
Emme di maggio
Serie: Il segreto dei dodici centenari
- Episodio 1: Il segreto dei dodici centenari
- Episodio 2: Simplicio
- Episodio 3: Il signor G
- Episodio 4: ALICE
- Episodio 5: Emme di maggio
- Episodio 6: Tziu Giulliu
- Episodio 7: Tziu Luisicu
- Episodio 8: Nonna Caterina
- Episodio 9: La signorina Tomasi Tanina
- Episodio 10: Signora maestra
- Episodio 1: Gioia mia
- Episodio 2: Zia Gavi’
- Episodio 3: Maura Melas
- Episodio 4: Due robusti centenari
- Episodio 5: Il canuto e la brunetta
- Episodio 6: La presentazione
- Episodio 7: L’amore al tempo del Covid
- Episodio 8: Il gatto è morto
- Episodio 9: Il tredicesimo centenario (parte prima)
- Episodio 10: Il tredicesimo centenario (parte seconda)
STAGIONE 1
STAGIONE 2
Alcuni giorni fa ho chiesto alla signora Maria, che abita al piano terra del mio palazzo, di raccontarmi la sua storia. Avevo appena saputo, per puro caso, che a maggio prossimo festeggerà il suo primo compleanno a tre cifre.
Lei era un po’ indecisa: «E poi tutti i miei difetti li darai in pasto a quelli di facc ‘e buc?» mi ha chiesto, ridendo.
«No, stia tranquilla, signora Maria – le ho detto – se vuole, possiamo cambiare il nome; poi, quali difetti, lei è perfetta.»
«Si, certo, come no. Lo sa che cosa ho combinato la settimana scorsa?»
«Niente di grave, immagino» le ho risposto io, cercando di minimizzare.
«Ho messo il sale nel caffè e lo zucchero nel sugo.»
«Anche mia madre metteva un po’ di zucchero nel sugo, per togliere l’aspro del pomodoro. Che c’è di male?» ho provato a dirle, per rincuorarla.
«Io ne ho messo due cucchiaini colmi, poi probabilmente mi sono dimenticata e devo averne aggiunto altri due. Ho fatto una confettura di pomodori, invece della salsa per la pasta.»
«Non si preoccupi, succede anche a me di scordarmi le cose» ho aggiunto io, sperando di attenuare il suo sconforto.
«Ma si, bisogna riderci sopra, come dice la mia cara amica Marisa. Lei, la settimana scorsa, doveva andare al funerale di una vicina di casa, giovane madre di tre figli ancora molto piccoli. Ha confuso l’indirizzo ed è andata alla chiesa sbagliata. Ha seguito il feretro fino al cimitero, poi ha dato le condoglianze ai parenti, dicendo quanto le dispiacesse per quella brava ragazza, che troppo presto aveva dovuto lasciare questa vita e i suoi bambini. Quelli la guardavano in modo strano, senza dire nulla; poi si è allontanata dal loculo in cui l’avevano tumulata e si è avviata all’uscita. All’ingresso ha incontrato un altro corteo funebre. Ha riconosciuto le sorelle e la madre della sua vicina e ha capito che aveva partecipato al funerale di un’altra persona. Subito dopo ha saputo che la salma già sepolta era quella di una vecchia, malata di Alzheimer, nubile e senza figli, che viveva con la badante e i suoi gatti.»
Abbiamo riso, poi Maria mi ha offerto un caffè.
«Potrebbe parlarmi del suo libro?»
«Quale? Seniors o quello dei pivelli?»
«Beh…»
«Si, certo, ho capito. Quello dei pivelli non lo conosce nessuno. Le uniche cento copie vendute le avevo acquistate io, per regalarle ad amici e parenti. L’altro invece è piaciuto, l’hanno ristampato più volte. L’ultima edizione è della Garzanti. Quando me lo hanno detto non riuscivo a crederci, ero al settimo cielo. Finalmente, ho pensato. Ero un po’ invidiosa della mia quasi coetanea e compaesana, che aveva già venduto milioni di copie dei suoi romanzi, tutti pubblicati da quella casa editrice. Seniors mi ha fatto guadagnare un sacco di soldi e per un po’ ho vissuto di rendita. Poi ho cominciato a ricevere i file di molti aspiranti scrittori che volevano un parere. Ho iniziato a dedicarmi a loro, a scrivere prefazioni e recensioni, a dare suggerimenti e un po’ di aiuto per la revisione dei testi.
