Per l’ultima volta

Serie: The place


Alle dieci e mezzo erano di nuovo in strada.

“Fa un freddo” disse Mina stringendosi nelle spalle.

“Che aspetti, sali!” disse Vera.

Entrarono in macchina. Vera avviò il motore e si sfregò le mani davanti alla bocchetta dell’aria calda. I rimasugli del sapore dolciastro sulle sue labbra le ricordavano del bacio, che ora le sembrava avvenuto anni prima.

“Non mi va di tornare a casa” disse Mina.

Vera la guardò incredula. “Sei tu Mina Parker?” chiese.

Mina indugiò, pensando. L’abitacolo iniziava a riscaldarsi, e lei poté rilassare le spalle.

“Mi sento come se avessi perso tutto questo tempo” disse.

“Capisco” disse Vera. Ora avrebbe potuto avvicinarsi a Mina senza problemi, ma non lo fece. Forse anche nella sua testa le cose non erano così chiare, come era in quel momento per Mina. “Però non hai finito il tempo” concluse.

“E invece sento che è così” mormorò Mina. Guardò fuori dall’abitacolo, in alto – quando qualcosa non andava guardava il cielo, e le era sempre di conforto – e vide migliaia di stelle appuntate al petto del cielo limpido.

“Almeno non ti sei sposata” brontolò Vera distogliendo lo sguardo dall’amica. “C’è chi sta peggio di te” aggiunse sospirando.

In quel momento Mina avrebbe voluto uscire dalla macchina e tornare a casa a piedi. Vera sapeva oscillare da un estremo all’altro del suo gradimento, e in quel momento Mina si sentiva nella parte discendente della montagna russa che era il loro rapporto.

Mina continuava a scrutare il cielo. Chissà, forse un giorno potrò trovarci qualcosa di utile, tra tutte quelle stelle pensò. Qualcosa che mi salverà per sempre.

“Scusa, Mina.” Era Vera che parlava. Mina non fece caso a quelle parole; il suo sguardo era perso nel velo nero scintillante che era la volta celeste. Guardava sempre più intensamente, e più scrutava più intravedeva qualcosa al di là dei bagliori affascinanti che invece risaltavano a un primo sguardo. C’era qualcosa di molto profondo, tanto da suscitarle inquietudine. Forse, invece, proprio dal cielo arriverà la fine di tutto. Rabbrividì a quel pensiero, e si voltò.

“Non mi va di andare a casa” brontolò Mina.

“E dove andiamo?” rispose Vera. “A quest’ora sarà tutto chiuso.”

Mina indugiò pensando. “Potremmo andare al parco.”

“Al parco?” chiese Vera, stupita e divertita.

“Ci sono le anatre” disse Mina.

Vera gettò la testa all’indietro e rise.

“Saranno a letto ormai.”

Mina non ci aveva pensato. Anche le anatre dormono, ovviamente.

“Potrei dormire con loro” mormorò.

“E domani mattina farti un bagnetto nello stagno” aggiunse Vera.

Mina sospirò. Le sarebbe piaciuto essere un’anatra, volare alta nel cielo e cercare qualche pesciolino da mangiare mentre galleggiava sulle acque di un bellissimo lago in mezzo ai boschi.

“Se il mondo finisse” insinuò Mina. Vera la guardava attentamente.

“Dove andresti?”

Vera indugiò giusto un istante. “All’isola di Rockfeller” disse infine.

Mina annuì, sebbene non ci fosse mai stata, così come non aveva mai visitato nessuna isola. A malapena ricordava l’odore di salsedine del mare. Probabilmente non andrò mai su nessuna isola, pensò. Domani andrò al lavoro. Il Signor Ullmann si scorderà di me, la receptionist non farà caso a ciò che dico e la signora altissima farà finta di non udire le mie richieste. Poi ne combinerò una delle mie, e tutti si accorgeranno che Mina Parker lavora nei loro uffici da dieci anni, preparando stupidi rapporti su come risparmiare qualche centesimo sul materiale di cancelleria.

“Sei sempre in giro” disse Mina, “quando non sei con me.”

Vera la fissò esterrefatta.

“Non avrei mai dovuto farlo” disse infine, trafficando con la leva del cambio per inserire la prima.

“Credo che non ci rimanga che tornarcene a casa” ammise Mina. Una lacrima le solcò la guancia.

Percorsero la strada in silenzio. Vera guidò a dieci sotto il limite.

Si salutarono a mezzanotte, per l’ultima volta. 

Serie: The place


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Discussioni

  1. C’è una specie di svolta in questi due ultimi episodi che hai pubblicato. Come se quel cielo puntellato di stelle, pesante sopra le loro teste, stesse per venire giù. Ho amato particolarmente la scena del locale perché sei riuscito a creare un’atmosfera particolare in quell’angolo appartato. Ho sentito che ci poteva essere molto di più, ma ho come l’impressione che l’autore abbia assecondato i desideri dei suoi personaggi. E la stessa impressione mi ha accompagnata fino alla fine della lettura. Interessanti i dialoghi spezzati, le frasi lasciate a metà. Sono segno di rapporti irrisolti e anche di anime irrisolte.

    1. Ciao Cristiana, come sempre i tuoi commenti sono apprezzatissimi.
      Effettivamente Mina (ma anche Vera, volendo guardare, sebbene sia un personaggio secondario) dentro di se sta lottando. Già dall’inizio con il fatto di dover affrontare un mondo che non la calcola e che la vede come un numero, ora addirittura si trova a riconsiderare le sue amicizie (vorrebbe cambiare la sua vita, e farlo ora, ma Vera glielo impedisce) e addirittura la sua sessualità…
      Mi sta piacendo scrivere questa storia perché apprezzo come stia uscendo Mina, come si evolve mano a mano che gli eventi si susseguono. Non so se sono altrettanto bravo a rendere l’idea ma questo sarebbe l’intento!

  2. Già nell’episodio precedente avevo notato una battuta riguardo al mondo che potrebbe finire. Ritrovo anche qui diverse allusione, compreso il riferimento al cielo. E l’atmosfera che si respira è quella fi una fine che si avvicina…

    1. Ho inserito molti indizi nei capitoli precedenti, e soprattutto in questo… ma siamo già al capitolo 6 e non vorrei tirarla troppo per le lunghe! Quindi confermo che qualcosa accadrà a breve 😉

  3. Questo episodio mi ha colpito molto, mi ha portato tanti ricordi e penso che molti possano ritrovare in questi dialoghi momenti, ricordi e emozioni. Complimenti mi hai emozionato!!!

  4. C’è un’aria malinconica in questo episodio, ma anche altro. Il riferimento al cielo senz’altro non è casuale.