
Un altro inizio
Serie: Non dimenticare Monterutto
- Episodio 1: Un altro inizio
- Episodio 2: Labirintum
- Episodio 3: Suoni
STAGIONE 1
Un freddo maledetto in questo vecchio appartamento, di quelli umidi come solo la Pianura Padana può generosamente regalare, di quelli da luogo comune e da frase fatta quando non sai cosa dire durante una conversazione:
Colpa dell’umidità
La testa è fracassata dai festeggiamenti di ieri sera, forse mischiare gli alcolici non è stata una buona idea, anzi, è stata sicuramente una gran brutta pensata; lo stomaco lancia segnali di nausea, accendo il telefono, i soliti messaggi del fantacalcio e le previsioni meteo: cieLO grigio su Modena, freddo bestia e giornata sul divano, devo riprendermi, domattina ho da fare e il metabolismo degli -enta si fa sentire con prepotenza.
Non esistono più le sbronze di una volta
Non è passato molto tempo da quando sono tornato single, ma ho voglia di dimenticare il dolore e rimettermi in carreggiata, sfoglio la rubrica: A, B, C, D … troppa fatica, meglio passare a Netflix, meno impegnativo.
La fame si fa sentire nel pomeriggio, sonnolenza, stanchezza, hangover, oggi si va di toast e domani pure, visto che tornerò a lavorare.
Duemilae17, non ci credo ma è meglio crederci, del resto lo diceva anche Eduardo De Filippo che “Essere superstiziosi è da ignoranti, ma non esserlo porta male”; mi nutro di ignoranza e di nozionismo, quindi sarò superstizioso e penso che mi attenderanno 365 giorni molto lunghi.
La nuova settimana in ufficio è la prova lampante di quanto il 17 non sia un bel numero, sono arrivato al culmine della sopportazione di un mondo virtuale che non sa quello che fa, che si muove nel suo brodo primordiale e tira fuori la testa solo ogni tanto per prendere ossigeno; ignoranza da social network, recupero credito, inventarsi qualcosa, marcire su una sedia.
Penso che vorrei tornare a fare qualcosa di costruttivo, di reale, di mettere a frutto le mie idee, poi mi rendo conto che queste idee sono ancora nel culo della gallina, in un uovo che crudo non mi è mai piaciuto.
Resisto a fatica e la testa è piena di pensieri: famiglia, conti, voglie, rispetto, tecnologia, mani, vivere, realtà…credo non ci salterò mai fuori, non so se avrò mai il coraggio di mollare tutto ciò che si è costruito in due, non so nemmeno come spiegarmi questi otto anni intensi, pieni di emozioni e sentimenti contrastanti, come un Capodanno che ti porta da un’enorme felicità distillata, alla sofferenza di un rigurgito di giornata.
Prendo la macchina che è ferma da qualche giorno al freddo al gelo, ma senza buoi ed asinelli a riscaldarla, spero che almeno i cavalli riescano ancora nitrire perché non ho proprio voglia di farmela a piedi: si, sono tremendamente pigro, è inutile negarlo.
Non sono di quelle persone cariche di energie che sorridono accaventiquattro e ti trasmettono la gioia di vivere, sono piuttosto quello che le forze le usa tutte in pensieri contorti da semplificare man mano che passano le ore, quello che la mattina è meglio se non lo guardi nemmeno, quello che al “ma perché non vai a lavorare a piedi?” ti risponde “perché non mi sta l’autoradio in tasca”.
Salgo in macchina, mi chiudo nella musica, le strade sono libere e non fa in tempo a finire la canzone che devo già parcheggiare.
Scale, ufficio, apro, freddo, accendo, scendo, bar, caffè, sigaretta; la brioche più tardi, non riesco a mangiare appena sveglio, in compenso sarei capace di ingurgitare ogni cosa per tutto il resto del giorno.
Email, Facebook, campagne, conti, idea, recupero credito, check, call, cpm, cpc, cpl, Dario non puoi usare i social per questo cliente, il bonifico è sbloccato per febbraio, note, feedback, forwardami…FOTTETEVI!
