Super Slot!

Serie: SENZA DENTI


Eโ€™ arrivato il momento della veritร ! Allungo una mano, quella non martoriata dal fastidiosissimo ago della flebo, arrivo al cassetto, prendo il cellulare e ho giร  le palpitazioni. Tra qualche minuto vedrรฒ come mi sono conciato. Vedrรฒ la mia faccia. Trattengo il respiro, accendo la modalitร  selfie eโ€ฆ batteria scarica.

Faccio un paio di acrobazie, arrivo al secondo cassettino dove dovrebbe esserci il caricabatterie. lo prendo, attacco il cellulare, cerco una presa, nel tentativo mi annodo con i tubicini dellโ€™antidolorifico, sbroglio il tutto. Riparto, respiro, mi organizzo, guardo la presa, uno slancio, la faccia mi pulsa il braccio mi punge, mi allungo e tac, collego la presa. Accendo il cellulare eโ€ฆ mammamia.

Il mio volto sembra uno zampogna, gonfio, tumefatto, sporco di sangue, un cerotto enorme sotto il mento a coprire i punti della sera prima e due grosse abrasioni allโ€™altezza dellโ€™occhio sinistro. Ho provato ad aprile la bocca e lโ€™ho richiusa subito, sembrava di avere una tartare di ossa, carne, sangue e denti tra le labbra. Insomma avete presente Super Slot dei Gonies? Diciamo che in quel momento potevo essere tranquillamente suo fratello minoreโ€ฆ Una botta psicologica. Non ho scattato il selfie, non credo lo avrei mai postato su facebook, meglio evitare le foto ricordo nelle prossime settimane. Meglio dimenticare presto questi momenti. Cerco di riprendermi. Penso che ormai la medicina ha fatto passi da gigante, in qualche modo riuscirรฒ a ritornare umano, forse.

Ritorno nello stato vegetativo, penso poco, forse meglio cosรฌ. Passano pochissimi minuti ed รจ ora del primo esame della giornata. Lโ€™infermiera mi annuncia che verranno a prendermi per una bella Otropanoramica delle arcate dentarie. Mai sentita nominare, spero non sia dolorosa. Ortopanoramica, dal nome mi sa di visita turistica alla mascella, puรฒ essere.

Dopo circa mezzโ€™ora appare alla porta unโ€™inserviente sudamericana, alta come Brunetta, scura di pelle, capello lungo nero sciolto, faccia sorridente. Scruta i quattro letti, poi mi guarda โ€œNuzzi??โ€, sventola la mia cartella clinica e mi fa segno di alzarmi. Poi aggiunge โ€œ Ce la fa ad alzarte?โ€. Io le faccio cenno di si senza troppa convinzione. Mi arrabatto per uscire dalle coperte, mi siedo e poi cerco di scivolare sulle infradito.

Appena in piedi mi aspetto che mi mettano su una sedia a rotelle. Lei invece inizia a camminare verso la porta di uscita e mi dice: โ€œNuzzi seguime, su su suโ€. Poi aggiunge โ€œSiamo allโ€™ottavo piano, dobbiamo arrivare al -2. Su su su, seguime seguime!โ€

Lei davanti disinvolta con la cartelletta di cartone e io dietro, trascino il mio trespolo con la flebo di antidolorifico, tipo cane sgozzato, con le mani sul volto, curvo dalla tensione e dal dolore. Cerco di raggiungerla, ma lei accelera, non mi aspetta. Lei davanti io dietro a distanza. Pazzesco penso. Ricordavo che gli spostamenti dei degenti fossero in carrozzina per motivi di sicurezza, magari ora la carrozzina non รจ disponibile, magari visto che siamo in piena estate cโ€™รจ meno personale, ma almeno una mano di sostegno o un occhio di controllo me lo sarei aspettato. Vabbรจ suvvia andiamo avanti.

