Preludio

Serie: Martorya

  • Episodio 1: Preludio

Come al solito il sole splendeva alto nel cielo, ed un leggero venticello rallegrava gli animi rendendo il clima più gradevole in una particolare foresta sperduta…

«L’odore dei pini oggi è talmente forte che sembra pungermi il naso…etciù», disse un ragazzo dalla corvina e scarmigliata capigliatura a quella testa di capelli ricci e rossi del suo amico. Dal lato opposto del crespo tronco in cui erano posati, una rapida risposta si udí provenire da delle candide labbra rosse interposte a due guanciotte altrettanto purpuree «Forse perchè ci siamo proprio sotto…Nes» , «Ma non mi dire…» disse il pallido ragazzo dal volto facciunlesco alzando lo sguardo per poter constatare la sua affermazione «A quanto pare è proprio cosí… Freik» per poi concludere con una risatina beffarda.

Il rumore delle loro armature a contatto con la crespa corteccia, dava vita ad uno strano motivo…quella oramai era la melodia della solitaria montagna…quella in cui stanziavano loro e il resto dei 200 cittadini di Bandohile (Bandohile è una città poco vigorosa, difatti, rispetto alle altre possedute dal Re, è una delle più “trascurate”).

F:«Forse sarebbe il caso di iniziare a tenere sotto controllo l’orizzonte…Sai, veniamo pagati per questo» disse Freik al suo svogliato amico, che a sua volta rispose,

N:«Non sapevo fossi così diligente~…Non è che per caso hai trovato la donna della tua vita e sei cambiato tutto d’un tratto?» la risata si fece più sfacciata.

Il volto di Freik si fece cruccioso,

F:«Può anche darsi, d’altronde ho un discreto successo con le ragazze. Oramai ho raggiunto perfino,19 anni, l’età adatta per poter mettere su famiglia. Lo stesso vale per te, non è così?» finì di dirlo con tono di sfida.

N:«Sai che sono più piccolo di te di alcuni giorni… Però sono anche più bell-» prima che potesse finire di enunciare la sua ultima parola, la voce di Nes venne sovrastata da un tono più marcato ed innervosito «AVETE FINITO DI GIOCARE? TENETE GLI OCCHI BENE APERTI VERSO L’ORIZZONTE, I DRIVALDIANI POTREBBERO ARRIVARE DA UN MOMENTO ALL’ALTRO». Nes e Freik si alzarono di scatto creando uno “scalino” dovuto dalla loro diversità d’altezza, difatti Freik era circa 15 cm più alto.

La ponderosa voce fouriusciva dalla bocca di un uomo pericoloso, ma non solo d’aspetto, ma bensì anche di rango sociale, difatti egli era uno dei 15 guerrieri d’èlite del Re; li si poteva riconoscere dai loro spallacci dorati e ornati, in cui veniva scolpito l’animale presente nello stemma reale, ossia un orso.

Il suo compito era quello di difendere Bandohile da eventuali incursioni Drivaldiane, insieme al suo squadrone composto da 20 sottoposti altamente addestrati, più i soldati Bandohiliani, di cui facevano parte anche i due amici. I soldati Bandohiliani possedevano alle loro spalle un allenamento semplice, non erano molto forti, ma di sicuro avevano lo spirito giusto per non abbandonare mai il campo di battaglia.

Dopo la strigliata da parte del nerboruto uomo dagli occhi biechi ed i capelli corti color castano, i due ragazzi si misero sull’attenti per le successive 4 ore.

N:«Ho ancora i brividi…Ahah» accennò Nes con con un mezzo sorrisino abbastanza preoccupato,

F:«Su questo siamo d’accordo, amico mio» aveva la sua stessa espressione.

Altre due ore passarono e dopo il loro “estenuante” turno, altri due soldati gli diedero il cambio. Nel mentre che i due si incamminavano per la locanda più rinomata della città, Nes si stiracchiò un pochettino (non era comodo stare tutto il giorno con quella armatura eh) allorchè, l’impavido compare decise di concludergli il fatidico momento con una sonora scoppola alla testa sprovvista dell’elmo.

Nes si girò verso il guastafeste strizzando leggermente la palpebra destra

N:«Allora cerchi rogne, eh?» disse la “vittima” al suo “carnefice” per poi finire in una litigata giocosa.

Nel mentre il sole era alle loro spalle, ed i raggi solari che si facevano strada tra i rami, riscaldavano le loro schiene come un caldo abbraccio.

F:«Ho sentito che Drivaldian ha delle nuove armi a disposizione»

N:«Come sempre d’altronde…» pronunciò massaggiandosi la testa

F:«Sì, ma questa volta è diverso…Dicono che siano riusciti a reperire perfino parte del sole.»

N:«Questo non è possibile, sono solo esseri umani dopotutto».

Nel mentre i due arrivarono alle porte della città, ed infine a quelle della locanda ,e con fare spavaldo, le aprirono facendosi strada all’interno.

La struttura era grande, spaziosa ed accogliente; ossia l’ideale per farsi una bevuta dopo una giornata di lavoro.

Le travi in legno di larice si ergevano verso l’alto, sorreggendo quel tetto imponente in mattoni.

Nel mentre, i due ragazzi ormai seduti ad un tavolo, vennero serviti con due boccali pieni di birra; da una ragazza minuta dai capelli dorati e dagli occhi smeraldini, che subito catturò l’attenzione di Freik, che arrossì alla sola vista.

N:«Se continui a guardarla così tra poco rimane gravida» disse con tono scherzoso

F:«Vaffanculo Nes! Per chi mi hai preso?» disse continuando a guardarla in lontananza

N:«Dovresti almeno sposarla prima, eheh».