Le giornate passano tra l’ignoranza delle persone su Facebook, le idee mai realizzate e la noia.
Ma perché non leggete prima di scrivere? Penso e ripenso al prurito che vi scorre sulle dita, deve essere davvero forte se non riuscite proprio a controllarlo e i vostri cervelli devono essere davvero minuscoli se continuate a commentare la stessa identica cosa solo perché lo hanno fatto quelli prima di voi.
Non ci riesco, più leggo commenti più mi viene da vomitare: possibile che riusciate a scambiare tutto come uno stupido gioco sul quale premere le dita? Eppure quelli appositi sono chiari “adatto a bambini da 2 a 5 anni” e voi ne avrete quaranta, cinquanta, sessanta, anche settanta: per favore tornate a fare sesso, sempre se non lo avete dimenticato.
Vibra il telefono, messaggio ##13.13## e, cazzo, l’ho perso ancora, del resto questa è la Enrico’s Hour; saranno due anni che gli orari gemelli mi perseguitano, quando guardo un orologio me li trovo sempre davanti; accade così tanto spesso che ormai ne è nata una sfida con Enrico: ogni giorno, tra tanti diversi messaggi, c’è sempre la gara a chi si accorge per primo dei numeri uguali illuminati da led o segnati dalle lancette.
Non so cosa sia, non so perché ma me li ritrovo sempre davanti, subito pensavo fosse pura casualità, ma da un po’ mi sto chiedendo se, forse, non sono io a guardare troppo spesso l’orologio.
Vado a prendermi qualcosa da mangiare, oggi meglio un’insalata, ordino-pago-vado-ufficio-apro e…ci sono i pomodori!
Certamente li amo, ma mi torna in mente Riccardo, il papà della mia ex, che un giorno di Dicembre 2016 mi chiese:
“Cosa facciamo da mangiare?”, rimasi un attimo perplesso alla domanda dello Chef Ricky ma provai comunque a giocarmela, del resto dovevo fare bella figura, ero il moroso di sua figlia.
“Beh, potremmo fare un po’ di pasta con i pomodorini fres…”
“ALT” mi interruppe “I pomodori no”.
Chiesi “Perché Riccardo? Sei allergico?” e lui con tono deciso, ma la faccia sorridente rispose:
“In Inverno non esistono i Pomodori, finiscono a Settembre”
Potevo dargli torto? Quel giorno mangiai la lezione, per poi dimenticarla alla prima insalata casalinga nella mia vecchia dimora.
Mangio, caffè, sigaretta, doppia sigaretta: decisamente i vizi non mi mancano.
Torno al computer e riprende la routine: “Il cibo BIO direttamente a casa tua”, “I migliori prodotti a km0 davanti alla tua porta”, “La multinazionale si vestirà di Verde: pronto il pasto Vegan e Bio”, “I migliori prodotti a Km0 davanti alla tua porta” e un’altra marea di puttanate simili; la cosa triste è che la gente ci crede, del resto un Km0 da Palermo ad Aosta è più che sensato, no?!
Scorro la Home di Facebook, post inutili, ma uno attira la mia attenzione con la semplice scritta COOKED, comunica solo questo ed è sponsorizzato da un’azienda che non conosco, la clicco ma arrivo alla pagina di errore del social network, torno indietro, nulla, devo aver sognato, pare che la pagina sia inesistente; sono quasi le sette ed è meglio tornare a casa.
Divano, Relax, Insalata con i pomodori che non esistono, la palestra è rinviata a domani, Serie TV, sigaretta.
Finito Breaking Bad ho deciso di provare lo spin-off e guardarmi Better Call Saul, bello molto, ma decisamente un altro ritmo, mi ha comunque garantito l’interesse fino all’ultimo episodio, ma è ancora troppo presto per dormire; scorro le nuove serie ma non c’è nulla di affascinante, vado sui documentari e…COOKED.
Ancora, il post di oggi su Facebook…meglio Bojack, svuotiamo la mente.
