
Vera
Serie: The place
- Episodio 1: Fogli di carta
- Episodio 2: Identità
- Episodio 3: Il resto è mancia
- Episodio 4: Com’è la guerra?
- Episodio 5: Vera
- Episodio 6: Per l’ultima volta
- Episodio 7: Fine?
- Episodio 8: Sei giorni dopo
- Episodio 9: Marmellata di arance
STAGIONE 1
Il tragitto tra la panchina e l’auto di Vera le parve durare all’infinito. La sbronza era passata, eppure sentiva che da un momento all’alto sarebbe caduta ruzzolando tra il ghiaino del sentiero.
E se svengo? Vera penserà che l’ho presa in giro, se non mi faccio trovare.
Pensò al Signor Donovan e a come le aveva parlato. A come l’aveva guardata quando si erano incrociati nel corridoio.
Dove troverò il coraggio di guardarlo negli occhi, incrociandolo nei corridoi, se Vera dovesse raccontare tutto?
Un altro colpetto di clacson. Mina sentì il cuore perdere un battito.
Perché mai quel musone di Donovan deve trattarmi così?
Pensò che poteva parlarne con Vera, ma gli sembrò subito un’idea assurda. Iniziò a provare paura per quella che temeva essere la perdita di autocontrollo. Non avrebbe mai più bevuto, giurò a se stessa.
“Mina, che ci fai lì?” Era Vera, che le gridava dal finestrino abbassato.
“Mi dispiace di averti fatto aspettare” si scusò.
“Dai, salta su!” esclamò Vera ignorando le scuse di Mina.
Allacciandosi la cintura, Mina si scusò un’altra volta.
“Chiedimi ancora scusa e ti lascio giù” disse Vera.
“D’accordo” convenne Mina.
“Stai bene?” chiese Vera. “Mi sembri…” indugiò squadrandola brevemente mentre sfrecciava tra un incrocio e l’altro. “Strana” concluse.
“Ho bevuto” ammise Mina e abbassò lo sguardo.
Vera scoppiò in una risata. “Non è illegale, sai?” disse asciugandosi una lacrima. “A meno che tu non sia minorenne” aggiunse.
“Sei proprio spiritosa, stasera” disse Mina, ricordandosi che effettivamente non ricordava di aver mai visto Vera mettere il muso. Non sapeva se apprezzasse il carattere frizzante ed estroverso di Vera o se invece le desse fastidio, ma una cosa era certa; erano due ragazze completamente diverse.
Gli opposti si attraggono pensò. Lo diceva sua mamma quando veniva a sapere che a scuola aveva litigato con qualche ragazzino, e Mina ne veniva fuori con frasi del tipo io uno così non lo sposerei mai! Sua madre scoppiava a ridere, poi si metteva lo straccio sulla spalla e, dirigendosi in cucina, cantilenava Gli opposti si attraggono!
“Io dico che dobbiamo festeggiare questa nuova Mina” proclamò Vera.
“Festeg-” disse Mina interrompendosi. Vera sfrecciava tra il traffico – che fuori dal centro era un po’ più intenso – facendo lo slalom tra le automobili come se fossero coni da strada.
“Festeggiare?” ripeté Mina.
“Direi proprio di sì!” esclamò Vera. “Ho sempre voluto divertirmi con te” continuò appoggiando una mano sulla coscia di Mina. Lei ebbe l’impulso di ritrarsi, ma non lo fece. “E se una sera ti trovo mezza ubriaca, devo approfittarne” concluse completando la frase con un sorriso malizioso.
Mina non disse nulla per un po’. Il paesaggio attorno a loro cambiava man mano che gli pneumatici bruciavano l’asfalto. I palazzi si facevano più squadrati e le pareti scrostate, e i vicoli sempre più bui. Le andava di festeggiare con Vera? Perché mai dovrei festeggiare, si chiese, e sembrò che Vera avesse captato il suo pensiero.
“Il mondo potrebbe finire stanotte” disse Vera.
Mina annuì titubante. “Hai in mente qualcosa?” chiese timidamente.
“È chiaro!” esclamò Vera, e premette la tavoletta sull’acceleratore.
*
Era un locale in periferia, ma in una zona tutto sommato tranquilla. Dentro non c’erano specchi colorati, legni scintillanti o bottiglie da decine di dollari esposte dietro al bancone come al Gracy’s; sembrava un locale molto più modesto. “Qui due donne sole di sera daranno meno nell’occhio” disse Vera ammiccando.
“Salve” disse il barista vedendole.
“Buonasera” cinguettò Vera. “Due Martini” aggiunse. “Shekerati” specificò, e prendendo Mina per mano la accompagnò a un tavolino in fondo alla sala. In quel punto luci erano soffuse, e l’angolino creato dalle due pareti sembrava raccogliere tutte le ombre del locale.
Il barista servì i martini in due coppe così graffiate da far sembrare il vetro opaco. Salutò le due ragazze con un cenno del capo e sparì.
