La punteggiatura nei dialoghi

«Non riesco a trovare il mio posto» disse la virgola.
Il punto rispose: «Non è semplice, ma posso darti qualche dritta».

È arrivato il momento di affrontare la questione spinosa (e cruciale) della punteggiatura nei dialoghi. Visto che su questo argomento è facile inciampare (specie in assenza di chiari punti di riferimento) ci addentreremo in qualche esempio concreto tratto proprio dalla letteratura. La premessa doverosa è che non esistono regole assolute (a parte quella che il dialogo deve essere contraddistinto da appositi simboli) ma esistono piuttosto delle norme redazionali che possono variare da casa editrice a casa editrice. Il presente articolo ha quindi lo scopo di fornire indicazioni su come gestire la punteggiatura nei dialoghi secondo il nostro punto di vista e coerentemente con le norme redazionali della Mondadori (che ovviamente non è la Bibbia, ma solo un’autorevole casa editrice italiana).

  1. Tipi di virgolette
  2. La punteggiatura nei romanzi Mondadori
    • Caso 1: Verbum dicendi che segue il dialogo
    • Caso 2: Verbum dicendi che precede il dialogo
    • Caso 3: Verbum dicendi che spezza il dialogo
    • Caso 4: Verbum dicendi tra dialoghi indipendenti
    • Caso 5: Omissione del verbum dicendi
  3. Come ottenere le caporali da tastiera e da smartphone

Tipi di virgolette

Lo scopo delle virgolette è quello di segnalare un dialogo. Per raggiungere questo scopo è possibile utilizzare:

  • «Le caporali»
  • “Le virgolette”
  • – Le lineette –

Tutti e tre i sistemi vanno bene, l’importante è sceglierne uno e portarlo avanti fino alla fine della storia. Le caporali sono oggettivamente più diffuse, ma questo non significa che siano quelle giuste. Ogni casa editrice ha le sue consuetudini: la Mondadori, ad esempio, predilige le caporali – anche se per alcune collane usa delle eccezioni; la Bompiani predilige le virgolette, avrete sicuramente un libro di questa casa editrice, provate a verificare; nei volumi della Einaudi, invece, i dialoghi sono contenuti dalle lineette.

 

La punteggiatura nei dialoghi dei romanzi Mondadori

Come chiarito in premessa, e al solo scopo di avere un punto di riferimento concreto da osservare, in questo articolo analizziamo le regole seguite nei romanzi della casa editrice Mondadori. Giova precisare di seguito alcuni termini che verranno utilizzati per sezionare le frasi contenenti dialoghi e che saranno utili per avere un lessico comune.

Prendiamo in esame per esempio la seguente frase:

La frase in questione si divide in due parti: il dialogo (discorso diretto racchiuso tra virgolette) e il verbum dicendi, vale a dire quella parte della frase che narra il discorso diretto (es. “chiese Giovanni”, “disse Laura”, ecc..). A seconda della posizione del verbum dicendi possono configurarsi diversi tipi di dialoghi e diversi sistemi di gestire la punteggiatura all’interno di essi.

Caso 1: verbum dicendi che segue il dialogo

Il re della pioggia, S. Bellow – Oscar Mondadori

Quando un diaologo è retto esternamente dal verbum dicendi non è necessario utilizzare la punteggiatura (in pratica non va inserita la virgola). Fanno eccezione il punto interrogativo e il punto esclamativo:

Il re della pioggia, S. Bellow – Oscar Mondadori

Caso 2: verbum dicendi che precede il dialogo

Il re della pioggia, S. Bellow – Oscar Mondadori

In questo caso il dialogo comincia con una lettera maiuscola e il punto va inserito esternamente.

Caso 3: verbum dicendi che spezza il dialogo

Cime tempestose, E. Brontë – Oscar Classici Mondadori

Il caso in cui il verbum dicendi si inserisce in un dialogo creando una pausa è anche detto battuta composta. Si noti che non siamo in presenza di due dialoghi distinti, ma di un’unica battuta spezzata da una pausa narrativa. Il dialogo termina con un punto interno.

È ammessa anche la seguente formula, con virgola a fine verbum dicendi, per sottolineare la pausa:

Il re della pioggia, S.Bellow – Oscar Mondadori

Caso 4: verbum dicendi tra dialoghi indipendenti

Cime tempestose, E. Brontë – Oscar Classici Mondadori

I due dialoghi sono tra loro indipendenti, anche se dal contesto appare chiaro che a parlare è lo stesso soggetto. Il secondo dialogo comincia con la lettera maiuscola.

Caso 5: omissione del verbum dicendi

Cime tempestose, E. Brontë – Oscar Classici Mondadori

Nei dialoghi in cui il verbum dicendi viene omesso, la punteggiatura va inserita all’interno delle virgolette. Tale regola vale naturalmente anche per il punto esclamativo e il punto interrogativo.

Talvolta il dialogo può essere preceduto da una frase che, in sostituzione del verbum dicendi, lascia comprendere chi pronuncia la battuta. Tale espediente è molto utile per evitare di ricorrere in continuazione alle espressioni ripetitive tipiche del verbum dicendi (come “disse”, “chiese”, domandò”, ecc.):

Il socio, J. Grishman – Mondadori

Se avete domande o volete suggerire modifiche e integrazioni non esitate a scrivere un commento.

