
Angeli
Serie: In una strana notte
- Episodio 1: In una strana notte
- Episodio 2: Il primo demone
- Episodio 3: Il secondo demone
- Episodio 4: Terzo demone
- Episodio 5: Angeli
- Episodio 6: L’interrogatorio
- Episodio 7: Lei sa chi è mia moglie?
- Episodio 8: Il giorno dopo
STAGIONE 1
La rabbia a volte è giustificata dal contesto.
Se non fossi intervenuto a dovere sarebbe rimasta la sua di rabbia, eh no!
Sono andato via lontano. Ho abbandonato quella casa, quella donna al suo destino. Ho corso più forte che potevo, il petto ansimava, sentivo tra lo sterno e la mia testa il sangue scorrere veloce.
Mi giravo e rigiravo, senza tregua.
Mi allontanavo dalla mia disperazione, travolsi tutto quello che mi capitò davanti in quella mia pista indemoniata. Le prime persone che incontrai furono i due miei pezzi di cuore. Piangevano, sole, in quella strada rabbuiata. La più piccola, la mia amata bambolina, aveva tra le mani un mazzo di fiori, erano rose rosse.
«Papà, vieni, prendi questi fiori e portali sulla tomba della mamma, papà, la mamma vuole che andiamo dov’è lei, lontano da te, demonio, ti chiama. Ma tu papà, no, tu non sei un demonio, vero?»
Fermo in mezzo alla strada piangevo a dirotto come la pioggia che tentava di rinfrescare il mio cuore accaldato. Poi lanciò quei fiori per aria.
Mi giravo e rigiravo, sudavo.
Corsi dietro alle rose, volevo che non se ne perdesse nemmeno una, raccoglierle con amore e portarle sulla tomba di mia moglie.
La mia prima figlia osservava con cipiglio tutta la scena.
Un rumore, assordante, vicino a definirlo spaventoso, fece cadere, facendo tremare tutta l’aria attorno a noi, tutte le rose, stramazzate al suolo, inutili. Ci girammo tutt’e tre.
Una figura di donna avanzava verso di noi, esile, barcollante, lamentosa ad ogni passo che riusciva a fare.
Mi giravo e rigiravo, sudato.
Ebbi l’orrore di vedere gli occhi di quella donna misteriosa, sbranati dal dolore, le orbite profonde erano appiccicate ai miei occhi lucidi. Mi sentii afferrare le braccia, e prima con dolcezza, poi, man mano con una forza bruta, sentii tirarmele in avanti. Non volevo muovermi. Gridai verso le mie figlie, le cercai con impazienza. Si trovavano una attaccata alla caviglia destra, l’altra a quella sinistra, e volare fra i palazzi antichi della città. La donna, maleodorante, perdeva sangue da una ferita sul fianco lacerato da un coltello ancora infilzato. Mi sentii strattonato a morte.
Mi giravo e rigiravo. Sudato.
Non ebbi la facoltà di capire molto di quello che stavo vivendo quando aprii gli occhi, fuori di me, solo acqua, freddo e solitudine. Cercai, alzando gli occhi al cielo, il pipistrello nero. Qualcosa volò via, non riuscii a capire cosa. Quell’animale era riuscito a donarmi un incubo mostruoso.
Volare per la città con le mie figlie che tiravano da una parte e quella donna dall’altra, come a dividermi, mi diede la sensazione di morire, metà per il bene della mia vita, l’altra per il peggio.
Chi mi aveva fatto visita? Chi era quella donna? Mia moglie, sicuro. In quell’incubo venne raffigurata in un mostro strano e minaccioso, aveva capelli diversi, occhi diversi, viso spaventoso, pieno di rughe dalle quali ne usciva rabbia, vendetta.
Quando mi mossi alla ricerca delle altre figure andando loro incontro e ne vidi una, conclusi che il sogno mi aveva tolto quattro demoni. Demoni? Le mie figlie, demoni?
Sapete, anche quando parli delle cose più preziose, come possono essere i figli, ed entri in contrasto con loro, per qualsiasi ragione, non sono loro i demoni, tu vivi come demone la triste diatriba. Amando ti trovi fra le fiamme del tuo stesso incendio. Tu sei il piromane. Nessun’altro.
