Sognare al tramonto

Nella romantica Venezia, quella giornata di tarda primavera stava volgendo al termine.

Giacomo arrivò nei pressi della sua gondola e si fermò sulla banchina in legno. Prese dal taschino l’orologio e premette il pulsante di apertura come se cercasse la risposta a una verità a cui non voleva credere. La lancetta dei secondi si avvicinava inesorabilmente al segno grafico superiore, per formare le diciotto in punto. Alzò gli occhi e scrutò a lungo in ogni direzione.

Arrivò una voce dalla banchina adiacente: «Aspetti qualcuno?»

«Forse!» rispose Giacomo.

«Mezz’oretta fa è passata una persona…» esclamò l’uomo. Ma si interruppe, come se il proseguo avesse necessità di una maggiore riservatezza. Si avvicinò e continuò: «Una donna molto elegante, circa venti minuti fa, è stata qui per pochi attimi. Mi sembra che abbia posato un qualcosa dentro la gondola.»

Giacomo lo congedò e perlustrò l’imbarcazione.

Posata proprio dietro al divanetto trovò una rosa solitaria. La raccolse e il suo cuore iniziò a palpitare. Un bigliettino era arrotolato attorno allo stelo del fiore.

“Preferisco ricordarti con i tuoi sorrisi, i tuoi sussurri…

Le tue parole che sono state come le giuste note di una composizione perfetta.

Mi sono sentita come se fossi a un bivio. Con il cuore infranto, ho deciso di fare una scelta.

Una scelta difficile, ma razionale: salvare la mia famiglia.

Ti ricorderò per sempre.

Addio.

Vanessa”

Giacomo sospirò a lungo, si portò le mani sul viso e sfregò forte, come se volesse rimuovere tutta la disperazione che aveva in corpo.

«Scusi, è libera la gondola?» Una giovane coppia dagli indumenti hippie si rivolse timidamente a lui. «Tutto okay, signore?»

«Sì, grazie» rispose Giacomo con tono poco convinto.

«Non vorrei farle perdere tempo. Quanto ci costerebbe un giretto in gondola? Giusto per provare l’ebrezza!» chiese il ragazzo.

«Ora ho da fare, ma se mi presti la tua chitarra, fra mezz’ora, il giro per voi sarà gratis.»

«Ci sto!» concluse incredulo il giovane.

Giacomo si allontanò, solitario. Il posto sul divanetto occupato dalla chitarra.

Raggiunse il Canal Grande, per poi lasciarlo e infilarsi in uno molto più piccolo. Arrivò a un punto in cui il passaggio si fece stretto, costeggiato dalle mura di due costruzioni su ambo i lati. Fermò la gondola, prese la chitarra e si accomodò… Sospirò, chiuse gli occhi e inclinò leggermente la testa. Dalle corde, comandate dalle sue abili mani, scaturivano le note di Crazy For You.

Alzò gli occhi e vide la finestra più in alto di un palazzo illuminarsi. Il profilo di un viso di donna apparve formando una sinuosa ombra a fare da contorno a quella magica scena.

Finita la canzone, Giacomo si alzò, fece un inchino e si riportò a poppa. Navigò per pochi metri e si voltò. La figura alla finestra alzò la mano come segno di un ultimo saluto.

Rientrato alla banchina, Giacomo allungò la mano per accompagnare la salita della giovane che l’aspettava. Poi, imprigionò il ragazzo in una forte stretta di mano.

«Grazie di cuore. Non avrei mai creduto di poter riuscire a donare alla mia fidanzata un giro in gondola!»

«Guarda laggiù!» esclamò Giacomo, puntando il dito avanti a sé. «Tra pochi minuti, il sole calerà e andrà a congiungersi con l’orizzonte del mare. Creerà una moltitudine di colori sull’acqua e i raggi rifletteranno sulla cupola della basilica di San Marco, per poi insinuarsi nei nostri occhi. E, così, avremo il privilegio di uno spettacolo senza paragoni. Quando vedo tutta questa meraviglia, non smetto mai di sognare!» Gli fece l’occhiolino e, col movimento del capo, lo invitò a sedersi accanto alla sua anima gemella.

Il ragazzo allungò il braccio per stringere a sé la compagna che posava dolcemente il capo sulla sua spalla.

Giacomo affondò il remo nell’acqua e la gondola prese il largo.

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Discussioni

  1. Ciao Costantino, il tuo racconto mi ha portato davvero a Venezia. Siamo soliti osservare i gondolieri come parte del paesaggio, è bello che tu abbia dato voce ad uno di loro e al suo malinconico amore

  2. Ciao Giacomo, davvero un rovesciamento di paradigma. Nell’immaginario collettivo, il gondoliere non è al centro del romanticismo, semmai ne favorisce le condizioni a beneficio di una coppia. Ma il gondoliere ha una storia, dei sentimenti e gli stessi turbamenti delle coppie a cui mostra le meraviglie di Venezia. Molto originale, mi è piaciuto.