Nictalopia – Parte II

Serie: Vladimiro


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Vladimiro scopre di vedere al buio

Chissà se i posteri parleranno mai di me. Chissà se esisteranno mai dei posteri che mi sopravviveranno, a cui raccontare del mio incontro con il Conte, forse il più eminente vampirologo contemporaneo, discendente diretto di Giuseppe Davanzati (l’autore dell’inutile  “Dissertazione sopra i vampiri” dei primi anni del settecento) e capo carismatico di una folla di teste ed anime nascoste nell’internet più profondo, in quello che chiamano deep web. Chissà se i posteri conosceranno il dialetto di Montecurvo, in provincia di Chieti.

***

Il Conte era stato campione olimpionico di pattinaggio sul ghiaccio – una disciplina che consiste nel correre in tondo con le mani dietro la schiena e dei pattini ai piedi – e, nei giochi del 1962, in Norvegia, strappò la medaglia d’oro al favorito teutonico Heinzen, tra lo sgomento del pubblico e un momentaneo attacco di mutismo del cronista.

“Il doping in questa specialità fu introdotto solo un anno dopo” mi disse strizzando un occhio, “la beredeziopina avrebbe meritato una medaglia tutta sua”, quindi scoppió a ridere fino a farsi paonazzo e perdere il respiro. Si riebbe solo grazie ad un violento colpo di tosse e mi invitò nel suo studio, accompagnando ogni parola con la sua consueta aria fiera e solenne. “Spign piane” aggiunse.

“Cosa?”

“Spingi piano.”

“Ah ok.”

Da un anno deambulava su una sedia a rotelle. “Dicono che non ho più le anche, sono state come rosicchiate da un topo.”

“Mi dispiace.”

“Chiù che da nu sorce, da cacche zoccol.”

“Come?”

“Andiamo.”

Prima di cominciare, mi chiese se gli avevo portato il materiale che mi aveva richiesto per email.

“È tutto quello che sono riuscito a trovare in edicola” dissi porgendogli Eva tremila, Dipiù e Chi.

Le sue mani rugose e squamate si protesero verso quelle copertine lisce su cui troneggiavano modelle in topless, vip in costume e altre personalità di spessore. “Vabbone accuscì” disse.

Per tre lunghi giorni il Conte non fece altro che parlare di sé, forse nell’intima consapevolezza, maturata con l’età, che il tempo trascorso ad ascoltare gli altri è fondamentalmente tempo sprecato. Mi raccontò del suo incontro con Keyra, una etiope dell’età di sua figlia che gli costò il divorzio – d’altronde, chi non avrebbe voluto divorziare dalla Signora Conte, trasformatasi col tempo in una vecchia zia scassapalle; mi intrattenne con i suoi aneddoti a base di safari africani e caccia di bisonti argentini; ma, soprattutto, mi parló di quella volta in cui, dopo un naufragio nell’Altlantico, per sopravvivere fu costretto a ricorrere al cannibalismo.

“Su quella scialuppa di salvataggio, io e Lars stringemmo un patto: se uno dei due fosse morto, il superstite avrebbe potuto nutrirsi della sua carne. Ci abbracciammo, e in quel momento compresi appieno il significato della parola fratellanza” disse commuovendosi. Guardai altrove per non metterlo in imbarazzo, ma desideravo soltanto che andasse avanti col racconto.

“E poi cosa è successo?”

“Lars morì il giorno dopo, all’imbrunire. Dilaniai la sua carne, al buio, ma il vero problema era la disidratazione. Così, tra le lacrime, bevvi avidamente il suo sangue che luccicava sotto una luna enorme e rossa. Quella fu la mia morte e la mia rinascita. E da quel momento mi feci la fama del vampiro. A partire dal giorno dopo, il sole per me non sarebbe stato più lo stesso.”

Lo shock lo portò verso la pazzia e, come accadde per il suo antenato, verso una spirale di studi matti sul vampirismo. Divenne in breve tempo il più affermato vampirologo del web, e il suo saggio “Per favore, non mordermi sul collo” tutt’oggi è un solido punto di riferimento per una quantità di flippati della rete.

Era tutto molto bello – ad eccezione delle scarse riserve di cibo presenti in frigo- ma dopo tre giorni di ascolto passivo era arrivato il momento di trattare il mio caso.

“Non vorrei metterle inutili pressioni addosso, Signor Conte, ma se potessimo andare avanti con il motivo della mia visita, le sarei molto grato.”