Come ottenere le caporali da tastiera e da smartphone

I caratteri speciali sono cose da smanettoni, ma niente paura: qualche rapida indicazione basterà a fare chiarezza.
Da PC
  • « si ottiene con la combinazione Alt+0171 (tenete premuto il tasto Alt, digitale la sequenza 0171 e rilasciate il tasto Alt)
  • » si ottime con la combinazione Alt+ 0187 (tenete premuto il tasto Alt, digitale la sequenza 0187 e rilasciate il tasto Alt)
Da Mac
  • « si ottiene con la combinazione Alt+1
  • » si ottime con la combinazione Alt+Shift+1
 
Da smartphone Android
  • Il simbolo è facilmente individuabile sulla tastiera
 
Da smartphone iOs
  • Tenere premute le virgolette “ e si aprirà un altro menù:
caporali_2

Tiziano Pitisci

Fonti esterne:

Avete messo Mi Piace30 apprezzamentiPubblicato in Blog

Discussioni

    1. Ciao Giglio, i dialoghi sono davvero una delle parti più sensibili e tecniche della scrittura. Acquisire consapevolezza e padroneggiare l’argomento richiede molto impegno, non è immediato. Per qualsiasi dubbio, se hai bisogno di confrontarti, io ci sono!

  1. Grazie Tiziano, finalmente ho capito come digitate le virgolette caporali sul cellulare. E ho risolto un dubbio (caso 3), sul verbum dicendi inserito tra le due parti di un dialogo.
    🙏

    1. Ciao Maria Luisa, sono contento che l’articolo sia stato utile. Le caporali sono sempre nascoste qua e là (trovarle su PC poi è un’impresa). In quanto al verbum dicendi che spezza il dialogo, è una struttura particolare, per questo genera molti dubbi.

  2. Grazie mille!
    Se i dialoghi provengono da messaggi scritti e non da conversazioni dirette, la modalità di virgolettato cambia per evidenziare la cosa o rimane sempre la stessa?

  3. Grazie dei chiarimenti. Ho un dubbio su dove va messa la punteggiatura nel caso in cui si inizia col verbum dicendi, segue il virgolettato e poi subito la risposta.
    Esempio:
    Tommaso disse al redattore: “Non ho capito proprio tutto”.
    “Se non hai capito dovresti chiedere.”
    “Chiedere a chi?”
    “Chiedere a noi!”

    Il punto nel primo virgolettato, va messo dentro o fuori?
    Grazie!

    1. Ciao Tommaso, grazie per la domanda. In base alle norme redazionali di Edizioni Open, il punto va fuori dal virgolettato (al netto del fatto che al posto delle virgolette “ dovresti usare le caporali «). Siamo infatti nel caso 2 (Verbum dicendi che precede il dialogo). In pratica, il modo in cui hai scritto il dialogo nell’esempio è corretto.

  4. Grazie per la dritta. Io tra il dialogo e il verbum dicendi uso mettere una virgola. Volevo sapere se è corretto. E quando uso la formula DIALOGO, VERBUM DICENDI E POI DI NUOVO DIALOGO, metto sempre una virgola. Es. “Mi potresti aiutare, Alessandro?”, chiesi, “ho bisogno del tuo aiuto”. Va bene virgola e virgola?
    Grazie!

    1. Ciao Luca, grazie per questa domanda. Come dicevo nell’articolo, non esiste una “normativa” ferrea in questo campo; esistono piuttosto norme redazionali e ogni casa editrice può decidere di adottare le sue. Il tuo esempio di battuta composta riflette le norme redazionali della Garzanti. Alla fine dell’articolo c’è u link ad un pdf con numerosi esempi. Grazie e buona scrittura 🙂

    1. Ciao Lorenza e grazie a te per aver dedicato del tempo alla lettura. Tutti continueremo a scivolare su qualche errore, quello che conta è provare a migliorarsi. Un caro saluto.

  5. Grazie mille, mi sono avvicinata da poco alla punteggiatura dei dialoghi (di cui ignoravo tantissime regole, ahimè) e questo articolo è molto chiaro ed esaustivo.
    Grazie ancora. 🙂

    1. Scusami, volevo chiedere una precisazione… mi è stato detto che, dopo la chiusura delle virgolette (o caporali) tutto ciò che riguarda il discorso diretto (quindi ‘disse’/ ‘rispose’/’commentò’ ecc…) va scritto in minuscolo, mentre ciò che riguarda la narrazione va in maiuscolo… è corretto?

    2. Riguardo al tuo quesito, non credo di aver capito: potresti indicarmi a quale delle casistiche sopra elencate ti riferisci? Oppure, se non rientra tra i casi affrontati, puoi farci un esempio? Ricorda inoltre che la premessa dell’articolo è che non esistono delle regole assolute, ma delle norme redazionali che possono variare a seconda delle case editrici.

  6. Ciao Tiziano,
    grazie infinite per questo manuale. Io uso poco i dialoghi (vedo tutte le mie storie “dall’alto”) ma quando devo inserirne uno voglio poterlo fare correttamente e qui ho trovato delle regole che non conoscevo, che ho già annotato nel mio quaderno delle idee. Grazie ancora 😀

  7. La punteggiatura è la mia “bestia nera”! Prenderò debita nota e cercherò di seguire le indicazioni. Spero in altre ” lezioni”, sono utilissime. Grazie per aver condiviso con noi questo piccolo manuale.