Una sola figura mi guardava da lontano. Era immobile. Io incerto sul da farsi, alzai un braccio, la salutai e feci cenno di avvicinarsi. Tutto restava in assoluta immobilità. Inzuppato come un’esca decisi di muovermi per la soluzione di quella strana notte. Più mi avvicinavo, più il tutto sbiadiva, la pioggia diede spazio a una foschia fitta, l’umidità percorreva il viale bagnando ogni superficie; ogni cosa restituì prontamente, come un naturale laboratorio, gocce di freddo e malinconia. Mi avvicinavo verso il santuario lì vicino, ma non vidi assolutamente nulla. Fra la foschia intravidi, oppure ho voluto vedere, la croce, lì in alto, illuminare il mio percorso. Quella croce scese e come se uno spirito la conducesse dentro di me, ne vidi il suo splendore farsi largo nella mia mente.
Io non sono credente e continuo a non credere anche dopo quello che successe in quella strana notte. Ebbi la certezza che quella luce mi parlasse, no, non sono pazzo, vi dico che la croce mi parlò, e mi disse di rivedere per un attimo la mia vita.
«In questa notte fredda hai lasciato la tua condanna, ogni angelo che è entrato in te, ti purificherà, ti salverà, avrai la speranza di venire verso la mia luce.» La croce parlò.
Quella voce aveva un timbro non ben definito, un po’ si perdeva nell’aria umida e un po’ ventosa. Era come una voce silenziosa che parlava dentro di me, ma veniva da quella croce. Ad ogni sillaba ne vidi vibrare la forte luminescenza, proprio come se dotata di bocca, e ne muovesse le labbra. Angeli? Aveva parlato di angeli? In me erano entrati entità salvifiche allora? Mi trovavo al freddo, davanti alle porte dell’inferno e mi parlava di angeli?
«Vedi, la tua superbia, la tua ira, la tua gelosia, la tua violenza hanno fatto sì che la tua vita finisse in questa notte buia. Hai incontrato te stesso, sei stato umiliato, ferito, percosso nell’anima. Ora devi raccogliere le mie parole e dare fine a tutta questa sofferenza. Solo il pentimento e la giustizia potranno dare valore e luogo agli angeli ricevuti. Il male, questa notte, può diventare bene.»
Come potevo far cessare quella fredda notte in una serata di conciliazione con me stesso e con il mondo? Come potevo?
Serie: In una strana notte
- Episodio 1: In una strana notte
- Episodio 2: Il primo demone
- Episodio 3: Il secondo demone
- Episodio 4: Terzo demone
- Episodio 5: Angeli
- Episodio 6: L’interrogatorio
- Episodio 7: Lei sa chi è mia moglie?
- Episodio 8: Il giorno dopo
È come rimbalzare continuamente, palleggiati fra il bene e il male. Le immagini si susseguono veloci e stordiscono il protagonista che, a mio parere, fino a questo momento non ha una visione lucida del complesso disegno che gli si para davanti. Lui, ha ancora molta strada da compiere, ma forse è su quella giusta
Si Cristiana, forse sta trovando il filo che lo potrà salvare. Grazie sempre
Dal male può sempre nascere il bene..nulla è perduto
Si, nulla, hai ragione. Grazie Giuseppe
Ha una grande forza onirica questo episodio. Le immagini, i continui rimandi ai propri pensieri e alla proprie paure. Cito due passaggi che mi hanno colpito: “La rabbia a volte è giustificata dal contesto”, subito all’inizio della lettura, e “Sei tu il piromane. Nessun altro”, mentre cerchiamo di capire chi o cosa sono i demoni.
Bello!
Grazie Antonio. Andiamo verso l’ alba di questa strana notte. Dolori, fatti sgradevoli, umiliazioni e violenza, possano, ad ognuno la propria elaborazione, portare a notti come questa. Rancori accumulati e voglia di reazione possono portare drammi e sfociare in atti criminosi, o incubi distruttivi. Vediamo e aspettiamo il prossimo.