Lโ€™unico momento in cui mi ha dato unโ€™occhiata รจ stato in ascensore, mi ha sorriso e mi ha detto: โ€œCome tu ha combinato in questa manera?โ€. Non faccio in tempo a risponderle che PLING!. Siamo al -2. Si apre lโ€™ascensore e lei โ€œSeguime, su su suโ€.

La mia accompagnatrice, che da questo momento in poi chiamerรฒ Concita, davanti, io dietro come un anima in pena. Come un cagnolino azzoppato.

Camminiamo per decine di corridoi, in mezzo a pazienti, tutti che mi guardano con una faccia tra pena e timore. Chissร  cosa avran pensato, soprattutto le vecchine maliziose e tignose da ospedale โ€œguarda sto poveraccio, sto drogato, va come si conciano, alla fine gli sta pure beneโ€. Io abbasso lo sguardo e procedo. Non posso fare a meno di pensare a quanto sia rischioso e inconcepibile camminare in mezzo a cosรฌ tanta gente, e se fossi svenuto? E se qualcuno mi avesse dato una spinta? Meglio non pensarci. Guardo dove metto i piedi, mi guardo bene attorno.

Arriviamo alla sala dโ€™aspetto. Concita, mi fa cenno di sedermi su una panca โ€œTu stai qui, io porto tu cartella a dottoressa, aspetta che te ciamanoโ€, e se ne va. โ€œGrazie concitaโ€, avrei voluto rispondergli โ€œvai pure penso io a tutto. Poi quando finisco faccio una scappata al bar e vengo in reparto con un paio di cornetti!โ€

Aspetto, intimorito, pietrificato, spaventato. In dieci minuto credo di essermi mosso di 2 o 3 millimetri. Si apre la porta della radiologia, mi chiamano, entro. La radiologa, una signora sui sessanta, faccia smorta e assonnata, mi guarda, accenna un saluto e subito dopo mi accompagna verso lo strumento per lโ€™esame. Una sorta di appoggiatesta attorno al quale gira uno scanner che di fatto fa la radiografia a 360ยฐ del cranio. La Dottoressa mi fa cenno di appoggiare il mento su una mensolina apposita, io cerco di farle capire che la cosa mi รจ impossibile per il dolore dovuto sia dai punti, sia per la mandibola tranciata che di fatto mi porta a mantenere la bocca spalancata. Quindi mi avvicino allโ€™appoggi-meno senza premere. Lei scocciata attiva la macchina e dopo un paio di tentativi, mi dice โ€œsenti se non appoggi bene il mento come si deve lโ€™esame non riesce e i medici non possono operarti!โ€. Non so che fare, stavolta premo il viso sullโ€™appoggia-meno, esce subito un fiotto di sangue, mi scendono le lacrime dal dolore, stavolta lei esclama dalla posizione di controllo โ€œBene, bravo, ora si che va bene, ora attendi cosรฌ per 30 secondiโ€. Attendo. Alla fine dellโ€™esame, mi raggiunge e si accorge della mia situazione, sembro Dracula dopo unโ€™ingozzata di sangue di vergine, mi fa allontanare. Cerca di disinfettare il macchinario con aria palesemente scocciata, e poi mi guarda, si accorge che sono tremolante e mi dice โ€œhai bisogno di sederti un attimo?โ€ mi porge una mappazza di garze da mettere in bocca per tamponare lโ€™emorragia, le rispondo di no, voglio solo andare nel mio letto. Mi accompagna fuori dove Concita mi aspetta con un bel sorriso evergreen. Non faccio in tempo a raggiungerla che gira i tacchi e si dirige allโ€™ascensore, seguo.

Ritorniamo in reparto, appena arrivato in stanza sento Concita che mi dice ad alta voce โ€œNuzzi, ora reposati poi passo per la Tac, su su andale a lettoโ€. Mi sdraio sul letto, sono stanco, spaventato e anche un pochino incazzato, ma mi passa. Vorrei prendere il cellulare per riguardarmi, per vedere come sto con lโ€™osso di garza in bocca. Lascio la curiositร  e il cellulare nel cassetto.

