Pre(s)(t)entazione.

Serie: Genderosamente Amanda!

Questo racconto è ideato come allegoria della società attuale.

Adam è un giovane scrittore annoiato che vive a Dira, un piccolo paese italiano inventato dall’autore di questa storia comica-satirica (ovvero io) premendo lettere a caso sulla tastiera, un paese immaginario in un mondo particolare abitato esclusivamente da animali con sembianze umane.

Dira è un paese abitato da creature abbastanza strane, non mi soffermo a descriverle poiché al momento irrilevanti, d’altronde queste prime frasi sono semplicemente un introduzione, come quando ad esempio decidete di preparare un piatto di pasta per qualcuno, la prima cosa che prenderete sarà la pasta poiché è la base del piatto ma vabbé forse la sto facendo un po’ troppo lunga.

Insomma Adam oltre ad essere un giovane scrittore annoiato è anche una futura ragazza transgender poiché ha deciso di cambiare sesso e diverrà Amanda perciò ogni tanto finge per noia di parlare con la futura se stessa, elemento che ho aggiunto perché ad ogni protagonista che si rispetti serve un assistente che tenti invano di fargli fare la cosa giusta, tipo un angioletto sulla spalla.

Tornando alla storia, Adam vive con la madre Fernanda, la sorella Caterina, due gatte ed un cane in una casa (cosa che probabilmente si poteva omettere così come questa frase tra parentesi tonde). Si, in questo mondo gli animali hanno animali domestici (colpa dell’evoluzione, alcuni non riescono a stare al passo con i tempi. A proposito forse dovrei finirla veramente di mettere così tante parentesi tonde).

Adam viaggia spesso per ottenere l’ispirazione con cui tessere le trame dei propri libri, tuttavia normalmente non esce di casa come Amanda a causa della sua tremenda timidezza che lo blocca.

Adesso penso proprio che sia il caso di iniziare la storia aggiungendo che Adam è un coniglietto dalle sembianze umane.

Il nostro protagonista è appena tornato da un esperienza Erasmus+ di sette mesi in Fetia e sta passeggiando per le vie di Dira con il cugino Samuele (una lontra).

Samuele: Allora Adam com’è andato il tuo ultimo viaggio? Divertito?

FLASHBACK.

Giorno dell’arrivo a Fetia.

Adam esce dall’aeroporto e si trova dinanzi Gustavo. Un orso bruno che era stato selezionato per fargli da mentore durante l’esperienza Erasmus+. I due si presentano brevemente di persona in pochi istanti.

Adam: Ti spiace se fumo prima che partiamo?

Gustavo: Sarà lungo viaggio. Due ore. A Fetia non si fuma in luoghi pubblici, davanti le case o ai negozi.

Adam: Ah.

Gustavo: Anche dentro casa, se fumi ti arriva multa.

Poi rendendosi conto della situazione svenne.

Torniamo al presente.

Samuele: Allora Adam com’è andato il tuo ultimo viaggio? Divertito?

Adam: Dammi una sigaretta.

Samuele: Hai letto su Facebook? L’academia del frumento ha approvato una nuova parola mentre eri all’estero.

Adam: Si ma forse sarebbe meglio parlare di questo! – disse estraendo un giornale – A breve ci saranno le elezioni cittadine e nazionali!

Samuele: Mentre eri all’estero in America hanno eletto presidente Pramp il polipo.

Adam: E noi dovremmo impedire che ciò avvenga anche nel nostro paese!

Samuele: Come mai tutta questa voglia di aiutare la società?

Amanda: Adam prendi un microfono e canta, l’autore di questo racconto è stanco e non ha voglia di scrivere una lunga spiegazione sul dovere morale di fermare le derive nazionaliste dell’attuale società.

La seguente canzone è ovviamente una parodia della famosa canzone Vivo per lei.

Adam prese un microfono e cantò:

“Voto per lei

da quando sai

ho raggiunto la maggior età.

Poiché ella è di tutti quelli che

han la fedina penal pulita.

Voto per lei

da quando sai

la disinformazione si è diffusa

poiché è un bene che va…”

Amanda: No, sei più stonato di un usignolo balbuziente.

Si in effetti è stonato, non avrei dovuto mettere la canzone forse.

Adam: Ma Autore, io amo cantare!

Va bene dai la prossima volta te la lascerò finire, promesso.

Samuele: Adam vieni al punto.

Adam: Diciamo solo che ho imparato il dovere per il mondo che ci circonda.

FLASHBACK.

Questa volta è cinque mesi dopo l’arrivo di Adam a Fetia. Sta lavorando in un centro artistico al terzo piano di un palazzo e c’è anche un canguro di nome Tolomeo. Adam lavora con lui da qualche settimana. Il canguro utilizza delle stampelle, ha perso la capacità di muovere completamente gli arti inferiori anni prima. Ogni giorno Adam scende ad aprirgli il portone e gli domanda se gli serva aiuto ed ogni giorno Tolomeo gli porge le stampelle, si aggrappa con gli arti superiori alle rindiere delle scale e con la sola forza del bacino e delle braccia salta un gradino alla volta fino al terzo piano. Un giorno i due scendono a fumare (ovviamente nascosti). Una volta finita la sigaretta, anziché gettarla a terra, Tolomeo inizia a muoversi nonostante la pioggia fino al secchio più vicino, la spenge e poi la getta dentro. Adam osservandolo nota un ragazzo fissarlo e ridere. Anche il ragazzo stava fumando e getta la sigaretta a terra. Forse fu quella scena a cambiarlo profondamente dentro, non occorrono due gambe per sforzarsi a rendere la società migliore ma solo un cervello.

