La punteggiatura nei dialoghi

«Non riesco a trovare il mio posto» disse la virgola.
Il punto rispose: «Non è semplice, ma posso darti qualche dritta».

È arrivato il momento di affrontare la questione spinosa (e cruciale) della punteggiatura nei dialoghi. Visto che su questo argomento è facile inciampare – specie in assenza di chiari punti di riferimento – ci addentreremo in qualche esempio concreto tratto proprio dalla letteratura. La premessa doverosa è che non esistono regole assolute (a parte quella che il dialogo deve essere racchiuso tra due simboli) ma esistono piuttosto delle norme redazionali che possono variare da casa editrice a casa editrice. Il presente articolo ha quindi lo scopo di fornire indicazioni su come gestire la punteggiatura nei dialoghi secondo il nostro punto di vista e coerentemente con le norme redazionali della Mondadori (che ovviamente non è la Bibbia, ma solo un’autorevole casa editrice italiana).

Tipi di virgolette

Lo scopo delle virgolette è quello di segnalare un dialogo. Per raggiungere questo scopo è possibile utilizzare:

  • «Le caporali»
  • “Le virgolette”
  • – Le lineette –

Tutti e tre i sistemi vanno bene, l’importante è sceglierne uno e portarlo avanti fino alla fine della storia. Le caporali sono oggettivamente più diffuse, ma questo non significa che siano quelle giuste. Ogni casa editrice ha le sue consuetudini: la Mondadori, ad esempio, predilige le caporali – anche se per alcune collane usa delle eccezioni; la Bompiani predilige le virgolette, avrete sicuramente un libro di questa casa editrice, provate a verificare; nei volumi della Einaudi, invece, i dialoghi sono contenuti dalle lineette.

Come ottenere le caporali da tastiera e da smartphone

I caratteri speciali sono cose da smanettoni, ma niente paura: qualche rapida indicazione basterà a fare chiarezza.
Da PC
  • « si ottiene con la combinazione Alt+0171 (tenete premuto il tasto Alt, digitale la sequenza 0171 e rilasciate il tasto Alt)
  • » si ottime con la combinazione Alt+ 0187 (tenete premuto il tasto Alt, digitale la sequenza 0187 e rilasciate il tasto Alt)
Da Mac
  • « si ottiene con la combinazione Alt+1
  • » si ottime con la combinazione Alt+Shift+1
Da smartphone Android
  • Il simbolo è facilmente individuabile sulla tastiera
Da smartphone iOs
  • Tenere premute le virgolette “ e si aprirà un altro menù:

caporali_2

La punteggiatura nei dialoghi dei romanzi Mondadori

Come chiarito in premessa, e al solo scopo di avere un punto di riferimento concreto da osservare, in questo articolo analizziamo le regole seguite nei romanzi della casa editrice Mondadori. Giova precisare di seguito alcuni termini che verranno utilizzati per sezionare le frasi contenenti dialoghi e che saranno utili per avere un lessico comune.

Prendiamo in esame per esempio la seguente frase:

La frase in questione si divide in due parti: il dialogo (discorso diretto racchiuso tra virgolette) e il verbum dicendi, vale a dire quella parte della frase che narra il discorso diretto (es. “chiese Giovanni”, “disse Laura”, ecc..). A seconda della posizione del verbum dicendi possono configurarsi diversi tipi di dialoghi e diversi sistemi di gestire la punteggiatura all’interno di essi.

Caso 1: verbum dicendi che segue il dialogo

 

Il re della pioggia, S. Bellow – Oscar Mondadori

Quando un diaologo è retto esternamente dal verbum dicendi non è necessario utilizzare la punteggiatura (in pratica non va inserita la virgola). Fanno eccezione il punto interrogativo e il punto esclamativo:

Il re della pioggia, S. Bellow – Oscar Mondadori

Caso 2: verbum dicendi che precede il dialogo

Il re della pioggia, S. Bellow – Oscar Mondadori

In questo caso il dialogo comincia con una lettera maiuscola e il punto va inserito esternamente.

Caso 3: verbum dicendi che spezza il dialogo

Cime tempestose, E. Brontë – Oscar Classici Mondadori

Il caso in cui il verbum dicendi si inserisce in un dialogo creando una pausa è anche detto battuta composta. Si noti che non siamo in presenza di due dialoghi distinti, ma di un’unica battuta spezzata da una pausa narrativa. Il dialogo termina con un punto interno.