Un’esperienza gratificante; dei soldi mi importava ben poco e ben pochi ne entravano. Ho dovuto vendere tutti i libri della mia biblioteca, per campare, quando ho finito i soldi che avevo guadagnato con i diritti d’autore. Poi ho venduto oro, argento, porcellane e ninnoli vari. Nella mia prossima dimora – quando Dio vorrà – non avrò bisogno di niente. Pare che Lassù non manchi nulla; l’importante – dicono – è che non manchi la Luce.
E di certi oggetti potevo farne a meno anche subito. Molte cose superflue o poco indispensabili, che non riuscivo a vendere, le regalavo; così adesso, a spolverare, senza tutti quegli ingombri inutili, ci metto un attimo. Il necessario per vivere non mi manca. Mi basta ricevere il modesto assegno mensile dall’INPS. Non ho molte pretese, mi accontento di poco e soprattutto sono contenta di ciò che faccio.
Di solito i giovani autori sono quelli più originali, più ispirati, ironici e motivati. Molti altri che hanno la pretesa di diventare scrittori, sono pensionati, soli, depressi o un po’ annoiati, lavoratori insoddisfatti o adulti disoccupati in cerca di successo e soldi facili.
Negli ultimi anni sono diventata molto selettiva. Dopo le prime due o tre pagine riesco a capire se c’è la stoffa necessaria, fine o grezza, o soltanto una mezza pezza. Forse questo impegno mi ha tenuto arzilla, anche dopo che sono rimasta vedova, senza figli e senza nipoti. I sogni, le fantasie e certe idee bizzarre che mi facevano sorridere, sono stati una ventata d’aria fresca, mi hanno spinto a muovermi, a spostarmi da una parte all’altra, senza sentirmi troppo stanca e senza piangermi addosso. Un elisir di lunga vita. Molti dicono che dimostro dieci anni in meno; anch’io, a volte, guardandomi allo specchio, mi sorprendo, non tanto perché, a ben guardare, le macchie senili e le rughe sul mio viso non rivelino l’età che ho. Mi sorprendo perché, di solito, non sento il peso degli anni. Sono caduta spesso, negli ultimi tempi, inciampando persino sul pavimento, asciutto e senza ostacoli, del mio appartamento; però senza rompermi niente. Le mie ossa resistono e la mia mente, forse un po’ bacata, comunque non molla. Ci sono giorni che mi sento più giovane, più libera e soprattutto più serena di quando avevo cinquant’anni e dovevo subire i comportamenti dispotici del mio patrigno. Era un tiranno: non si reggeva in piedi e voleva atteggiarsi ancora come un generale. Le sue non erano richieste d’aiuto, erano ordini perentori, che non ammettevano repliche. Pretendeva che scattassi sull’attenti al primo richiamo. Se avevo le mani sporche, bagnate o insaponate, non aveva la pazienza di aspettare neanche un secondo. Iniziava a urlare, arrabbiato, lanciando maledizioni o bestemmie. Spesso insinuava che ero lì solo per battere la fiacca e sottrargli i soldi. Certe volte, perdevo la pazienza e lo mandavo al diavolo, lasciandolo sbraitare; dopo cinque minuti, però, mi avvicinavo di nuovo.
