PAGINA DI DIARIO – GIORNI DI …NON SO’ PIU’ COSA DIRE, NOVEMBRE 2021
Serie: OK, HO DECISO DI RACCONTARMI IN UN DIARIO
- Episodio 1: PAGINA DI DIARIO – GIORNI DI MERDA NOVEMBRE 2021
- Episodio 2: PAGINA DI DIARIO – SABATO NOTTE VENTOTTO AGOSTO 2021
- Episodio 3: PAGINA DI DIARIO – GIORNI DI …NON SO’ PIU’ COSA DIRE, NOVEMBRE 2021
- Episodio 4: PAGINA DI DIARIO – VENERDI’ TRE SETTEMBRE 2021
- Episodio 5: PAGINA DI DIARIO – GIORNI DI SOFFERENZA, ПРЕСТУПЛЕНИЕ И НАКАЗАНИЕ (crimine e punizione), NOVEMBRE 2021
- Episodio 6: PAGINA DI DIARIO – MARTEDI’ SETTE SETTEMBRE 2021, coraggio e anticoraggio
- Episodio 7: PAGINA DI DIARIO – GIORNI DI CASINO MENTALE – GIOVEDI’ 25 NOVEMBRE 2021
- Episodio 8: PAGINA DI DIARIO – SABATO VENTICINQUE SETTEMBRE 2021, Khalid
- Episodio 9: ADDIO
- Episodio 10: PAGINA DI DIARIO – GIOVEDI’ TRENTA SETTEMBRE 2021, la bimba invisibile – commento
- Episodio 1: PAGINA DI DIARIO – SABATO TRE OTTOBRE 2021, Il gatto della centralinista.
- Episodio 2: PAGINA DI DIARIO – SABATO NOVE OTTOBRE 2021, ore una di notte.
- Episodio 3: PAGINA DI DIARIO – DOMENICA 17 OTTOBRE 2021, Un trenino normale a Milano.
- Episodio 4: PRIMA PAGINA DI DIARIO – SABATO 17 LUGLIO 2021, TARDA MATTINATA
- Episodio 5: PAGINA DI DIARIO – SABATO VENTITRE OTTOBRE 2021, Il gatto della centralinista è guarito e Betta mi compra tutto Malibù
- Episodio 6: PAGINA DI DIARIO – SABATO 31 LUGLIO e DOMENICA primo AGOSTO 2021
- Episodio 7: PAGINA DI DIARIO – MARTEDI’ NOTTE DUE NOVEMBRE 2021. Corsica
- Episodio 8: PAGINA DI DIARIO – DA MERCOLEDI’ A DOMENICA OTTO AGOSTO 2021
STAGIONE 1
STAGIONE 2
DOMENICA QUATTORDICI mattina
Diario ho bisogno di sfogarmi con te! Scusami ma c’ho messo tre giorni prima di decidere se e cosa dirti.
Tre giorni fa a metà mattina è successo un casino!
Ma perché ho deciso di allungare la mia assenza dal lavoro con un giorno di centoquattro!
È venuto lui!
Come cazzo ha scoperto dove abito? Poi lui è di Varese o giù di lì. Chi si aspettava che fosse a Milano!
Ho aperto tranquilla senza neanche chiedere chi fosse, pensavo alla cieca del gatto.
Me lo sono trovato davanti, che mi offriva contemporaneamente un sorriso da orecchio ad orecchio e un dolce alla crema di pistacchio. Ma come ha fatto a sapere che mi piacciono i pistacchi?
Devo confessare, con un certo disagio, che ho provato un immediato impulso di piacere fisico, dalla ragione a forza con fatica subito represso. Avrei dovuto capire immediatamente da quel fulmineo attimo di sconvolgimento, in quale casino stavo per essere scaraventata.
Era attrezzatissimo con il tablet su cui aveva installato un programma di “comunicazione simbolica” per facilitare e velocizzare la conversazione.
“Ti ho portato un dolce….spero che ti piaccia” “Fiori mi sembravano troppo banali e anche troppo personali” “scusa se sono piombato, ma in realtà ho cercato di contattarti per chiederti se disturbavo ma avevi sempre il telefono non collegato o forse eri in una zona buia.” “Quindi scusami ….ma ti ho disturbata?”
Mi ha trovato su Google ed ha letto il mio racconto pubblicato con la mia vita. Sa tutto quello che di me ho raccontato!