F:«Sto per tirarti un pugno, ti avverto» disse mentre sorseggiava la sua bevanda

N:«Va bene, va bene~» concluse il ragazzo brindando con il suo fedele compagno d’armi.

Tutto stava procedendo bene; i boccali erano ormai vuoti e le risate degli altri clienti si facevano più udibili all’interno della locanda, per via dell’alcol… Tutto continuò fino alla suonata della ineluttabile campana; quel maledetto rintocco che non avrebbero mai voluto udire… Il suono dello scontro imminente.

I Drivaldiani erano giunti.

Nes guardò dritto negli occhi Freik, come se si aspettasse una sua qualche risposta, dopodichè corsero verso i cancelli della città, passando accanto alla statua di marmo del sovrano posta al centro della cittadella. Nel mentre l’adrenalina ed il panico facevano da padroni tra i cittadini; i soldati vennero richiamati tutti allo scontro dal nerboruto uomo, che prese la sua mostruosa alabarda e ordinò, ai soldati Bandohiliani, di procedere verso il campo di battaglia; mentre loro avrebbero guidato i cittadini ad evacuare la città.

N:«A quanto ammontano le schiere nemiche? » chiese Nes alle sentinelle di turno

«Siamo riusciti a intravedere una schiera composta da circa sedici uomini, preparatevi… Chissà quanti saranno» sussurrarono infine.

Nel mentre che si dirigevano verso la loro possibile morte, Nes si mise il freddo elmetto, dalle fessure si potevano intravedere solo i suoi occhi glaciali accostati a quelli del suo amico, che erano verde oliva.

Dopo la ripida discesa, ed aver attraversato la fitta foresta, erano giunti alla base della montagna; la pianura che li aspettava, con il sole ormai svanito, era tutto fuorchè rassicurante.

Ora…non rimaneva che aspettare.

Il vento iniziava ad aumentare e con esso la tensione; le bocche erano asciutte e le fronti grondanti di sudore. Fino a quando, si riuscì ad intravedere lo schieramento nemico; a quel punto i Bandohiliani sguainarono le loro spade e le rivolsero verso gli incursori… Ma ciò che videro li lasciò senza parole; Drivaldian aveva effettivamente mandato solo quello schieramento di sedici persone.

Freik e Nes erano abbastanza preoccupati, d’altronde quella era la loro prima battaglia, non importava il numero dei nemici da affrontare. La scioccante notizia, però, alzò il morale dei più esperti, che percepivano già le loro lame colme di sangue.

Un individuo si staccò dallo schieramento nemico venendo verso di loro, indossava una tonaca vistosa color bordeaux con tanto di cappuccio e rifiniture dorate, che gli copriva parte del volto, lo stesso valeva per tutti i suoi compagni( Avrà avuto all’incirca una quarantina d’anni dall’aspetto). A metà strada si fermò, ed enunciò le sue parole con tono deciso «Cittadini di Bandohile, consegnatevi senza fare resistenza o saremo costretti a prendervi con la forza…In un modo o nell’altro, sarete nostri».

I Bandohiliani risero per codesta affermazione, non si sarebbero certo tirati indietro per una minaccia simile, soprattutto dopo aver valutato la loro superiorità numerica.

I difensori non persero tempo, e subito, tirarono dritto avendo come unico obiettivo la testa del nemico; i piedi pestarono con forza il terreno sollevando un notevole polverio.

Si prediceva una vittoria schiacciante, loro erano in settantasei, mentre gli altri solo sedici…Cosa poteva andare storto?

L’impatto era ormai imminente, ma i Drivaldiani non accennavano a ritirarsi, sembrava una scelta folle da parte loro…Ma non sempre avviene ciò che ci si aspetta. In un attimo il messaggero sfoderò dalla manica della sua tonaca qualcosa di inumano, qualcosa di raccapricciante. La metà inferiore del suo arto destro, era fuso con una massa cinerea che si muoveva consciamente, e le scalanature che la avvolgevano emettevano un tale bagliore da illuminare gran parte del campo di battaglia,

N:«I-Il Sole» disse iniziando a rallentare.

F:«Non puoi fermarti ora, non devi!» gli disse dandogli una pacca sulla spalla per cercare di motivarlo, nonostante il suo volto lasciava presupporre l’esatto opposto.

La misteriosa massa si spalancò come delle fauci fameliche, creando una sorta di megafono mostruoso, che a sua volta rilasciò una potente onda d’urto in grado di far sbalzare via i Bandohiliani per una ventina di metri. Alcuni morirono per via dell’impatto con la terra o semplicemente per essere caduti di testa ed essersi rotti l’osso del collo; i due ragazzi erano a terra, doloranti e storditi, riportavano entrambi alcune costole incrinate.

(Continua 👇)

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Responses

  1. Ciao Smooker, amo le storie fantasy 😀
    Sono curiosissima di conoscere la natura di questo artefatto nemico, se si tratta di magia o, appunto, di uno strumento costruito dall’uomo. Volevo anche chiederti dell’illustrazione che hai selezionato come copertina. E’ opera tua? Mi piace un sacco.

    1. Ciao Micol Fusca!
      Prima di tutto, volevo ringraziarti per la lettura del “Preludio” 😁. Mi piacerebbe poterti raccontare tutto, purtroppo mi tocca contenermi per evitare spoiler indesiderati 😂.
      Per quanto riguarda la copertina, è stata fatta da una mia amica, è davvero in gamba e soprattutto simpatica!
      Se la si vuole cercare, su instagram, la si trova con il nickname “anticbard”

    1. Ciao Kenji Albani!
      Grazie per l’interessamento😁, se riesco, provvederò a pubblicare settimanalmente.

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