PAGINA DI DIARIO – SABATO NOTTE VENTOTTO AGOSTO 2021

Serie: OK, HO DECISO DI RACCONTARMI IN UN DIARIO


Ciao diario. Sono passati quasi venti giorni.

Si stanno avvicinando le due di mattina. Ho aspettato che dopo lei si addormentasse stanca. Ha un buonissimo odore di sudore.

Aiutandomi con il quattro ruote per fare meno rumore, mi sono seduta con il computer in bagno Avevo bisogno di godermi i pensieri ancora caldi e di diariare.

Ecco, sì, questo volevo dire. Ma tu Benedetta lo sai cosa è successo in me in questi giorni? Giorni in cui tu hai manipolato a tuo piacere la mia mente, il mio corpo, i miei sensi e anche i miei sentimenti, come fossero creta vergine plasmabile. Io sono emiplegica e tu lo sapevi, ma non sapevi che ora ho quattro arti perfetti e un concentrato di fuochi di artificio nella testa. Depressione incazzatura mortificazione sono concetti sconosciuti da circa venti giorni. E dallo stesso periodo è pure sconosciuto è il concetto di insoddisfazione carnale frustrata. Il tuo stupro geniale mi ha totalmente riabilitata. Cosa cazzo vuol dire disabile o diverso! Tu sei un grandissimo spudorato angelo diavolo e compiango tutti quelli commiserati dagli altri e commiseranti di se stessi. Non ricordo più di essere appartenuta a quelle stupida categoria.

Lo so, tu sei energia pura e per questo non puoi essere definitiva ma provvisoria. Non puoi essere duratura e immutabile. Questo lo so. Non puoi darmi sicurezza nè futuro.

Ma chi se ne frega della tranquilla stabilità. Sei inattendibilità all’ennesima potenza, ma passione all’ennesima potenza.

Voglio te per il poco o il tanto che ci sarai. Voglio te e basta. E non mi importa di voi incompetenti che continuate a dipingere le difficoltà di colori grigi tristi pesanti. Siete voi che ci rendete diversi, con la vostra restrizione mentale.

Che m’importa di essere a metà! Anche la metà paralizzata e sudata è presente e viva, freneticamente eccitata.

Milano non ti piace ma oggi sei quì.

Anche a me Milano non piace.

Sento ancora la sabbia delle spiagge della Sardegna in mezzo all’inguine che sfrega e brucia, calda e eccitante.

Stai dormendo e il buco in mezzo alla tua fronte sembra ancora più profondo, mi sembra quasi di vedere la tua materia grigia appena coperta dallo straterello di pelle.

E gigantesco mi sembra il buco in mezzo al palato, ora che con la testa in dietro sul cuscino tieni la bocca così aperta.

Non riesco a capire come fai a tappare l’immenso spazio fra i denti quando parli, e come fai a parlare con la bocca così quasi chiusa.

Quando esci la lingua da quel portone si vede quanto è grande il portone ma anche quanto è autorevole quel concentrato di muscoli eclettici e fantasiosi.

Ti amo anche se sparirai domani. Ti amerò anche quando non ti vedrò più.

Ora vivo e non mi trascino.

Vivo, cazzo! E voglio che tutti lo sappiano. E che tutti sappiano che vivrò per sempre.

Non come voi che pensate che il resto del mondo sia tutto diverso da voi. Più bello e più normale per voi così diversi.

Andate un po’ a fanculo. Io sono il bello e il normale.

Si sveglia.

Ciao.

Serie: OK, HO DECISO DI RACCONTARMI IN UN DIARIO


Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. “Ha un buonissimo odore di sudore”
    Anch’io lo apprezzo, dopo l’amore. Bell vedere che non sono la sola.

  2. “Non puoi essere duratura e immutabile. Questo lo so. Non puoi darmi sicurezza nè futuro.Ma chi se ne frega della tranquilla stabilità. Sei inattendibilità all’ennesima potenza, ma passione all’ennesima potenza.”
    Credo che questo stato di estasi misto a senso di precarietà determini la differenza tra essere felici ed essere sereni

    1. mi sono appena svegliata e lei è uscita, non so a cosa fere, ma sento ancora il suo odore.
      Bettina, non so cosa intendi per senso elettrico, ma queste pagine io le sto vivendo e sono piena di quello che c’è dentro. Sono viva. Ciao Bettina.