Serie: Non dimenticare Monterutto
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- Episodio 2: Labirintum
- Episodio 3: Suoni
è l’inizio di fight club?
scherzo
bello complimentissimi
Complimenti, molto bello!! Mi è simpatica la storia!!
Ho letto il primo capitolo di questa serie e ne sono rimasta colpita.Un neorealismo tagliente come il vetro e profondo.Mi ha preso al cuore.Vedo il protagonista mentre lavora al pc, scorre la pagina di facebook, i pensieri corti e ma vibranti come un tamburo.Voglia di stare bene, melanconia, voglia di mollare tutto… Come i pittori sulla tela, crei un affresco di un cuore stanco, ferito ma bramoso di vita e di ricominciare.Mi piace molto
Oh Madonna! Grazie di cuore Ely!
Non so nemmeno come rispondere a questa marea di complimenti e alla sensazione di aver colto nel segno per ciò che volevo trasmettere: un’immagine nitida, ma marcia e frastagliata.
Di C(qk)uore con la C e con la QK di rinforzo: GRAZIE.
Posso usare il tuo commento abbinato al mio libro? (i primi due episodi corrispondono al libro che vedi sotto, dal terzo si cambia strada e tra un po’ arriverà il quarto).
Devo dire che questo primo capitolo mi ha dato forse la sensazione giusta? Freddo, solitudine e quella voglia che tutti prima o poi proviamo, ovvero il bisogno di evadere dalla “prigione realtà”. Il protagonista si scontra con la sua maturità e con il maledetto mondo dei social comandato dagli over40, eh! Manca solo un’ultima frase, quella che ti invoglia a leggere il secondo capitolo. Complimenti comunque scritto molto bene!
Grazie mille Martha 🙂
Diciamo che l’inizio è ingannevole, sia nel libro originale che in questa serie, è solo la descrizione di una vita che poi prenderà un’altra strada.
Manca “quella frase” perchè i primi due “episodi” sono in realtà i primi due capitoli del mio libro (quello promosso sotto ogni episodio) dai quali sono partito per poi provare a sviluppare una serie diversa 🙂
Ti ringrazio molto per non aver frainteso il senso delle mie parole, e ovviamente continuo a leggerti con molto piacere perché la trama è come già detto davvero interessante. A presto un caro saluto
Al di là dei problemi tecnici, trovo questo inizio di serie ben congeniale. Un tocco in più di corposità nel testo renderebbe secondo me il racconto più coinvolgente, comunque bravo.
Ciao Marta, piacere di conoscerti e grazie per i complimenti 🙂
Il commento non è la prima cosa che si nota, ma più giù ho “giustificato” questa apparenza di “non serie”, perchè effettivamente i primi due capitoli non sono così, poi si arriva al terzo (e al futuro resto 🙂 )
Non capisco solo la frase sui “problemi tecnici”, ti riferisci ai commenti delle altre persone o hai notato altre tipologie di errore? Spara pure, sono contento dei commenti 🙂
Parlavo semplicemente di alcune frasi come formattazione, ma il testo si legge ben ed è scorrevole e capisco perfettamente l’esigenza di fare una inizio più dinamico per poi arricchire la trama di episodio in episodio.
Comunque piacere mio 😀
Ok, ma tranquilla che io chiedo precisazioni solo per capire meglio il consiglio e/o la critica 🙂 Devo crescere e se non ascolto le altre persone e i lettori…non crescerò mai, manco con i cereali 😀
Fai benissimo, ascoltare e rileggersi anche con gli occhi egli altri aiuta tantissimo.
Questa piattaforma è l’ideale per confrontarsi in modo molto proficuo, una bellissima ree di parole, io ad esempio sarò contenta di continuare a leggerti!
Gentilissima 🙂
Beh trovi gli altri due episodi dopo questo, se invece vuoi leggerti il romanzo completo (che non è ciò che troverai qui, ovviamente :D) puoi seguire il link sotto i miei scritti; su Amazon troverai i primi 5 capitoli gratis con l’estratto (i primi due sono quelli che trovi anche qui, poi cambia dal terzo) 🙂
Grazie ancora Marta, ti auguro un sereno weekend 🙂
Allora vado a vedere su Amazon… buon week end anche a te!