“Ho anche pensato di cercarti su Facebook, sempre per preavvisarti della mia visita, ma niente!” “Sei nascosta da uno pseudonimo?” “In compenso continuando ad aggirarmi nel mondo digitale con lo stesso scopo, ho scoperto una scrittrice fantastica… Ma sei bravissima!”
Già non capivo più cosa stava dicendo e se stesse parlando o no. Parlava calmo con una voce calda e argomentava in modo che non fossero richieste a me delle risposte. Parlava di lui e della sua vita.
Mi facevano male tutti i muscoli non solo quelli già di per sè spastici. Cominciava a farmi male anche lo stomaco. Cercavo di concentrarmi su me stessa per capire, se pur con fatica, cosa stava succedendo. E ad un certo punto mi sono resa conto che avevo tutte le mutandine umide ma non di urina. Non sono riuscita a trattenermi ed ho chiuso forte gli occhi per poter almeno inalare con un profondo respiro una grossa quantità di ossigeno prima di morire.
“Prendo volentieri un tè”
Lo aveva pronunciato come se fosse una risposta ad una mia domanda che ovviamente in realtà io non avevo fatto. Non avrei comunque potuto farla neanche avendo il comando delle mie code vocali, mancandomi l’aria in gola. Quel coinvolgimento però mi aveva risvegliata dal quel vigile coma profondo, e riportata alla realtà. Realtà incasinata mentalmente ma anche fisicamente. Così improvvisamente il mio braccio destro si è inventato un inutile movimento brusco non proprio nel vuoto, come se fosse un ferro da golf, ed a me non è rimasto che seguire con stizza la scatola del tè che scivolava inesorabilmente spargendo tutti i filtrini sul tavolo. A quel punto la mente caduta anche lei su quel tavolo della cucina, mi ha riportata improvvisamente alla immagine di me ed Euenio figlio di Eleuteria. Ho chiuso nuovamente e con forza gli occhi perché ancora ero in grave debito di ossigeno e dovevo raccogliere quanta più aria potevo per non morire nuovamente.
Erano passate non so quante ore conversando e pranzando con tè e torta alla crema di pistacchio.
“Mi ha fatto molto piacere, ma ora devo scappare”
Si è avvicinato di lato alla mia guancia nella chiara intenzione di un innocente bacio di commiato.
In quel preciso momento mi sono sentita proiettare violentemente da una potentissima e allo stesso tempo indominabile oltre che misteriosa forza contro le sue labbra.
Non so quanto è durato e non so se avevo mai provato la stessa sensazione di abbandono e possesso fusi insieme. Ho avuto la sensazione che la mia lingua ad un certo punto abbandonasse il mio corpo, non fosse più mia e io stessa non fossi più mia. Sono certa di quello che dico. Non avevo mai vissuto un bacio così intenso e così lungo
Alla fine esausta ho sentito il mio corpo assumere la consistenza di una gelatina mollemente spiaggiata sul divano. Non avevo più un filo di forza fisica e mentale da tentare qualsiasi ulteriore sensata azione.
Lui senza dire nulla, affinchè io non dovessi cercare delle risposte, mi ha donato il sorriso più tenero che, ne sono certa, non ne sono mai esistiti di uguali. Delicatamente mi fatto scorrere le palpebre sugli occhi fino ad ottenere il buio totale, ed è sparito.
Quando mi sono svegliata dopo non so quanto, erano già quasi le nove di sera.
Ma da quel momento non sono più riuscita a dormire neanche di notte. Tre giorni e tre notti in completo bianco ad occhi aperti. Sono distrutta. Ma che cazzo ho nel cervello? Diario, mi fa male sapere con certezza che sono stata io a proiettarmi sulla sua bocca, ad espellere con violenza dalla mia una lingua turgida al limite della esplosione, come fosse un membro in preda ad una violenza brutalmente aggressiva.
Venerdì sul lavoro era come se fossi un cartonato. La stessa utilità inutile.
Ho incrociato Ennio. “Ciao Isa. Tutto bene con Betta?”
Ora che ci penso, ha temporeggiato ad osservarmi, aspettando una risposta che non arrivava. Solo ora che ci penso, mi verrebbe da dire che ha abbozzato un sorriso a denti stretti ed in un modo strano, come se la mia non risposta lo divertisse ma non volesse farlo vedere. E poi sempre ora che ci penso, cosa ne sa di me e di Betta? Possibile che in questo ambiente di merda non puoi fare una scoreggia che tutti subito diffondano, commentandola con dovizia di particolari, una tua ricca produttiva indisposizione intestinale?
