PAGINA DI DIARIO – SABATO 31 LUGLIO e DOMENICA primo AGOSTO 2021

Serie: OK, HO DECISO DI RACCONTARMI IN UN DIARIO


Sabato Ore dieci e mezza.

Non l’ho più sentita. Non so cosa pensare.

Sento ancora il suo odore, ma non riesco a ricordare se non con singoli scoordinati flashback.

Sono certa di aver picchiato la fronte sullo spigolo della porta mentre ero in braccio a lei. Quindi mi ha portata a casa lei! Ma come faceva a sapere dove abito? E poi dopo cosa è stato?

Al risveglio burrascoso nel pieno della notte con lo stomaco in subbuglio ero sola. Ed ero nuda. Quindi?

“Gioia, sei innamorata”

“Gbbb PPfffffa, ddda gghhè” – ‘Paolo, per favore, non rompere’

Ho provato piacere anche quella volta quando mi hai accarezzata tu che hai quasi settant’anni. Quindi non aggiungere confusione a confusione! Ho capito che ti eccitavo, ma il fatto è che anche io mi sono eccitata, e ad occhi chiusi ho scaricato un po’ dovunque una certa quantità di ormoni. La cosa allora mi aveva creato un discreto turbamento.

Non so cosa fare.

Non so se e come cercarla.

Sul lavoro sono stata ben zitta, anche se in pochi sanno chi è Benedetta.

Potrei confidare qualche cosa a Daga, ma non voglio. Non riesco a prevedere la sua reazione.

Sono appena tornata dal supermercato. La commessa alla cassa, molto carina, aveva una scollatura da capogiro. Mi sono concentrata a guardarla con occhi diversi dal solito. Non ho sentito nessun subbuglio. Eppure solo ad un rapido sguardo i seni di Benedetta mi sconquassano.

MA CHE CAZZO DEVO FARE

Questa mattina sono uscita anche per andare in farmacia. Ho inciampato quintordici volte. Per fortuna non sono caduta. Per forza, ho la testa completamente in mezzo alle nubi.

Non so più chi sono e cosa sono. E spesso ho una gran voglia di piangere senza una ragione.

Quello che mi è successo è una cosa che non prevedevo e che non so spiegare.

Nessuno di noi due ha dato o chiesto spiegazioni ma tutto è avvenuto come se fosse la cosa più naturale del mondo.

Lei non è per niente bella e io figuriamoci.

E perché tutto ciò. E perché è sparita.

Mi fa male lo stomaco e mi fa male la mano! E mi accorgo adesso che si è formata una vescica nel piede.

Cazzo, mi sono veramente rotta. Paolo sta bussando alla porta. Che cosa vuole ancora.

Basta. Faccio che pubblicare.

Sabato Ore diciotto circa

Questa mattina poi non ho pubblicato nulla perché il mio vecchietto bussava troppo insistentemente. Non potevo farlo aspettare. Mi voleva portare dei dolcetti appena presi in pasticceria, per ‘tirarmi su’, ma aveva l’urgente bisogno. Gli scappava la pipì e forse un po’ ne aveva già persa nei pantaloni.

Comunque c’ho ripensato prima di pubblicare perché un po’ mi girano le palle. Mi fa incazzare che nessuno faccia commenti. Già, ma chi può commentare una storia così stupida, e oltretutto non curata e scritta quasi di getto.

In realtà, confesso, è un atto di egoismo. Racconto per liberarmi.

E’ una cosa a cui un po’ non ho mai creduto, un po’ non mi è mai piaciuto neanche da adolescente, un po’ non so proprio perché l’ho iniziato, Il DIARIO.

Domenica ore quasi le dieci

Non ho dormito tutta questa notte. Sentivo un sacco di rumori, nell’appartamento di fianco, sulle scale, e anche dentro il mio appartamento e dentro camera mia. O forse erano tutti rumori dentro nella mia testa.

In mezzo a quei rumori ho deciso che domani chiedo info di Benedetta sul lavoro. Ma devo farlo senza destare sospetti. Ma devo farlo. Devo agire. C’è troppa confusione nella mia mente e anche molta abbondanza di ragnatele in alcuni punti strategici del mio corpo.

Ho la bocca impastata, le ascelle e l’inguine impiastricciati di sudore, e la vescia sull’esterno del piede destro che si è rotta e si è appiccicata alla calza. Fa caldo ma ieri sera il piede destro era ghiacciato e sudolento, così mi sono messa una calza di lana per andare a dormire. E ora ho la lanuggine affondata nella carne in una crosta collosa.

Mi immergo nella doccia e risolvo tutto.

Ho deciso di andare anche a messa.

Non so da quanto non entro in una chiesa.

La parrocchia del rione è sullo stesso mio viale, a circa mezzo chilometro verso il centro. Ma dalla parte opposta del viale. Ok, mi porto la canna.

Serie: OK, HO DECISO DI RACCONTARMI IN UN DIARIO


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Sono contento ti poterti leggere in un diario alternativo rispetto alle cronache dei soliti social network (basati su tante foto e poche parole). Osserverò in modo discreto, per soddisfare l’inconfessato voyeurismo cui nessuno è davvero immune.