Lui

Serie: Incontri

  • Episodio 1: Lui
  • Episodio 2: Lei
  • Episodio 3: Lui

In ritardo, gli occhi arrossati dal fumo dietro due occhiali troppo grandi per il suo viso.

La aspetto da 10 minuti sotto una tettoia vicina al ponte dove abbiamo appuntamento. Piove e fa un freddo cane, sto già pensando di tornare a casa quando la vedo. È più bassa di quanto pensassi e un po’ più in carne che in foto. È sempre così, quando la prima impressione è data solo da una manciata di fotografie proviamo tutti a offrire solo il profilo migliore, non ci faccio nemmeno più caso, sono abituato a non avere aspettative.

Noto che è vestita totalmente di nero, in una mano l’ombrello, nell’altra un iphone che, come gli occhiali, sembra troppo grande per lei.

“Accompagnami, devo comprare le sigarette”. Non si presenta nemmeno, ordina, e io la accompagno. Cammino attento a non inciampare: ho una stringa slacciata ma non mi voglio fermare. Continua a piovere e mi chiedo se scriverle sia stato un errore. Dico scriverle perché non ci ho mai parlato prima. L’ho conosciuta stamattina su una app di incontri, una di quelle che pubblicizzano tanto adesso e che sembra che usino tutti. Anche per chat lei dava gli ordini e così, al suo vediamoci oggi pomeriggio, io ho obbedito e adesso mi ritrovo a camminare sotto la pioggia battente verso un distributore di sigarette.

American spirit blu, cartine raw lunghe, siamo seduti in camera e l’odore di erba copre quel leggero odore di legno ammuffito che, dal mio parquet vecchio e dissestato, di solito pervade la stanza. Meglio così.

Mesce l’erba col tabacco su una banconota da 10 euro, dal suo telefono David august riempie quello che altrimenti sarebbe un silenzio imbarazzante.

Adesso siamo a letto, le teste vicine fin quasi a toccarsi, i suoi capelli, tagliati alla mascolina, sfiorano i miei. Aspira una grande boccata di fumo, mi guarda negli occhi e mi bacia soffiando in me tutto quello che ha aspirato. Non ci siamo scambiati più di qualche parola ma ci passiamo sensazioni e pensieri da una bocca all’altra sotto forma di fumo. Una forma così impalpabile e imperfetta ma comunque visibile che si sposa perfettamente con la forma di un’idea.

Non è né bella né aggraziata, non è nemmeno particolarmente brava a letto. Sul suo corpo, tatuate, diverse frasi in arabo raccontano storie lontane e soleggiate, così in contrasto con la pioggia grigia dell’autunno olandese che batte fuori dalla finestra.

La fusione dei corpi, l’odore pungente dell’erba, la musica che scandisce ogni respiro, ogni movimento delle sue mani troppo fredde. Definirlo sesso è riduttivo, di certo non è amore.

Mi racconta che studia regia e che ha lavorato qualche anno come fotografa a Dubai e capisco tutto: non è né sesso né amore. È arte. Non siamo persone ma particolari di una scena ben costruita. Che avesse già previsto tutto in partenza? Sarebbe stato lo stesso se al posto mio ci fosse stato un altro attore, un’altra pedina? 

Serie: Incontri
  • Episodio 1: Lui
  • Episodio 2: Lei
  • Episodio 3: Lui
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    Commenti

    1. Edizioni Open

      Ciao Nicola, vorremmo condividere la tua storia sui nostri social. Per renderla completa potresti aggiungere per favore delle immagini di copertina? Trovi foto gratuite e libere da copyright su pixabay.com

      Grazie
      EO

    2. Sara

      “Si sposa perfettamente con la forma di un idea” , mi piace questa espressione di un qualcosa di indefinito che in realtà è un estensione di un desiderio di un sogno estetico che non sempre nella realtà trova le sue forme. Intrigante .

    3. Dario Ruscetta

      Ciao Nicola, piacere di conoscerti.
      Ho letto volentieri questo tuo “episodio” (è numerato, quindi suppongo ci sia il seguito), però ne esco sinceramente confuso: all’inizio sembrava quasi uno schifo d’incontro, poi senza nessun motivo particolare diventa “arte”, mi sfugge quello che realmente vorresti far passare.
      Lei non è bella, ma nemmeno un cesso, la situazione è imbarazzante ma tra sballo e musica tira avanti, però alla fine diventa un film, un copione già scritto, bello pure. Dico “bello” perchè è già che che il testo mi trasmette, e sinceramente mi confonde.
      Vorrei quindi chiederti se ho interpretato male io le tue parole oppure se è realmente come leggo 🙂

      1. Nicola Calaprice Post author

        Caro Dario, in realtà mi limito a raccontare esperienze di vissuto quotidiano. Non ho come obiettivo “far passare” qualcosa. Come dici tu le cose cambiano con l’avanzare dell’incontro, quello che inizialmente sembra un appuntamento destinato ad andare male grazie a diversi fattori viene rivalutato e diventa un’esperienza interessante seppur diversa da quello che il protagonista si aspettava inizialmente. Il fatto che la storia diventi un copione è solo una riflessione/ipotesi che protagonista fa una volta che la ragazza se n’è andata, dopo aver scoperto che studia regia.
        Spero di aver chiarito i tuoi dubbi,
        un saluto