Un uomo a impatto zero

Oggi è sabato. Non si lavora. E’ tardi. Mi alzo dal letto. Faccio colazione. Vado sulla bici “bloccata” sul pavimento come fosse una cyclette. Pedalo.Venti minuti buoni.Sono sudato,La doccia la farò dopo. Accendo il portatile(consuma meno del desktop). Mi collego.Per primo a “XXX”. Un po’ i quotidiani.Leggo poi le mail. Scrivo.Edito il mio Blog.

E’ nuvolo. Stamane la giornata sembra grigia, più del solito.

Sì,nonostante l’opacità naturale della carta velina attaccata ai vetri delle mie finestre.

Devo uscire. Già. Prima la doccia. Intanto scaldo il bollitore grande a legna. Per fortuna che siamo in estate e non dovrò aspettare poi tanto. Sapete. Nel salotto ho varie piante e coltivo anche pomodori e insalate. Mi sposto un attimo per innaffiarle.

A piano terra c’è una cisterna nella quale si raccoglie l’acqua piovana che utilizzo per il bagno. L’acqua corrente del rubinetto mi serve solo per bere, cucinare e lavare i piatti. Bagnoschiuma e shampoo sono banditi, preferisco una tradizionalissima saponetta. Mi rado con lamette “usa e getta” e schiuma da barba(poco ecologiche). Le mie due figlie invece usano la doccia e non sono obbligate ad alcuna restrizione perché i bimbi -si sa- fanno l’opposto di quello che gli si comanda. Ogni tanto sono loro a dirmi: ” Papà, ma questo non è ecologico!”

L’acqua del bollitore scende bella fluida. Che pacchia. Anche per le mie pianticelle di basilico qui in Liguria…(l’acqua va a finire direttamente nel deposito degli innaffiatoi). Ne godranno anche verze,finocchi,sedani,lattuga varia, un po’ di cipolle. Niente è perduto.

Stacco la bici dalla pedaliera, quella a cui era attaccato il generatore per il pc.

Un giro giù in paese a comprare il latte ed il formaggio dai produttori locali. Il pane no. Quello me lo preparo da me.

Per fortuna l’aria in collina nell’entroterra è buona e le vacche vengono spremute solo una volta al giorno. Nessuna mungitura meccanica.

Mah! Il mondo non sta solo in uno schermo di computer. Un sano bel libro da sfogliare, da far “frullare”, sfrusciare sotto le dita,..annusare perfino. Ho voglia di leggere,di sapere cosa è successo oggi nella homeland e quali sono i commenti politici. So che lo Standards Committee sta valutando le modifiche da attuare sui “Privilege Aspects of the Parliamentary Standards Bill” con un emendamento ai Comuni.

Interessante. Sì.Andrò nella piccola biblioteca del paesino. Ormai a casa mia non c’è più posto per i libri.

E poi mi va di rileggere “Memorie dal sottosuolo” che ho prestato a Miss Lucie.

Pigra com’è son già due mesi che lo trattiene.

E’ un’anziana signora.Io scherzosamente la chiamo Queen Mum. E’ buffa,ma simpatica. Abita in una casina che lei chiama cottage,ma è solo un vecchio rustico riadattato. Come ce n’è tanti in questo lembo estremo e ventoso del Ponente.

Inforco i pedali e scorro giù per le stradine diretto alla piazzetta. Saluto il vecchio Agustìn,”u mègu” con la sua classica borsa da visite. Ripenso ad alcuni passi del libro. La prima parte..E’ un monologo di critica sociale,anti-positivista. Non mi piace. Barboso. Anche se io sono comunque un anti. Imbevuto fino al midollo di romance,aneddoti storici e letture di esoterismo vario.

Secondo l’autore, gli ideali ottimistici non potrebbero mai condurre alla tanto agognata società del benessere, fondata solo su scienza e ragione. E poi sono ovviamente d’accordo con il grande Fiodor. Per Lui ,ed anche per me, l’essere umano avrebbe un segreto desiderio di sofferenza, di sporcizia e di auto-umiliazione che non può essere arginato da nessuna teoria della ragione, né tanto meno da credenze religiose che propongano mielosi ideali di fratellanza umana.

Voglio rileggere soprattutto la seconda parte dell’opera.No,magari andrò a trovare Irina. La bionda Irina. Una dolce ragazza ucraina che ha sposato un tirchio con il grano giù un po’ più a valle. Qualche volta abbiamo anche flirtato, così per celia fra un mirto ed un ginepro. Correvamo fra i castagneti ed i lentischi come pazzi a ridere e scherzare. E’ geloso l’amico. So che la spia e la sorveglia di nascosto.

Meglio essere prudenti. Ma..ssì l’ andrò a trovare proprio con la scusa del libro.Va’.Irina ce l’ha in russo. Proverò a farmelo prestare. Qualche volta mi aiuta anche, soprattutto con i verbi irregolari. La mia memoria di cinquantenne,qualche volta, vacilla.

Inizio pomeriggio. Le mie figlie verranno più tardi a trovarmi e mi chiederanno: “Papà hai preparato i biscotti? Quelli che fai tu con la farina integrale?”

