L’equilibrio perfetto – 1

Serie: L’equilibrio perfetto

Arturo indossò la mascherina e guardandosi allo specchio pensò che il piano era perfetto. Semplice e perfetto.

Talmente semplice che c’era da stupirsi che non ci avessero già pensato tutti.

Talmente perfetto che sembrava fosse stato Dio in persona a metterlo a punto, un Dio che un giorno si era svegliato e si era guardato intorno.

Arturo si professava ateo, perché aveva notato che così facendo le donne gli si concedevano più volentieri, ma dentro di sé era convinto che Dio esistesse, solo che passava la maggior parte del tempo a dormire, e si svegliava giusto una volta ogni due o trecento anni, appena in tempo per rimediare al casino creato dagli uomini in sua assenza, e sistemare quelle due o tre cose minime necessarie per evitare l’apocalisse definitiva.

Poi tornava a dormire.

Arturo amava la sua teoria. Non riusciva a spiegarsi in altro modo come il mondo facesse così schifo, lo avesse sempre fatto, eppure in qualche modo continuasse a sopravvivere. Si reggeva su un equilibrio sempre precario, ma tutto sommato stabile. Un equilibrio perfetto. Così come anche il piano era perfetto. Per questo Arturo era convinto che c’entrasse Dio.

Doveva essersi svegliato un giorno, Dio, verso ottobre o novembre, e guardandosi intorno si era accorto dell’esistenza dei ladri. Sto parlando di ladri piccoli e disgraziati, rapinatori, borseggiatori e così via, non di quelli ricchi che governano il mondo. Parlo di quelli che finiscono in prigione, un intero popolo di gente povera e perseguitata, odiati da tutti come scarafaggi.

Si sarà probabilmente ricordato dei due ladroni crocifissi insieme al figlio tanti anni prima, chissà perché tra tutti proprio due ladri, destinati a fare quella fine orrenda.

E avrà pensato, non è che inconsciamente odio la categoria? Non sono in fondo anche loro figli miei? In fondo li ho creati io.

E dopo un esame di coscienza si sarà deciso a fare qualcosa per rimediare, per aiutarli.

E cosa c’è di meglio, per aiutarli, che una epidemia globale che costringesse tutti ad andare in giro mascherati, irriconoscibili, tutti come ladri, in modo tale che i ladri si confondessero perfettamente in mezzo alla folla come tutti gli altri? Un piano perfetto e semplice. Solo un Dio poteva riuscirci.

È come se avesse deciso di prendere il mondo intero e regalarcelo per qualche mese, pensò Arturo, infilandosi un cappello con una visiera bella larga, così da rendere invisibili anche gli occhi alle telecamere. Come si faceva a non volergli bene? E in fondo Dio questo voleva, no? Essere amato. Da tutti. Nonostante tutto. Per poter dormire tranquillo.

Arturo prese lo zainetto e lo riempì con un libro, una corda, tenaglie e succo di frutta.

Passare inosservato, pensò.

Uscendo di casa incrociò con gli occhi la propria immagine riflessa nel vetro e quasi mandò un grido di spavento, non riconoscendosi.

Cappello, mascherina e occhiali da sole. Praticamente come andare in giro senza volto.

E la cosa più assurda era che se provavi a toglierla, la mascherina, la polizia ti fermava per darti la multa.

La polizia.

Ditemi voi se non è un genio.

Love you, God, mormorò Arturo, chiudendosi la porta alle spalle ed andandosi a nascondere nel bel mezzo del mondo.

Serie: L’equilibrio perfetto
  • Episodio 1: L’equilibrio perfetto – 1
  • Episodio 2: L’equilibrio perfetto – 2
  • Episodio 3: L’equilibrio perfetto – 3a
  • Episodio 4: L’equilibrio perfetto – 3b
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