La lama della radura

Serie: La battaglia di Hagem'hdal.


Introduzione.

Si narrava fosse il primo castello eretto dagli uomini in tempi antichi, quando non vi erano imperatori o cavalieri. Società costituita da una moltitudine di clan. Sulle coste che danno sull’oceano del Tassaro fu costruita Hagem’hdal per ospitare il primo Congresso dei popoli. Nani e uomini si riunirono per tracciare confini e stipulare i primi accordi commerciali. Il feudo medievale di Hagem’hdal, immerso nelle foreste di sempreverdi, fu dato a Herim del Picco. Signore del più grande clan dell’epoca, chiamato così per aver scacciato i troll dalle montagne a nord di Hagem’hdal. Esse furono date ai nani.

Il tempo trascorse e dai porti del feudo s’intravidero creature volare nei cieli, giunte da chissà quale luogo remoto. I draghi bruciarono le foreste e distrussero i castelli.

La soluzione giunse dall’estremo sud, oltre le foreste del regno degli uomini. Un gruppo di soldati vi trovò decine di città nascoste tra gli alberi. Gli elfi vi dimoravano ignorando i dissapori dei mortali. Essi donarono al comandante dei soldati umani la Spada della radura, lama magica di estrema potenza. Dunque egli la scosse ed i draghi furono cacciati. Hagem’hdal fu ricostruita e la spada nascosta in essa.

Gli elfi tuttavia avevano stabilito un patto con l’uomo, la promessa di uno scambio. Patto dimenticato dagli uomini. Essi si portarono via l’arma magica senza mantenere la promessa.

I signori degli elfi dunque maledissero la spada. Piante oscure crebbero dal terreno, le radici avvolsero le case del feudo di Hagem’hdal e la spada finì perduta. Grevor della Radura fu l’uomo che tradì la fiducia degli elfi tuttavia la vendetta non si scagliò su di lui, bensì sui suoi due figli. Essi rimasero bloccati nel castello feudale circondato dalle piante maligne. Grevor perì sventrato dal Consiglio di Hagem’hdal. Nobili che speravano nella clemenza degli elfi con quell’esecuzione. Tuttavia non funzionò.

Scena 1.

Le mura del feudo erano rimaste integre, marmo bianco che si scagliava verso il cielo. Altissime ed imponenti. Si intravedevano piante oscure far capolino con foglie nere sporche di sangue. Klemon si sedette nell’accampamento, gli abitanti di Hagem’hdal erano intenti ad avanzare verso feudi poco distanti in cerca di rifugio. Aveva addosso un armatura di ferro. Entrò nella tenda del comandante della guardia reale: Hubert il cauto.

Klemon: La capitale è caduta dunque.

Hubert: Non se troviamo la Spada della radura, la sua magia può bruciare le piante oscure.

Klemon: Ma gli sfollati…

Hubert: Le guardie scorteranno gli abitanti in altri feudi. Prendi un gruppo di uomini e raggiungimi alle porte della città a mezzogiorno.

Klemon annuì. Hubert fu il braccio destro di Grevor all’epoca, l’unico che tentò di convincerlo a mantenere il patto con gli elfi.

Hubert: Il tempo stringe. Gli elfi presto si mobiliteranno per prendere ciò che è loro.

Scena 2.

Sollevò le palpebre. Derim era il primogenito di Grevor. Quando le piante avvolsero la città, finì bloccato nelle catacombe con la Spada della radura. L’armatura bianca scintillava e dei raggi illuminavano le catacombe. Come regalo per aver respinto i draghi, i nani costruirono cento golem magici, creature di roccia e colossali. Furono regalati agli uomini e posti nelle catacombe, furono loro ad evitare che tutto gli crollasse addosso. Derim si alzò con la lama della radura, scintillante e verde. I golem erano immobili e lo fissavano. La lama li comandava come fosse un burattinaio. Derim la strinse.

Scena 3.

Il castello era ancora integro seppur avvolto da radici oscure. Duncan, il secondogenito di Grevor, sollevò le palpebre. Decine di detenuti stavano fuggendo dalle prigioni del feudo facendosi strada tra le piante oscure. Era finito in quella cella per aver tentato di evitare l’uccisione del padre. Non riusciva a muoversi a causa della magia che il Consiglio dei nobili gli aveva scagliato contro. Decine di detenuti e guardie gli passarono dinanzi credendo fosse deceduto. Che fosse quella la sua fine?

Scena 4.

Sehema rimase ferma, i lunghi capelli castani le ricadevano sulle spalle. Era bloccata nel castello con il consiglio dei nobili intenti a darle la caccia. Deglutì. Forse meritava realmente quella fine. Figlia illeggittima di Grevor, crebbe nelle sale reali lavorando come ancella. Quando Grevor giunse dagli elfi, essi scoprirono dell’esistenza di Sehema ed il principe degli elfi chiese a Grevor la mano di sua figlia in cambio della lama della radura.

Egli disse di averla scorta in una visione e di esser rimasto estasiato da tale bellezza.

Fu questo il patto mai mantenuto. Ella rifiutò poiché già aveva promesso il proprio cuore a Klemon.

Dunque Grevor scacciò i draghi e divenne re spodestando i discendenti di Herim del picco, carichi ora di odio e vendetta. Il leggittimo erede giace tra le montagne dei nani, pronto ad approfittarsi della situazione per riprendere Hagem’hdal.

Fine primo episodio.

Serie: La battaglia di Hagem'hdal.


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