È ammessa anche la seguente formula, con virgola a fine verbum dicendi, per sottolineare la pausa:

l re della pioggia, S.Bellow – Oscar Mondadori

Caso 4: verbum dicendi tra dialoghi indipendenti

Cime tempestose, E. Brontë – Oscar Classici Mondadori

I due dialoghi sono tra loro indipendenti, anche se dal contesto appare chiaro che a parlare è lo stesso soggetto. Il secondo dialogo comincia con la lettera maiuscola.

Caso 5: omissione del verbum dicendi

Cime tempestose, E. Brontë – Oscar Classici Mondadori

Nei dialoghi in cui il verbum dicendi viene omesso, la punteggiatura va inserita all’interno delle virgolette. Tale regola vale naturalmente anche per il punto esclamativo e il punto interrogativo.

Talvolta il dialogo può essere preceduto da una frase che, in sostituzione del verbun dicendi, lascia comprendere chi pronuncia la battuta. Tale espediente è molto utile per evitare di ricorrere in continuazione alle espressioni ripetitive tipiche del verbum dicendi (come “disse”, “chiese”, domandò”, ecc.):

Il socio, J. Grishman – Mondadori

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Tiziano Pitisci

Fonti esterne:

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Commenti

  1. Monica

    Grazie mille, mi sono avvicinata da poco alla punteggiatura dei dialoghi (di cui ignoravo tantissime regole, ahimè) e questo articolo è molto chiaro ed esaustivo.
    Grazie ancora. 🙂

    1. Monica

      Scusami, volevo chiedere una precisazione… mi è stato detto che, dopo la chiusura delle virgolette (o caporali) tutto ciò che riguarda il discorso diretto (quindi ‘disse’/ ‘rispose’/’commentò’ ecc…) va scritto in minuscolo, mentre ciò che riguarda la narrazione va in maiuscolo… è corretto?

    2. Edizioni Open Post author

      Ciao Monica, sono davvero felice che questo articolo ti abbia offerto dei validi spunti. Continua a seguirci: ce ne saranno altri 🙂

    3. Edizioni Open Post author

      Riguardo al tuo quesito, non credo di aver capito: potresti indicarmi a quale delle casistiche sopra elencate ti riferisci? Oppure, se non rientra tra i casi affrontati, puoi farci un esempio? Ricorda inoltre che la premessa dell’articolo è che non esistono delle regole assolute, ma delle norme redazionali che possono variare a seconda delle case editrici.

    1. Edizioni Open Post author

      Ciao Anita, grazie infinite, fa davvero piacere sapere che queste info risultino utili. Alla prossima! 🙂

    1. Edizioni Open Post author

      Grazie Ely, queste tue parole danno un senso alle ricerche compiute nei giorni scorsi 🙂

    1. Edizioni Open Post author

      Grazie Nicoletta, fa davvero piacere sapere che questa mini guida risulti utile. Alla prossima 🙂

  2. Isabella Sguazzardi

    Ciao Tiziano,
    grazie infinite per questo manuale. Io uso poco i dialoghi (vedo tutte le mie storie “dall’alto”) ma quando devo inserirne uno voglio poterlo fare correttamente e qui ho trovato delle regole che non conoscevo, che ho già annotato nel mio quaderno delle idee. Grazie ancora 😀

    1. Tiziano Pitisci

      Ciao Isabella,
      il quaderno delle idee è fantastico! Spero davvero che le indicazioni che ho raccolto possano tornarti utili 🙂

  3. Micol Fusca

    La punteggiatura è la mia “bestia nera”! Prenderò debita nota e cercherò di seguire le indicazioni. Spero in altre ” lezioni”, sono utilissime. Grazie per aver condiviso con noi questo piccolo manuale.

    1. Tiziano Pitisci

      Ciao Micol, ho sentito la necessità di fare degli approfondimenti proprio perchè è una materia complessa. Felice che il risultato risulti utile.

    1. Tiziano Pitisci

      Grazie Dario, sono assalito da mille dubbi quando scrivo e ho preferito fare qualche piccola ricerca e condividerla con voi. Sono contento se questo lavoro risulta utile.