
È così che deve iniziare
Serie: Fino all'ultima paura
- Episodio 1: Il dolore di essere persone diverse
- Episodio 2: L’amore è quello che farò
- Episodio 3: L’intromissione delle domande
- Episodio 4: L’amore è quello che faccio
- Episodio 5: La paura è alla luce del tramonto
- Episodio 6: Il male è alla luce del sole
- Episodio 7: L’intromissione delle risposte
- Episodio 8: Resistere per non morire
- Episodio 9: Armi invisibili
- Episodio 10: Il bene è alla luce della luna
- Episodio 1: È così che deve iniziare
- Episodio 2: Resistere per non soffrire
- Episodio 3: Armi visibili
- Episodio 4: Sentimenti negati
- Episodio 5: È così che deve finire
- Episodio 6: Sentimenti promessi
- Episodio 7: La paura del passato
- Episodio 8: Sentimenti sospesi
- Episodio 9: La paura del futuro
- Episodio 10: Operazione cena fuori al via
- Episodio 1: La paura del presente
- Episodio 2: Operazione casa nuova al via
- Episodio 3: La tormentata decisione
- Episodio 4: Operazione aperitivo fuori al via
- Episodio 5: L’unica decisione
- Episodio 6: La condizione dei ricordi
- Episodio 7: La giusta decisione
- Episodio 8: La condizione delle scelte
- Episodio 9: Il dolore di essere persone nuove
- Episodio 10: La condizione delle certezze
- Episodio 1: Il dolore di essere le stesse persone
- Episodio 2: L’amore è quello che facevo
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
STAGIONE 4
Dicembre 2016
Lucca
Il giubbotto di pelle nera di Fabrizio sa di un famoso profumo di Cartier, lo indosso sopra un altro tipo di pelle, la mia, ormai nuda e graffiata, appiccicata dall’odore di un uomo che non so quando mai mi toglierò.
Cerco di ricordarmi la prima volta che ho conosciuto Fabrizio e l’ultima volta che mi hai vista nuda, adesso con la paura ancora addosso mi guarda appena, evita ogni scena di me scoperta.
“Non sono arrivato troppo tardi, vero?”
“No, te l’ho già detto.”
Ma quando è davvero troppo tardi lo sappiamo?
Appena Vincenzo stava per essere dentro di me, oltre che addosso, la mia voce è uscita di colpo, potente, per ribellarsi inerme a un futuro ormai certo.
In quel momento esatto la porta della camera da letto si è aperta e Fabrizio ci ha visto, Vincenzo è stato veloce, senza la minima incertezza ha preso la pistola da sotto il cuscino e ha sparato nell’aria che sembrava essere occupata da Fabrizio, mentre lui, con un coraggio che so essergli costato molto, con un minimo ritaglio fra me, la pallottola e Vincenzo, gli ha sparato ad un spalla, disarmandolo.
La lucidità di Fabrizio in quel momento è stata disarmante, una fermezza assoluta in mezzo a delle vite, le nostre, che erano dirette verso la morte.
Ha bloccato il sangue della ferita a Vincenzo, lo ha ammanettato, ha raggiunto Caterina controllandole il respiro e poi è tornato da me, con il giubbotto in mano, coprendomi con una delicatezza che in nessun uomo sarei mai stata in grado di immaginare.
Adesso le ambulanze hanno portato via Caterina e Vincenzo, e i carabinieri si susseguono dentro l’appartamento, qualcuno insiste che io venga visitata.
“Devi farlo Bea, per il tuo bene e per darci maggiori prove su Bini.”
Io annuisco, chissà quante persone mi metteranno ancora le mani addosso.
“Prima abbiamo ancora una cosa da risolvere. Possiamo stare soli io e te?”
Fabrizio mi guarda preoccupato, poi accetta.
“Vieni, andiamo di là.”
Ci chiudiamo in bagno mentre da sotto la strada le sirene continuano ad accendersi e spegnersi.
“Ho trovato Marika.”
“Che cosa?”
“Sì, vive nell’appartamento qui sotto, con la madre.”
“Cazzo.”
“Ascolta Fabrizio, è pieno di carabinieri se le trovano ora, così…”
“Lo capisco Bea, ma non posso come poliziotto.”
“Allora dammi dieci minuti da sola con loro.”
