Vicenda numero due

Serie: Vicende che hai paura siano vere

  • Episodio 1: Vicenda numero due

Se non hai paura del cambiamento, vedrai questa sciocca storiella come di facile risoluzione. Se hai paura del cambiamento, forse questa storia parla di te.

-Io del cambiamento non ho paura!- ripetevo -Io sono libera, sono sicura e indipendente- così mi descrivo io, ma così è anche come mi descriverebbe chiunque intorno a me. 

Alex era favoloso, il paradiso, culla sicura in un mondo di frustrazione e sconfitte. Io innamorata di lui, lui innamorato di me. I primi tempi sono favolosi per tutti, ci si conosce, si è curiosi delle passioni dell’altro, della enorme quantità di nuove emozioni che si possono riceve in modo semplice e senza il minimo sforzo. Anche lo stare in silenzio in un qualsiasi luogo nel mondo avrebbe rafforzato il nostro amore.

Ci eravamo conosciuti nel modo più romantico e teatrale possibile, sulla metro, io di ritorno nel mio bilocale dalle sembianze di una topaia, lui sinceramente non so dove stesse andando, non glielo chiesi mai. Ma già sulla metro ci completavamo l’un l’altro, lui col capo chino leggendo “La dama di picche” e io sul mio “Anna Karenina”. Quante possibilità c’erano che due lettori di letteratura Russa si incontrassero sullo stesso vagone? Probabilmente non così poche di quante ne credo, ma voglio lasciare a questo racconto quell’aria magica che contraddistingue questo pezzetto della mia vita. Lo ammetto, ho letto pochissimo, ero presa da lui, alzavo continuamente lo sguardo. Lui era concentratissimo, e nella testa mi frullava la fantasia di lui che alzando gli occhi si fosse perdutamente innamorato di me. Alzò lo sguardo solo 10 secondi prima di scendere, doveva essere un pendolare, conosceva il momento perfetto della sua fermata. Richiuse il suo libro e come una scheggia era già fuori. Pensai che non l’avrei più incontrato in una città di oltre un milione di abitanti. 

Ma il destino non è mai scontato. Notai qualcosa per terra nel posto dov’era seduto, mi avvicinai ed era una specie di segnalibro, o forse viste le circostanze credo proprio lo fosse. Era un foglietto pieno di scarabocchi colorati, probabilmente fatti da una bambina. Lo presi, era sicuramente qualcosa dal valore affettivo e lo infilai nel mio libro. Mi girai e… Diavolo! Avevo perso la mia fermata.

 

Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Amore, Erotico, Narrativa

Responses