Andrea
Serie: Cinquanta Racconti
- Episodio 1: L’idraulico
- Episodio 2: Una sbronza colossale
- Episodio 3: Eva
- Episodio 4: Un Natale di merda
- Episodio 5: Telefono erotico
- Episodio 6: La sconosciuta
- Episodio 7: Il dolore
- Episodio 8: Melania
- Episodio 9: La donna della domenica
- Episodio 10: Irina
- Episodio 1: Sandra
- Episodio 2: Scrittura creativa
- Episodio 3: L’assenza
- Episodio 4: Il mistero della penna di Flaiano
- Episodio 5: Il ritorno alla strada
- Episodio 6: Florentina
- Episodio 7: Andrea
- Episodio 8: La ragazza del killer
- Episodio 9: A Casa di Loredana
- Episodio 10: Sull’autobus di notte
- Episodio 1: Eugenia
- Episodio 2: Teresa
- Episodio 3: Gineceo
- Episodio 4: Addio
- Episodio 5: Denise
- Episodio 6: Ninna nanna malfamata
- Episodio 7: OF
- Episodio 8: I gemelli Murphy e il fantasma di Joyce
- Episodio 9: Il vino triste prima parte
- Episodio 10: Il vino triste seconda parte
- Episodio 1: Liturgia del desiderio – Parte seconda
- Episodio 2: Liturgia del desiderio – Parte prima
- Episodio 3: Non è successo
- Episodio 4: B-Movie
- Episodio 5: Francesca
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
STAGIONE 4
Ho sempre detto a tutti di essere figlio unico. È più facile così. Evita domande fastidiose, curiosità non richieste. Ma la verità è che ho una sorella. Silvia. Vive anche lei a Milano, manager nel settore della ristorazione. Una tosta, di quelle che non si fermano mai. È stata sposata con un coglione per dieci anni, uno di quelli che si sentono uomini solo perché alzano le mani su una donna. Lei l’ha mandato a quel paese, come è giusto che fosse. Ora è separata e vive con suo figlio, Andrea. Ha nove anni.
Silvia mi chiama una mattina mentre sono ancora nel letto, con la testa confusa dalla serata precedente. Ha bisogno di aiuto. Deve andare in Olanda per un corso di aggiornamento, fondamentale per il lavoro, dice. Ma non sa a chi lasciare Andrea. I nonni non ci sono più, gli amici hanno le loro vite piene di casini, e l’ex marito è fuori discussione. Non si fida e non vuole lasciargli Andrea neanche per un secondo.
Alla fine, la scelta cade su di me e su Loredana. Non so come mi sia ritrovato in questa situazione, ma Silvia ha quella voce che non lascia spazio a un «no». Mi prendo qualche minuto per pensarci, anche se in fondo so già che accetterò. Loredana la prende con il solito sorriso ironico.
«Sarà divertente vedere come te la cavi con un bambino per una settimana» dice, mentre prepara il caffè.
Divertente, certo. Io e i bambini siamo come due poli opposti di una calamita. Non li odio, ma non so che farci. Sono troppo imprevedibili, pieni di energia. Io vivo nella mia testa, tra il caos delle storie che scrivo e delle serate al bar. Ma Silvia ha bisogno di me, e anche se cerco di nasconderlo, non riesco a girarmi dall’altra parte.
Così accetto. Una settimana. Che potrà mai andare storto?
Il giorno della partenza, Silvia arriva con Andrea. Il bambino è più alto di quanto ricordassi, con occhi grandi e curiosi. È un po’ agitato, ma Loredana riesce subito a farlo sentire a suo agio, con il suo modo naturale di gestire ogni situazione. Silvia lo abbraccia stretto, poi si volta verso di me.
«Rocco, grazie davvero» mi dice. Ha un misto di sollievo e gratitudine negli occhi.
Le sorrido, cercando di sembrare sicuro. «Non ti preoccupare. Ce la faremo.»
Lei annuisce, mi abbraccia e se ne va. Così mi ritrovo in casa con un bambino di nove anni che mi guarda come se fossi un eroe. Dio, quanto si sbaglia.
«Allora, zio, cosa facciamo oggi?» chiede Andrea con entusiasmo. Quella voce mi fa venire voglia di ridere. Quando è stata l’ultima volta che ho avuto così tanta energia?