“Non se ne parla, sei sotto choc e devi essere ancora visitata.”
Poi all’improvviso mi abbraccia.
“Scusa.”
Io lo guardo a lungo.
“Tranquillo, ne avevo bisogno.”
Rimanendo con un t-shirt aderente si toglie la camicia e la cintura dei pantaloni, ed io rabbrividisco pensando ai gesti di poco prima di Vincenzo.
“Tieni, mettiti la mia camicia, ti starà lunga, metti la cintura in vita così sta su, dovrebbe pure essere di moda.”
“Non ti vedo come uno che la segue.”
“Infatti. Sbrigati, rimetti anche il giubbotto. Andiamo.”
“Dove?”
“A salvare Marika.”
Poi, tra la folla delle forze dell’ordine, io e Fabrizio, come due qualunque, mano nella mano ci allontaniamo dalla porta in cui non sapevo se mai ne sarei uscita viva.
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È una bella ragazza, i capelli di un biondo molto scuro, quasi come mia madre, ho appena saputo che diventerà la sua segretaria, il futuro sembra aprirsi a me e forse è così che deve iniziare la mia nuova vita, Lucca stasera è bellissima, Natale ci regalerà nuove promesse mentre il regalo che avevo pensato per Beatrice, non verrà mai più comprato.
Porta un profumo che sa di rose e per tutta la sera lo sento fastidioso nelle narici.
“Giacomo, a che pensi?”
“A niente.”
E in qualche modo sono sincero, perché è a chi sto pensando l’inizio che non avrei mai voluto vedere finire.
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Sono sudato e il tatuaggio sotto il muscolo si gonfia di sforzo.
Aveva promesso che mi avrebbe scritto stasera e non ho ancora sue notizie, mi immagino i suoi capelli tra la gente, quella sua giacca aperta e maliziosa sfidare l’aria di dicembre, è così che deve iniziare l’anno nuovo, scoprendo lei, averla nel letto mentre il mondo fuori scandisce lancette di orologio e ammira banali fuochi d’artificio.
L’istruttore mi richiama al centro della palestra.
“Mattia, a che pensi?”
“A niente.”
E in qualche modo sono sincero, perché è a chi sto pensando l’inizio che vorrei cominciasse proprio ora.
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Bussiamo alla porta con calma, della gente che continua a salire e scendere nessuno ci guarda, sono tutti presi da quello che è successo appena un’ora fa.
“Signora?”
“Che vuole, io non ho sentito niente, non ero in casa in quel momento.”
“Lo so, ma è di sua figlia che vorrei parlarle.”
Lei dalla porta socchiusa strizza gli occhi di paura e richiude lo spazio tra lei e noi e allora Beatrice, con la sua immancabile dolcezza, fa quello che le viene meglio, tranquillizza le persone.
“Signora, mi ascolti. Anche io ero come sua figlia, vorremmo solo aiutarla. Io so come.”
Lei apra la porta di scatto e sfida Beatrice con uno sguardo severo.
“Come?”
“Nasconda Marika il più possibile in questi giorni, ci sarà un caos di persone qua dentro per un bel po’, domani mattina vada subito dall’avvocato Vittorio Caroli, faccia pure il mio nome, Beatrice Mantovani, gli racconti tutto e si faccia seguire.”
“Non ho i soldi per un avvocato simile.”
“Parlerete anche di quello, magari trovate una soluzione, ma deve ridare a sua figlia una vita normale il prima possibile.”
Tiro Beatrice verso di me, non so come abbia la forza di fare quello che sta facendo.
“Io signora sono un poliziotto, sto andando contro le mie regole, oggi nessuno di noi si è visto, qui le ho trascritto i dettagli che le ha detto Beatrice, le do una settimana di tempo per cominciare a sistemare la sua faccenda, poi non potrò più nascondere il segreto. Torni da sua figlia, ora. Arrivederci.”
Spingo Beatrice in un angolo del mezzanino lontano da tutti e l’abbraccio a lungo.
È così che deve iniziare il nostro addio, con qualcosa di innocente in mezzo a tutta quella colpevolezza.
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Ho chiesto a Fabrizio di portarmi a casa, spiegare ai miei genitori l’accaduto sarà difficile, vorrei solo che non dovessero vedermi così.