“Ma che ta pinz, ch’avem fatt fin a mò?”

“Scusi?”

“Cosa pensi che abbiamo fatto finora?”

“Ah…ehm…abbiamo parlato di lei?”

Il Conte fece scivolare le mani sulle ruote della carrozzella e in poche falcate si avventó su di me, facendo traballare la dentiera.

Disse: “prima ti ho mostrato la medaglia di bronzo conquistata a Huston, vero?”

“Vero.”

“Ieri ti ho fatto leggere un mio articolo pubblicato su Milano Finanza intitolato Vampiri immortali e contributi INPS, giusto?”

“Giusto.”

“E poco fa non ti ho forse mostrato una foto in cui sono con Keyra a Disneyland, mentre le faccio la mano morta sul seno, di fronte alla statua di Topilono?”

“Veramente era Pluto”.

“Ecco, lo vedi!”

“Vedere cosa?”

Fece un lungo respiro e mi diede le spalle. “Stavam a lu scur.”

“Conte, non la capisco.”

“Quando ti ho mostrato quelle cose, eravamo al buio. Ma buio pesto. Buio! Io mi muovevo a tentoni per le stanze, in cui ormai potrei circolare anche a occhi chiusi. Ma tu, tu hai visto tutto. Si chiama nictalopia, ed è la capacità, comune a tutti i vampiri, di vedere al buio. Ci sarebbe anche un’ultima prova da fare, ragazzo; ma per quanto mi riguarda, ormai non ci sono dubbi che tu sia un vampiro.”

Il Conte si mise al piano e intonó la Nocturn n. 20 di Chopin. “Io non sono un vampiro, non sono come te, purtroppo; anche se qui in paese tutti pensano il contrario. Tu però, Vladimiro, invece lo sei, appartieni alla notte e non potrai mai più vivere alla luce del sole” disse prendendo una stecca che lo obbligò a una pietosa e rocambolesca improvvisazione jazzeggiante. Indietreggiai e mi ritirai nelle mie stanze, quelle dissonanze erano troppo per le mie orecchie e i miei nervi, ma poco dopo il Conte si interruppe e gridò: “sai guidare?!”

Tornai da lui, era bianco come il foglio di uno scrittore in crisi. “No.”

“Non importa, ho un’auto elettrica, portami in ospedale: sto per avere un infarto.”

Dio santo, pensai. Due minuti dopo eravamo in corsa verso il pronto soccorso.

Serie: Vladimiro


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Discussioni

  1. Tiziano, ho appena terminato di leggere Vladimiro. Potrei ripetere vari complimenti e commenti che immagino già scritti sotto i diversi episodi da altri commentatori più bravi di me. Non sono un buon recensore io. Sono rimasta sorpresa dal tuo stile! Ti avevo pensato completamente diverso, più appoggiato al fantasy-noir.
    Ho trovato invece leggerezza, ironia, uno stile personalissimo, l’immediatezza comunicativa. È una serie avvincente, davvero. Da Tiziano ti ribattezzerei Netflixiano per la contagiosità, ma lasciamo stare 😊 Però per tutti noi che notoriamente aspettano la fine di una stagione per iniziare a guardare la prima puntata della stessa e spegnere lo schermo dopo otto ore, ti chiederei di concludere con celerità!
    Viva l’Abbruzz!

    1. Cara Maria il tuo commento mi riempie di gioia 😃. Sono strafelice che la serie ti sia piaciuta e che ti piaccia la mia scrittura. Non dimentichiamoci però che questo episodio ha visto il tuo generoso contributo. Anche se ho la testa altrove, più precisamente sulle migliorìe da apportare al sito, approfitterò della quarantena per scrivere. Aprile vedrà un nuovo episodio di Vladimiro. Promesso! Intanto grazie per esserci e per far parte di questa banda di sognatori svalvolati.

  2. Ciao Tiziano, Vladimiro is back!!!
    E lo ha fatto con tutti i crismi, presentandoci un nuovo personaggio bislacco che è entrato a far parte del suo mondo. Mi è piaciuto questo Conte, anche se non credo di fidarmi completamente di lui. Sono stata felicissima di aver appreso, dai commenti, che questa serie avrà più stagioni, ma… Ti prego e scongiuro, pena la presa a morsi sull’avambraccio, non farci nuovamente entrare in crisi di astinenza! 😀

    1. Ciao Micol, eccomi! Intanto grazie per aver trovato il tempo di leggere 🙂 Vlad a volte si inabissa ma poi torna e stavolta ha tirato fuori dal cilindro un personaggio degno di questa sarabanda di soggetti non convenzionali. Ovviamente non posso fermarmi alla prima stagione perché i nodi da sciogliere sono tanti e io stesso non ho idea di come andrà a finire. Un forte abbraccio e grazie ancora.