Ma pioveva e Adam non aveva voglia di muoversi dunque la gettò a terra.

Tolomeo: Adam!

Adam: mi è caduta.

Tolomeo: I not speck italy. – disse sconvolgendo il vocabolario linguistico di un intera nazione.

Adam: Porca carota, va bene. – prese la sigaretta da terra e la portò al cestino.

Torniamo al presente.

La mattina dopo aver passeggiato con il cugino Adam si vestì da Amanda e decise di scrivere, doveva continuare la sua grande opera letteraria.

Durante le pause messaggiava con Monica (una sua amica pettirosso) e faceva zapping in tv.

La Corda, partito nazionalista di destra guidato da Greg il facocero, faceva la solita propaganda con slogan del tipo “Leghiamoli a casa loro” oppure “Con Corda li scordiamo a casa loro”. Adam alla fine cambiò canale e si trovò dinanzi un documentario su come l’effetto serra avesse influito sul clima di Fetia ed una melodia di tristezza gli colmò il cuore, rammentò una cosa.

FLASHBACK.

Il telefono squillò. Aveva trascorso la prima notte dal suo arrivo a Fetia agitato. Sette mesi ed era passata un unica notte, la cittadina era immersa nel gelo.

Adam: Pronto. – disse rincoionito a causa dell’insonnia.

Gustavo: Buongiorno! Passato bene il primo pomeriggio? Conosciuto coinquiline?

Adam: Abbastanza bene, ero sceso per comprare qualcosa e mi sono perso. Ho trovato la strada dopo 15 minuti.

Gustavo: Ottimo! Tue coinquiline sono a lezione di lingua di Fetia. Tu no!

Adam: O cazzo. Dove devo andare?

Gustavo: A lezione!

Adam: Ok, dove di preciso?

Gustavo: In ufficio di tuo coordinatore: Lina.

Adam: Ok, dov’è?

Gustavo: In ufficio di Lina!

Adam: Un attimo, come ci arrivo?

Gustavo: A piedi, io non potere accompagnare.

Adam: Intendevo se puoi dirmi la strada!

Gustavo: Si! Strada Via blablabla numero 4.

Adam: Gustavo temo che stiamo cadendo in una discussione da programma comico.

Gustavo: Tu caduto? Ti serve aiuto?

Adam: Nono tranquillo. Dimmi la strada che devo fare per…

Gustavo: Io sto sotto casa tua con macchina. Scendi coione!

Poi Gustavo riattaccò.

Adam: Alla faccia dell’incomprensione linguistica all’estero. – disse Adam tra se e se trattenendo le risate.

Torniamo nuovamente al presente.

Adam passeggiava per le vie di Dira con il cugino Samuele ed un amico di nome Leandro (un ippopotamo). Erano passati pochi giorni dal suo ritorno. Alla fine era sopravvissuto ai sette lunghi mesi.

Amanda: Già ti stai annoiando, vero? Dopo sette mesi di pura attività è noioso tornare alla routine quotidiana.

Adam: Monotona. Sono abituato a sentire più lingue come se avessi avuto un polpettone di lingue nella mente.

Leandro: Adam? Ci sei? – chiese notando che l’amico fosse distratto.

Samuele: A proposito, ancora non hai raccontato nulla di Fetia.

Adam: Non ho niente da dire.

Leandro: Sette mesi e non racconti niente?

Adam: Non è successo niente. – disse consapevole di voler fuggire dai propri ricordi per non soffrire.

Passarono delle ragazze in pantaloncini corti. Samuele e Leandro le fissarono con la stessa intensità con cui i templari cercarono il Sacro Graal. Adam le guardò un attimo.

Amanda: Eh si! Capisco.

Adam: Io sembrerei ridicolo.

Amanda: Vuoi forse dire che non sono fica!?!?

Adam: Sono serio. Conviene dirlo? Subire discriminazioni, venir guardati male, esser giudicati per poi rendersi conto che anche se facessi la transizione non sarò mai totalmente una ragazza? In ogni caso sono intrappolato mentalmente un uno stato di dolore ed odio verso me stesso, perché peggiorare le cose?

Amanda: Per te.

Samuele: Adam? Ci sei?

Adam: Una novità c’è…ho deciso di cambiare sesso.

Samuele: Sei gay?

Adam: Si…

Samuele: Allora posso provarci con la tua ex?

Fine del primo episodio.

Serie: Genderosamente Amanda!
  • Episodio 1: Pre(s)(t)entazione.
  • Episodio 2: Una classica giornata
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    Discussioni

    1. “(colpa dell’evoluzione, alcuni non riescono a stare al passo con i tempi. A proposito forse dovrei finirla veramente di mettere così tante parentesi tonde).”
      Questo passaggio mi è piaciuto, mi ha fatto ridere 😂

      1. Non ci credo, sono già passati quasi due anni da quando ho concepito questo capolavoro del trash🤣 dovrei lavorare al continuo 🤔🤣

      1. Era proprio il pensiero che volevo generare nella mente del lettore…qualcosa di demenziale ma reale
        Spero gradirai il continuo