controllò quante navicelle gli erano vicine, poi premette il pulsante.

L’energia si scatenò e lo stantuffo agì spingendo la benzina con davanti la torcia accesa.

Fu una colonna di fuoco orizzontale che si spinse come la lingua di un drago.

La fiammata colpì le navicelle, tre in tutto, poi Luigi spostò la canna e ne incenerì molte altre.

Adesso aveva davanti una cortina di fuoco in cui le navicelle di San Marco esplodevano. Forse si sentivano le urla dei marinai che si consumavano come candele, ma non volle ascoltarle. Prese il microfono e disse: «Ne ho distrutte nove. Procedete in avanti, prego».

Le cannoniere ad arma bianca, i galeoni-hovercraft e le navi-rana cariche di truppe da sbarco si mossero fino alla cortina di fuoco. Adesso sarebbe iniziata l’invasione di Venezia, ma poco lontano comparve un fronte temporalesco.

Un nuovo uragano si stava per abbattere su Venezia.

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Discussioni

    1. L’idea era raccontare di una battaglia con una nave munita di lanciafiamme e così sono andato a fantasia… come sempre