Poi giocheranno un po’ a guardie e ladri fuori in giardino con i bastoni della legnaia dietro casa.

Sì ,quelli raccolti per i boschi durante le passeggiate con Julie e Jacqueline. Dolci girls. Le mie vicine lesbians di campagna. Io le chiamo familiarmente J and J. Qualche volta alla breve JJ. Sligo e Porthmadog. Irlandesi dalla pelle chiara,le lentiggini ed i capelli rugginosi. Il loro accento,inconfondibile. La voce schioccante e cristallina.Dolci girls. Jacqueline era già sposata.Venne qui da noi con il marito: un gallese forastico e di poche parole. Almeno così venni a sapere in seguito.

Io le conobbi più tardi quando acquistai la casa.

Ci avevo fatto pure un pensierino. Jacqueline mi piaceva e mi piace. Alta,aitante,dinoccolata con un che da artista romantica.

Anche un quasi-bacio colto di straforo di là dalla siepe del giardino. Una volta. Quando piangente si rifugiò nel mio orto. La sera di una sceneggiata furiosa con la sua husband.

Ma uno sguardo torvo dell’amica,da lontano, mi convinse a rinunciare. Peccato.

Chissà, qualche volta avrei pure fantasticato di mettermi in mezzo a loro.

Ma sono solo i pensieri di un uomo di mezza età. Un po’ stanco della vita ed in vena di avventure.

A dire il vero ogni tanto, di notte, si sentono venire dal loro cottage ,a fianco al mio, gridolini, risate soffocate e qualche misterioso schiocco..Dovrò appurare. Si sa. Sono curioso.

Ah! Poi nel pomeriggio verranno Verena e David,due miei amici. Mi hanno detto che mi aiuteranno per il soffitto.

Un lavoro difficile che non si può fare da soli. La controsoffittatura con il rivestimento di stagno. Ma necessario. Dal mio punto di vista,s’intende. Prima pagavo 100 euro al mese, ora solo 40. Il costo delle bollette è sceso vertiginosamente. Ora poi ,che è estate, anche l’impianto di riscaldamento dell’acqua rimane spento e, se serve,-come Vi dicevo- l’acqua la scaldo sul fornello a legna. L’impatto ecologico è minore. In media utilizzo 2 o 3 kilowatt al giorno di elettricità, arrivando saltuariamente a 7 ed il consumo di acqua è enormemente basso: 15 litri al giorno contro i 120 consumati generalmente da altre persone,single come me.

Così, se i miei amici attueranno quanto promesso, per la fine di agosto, con un po’ di lavoro durante i weekend ,dopo i termosifoni, anche il resto dell’ambiente sarà coibentato.

Il pavimento ,poi, è intramezzato tramite un soppalco di 10 centimetri fatto di sughero. È un ottimo materiale isolante ed è naturale. D’estate si sta freschi e d’inverno si evita la dispersione del calore.

Naturalmente ,da bravo asceta, a casa mia la televisione, il ferro da stiro, il bollitore elettrico e il forno a microonde non esistono. I giornali li compro di rado e semmai li consulto in biblioteca,come sapete.

In un anno e un mese,così, sono arrivato ad avere un’ “impronta” ecologica di 1,9 ettari. Il mio traguardo è di 1,6. E sarà raggiunto quando, a breve, isolerò anche il tetto. Come progettato con i miei amici.

Speriamo entro la fine di settembre. Prima dell’inverno.

Lo so. Il mio stile di vita è un po’ strano.

Ma,per me, non è difficile vivere in armonia con il pianeta. Dobbiamo, tutti,però, tenere sempre a mente che ne abbiamo uno. Uno solo.

*** *** *** *** ***

Adesso sono quasi le due. Intanto che aspetto le mie figlie ascolto un po’ di Pink Floyd dal mio mp3 e giro la manovella..(Poi Vi spiego)

Ma la mia non è eccentricità. No.

Ora. Che dirvi? Vi aggraderebbe la mia vita?

E’ una vita agreste,un po’ solitaria. Ma non mi manca nulla. Con il pc poi sono in contatto con il mondo. Come Voi.

Pensate. Chatto con skype persino con le mie vecchie zie di Norwich. Quarant’anni per gamba, ciascuna. Centosessant’anni più o meno in due.

Aggiornate però, ed al passo con i tempi.

Ne converreste?

Bene. Ora Vi dirò una cosa sottovoce..ma non spiattellatela troppo in giro..Pssst!

Questa non è la mia vita..

Come dire..Io non sono io.

Il vero Me vive in Belgio. Si chiama Steven Brommer. E’ cittadino belga. Ha sopracciglia chiare e fisico asciutto.

Lui è poco più giovane di me. E’ biondo. Divorziato.

E non ha due lesbians come vicine.

Almeno credo. 

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Discussioni

  1. Beh sarebbe stato noioso stilare un elenco di tutte le cose che si possono fare per aiutare il pianeta anche quelle strane come mp3 con la dinamo, e invece costruendoci attorno un personaggio altrettanto particolare, direi che le hai esaltate, congratsss!