  3. Ciao Mitico! Episodio divertente, anche se meno incisivo dei precedenti. Alcune trovate sono spassose (per favore, non mordermi sul collo 😂).
    Ho fatto un po’ fatica a seguire il pdv (punto di vista), ma questo non mi ha impedito di apprezzare la bizzarria del conte. Perdona la sincerità e ricorda che sono solo mie opinioni.😉

    1. Ciao Dario! Grazie davvero per aver letto e sono felice che tu abbia apprezzato la pazzia del Conte 🙂 un abbraccio forte sono contento anche per la tua analisi così tecnica, un saluto!

  4. Mi è piaciuta molto l’idea della “capacità di saper leggere al buio” come prova, semplice ed efficace! Bravissimo! Però non me la smontare nei commenti dicendo che del Conte non ci si può fidare… se vuoi faccio una prova ma non credo di saper leggere al buio (e se ci riesco? Aiuto!)… altrimenti non parlare di buio “pesto” …a meno non ci guiderai al buio da un’altra parte (magari Vladimiro nel frattempo ha acceso le luci? però me la smonti lo stesso :(…) e allora aspetto trepidante il prossimo episodio!
    Per ora dico, e forse avrei dovuto scriverlo prima… Oh je l’hai fatta!!! clap clap clap :)…davvero, ne è valsa l’attesa! Sempre ricco di ironia e stranezze. Bello anche il personaggio del conte…ma dove l’hai scovato sto dialetto! 😀 E si ora me ne vado, vorrei comprare il libro “Non mordermi sul collo”, Edizioniopen ne ha per caso una ristampa?

    1. Eccomi Maria, lo so, scusa davvero per il ritardo imperdonabile e spero di partorire un nuovo episodio al più presto…Il Conte è una figura centrale e ambigua, posso solo dire che questa Serie ha diverse stagioni e la prima (che si chiuderà tra 3 episodi) risponderà a una domanda precisa: Vladimiro è davvero un vampiro? Grazie per l’affetto letterario che mi dimostri, spero di riuscire sempre a intrattenerti con un sorriso. A presto! PS. “Per favore, non mordermi sul collo” lo abbiamo esaurito, ma la trasposizione cinematografica del 1967 da qualche parte, nell’internet, la puoi reperire 🙂 )

    1. Grazie Alessandro, felice di non aver deluso le aspettative, che ormai si sono fatte alte! Mi toccherà trovare un ghostwriter per svangarla nei prossimi episodi. Scherzi a parte, grazie!

  5. “Divenne in breve tempo il più affermato vampirologo del web, e il suo saggio “Per favore, non mordermi sul collo” tutt’oggi è un solido punto di riferimento per una quantità di flippati della rete.” Qui stavo morendo… Per favore, non mordermi sul collo😂😂😂, stupendo! Carissimo Tiziano, bentornato, mi mancava il povero Vladimiro alle prese con personaggi assurdi, il Conte non è da meno! Da ridere fino in fondo, sino al… Dissanguamento😂😂😂, riesci persino a sdrammatizzare i momenti drammatici, e del Conte non c’è da fidarsi, secondo me. La verità su Vladimiro ovviamente la sapremo solo alla fine😂! Attendo già il prossimo episodio😁! Un caro saluto!

  6. Quest’episodio l’ho “divorato” come un cannibale; probabilmente è fame prodotta dalla curiosità. Finalmente si scopre la reale natura di Vladimiro, ma ora nasce dentro di me una nuova domanda: quando pubblichi la prossima puntata?

    1. Eh eh eh…io non sarei così sicuro che Vladimiro sia un vero vampiro…il Conte è un tipo assai strano e potrebbe aver volutamente detto una cosa che non pensa…per il prossimo episodio stavolta non farò passare tutti questo tempo, promesso! Grazie Raffaele, alla prossima!

  7. Il tanto atteso episodio, come prevedevo, è stato una cannonata! Finalmente Vladimiro sa. Se lo dice il conte, allora sarà proprio un vampiro… Favolosa la storia sulla fratellanza e il cannibalismo, belle anche le battute in dialetto: praticamente sei sempre il numero uno!