Quando scenderò dalla macchina so che non vedrò mai più Fabrizio in questo modo intimo, da lì in avanti tornerà ad essere il Commissario di qualche mese prima, quello che voleva il mio aiuto e niente di più.
È ormai sera, Bini è fuori pericolo e verrà dimesso in pochi giorni, è suo l’altro DNA maschile trovato sul corpo di Ylenia, si chiude un’indagine per aprire un processo, Caterina viene tenuta in coma farmacologico e la prognosi è riservata, è da lei che andrà Fabrizio appena scenderò da questa macchina.
Mentre lo guardo avvicinarsi al cancello della mia nuova casa, che costeggia un mare placido, penso alla promessa che mi ha fatto di aiutare Marika più che può rispetto alle sue competenze.
“Prima che tu scenda, c’è una cosa che devi sapere.”
“Cosa?”
“Roberta Garbitelli è stata arrestata.”
“E per cosa?”
“Violenze, abusi, droga.”
“Droga, quello mi sembra strano.”
“Hai avuto giustizia, ma non per merito mio, non ho mantenuto la tua condizione iniziale.”
“Ma hai fatto molto di più, per me. Arrivederci commissario.”
“Arrivederci signora Mantovani.”
È così che deve iniziare la mia vita, lontana da tutto il mio passato.
Mentre Fabrizio nella sua auto scura scompare nelle strade luminose, Mattia mia manda un messaggio.
‘Non mi hai scritto, ti facevo diversa.’
Ci sono attimi imprecisi che incontrano persone che giuste o sbagliate che siano, per noi non hanno spazio.
‘Allora ti è andata bene, meglio averlo saputo subito che sono così.’
Non è certo con lui che deve iniziare il mio futuro.
Luglio 2018
Lucca
Al secondo bicchiere di vino stiamo già ridendo tantissimo e Lucca, la nostra città, rimane meravigliosa nei colori mattone delle notti estive.
La radio nel bar passa la notizia della sentenza di ergastolo per Vincenzo Bini, io mi stringo nelle spalle, Giacomo di tutto questo non sa niente.
“E così hai scritto un libro? E parla di me.”
“Beh della nostra storia. Un’editrice deve pur scrivere qualcosa di suo.”
“Quindi sei single?”
“Felicemente, ho scelto sempre me in questi anni.”
“Anche io. Mi sei mancata tanto Bea.”
“Anche tu.”
Poi si alza contro le stelle di luglio e mi bacia.
“Giacomo non è per questo che sono qui…”
“Lo so, ma voglio assaporarti ancora.”
So che sta iniziando una delle nostre notti più belle e non hai più senso ragionare sul passato o sul futuro, mi piace pensare di iniziare il presente con lui e non c’è niente di male se per questo tempo, scopriamo di saperci ancora amare.
Settembre 2019
Lucca
Sto aspettando l’avvocato seduta su una panchina, poco fa ho visto un uomo e una donna uscire mano nella mano dal tribunale, sembravano Fabrizio e Caterina, ma ormai i volti nella mia mente si annodano tra loro, forse mi piacerebbe saperli insieme.
Oggi vado a trovare Marika, ogni tanto mi chiama per dirmi che si è innamorata o che lavoro vuole fare da grande, la madre mi parla poco, è ancora diffidente di tutti e non posso darle torto.
“Avvocato, finalmente! A posto per quei diritti d’autore?”
“Ti ho già detto di darmi del tu. Tutto a posto.”
Ha gli occhi verdi che mi sorridono.
“Grazie, Edoardo.”
“Senti, ma una cena io e te, stasera?”
“Puoi andare a cena con le tue clienti?”
“Se mi piacciono sì.”
Rido, sa già che non gli dirò di no.
Ho vissuto la mia vita fino all’ultima paura e adesso guardandolo so che tra me e lui, è così che deve iniziare.
Serie: Fino all'ultima paura
- Episodio 1: Il dolore di essere le stesse persone
- Episodio 2: L’amore è quello che facevo
@kenjialbani forse è meglio, così capisci ogni personaggio ? ma sono contenta di aver già rispettato le premesse… Che emozione essere letta con così tanta fedeltà!
Oh, ecco la fine. Mah, hai rispettato tutte le promesse che c’erano fin dall’inizio. Sentimento, thriller… Quasi quasi dò un’occhiata alle precedenti stagioni.