Ciao a ne è piaciuta questa frammentazione nel testo. Passare da una cosa all’altra senza una linearità , la narrazione che usi trasmette questa non fluidità percepita anche dal protagonista. Come i pomodori in inverno , ci si impone ritmi che non rispettano la propria natura. Quella sensazione di sentirsi compattati in un social , il desiderio di evadere con le serie alla sera. Il protagonista è assorbito nel cercare di sbrogliare la sua matassa , non trovando soluzioni nel web dove tutto prende potenzialmente gli effetti di una valanga , dove opinioni contrastanti si caricano di toni fino a deformare il pensiero stesso. Mi è piaciuto perché esprime un intenzione una voglia di andare oltre uno semplice schermo .
Ti ringrazio Sara (e piacere di conoscere anche te), sei riuscita addirittura ad andare oltre ciò che volevo trasmettere, nel senso di un’analisi ancora più accurata, quando io mi limitavo a provare a trasmettere un po’ di ansia, la mia 🙂
Spero ti piaceranno anche i prossimi due episodi.
Il numero e (questo) e il numero due (Labirintum) corrispondono ai primi due capitoli del mio romanzo che vedi promosso sotto ogni episodio (se segui il link troverai i primi 5 capitoli offerti da Amazon); dal terzo invece ho provato a sviluppare la “serie” effettiva per questa piattaforma, cambiando di fatto la storia rispetto al romanzo principale (che sì, porta lo stesso nome e copertina, ma qui è allenamento 🙂 )
Ciao Dario, ho appena finito di leggere il primo capitolo “Un altro inizio”.
Ho trovato la tua storia interessante per i temi che proponi, l’ignoranza delle persone che popolano i social network, i cosiddetti “pecoroni” capaci solo di andare dietro alla massa commentando la mediocrità della vita ed i fatti altrui con opinioni personali non richieste. La mia prima impressione è che il racconto sia stato scritto troppo “di getto”, forse con alcuni accorgimenti in più potevi far di meglio. Non riesco a capire se il racconto è una sorta di autobiografia oppure se Dario è un personaggio ispirato, solo per alcuni aspetti, alla tua esperienza personale. Sinceramente, credo che le lunghe liste di parole che hai usato per descrivere più azioni in sequenza siano costruite in maniera non perfettamente corretta. In particolare, quando scrivi: <>, fai uso di sostantivi e verbi, ciò può causare confusione nel lettore che non capisce cosa vuoi far intendere. Per esempio, cosa intendi con “accendo” dopo “freddo”? Cosa accendi? oppure anche “apro” dopo “ufficio”, cosa apri? La porta? Sono sottigliezze che però, da fuori, si notano particolarmente. Se avessi omesso i verbi, sarebbe stato più comprensibile (Scale, ufficio, freddo, bar, caffé, sigaretta) e avresti reso la stessa identica idea.
Inoltre, secondo la mia esperienza, dovresti utilizzare più spesso la formula del “show don’t tell” per far provare le stesse emozioni non ricorrendo all’uso della descrizione di esse. Essendo te uno scrittore alle prime armi, è normale incappare in questi errori e non devi assolutamente prendere questa critica sul personale, perché ciò che ho scritto l’ho detto per aiutarti a migliorare nella scrittura.
Nel complesso, i temi sono stati sviluppati egregiamente, devi solo lavorare un po’ di più sulla stesura.
Ciao Annalisa e piacere di conoscere anche te 🙂
Apprezzo le critiche costruttive, quindi non temere (temiate, per tutti) di criticarmi.
Hai ragione, a volte tendo ad esagerare nello scrivere, metto giù troppe parole, voglio passare troppe idee, e come tutti i “troppo” poi alla fine c’è qualcosa che non va; non solo, questo mi porta a fare anche una piccola confusione nei pensieri e dare per scontate certe cose che per me sono ovvie, di conseguenza alle volte butto giù dei passaggi che forse non sono perfettamente comprensibili, grazie al cielo nemmeno del tutto incomprensibili 😀 Sì, hai ragione, su questo devo crescere.
