La bambina
Sono appena nata. Mamma e papà mi hanno portata a casa. Abbiamo una bella casa con il giardino e c’è una stanza tutta per me. I miei genitori sono contenti ma noto qualcosa di strano. Quando ero nella pancia della mamma, notavo che i miei genitori uscivano spesso, facevano passeggiate, andavano dai nonni. Invece io ancora non ho conosciuto i nonni. Oltre. A mamma e papà non ho visto nessun’altra persona. E rimaniamo sempre a casa.
Dalla pancia della mamma vedevo tante persone per strada, tutti insieme. Le persone ridevano, si abbracciavano, stavano insieme. Ora noi non usciamo e quando la mamma si avvicina alla finestra con me in braccio, vedo le strade vuote. Al massimo c’è qualche persona sola che cammina di fretta, come se non potesse stare lì in strada.
Quando ero nel pancione papà usciva per lavorare di mattina e tornava verso le 18. Ora sta sempre a casa, se ho capito bene lavora da casa perché non può andare in ufficio. Dice spesso che si ritiene fortunato a poter lavorare da casa…
Niente passeggiate, niente nonni, niente parco giochi. Al massimo mi fanno vedere i nonni e altri parenti tramite il cellulare. Mi immaginavo diversamente la vita. Non pensavo che bisognava stare sempre a casa.
Una o due volte a settimana però papà esce. Va a fare la spesa, ma ci va da solo. La mamma dice di fare presto e di fare attenzione. Lui mette una maschera prima di uscire. Come quella che avevano i dottori all’ospedale dove sono nata. Che strano…
La sera mamma e papà guardano la TV. Ci sono tanti signori preoccupati per una cosa che si chiama “Corona”. Forse è la stessa corona che hanno i re delle favole!? Però quando ne parlano sono tutti preoccupati, non dovrebbero esserlo. I re delle favole sono buoni.
Passano i giorni e rimaniamo sempre a casa. Si parla sempre di questa Corona. Forse non è una cosa buona come pensavo. Comunque mi annoio, se non ci fossero mamma e papà a giocare con me non so come potrei vivere in questo mondo.
Per un breve periodo di qualche mese finalmente abbiamo iniziato a uscire. Ho conosciuto i nonni, ho fatto delle passeggiate. Papà è tornato a lavorare in ufficio. Anche se le persone hanno ancora le mascherine come quelle dei dottori. Però come è bello andare in spiaggia, vicino al mare, al parco o a casa dei parenti.
Siamo di nuovo quasi sempre a casa. Dicono che forse a causa della Corona non potremo festeggiare il Natale. Sarebbe il mio primo Natale. Poi alla TV parlano anche di colori. Ma non credo che sono i colori dei pennarelli che userò a scuola. Poiché se ne parla sempre in maniera preoccupata.
Spero che presto potrò vivere nel mondo che vedevo dalla pancia della mamma. Non è la vita che avevo immaginato.
Mi chiamo Hope, sono nata a marzo 2020.
Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Narrativa
Hai scelto un bellissimo nome per la protagonista del tuo racconto. Speranza. A tutti noi non resta che confidare in essa
Quelle che ci occorre in questo momento storico, la speranza. Piaciuto.
Grazie. Gentilissimo