Faccio per accendermi una sigaretta, ma Loredana mi fulmina con lo sguardo. «Non davanti a lui» sussurra, con quella voce che non ammette repliche. Spengo la sigaretta e borbotto qualcosa.
La settimana inizia così. Loredana organizza subito attività per tenere Andrea occupato: il parco, il museo, forse anche una gita fuori città. Io seguo il flusso, grato del suo supporto. Da solo saremmo rimasti in casa a guardare la televisione tutto il giorno.
La prima sera, dopo aver mangiato una pizza e visto un film, mettiamo Andrea a letto. Si raggomitola sotto le coperte e, prima di chiudere gli occhi, mi guarda.
«Zio, tu credi nei mostri?»
Lo fisso per un attimo. Mostri? Sorrido amaramente. «Ne ho visti parecchi, ma nessuno di loro è qui. Non preoccuparti.»
Andrea ride piano, rassicurato, e si addormenta. Rimango a guardarlo per un po’ prima di tornare in salotto. C’è qualcosa in lui che mi fa sentire strano. Mi riporta a un tempo in cui anch’io avevo paura dei mostri sotto il letto, prima di scoprire che quelli veri vivono fuori, tra di noi.
Loredana mi aspetta con una bottiglia di vino già aperta. «Non te la cavi male» dice con un sorriso sornione.
«È solo l’inizio» rispondo. «Vediamo come reggo un’intera settimana.»
I giorni passano più in fretta di quanto immaginassi. Andrea è sveglio, curioso e non si lamenta mai. Io e Loredana ci dividiamo i compiti: lei lo porta al parco, lo aiuta con i compiti, mentre io lo intrattengo con film e racconti. Ho scoperto che ha un debole per i vecchi film d’avventura in bianco e nero. Ha gusto, il ragazzino.
Un pomeriggio Loredana decide di portarlo al museo delle scienze. Io resto a casa, troppo stanco. Mi prendo un paio d’ore per me: fumo una sigaretta sul balcone, bevo un whisky e guardo Milano scorrere sotto di me, rumorosa e caotica come sempre.
Quando tornano, Andrea mi mostra orgoglioso un modellino di dinosauro. «Guarda zio! È un velociraptor.»
«Bel lavoro» rispondo. «Sei già più intelligente di me alla tua età.»
Lui ride e si siede sul divano accanto a Loredana. Li guardo, e sento qualcosa dentro che si scioglie.
La sera, mentre guardiamo un film, Andrea si addormenta con la testa sulle ginocchia di Loredana. Rimango lì, a guardarli, sentendo una strana pace che non mi capita spesso.
L’ultimo giorno Silvia torna. Andrea le corre incontro e lei mi guarda con gratitudine.
«Allora, come è andata?» chiede.
«Lui è ancora vivo, quindi bene» rispondo con sarcasmo.
Silvia ride e mi abbraccia. «Grazie, Rocco. Sul serio. Non so cosa avrei fatto senza di te.»
Dopo che se ne vanno, la casa è di nuovo silenziosa. Io e Loredana ci guardiamo.
«Mi mancherà quel piccolo terremoto» dice lei.
«Anche a me» ammetto, accendendo una sigaretta.
Ci sediamo in silenzio, sapendo che qualcosa è cambiato. Anche se solo per una settimana, abbiamo fatto parte di qualcosa di più grande. E forse, questo ci ha resi migliori.
Serie: Cinquanta Racconti
- Episodio 1: Sandra
- Episodio 2: Scrittura creativa
- Episodio 3: L’assenza
- Episodio 4: Il mistero della penna di Flaiano
- Episodio 5: Il ritorno alla strada
- Episodio 6: Florentina
- Episodio 7: Andrea
- Episodio 8: La ragazza del killer
- Episodio 9: A Casa di Loredana
- Episodio 10: Sull’autobus di notte
Questo colpisce nel profondo, descrivi con estrema precisione quello che si prova in situazioni del genere. Quando mi è accaduto, ho deciso che non si sarebbe ripetuto.
Che bravo Rocco! Semplice, breve ma pieno di tutto! Grazie!
Ho letto solo alcuni degli episodi di questa serie, ma questo è decisamente quello che mi ha toccato di più. Davvero molto bello, bravo!
Bello, bello, bello!!! Ammetto di essere un tenerone ma mi ha commosso questo tuo racconto, sembra semplice ma c’è profondità. Grazie Rocco!!!