Sul “show don’t tell” non so risponderti, perchè non lo conosco, ma andrò a studiarmelo 🙂
Tornando al racconto, la serie è per ora composta da 3 capitoli: 2 sono quelli del mio romanzo, dal terzo si cambia registro.
Ho voluto prendere la cosa come un allenamento, quindi partendo da qualcosa che avevo già scritto e provare a trasformarlo, di conseguenza i primi due capitoli sono da “romanzo” e ti portano lentamente all’interno del discorso, per la precisione all’interno del mio mondo (autobiografico o no poco importa, è comunque un personaggio e lentamente nasce la storia.
Il terzo capitolo invece è diverso e dovrebbe lasciare più in sospeso, almeno secondo me, ma mi direte voi 🙂
Le tematiche che hai descritto non sono sbagliate, ma non è il tema principale, poi leggerai 😉
Grazie davvero per il tuo commento, mi è stato, e spero mi sarà, molto utile 🙂
Piacere mio 🙂 la mia non e una critica anzi (ci tengo a precisarlo perché non mi permetto mai di criticare le opere altrui ma semplicemente dare il mio modesto parere da lettore). Hai esattamente colto scusami se non ho specificato, mi riferisco al fatto che essendo una serie, le ultime frasi devono far “crepare” noi lettori dalla curiosità di andare avanti, di volerne ancora.. mi riferisco solamente a questo 🙂
Forse mi sono espresso male e mi scuso, ma io adoro le critiche quando costruttive e non ritengo la parola stessa un’offesa, anzi 🙂 Una critica è una parola positiva, quando ci sono dei cervelli pensanti di mezzo, quindi come in questo caso 🙂
Hai perfettamente ragione, per questo ho commentato sotto, anche per, appunto, dire che questo è una specie di esperimento che parte dal mio romanzo e poi prende un’altra strada; ho la testa piena di cose e non riuscivo a trovare un inizio che mi convincesse, quindi mi sono voluto allenare lavorando sul “seguito” e non sul principio 🙂 Probabilmente troverai la stessa mancanza anche nel secondo episodio (che corrisponde ancora al secondo capitolo del mio libro), ma poi dovresti rimanere in sospeso sul terzo episodio, che è il punto in cui mi stacco dal mio romanzo 🙂
Ciao Dario, Ho trovato questo primo capitolo ben fatto ma forse scritto troppo “di getto”, può mandare il lettore in confusione, specialmente per uno scrittore emergente/novello bisogna far in modo di coinvolgere i lettori ed incuriosirlo a tal punto da continuare la lettura.
Ti faccio un grande in bocca al lupo 🙂
Ciao e piacere di conoscerti 🙂
Potresti spiegarmi meglio la tua sensazione/analisi?
Fino ad ora ho ricevuto commenti che sono l’esatto opposto (non solo qui), nel senso che mediamente mi è stato detto “mette curiosità a continuare”, quindi vorrei capire meglio il tuo commento 🙂
Tieni anche presente che qui appare come serie, ed è una novità per me, ma i primi due capitoli sono quelli del mio romanzo (come scritto sotto nel commento): il tuo commento si riferisce al discorso “serie” oppure in generale al racconto?
MESSAGGIO IMPORTANTE
Tiziano mi ha fatto notare alcuni piccoli dettagli ed onde evitare fraintendimenti vorrei fare alcune specifiche:
1) Il titolo di questa serie è uguale al titolo del libro che ho pubblicato (e promosso sotto gli episodi)? SÍ
2) I primi 2 capitoli di questa serie sono uguali a quelli del libro che ho pubblicato (e promosso sotto gli episodi)? SÍ
3) La serie sarà una riproduzione parziale del libro pubblicato? NO
Sono uno scrittore emergente (ma preferirei dire “novello”) e quindi cerco di migliorarmi ed allenarmi.
Amo profondamente il libro che ho pubblicato (e che trovate sotto ogni episodio di questa serie) e ho voluto provare a dargli un taglio differente qui sopra.
