La fine dei tempi

Serie: Zug


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: L'ultima missione

Data e ora: 18 maggio 2023, 11.00 (ora locale)

Quadrante: Mosca

Numero uomini: 22

Armi: Heckler & Koch G36

Obiettivo: terminare la missione

***

Per prima cosa ci fu un’esplosione, poi un lampo di luce provocato dallo scoppio di una flashbang, allora lo Zug penetrò nel bunker. Adesso Egon Meyer e i suoi uomini si trovavano nei sotterranei del ministero della Difesa russo. Era stato un viaggio difficile, quello, dalla penisola di Kola alla capitale federale. Era stato pure un peccato abbandonare il sottomarino nella baia, ma non c’era stata scelta.

Lo Zug travolse un gruppo di guardie che morirono dilaniati dalle raffiche degli Heckler & Koch G36. Forse sarebbe stato meglio l’Heckler & Koch MP5SD6, ma Egon doveva arrangiarsi, ormai l’azione era stata avviata.

I tedeschi sciamarono nella galleria, da lì a un’altra ancora. Egon aveva al suo fianco Tobias Keller, bravo ragazzo di Amburgo. Non aveva brillato in maniera particolare durante l’operazione nel sottomarino russo, peccato: anche se proveniva da una città di mare, era sembrato più a suo agio durante il sabotaggio in Iran.

Era venuto il momento di ricapitolare tutto quel che era successo, quando Egon si distrasse e per questo una raffica di AK74M lo colpì di striscio.

Gridò per lo stupore.

Ignorando la sofferenza brandeggiò l’Heckler & Koch G36 e sparò una sventagliata che uccise il russo.

Il soldato esplose come se fosse di tante bollicine di sangue.

Egon calpestò i suoi resti. «Andiamo».

«Signor tenente, lei è ferito» segnalò Axel Weber, caporale.

«Lo so, ma chi se ne frega». Entrarono in una stanza.

Lì, circondato da quattro uomini che sembravano più mastini: tanto erano grossi, c’era il colonnello Winter. Legato a una sedia e imbavagliato, sbarrò i suoi occhi. Speranza, paura o… cosa?

I fucili tedeschi puntarono le guardie.

I russi si mossero in avanti, smorfie di rabbia a solcargli i volti.

Gli Heckler & Koch G36 li travolsero dilaniandoli.

Adesso, sembrava che le tute mimetiche dello Zug fossero migliori nel Mar Rosso che in un bunker russo.

Egon liberò Winter. «Signor colonnello».

«Meraviglioso. Ottima azione» si complimentò con Egon.

«Solo dovere».

«Ne parlerò con il Presidente. Dovrà fare i complimenti al Cancelliere».

«Non ce n’è bisogno» lo seccò.

«No?». Lo guardò fisso, adesso meravigliato. Era evidente che non capiva.

«Il BND ha studiato quel che ci è successo. Le nostre missioni, i tentativi di liquidarci come in Polonia. Abbiamo scoperto delle armi segrete russe, il Dittatore le voleva impiegare su Berlino, noi lo abbiamo impedito grazie a quel che ci ha comunicato il funzionario nordcoreano».

«Sì. Ed è una bellissima notizia» esclamò.

«Non per lei». Egon lo guardò con severità. «L’ufficiale di Pyongyang, morto assassinato due mesi fa, voleva passare le informazioni a Seul, ma l’hanno ucciso. Con quel che abbiamo scoperto grazie alle nostre azioni in India, in Palestina, in Iran… persino in Afghanistan. Sappiamo che lei sapeva, lei è la talpa».

«Tenente Meyer, tu non sai cosa stai dicendo» indurì il tono della voce.

«Lo so molto bene, invece». Gli incollò lo spegnifiamma del fucile automatico al naso. «Molto bene».

I rinforzi russi stavano arrivando.

Egon sparò: adesso sarebbero stati più deboli. A proposito, sembrava che Prigozhyn fosse sul punto di ribellarsi…

Serie: Zug


Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Pure a me, se posso permettermi e nella mia ignoranza, verrebbe da dirti che forse dovresti ampliare la descrizione dei fatti ma forse, è vero, non è nel tuo stile o è questo lo stile che hai voluto dare a questa tua serie. Stile che, comunque, trovo molto originale!

    1. Ti ringrazio! Ma il fatto è che con Edizioni Open sono molto prolisso, se un progetto ha una prospettiva di maggiore remunerazione mi ci impegno di più, per questo non so se continuerò a pubblicare su Edizioni Open

  2. Mi piace come esponi: veloce come un proiettile nel cranio, sintetico come il plastico, chiaro come un flash. Mi verrebbe da chiederti di ampliare ma sicuramente non è nel tuo stile, quindi va bene così! Bravo!

    1. Mi spiace, ma amo i progetti corti, almeno quelli da pubblicare su Edizioni Open. Quelli che chiedono più impegno li pubblico con le case editrici. Grazie del tuo commento!

    1. Grazie per il tuo commento ma la serie è conclusa e non ho scritto altre stagioni. Il problema è che ho fatto un pasticcio, ho pubblicato due episodi in precedenza a questo ma non li ho inseriti nella serie. Fra poco riprovo