Siamo allโ€™ottavo piano, da quellโ€™altezza cโ€™รจ un bel panorama, fuori il sole รจ splendente, lโ€™estate รจ nel suo massimo splendore, il cielo azzurro e gli alberi sotto ricchi di verdi foglie. Per un attimo mi soffermo a contemplare la natura. Capita raramente fermarsi un attimo per vedersi da fuori, osservare il luogo in cui ci troviamo. Ultimamente troppo raramente, come se fossi sempre invaso da una frenesia che mi porta ad estraniarmi dal contesto, che mi schiaccia nella routine delle piccole cose ormai talmente numerose che diventano il mio tutto.

Dicono che solo in momenti cosรฌ traumatici, ci si renda pienamente conto, di quanto sia bello semplicemente esser vivi, di quanto sia straordinario essere semplicemente in salute. Questa consapevolezza la si raggiunge solo, paradossalmente โ€œsoloโ€ appunto, quando in salute non lo si รจ piรน.

In questo momento vorrei tanto vedere le mie bambine, vorrei poterle abbracciarle e dire loro che non hanno nulla di cui preoccuparsi, il loro papร  ce la farร . Vorrei dire loro che mi dispiace per i mesi duri che ricadranno anche su di loro, mi dispiace se prossimamente ci sarรฒ molto meno. Mi dispiace tanto per tutto.

Vorrei rivedere Laura, che la notte prima avrรฒ sicuramente traumatizzato, e a cui oggi spettava il duro compito di avvisare i miei genitori. Vorrei appunto vedere loro, la mia mamma e il mio papร , anche a quarantโ€™anni, quando sei cosรฌ spaventato e solo, comprendi lโ€™entitร  dellโ€™enorme conforto di avere dei genitori accanto a te. Malgrado tutto, malgrado la loro separazione, ho sempre avuto dei genitori stupendi al mio fianco. Mamma e papร  mi hanno sempre supportato, educato, appoggiato, consigliato, accompagnato in tutte le scelte, tutti traguardi e gli ostacoli della mia vita. Ora per loro sarร  stato un duro colpo da incassare, ma come sempre li avrei avuti accanto e questa รจ una fortuna incommensurabile. Lo so bene.

Alla fine, nonostante tutto mi sentivo fortunato, ero ancora vivo, potevo combattere, e al mio fianco avevo tutti loro, i miei angeli custodi. Everybody Hurt dei R.E.M.. Titoli di coda. Fine della puntata.

Alt. Rewind.

Finale alternativo, o meglio cambio canzone, quella sopra รจ stupenda ma troppo triste. Guardo le goccioline del flebo che scendono, scendono, scendono e vanno a finire nel piccolo imbuto sottostante prima di entrarmi in vena. Tanti piccoli mattoncini di antidolorifico, che vanno a combattere il muro di dolore. Another Brick in the Wall! Con i Pink Floyd mi sento giร  meglio! 

Continua...

Serie: SENZA DENTI


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Michele, anche questo episodio mi ha scosso, รจ una lettura che mostra gli eventi in soggettiva come in una GoPro e restituisce immagini vivide e piene di tensione, almeno per chi, come il sottoscritto, รจ molto sensibile al dolore fisico. Grandissima la cicatazione di Super Slot e soprattuto ho trovato molto ben inserita la figura dellโ€™infermiera straniera e del suo buffo modo di parlare.

  2. Grazie. In quei momenti si potesse scrivere direttamente i pensieri che passano dal cervello ne uscirebbero romanzi da far impallidire il Signore degli Anelli… Quantomeno dal punto di vista quantitativo

  3. Un susseguirsi di emozioni e sensazioni visive ed emotive in cui ognuno di noi ritrova le sue paure e le sua banalitร  che a volte, per essere tali, devono sfuggirci via… come la bellezza dell’estate e la consolidata certezza che la salute รจ davvero tutto.
    Ottime le colonne sonore e un particolare complimento alla parte descrittiva sulla famiglia, bravo!