Palazzine anonime
Serie: Wiccats.
- Episodio 1: Lory
- Episodio 2: Mizu
- Episodio 3: Thanos
- Episodio 4: Ditteri
- Episodio 5: Order Received!
- Episodio 6: Velluto bordeaux
- Episodio 7: Il Libro della strega
- Episodio 8: Palla di pelo
- Episodio 9: Idropittura
- Episodio 10: Matilda
- Episodio 1: Argilla rossa
- Episodio 2: Diluvio
- Episodio 3: Clientela
- Episodio 4: I tuoi desideri
- Episodio 5: Hollandia
- Episodio 6: La crudeltà delle streghe
- Episodio 7: Mamma mia
- Episodio 8: Battaglia!
- Episodio 9: Caramello
- Episodio 10: Luci e Ombre
- Episodio 1: T-shirt
- Episodio 2: Nhtoi
- Episodio 3: Divorare l’anima
- Episodio 4: Prigionieri segreti
- Episodio 5: Il nero più nero
- Episodio 6: Lezioni di metafisica
- Episodio 7: Una faccia maledetta
- Episodio 8: Nuovi colleghi
- Episodio 9: Ricordi neri
- Episodio 10: Vibrisse
- Episodio 1: Francesismi
- Episodio 2: Fantasmini
- Episodio 3: Un grido d’aiuto
- Episodio 4: Spettacolo di luci
- Episodio 5: Rompere il legame
- Episodio 6: Pace
- Episodio 7: Proiezione
- Episodio 8: La fata delle tempeste
- Episodio 9: Alessandrite
- Episodio 10: Separazioni
- Episodio 1: Sigilli
- Episodio 2: Otto & Mele
- Episodio 3: Snack
- Episodio 4: Una nuova vita, una vecchia morte
- Episodio 5: Nome di battaglia
- Episodio 6: Umori variabili
- Episodio 7: La morte nel cuore
- Episodio 8: A testa bassa
- Episodio 9: Maelstrom
- Episodio 10: Frullatore
- Episodio 1: Da Skull Island con amore
- Episodio 2: Dolci trappole
- Episodio 3: Guerriglia
- Episodio 4: Collari
- Episodio 5: Pavimenti stellati
- Episodio 6: Vascelli e fregate
- Episodio 7: Folgori e ottone
- Episodio 8: Palazzine anonime
- Episodio 9: Un tenero oblio
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
STAGIONE 4
STAGIONE 5
STAGIONE 6
Quella serata era proprio strana: si erano preparati in tutta fretta, ansiosi di raggiungere un punto specifico della città con la convinzione di doverci arrivare il prima possibile, ma che lungo il tragitto aveva perso di significato.
Suo marito, Ennio, aveva parcheggiato la Fiat Punto blu metallizzata, ben tenuta, pulita e lucidata, nell’apposito spazio delineato dalla striscia di vernice bianca su una via del centro di Padova che non ricordava di aver mai frequentato.
«Mi vuoi spiegare che ci facciamo qui?» disse la moglie, abbassando la testa per riuscire a guardare l’aspetto delle palazzine che circondavano l’auto carcando di capire se fosse già stata in quella zona della città . Ma niente, la sua mente era vuota.
«Non so Tere… ho come l’impressione che qui ci abbia abitato il nostro Marco, ma non so spiegarti il perché.»
Alla signora Teresa le si infeltrì il cuore, era da un pezzo che non pensava al suo unico figlio deceduto in un incidente d’auto tre anni prima.
Il dolore per una tale perdita era facile da riaccendere e complicato da estinguere.
«Che cosa c’entra Marco da queste parti Ennio? Dai, anche tu. Marco andava a fisiologia, è dalle parti del Centro Giotto, non ricordi? Aveva preso quella specie di appartamentino in affitto nella vecchia sede della SIP…»
Il signor Ennio Stocco sospirò rumorosamente, sporgendosi in avanti sopra il manubrio a guardare anche lui quelle finestre dall’aspetto anonimo, ma in qualche modo familiari.
«Forse ci stava una sua ragazza? Come si chiamava quella biondina carina? Nene, Nina… una cosa così.»
«Irene? Mi sa che si è sposata. Ora vive a Limena, mi pare. Comunque è strana questa cosa, mi hai costretta ad uscire di pomeriggio, per andare a cercare cosa? Marco è andato da un pezzo ormai e non credo che abbia lasciato roba in giro. A questo punto andiamo a prenderci uno spritz dietro al Duomo, siamo qui a due passi…»
«Ah! Sono passati secoli dall’ultima volta che abbiamo preso una roba da bere noi due per conto nostro.» L’affermazione fece accendere i lampioni stradali, il cielo stava virando sul blu violaceo tipico degli attimi prima del crepuscolo.