Questa serie mi servirà da esercizio e sto provando ad utilizzare un inizio uguale (solo i primi due capitoli) per stendere una storia diversa e più vicina alla serie.
Questo per dirvi che:
1) Questa serie avrà una fine: non preoccupatevi 🙂
2) Il libro che potete acquistare ha una storia differente, seguendo il link di Amazon troverete l’estratto con i primi 5 capitoli offerti e noterete le differenze già dal terzo capitolo in poi): quindi se lo comprerete, non preoccupatevi 🙂
Ci tenevo a fare queste precisazioni poiché non vorrei creare dubbi e vorrei garantirvi comunque un racconto completo qui sopra. Se poi vi piace come scrivo (come appare dai vostri commenti), sarò super felice di sapere che avrete letto anche il mio libro pubblicato 🙂
Un abbraccio a tutti
Dario
Ciao Dario, hai uno stile diretto e conciso, fatto di pensieri lampo. Forse avresti dovuto inserire un gancio sul finale, tanto per incuriosire il lettore e portarlo alla lettura del secondo episodio. ?
Ciao Dario, hai ragione te come Tiziano, ma è così perchè non è una vera e propria serie, ma capitoli del mio romanzo 🙂 Appena sistemato un paio di cose e pubblicato un altro paio di capitolo di questo, passerò al tentativo di scrivere una mini serie per allenarmi 🙂
Perdonami, hai ragione. Ho frainteso io il messaggio
Io quando incollo utilizzo l’opzione “incolla senza formattazione” e mi incolla tutto adeguandosi senza dover sistemare.
Cmq per il racconto posso dire sia molto bello,nn mi ha annoiato, minuti piacevoli senza sbadigliare. Unico suggerimento, magari potevi aggiungere qualcosa su questi maledetti genitori che scaricano i loro doveri a fredde piattaforme crudeli e ciniche. XD
Naturalmente è solo un consiglio 🙂
Ciao Daniele,
ti ringrazio per il complimento, però sei fuori strada con il contesto 🙂
Sì inizia con la tecnologia e con dei disagi, ma lo sviluppo è tutt’altro; inoltre il protagonista è ragazzo adulto e single, niente figli, quindi può solo immaginarsi le dinamiche genitoriali 🙂 Vai al secondo capitolo se ti fa piacere 🙂
Eccomi. Per i dialoghi io uso questi «Ciao» (alt+174 e alt+175 del tastierino numerico). Per la formattazione, mi limito a copincollare tutto e poi rimuovere i paragrafi che si creano ad ogni invio, vado a capo con shift+invio. Per l’indentazione uso semplicemente 5 spazi vuoti (è triste, lo so).
Grazie Giovanni 🙂
Premetto che ho un debole per la narrativa-fiume (in cui il lettore viene letto dal libro) dunque questa storia mi ha letteralmente assorbito. Riguardo al contenuto, che tocca temi generazionali di solitudine e di tecnologia isolante, sembra difficile non rispecchiarsi in uno stile di vita frenetico che prende le nostre vite e non restituisce niente, se non un po’ di intrattenimento serale, o meglio, seriale. Aspetto con piacere il prossimo episodio.
Checavolo! Mi sono sfuggiti altri due dialoghi, purtroppo i segni doppi di li svuota -.-” Ora correggo!
Comunque mi fa piacere ti sia piaciuto, ma ti garantisco che è, appunto, solo un altro inizio…vedrai, anzi…leggerai 🙂
Dario purtroppo quando si trasporta un testo da PC con il copia e incolla possono esserci problemi di formattazione, per cui ti consiglio semore di visualizzare l’anteprima prima dell’invio. Per i dialoghi io uso queste virgolette:
“testo”
Credo che ci sia ancora qualche dialogo mancate, non so se vuoi ricontrollare. Tiro in ballo @giovanniattas, mago della punteggiatura: come fai ad aggirare questo problema?
E comunque molti (tra cui me) scrivono direttamente dall’editor della piattaforma, io mi trovo bene anche da cellulare 🙂