DOMENICA QUATTORDICI ore venti e un quarto.
Devo assolutamente guardare la posta, cosa che in questi tre giorni non ho fatto. Un intenso senso di disagio me lo impediva. Mi avrà mandato una valanga di messaggi Betta. Ma ho la serenità per leggerli e per rispondere? Che fine hanno fatto le mie certezze? Non posso fare a meno di lei, sono certa! Sono sua e solo sua. Ma è mai possibile che solo dieci giorni fa morivo di gioia e adesso muoio di confusione? Eppure sono sempre io, sempre io.
Apro la casella. Nessuna mail da lei. Cazzo. Va be’, è normale! È il suo modo di amare, lo so, ne sono certa. Inspiro profondamente cercando di sentirmi il suo profumo addosso, ma non mi riesce. Sento solo l’odore del mio sudore. Ne ho l’inguine zeppo. L’odore è acre e acido e mi incazzo.
Mi viene un conato di nausea nel momento in cui mi rendo conto di tre e-mail di Lui.
Non so se aprirle, non so cosa succede se le apro.
Guardo la mia mano contorta. Il polso è piegato oltre novanta gradi, il pollice allungato e ruotato in su si infila a forza fra il medio e l’anulare. Anche l’indice e il mignolo sono piegati al contrario. L’insieme forse è anche artistico, ma totalmente inutile anzi dannosamente ostacolante. Se me la facessi amputare sarebbe addirittura meglio. Ecco, dovrei farmi amputare la mano ma anche la mente e la coscienza. Almeno non avrei questo insieme di oppressive emozioni, che mi fanno un male bestia. E anche la mano contorta, in questo momento mi fa un male bestia.
Le tre e-mail sono sicuramente sue perché l’indirizzo contiene il termine “nuvola” di cui lui parla spesso, e il nome Samuele. L’assurdo di questa storia è che il suo nome in realtà non me lo aveva mai detto. Tanto non avevo la possibilità di chiamarlo. Assurdo!
La domanda è anche ma come ha fatto ad avere il mio indirizzo web? Sì in effetti forse l’ho fornito io quando ho chiesto l’assistenza in aeroporto.
“Sono via per lavoro. Dieci giorni di voli in successione” “Ti terrò informata. Mi sentirai e mi vedrai almeno due volte al giorno. La mattina e la sera”.
Non senza difficoltà, seguendo le istruzioni che mi ha dato con le mail, attraverso un sistema particolare che non conoscevo, su youtube, lo potrò vedere e sentire due volte al giorno.
Sono totalmente disorientata. Forse mi ero abituata a non avere emozioni per anni, a non sentirmi tre metri sopra il cielo, ad amare me stessa da sola. Ora non so più chi amo e chi mi ama.
E questa mail di Tito con allegati cosa ci fa? Pensavo non volesse più rivolgermi la parola dopo che gli avevo parlato di un amico che lo voleva conoscere perché gli erano di molto piaciute le elaborazioni delle foto che la sua fantasia di Asperger aveva prodotto. Parlargli di un estimatore aveva scatenato la sua difficoltà di interazione sociale.
Ma queste foto
Ma lei
Ma loro
Ma che scema
Ma vaffanculo
Serie: OK, HO DECISO DI RACCONTARMI IN UN DIARIO
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“E poi sempre ora che ci penso, cosa ne sa di me e di Betta? Possibile che in questo ambiente di merda non puoi fare una scoreggia che tutti subito diffondano, commentandola con dovizia di particolari”
oddio, adoro la tua ironia, seconda solo alla tua auto ironia
sono linfa di vita per me
per esempio in questo momento che non so quando spiegherò al mondo e non solo a te, quanto sono scombinatamente confusa ….cazzo!
“Non sono riuscita a trattenermi ed ho chiuso forte gli occhi per poter almeno inalare con un profondo respiro una grossa quantità di ossigeno prima di morire.“Prendo volentieri un tè”
Questo passaggio mi è piaciuto, hai creato un contrasto erotico davvero di vero effetto, complimenti
“Mi ha trovato su Google ed ha letto il mio racconto pubblicato con la mia vita”
So che alcune tue storie si snodano su una sottile linea di confine tra finzione e verità. Ma mi piace pensare che Edizioni Open fu galeotta!😃
sappi che il ..DIARIO.. è tutta verità …purtroppo!