La signora Teresa sorrise, in fin dei conti ci poteva stare un po’ di alcol per smorzare e rendere più lieve quel ricordo tanto pesante e opprimente.
Una schiena piombò sul cofano crepando e deformando il parabrezza in vetro laminato, i finestrini laterali invece esplosero in mille schegge piccole e cubiche.
La signora Teresa urlò per lo spavento, mentre il marito si coprì rapidamente il volto proteggendosi gli occhi ed emettendo un grugnito gutturale sganciò la cintura e aprì lo sportello.
Non c’era traffico, non aveva sentito moto o scooter ad alta velocità che avrebbero potuto perdere il controllo e finire sulla sua preziosa auto.
In un istante gli vennero in mente in ordine sparso: l’assicurazione, il numero del medico, il sangue che lo impressionava, la manovra di Heimlich, doveva liberare le vie aeree, tamponare eventuali emorrag…
«Rientri subito in auto!» La voce di una ragazza.
«Torni in macchina, qui fuori è pericoloso!»
La ragazza che aveva sfondato il parabrezza era in ginocchio sul cofano. Aveva un braccio rotto, girato malamente in una posizione innaturale e un frammento d’osso puntuto sporgeva vicino al gomito.
«Signorina, ferma! FERMA! Stia giù, ha un braccio rotto e… Tere! TERE! Chiama il… l’ambulanza. Quale casso zeo il numero? Non si muo…»
La ragazza si alzò in piedi, guardando verso i balconcini del palazzo accanto al parcheggio. Il braccio rotto fece un giro strano, si allineò correttamente e l’ulna spezzata rientrò dal foro e richiuse educatamente la ferita, ripulendola anche dal sangue.
Un tonfo sordo, seguito dal rumore di ferro battuto, fecero girare il signor Stocco, palesemente confuso.
Un donnone alto due metri, con le braccia di uno Schwarzenegger all’inizio della carriera, stava guardando nella sua direzione con un’aria minacciosa.
Indossava qualcosa di grosso e sproporzionato che copriva le mani, il suono metallico era stato prodotto da quei martelli d’ottone lucente che le facevano da guanti.
Era tutto un casino, pensò il signor Ennio.
L’ansia di dover uscire per andare da nessuna parte con la moglie, il pensiero per un figlio morto troppo presto e adesso ci si mettevano pure le modelle e le palestrate.
«Ma diobiscotto, mi spiegate cosa casso sta succedendo?»
«Ennio! ENNIO! Andiamo via!» La signora Teresa urlava dall’interno dell’auto, ancora assicurata al sedile con la cintura e con i cocci di vetro dei finestrini ovunque…
La tipa dai lunghissimi capelli lisci bicolore, scese dal cofano e toccò il signor Stocco sulla spalla, tramutandolo all’istante in una bella scultura da piedistallo che poteva far sfoggio di sé in una qualunque chiesa veneta..
La moglie, non appena vide che il marito aveva smesso di muoversi, iniziò a urlare più forte e a chiamare il suo nome con un ritmo costante e ben alternato: urlo, nome, urlo, urlo, nome e nome; cercando nel frattempo di sganciare la maledetta cintura.
La ragazza del parabrezza si girò a guardarla con una strana espressione seria e quasi infastidita, aveva gli occhi che brillavano come quelli dei gatti. Teresa sentì che le gambe le si irrigidivano, le mani non rispondevano più alla sua volontà e poi tutto divenne prima di un grigio pietra freddo e avvolgente per poi spegnersi in un pacato e silenzioso nero.
Nadine/Vainilla non pensava che Ingrid, la strega Spaccaossa, fosse tanto tenace e assillante. Stava esaurendo gli incantesimi che potevano essere efficaci contro quella specie di montagna con le gambe.
Doveva però trovare un modo per bloccare quel mostriciattolo grottesco che le stava appiccicato addosso.
Sembrava avesse una forma di protezione automatica contro tutto e nel momento stesso in cui lei riusciva a causare gravi ferite all’avversaria, lo scimmiotto dell’orrore riparava ogni danno quasi all’istante.
Gli elettroshock, la sua specialità , erano diventati inutili da quando Ingrid aveva scoperto che la gomma era un ottimo isolante, facilmente riproducibile con una piccola magia di rivestimento, come un gigantesco preservativo ultrasottile che la riparava dalle sue ondate ad alto voltaggio.
«Smettila di combattere. È inutile, lo hai visto. Più ti agiterai più ti farò male…»
Serie: Wiccats.
- Episodio 1: Da Skull Island con amore
- Episodio 2: Dolci trappole
- Episodio 3: Guerriglia
- Episodio 4: Collari
- Episodio 5: Pavimenti stellati
- Episodio 6: Vascelli e fregate
- Episodio 7: Folgori e ottone
- Episodio 8: Palazzine anonime
- Episodio 9: Un tenero oblio
Forte!
Grazie mille Kenji! ♥