Da una porta poco lontano dal loro tavolo sbucò un uomo alto dalla folta chioma castana. Si accorse della loro presenza e le guardò sorridendo.
“Guarda il tessuto delle maniche” sussurrò Vera. “Guarda come è teso, chissà che muscoli” disse mordicchiandosi un labbro.
Mina arrossì. “Sì, è… molto carino.” Afferrò con forza la borsetta al suo fianco, per poi chiedersi cosa le prendesse.
“In questo locale si possono chiamare gli uomini ai tavoli” sussurrò Vera all’orecchio di Mina.
“Vera!” rispose Mina. “Sei sposata” disse in con tono quasi accusatorio.
“Oh, andiamo” sbuffò Vera. “Quel musone di mio marito mi farà morire di noia, prima o poi” disse incrociando le braccia.
L’uomo dalla lunga chioma doveva aver notato la discussione e se ne era andato al bancone. Ora sorseggiava una bevanda scarlatta da una coppa opaca mangiando noccioline.
“L’ho fatto scappare” mormorò Mina.
“Non ti preoccupare” la confortò Vera, come se l’uomo muscoloso fosse solo un lontano ricordo.
Mina avvertì una leggera pressione sulla coscia. Ancora, avvertì l’impulso di ritrarsi; ancora una volta si trattenne.
“Brindiamo” annunciò Vera alzando la sua coppa.
“A che cosa?” chiese Mina.
“A Vera e Mina.”
“A Vera e Mina” ripeté Mina. I calici tintinnarono. E si svuotarono.
La luce sembrava ancora più debole.
“Il sole sta tramontando” disse Mina.
“Il sole? È notte!” esclamò Vera.
“E poi siamo dentro” aggiunse Mina. Si guardarono, in silenzio, poi Vera scoppiò in una risata. Mina non riuscì a trattenersi ed esplose la sua ilarità gettando la testa all’indietro. Fu come se il mondo fosse precipitato nel nulla assoluto. Rialzò il capo; tutto le apparve sfocato per un istante, poi i tavoli, gli sgabelli e i bicchieri tornarono alla loro solita forma.
“Tutto bene?” chiese Vera, e Mina fu quasi sorpresa di Vederla ancora lì accanto a lei. La sua percezione del tempo da ubriaca era decisamente alterata.
“Tutto bene” mormorò Mina, e si accorse della solita pressione leggera, stavolta sul fianco. Abbassò lo sguardo; era la mano di Vera. Alzò lo sguardo; si era fatta vicina e la guardava negli occhi.
Si avvicinò ancora, mentre l’altra mano cercava quella di Mina. Questa volta non ebbe l’impulso di allontanarla, anzi sentì di dover lei stessa accorciare le distanze. Chiuse gli occhi. Poi, il contatto con le labbra di seta.
Il sapore dolciastro di un bacio proibito.
Serie: The place
- Episodio 1: Fogli di carta
- Episodio 2: Identità
- Episodio 3: Il resto è mancia
- Episodio 4: Com’è la guerra?
- Episodio 5: Vera
- Episodio 6: Per l’ultima volta
- Episodio 7: Fine?
- Episodio 8: Sei giorni dopo
- Episodio 9: Marmellata di arance
Questa svolta non me l’aspettavo. Interessante..il personaggio di Mina sta prendendo forma.
Grazie per la lettura!
Mi fa piacere che ti stia piacendo; fin ora credo che sia il personaggio a cui ho dedicato più tempo e risorse 🙂
mi associo a Giuseppe, interessante risvolto erotico. un cambiamento che non mi aspettavo di trovare, ma che mi incuriosisce.
Grazie davvero; ho pensato che potesse aggiungere qualcosa alla personalità di Mina 🙂
É molto interessante l’evoluzione, sono curioso di vedere dove andrá il personaggio di Mina, sento che possa diventare qualcosa di veramente speciale 🙂
Grazie mille, vediamo come si evolve 🙂
Che succederà alla ragazza? Interessante anche il risvolto erotico che non mi aspettavo.
Ciao Giuseppe! Ho pensato a questo intreccio per dare un po’ di profondità ai personaggi… e credo che mi servirà per l’evoluzione della trama 🙂
Era già mezza ubriaca, poi se se ne torna a bere praticamente vede i mostri 😀
L’aria intorno continua a essere “strana”, ma la cosa inquietante davvero è l’immagine che accompagna il racconto.
Sì, questa volta Mina ha un po’ esagerato. Ma ci sta, è talmente stanca di starsene nell’ombra degli uffici grigi…
Eccomi 🙂 Finalmente leggo questo episodio! Mi hai fatto tornare in mente le uscite con le amiche ( quando vivevo in Italia ed ero giovane! Bei tempi). Mi aspettavo un bacio col tipo muscoloso😅, invece: sorpresa! Si fa interessante…
Ciao Arianna, felice di aver colpito 🙂