Quel vecchio, da quando lo conoscevo, non era stato mai affettuoso o gentile, neppure da giovane e non aveva rispetto neanche per sua moglie, cioè mia madre; finche` c’e` stata; eppure mi faceva pena, come un vecchio cane-lupo azzoppato, spelacchiato e sempre più debole. Non potevo abbandonarlo. E poi, devo ammettere, anche grazie a lui ho avuto gli spunti di riflessione e l’ idea di scrivere Seniors. L’ultimo capitolo è dedicato interamente all’uomo che mi ha reso più tosta, più corazzata e – come si dice – “quello che non ti uccide ti fortifica”. Ho portato avanti quell’arduo compito, in maniera imperfetta, ma senza tirarmi indietro, accompagnandolo, passo, dopo passo, fino all’ultimo dei suoi giorni, senza mai sentirmi dire, neppure una volta, auguri per il mio compleanno e senza chiedermi mai sei stanca, oppure come stai.
I debiti, prima o poi si pagano e i crediti, presto o tardi, si riscuotono. I ragazzi che ho seguito in tutti questi anni mi hanno risarcito del tempo che il mio patrigno mi ha tolto, quando ero più giovane, soffocandomi con le sue angherie. Loro sono stati una benedizione del Cielo e per questo li ringrazio, ogni giorno, come posso.»
«Con chi festeggerà i suoi cento anni, signora Maria?»
«Con Lilli, naturalmente. Ho già organizzato la nostra fuga. Ho prenotato una camera in un piccolo albergo sugli scogli, a Solanas. Metterò il computer a riposo, spegnerò il cellulare, senza spegnere nessuna candelina sulla torta. Non ci sarò per nessuno. Solo io, la mia volpina e un buon libro illustrato. Ho sperato tanto di vederlo nascere, si intitola Le meduse. L’ha scritto un giovane autore emergente: la sua mente vulcanica è spesso più attiva dell’Etna. Sono felice per lui e sono altrettanto contenta per me, ora che sto immaginando la mia vacanza, in totale libertà. Come direbbero i ragazzi. “che figata, questa fuga con Lilli”.»
Come se avesse sentito il suo nome, a quel punto la cagnetta col pelo bianco, folto e lucido, si è avvicinata, scodinzolando, strusciandosi sulle gambe e accucciandosi ai piedi della sua cara padrona.
Serie: Il segreto dei dodici centenari
- Episodio 1: Il segreto dei dodici centenari
- Episodio 2: Simplicio
- Episodio 3: Il signor G
- Episodio 4: ALICE
- Episodio 5: Emme di maggio
- Episodio 6: Tziu Giulliu
- Episodio 7: Tziu Luisicu
- Episodio 8: Nonna Caterina
- Episodio 9: La signorina Tomasi Tanina
- Episodio 10: Signora maestra
Certe volte mi sembra di esagerare. Di sporgermi troppo dalla rupe dei sentimenti per chiedere urlando se questo mondo è davvero così brutto e aspettare che il suono rimbalzi sulle pareti rocciose per ritornare con una risposta affermativa spietata. Quante volte ho sentito la mia voce tornare indietro sghignazzando e con un tono divertito affermare che “sì, sei finito nella peggiore delle versioni possibili!”
Ma l’altro giorno, sporgendomi gattoni su quelle rocce friabili e fragili e urlando la mia solita richiesta, la mia voce ha tardato a tornare indietro… ho pensato che stesse ragionandoci sopra, ma non l’aveva mai fatto prima. Poi quando ormai stavo per rialzarmi e andarmene è arrivata una risposta strana, diversa: aveva un tono di rimprovero, una voce femminile densa e sapiente che mi spronava con un “Sei uno scemo! Qui non c’è l’eco! E poi non si sta poi tanto male. Basta avere un po’ di fantasia! Bisogna essere vulcanici.”
La cosa mi ha fatto sorridere, mi ha messo una bella carica di ottimismo addosso. In fondo non è poi tanto brutta questa realtà o almeno non pare la peggiore possibile.
“Hey tu, grazie!”
” …-razie!” “…azie!” “…zie!”
Emme, grazie con tutto il mio cuore! ♥
Grazie a te, Emi, quando faremo la presentazione del libro tra noi, qui su Open, svelerò un segreto. Un segno di incoraggiamento provvidenziale che ho avuto prima di uscire per recarmi al paese dove ci aspettavano per parlare del libro. In questo segno c’ é qualcosa di tuo, di unico, di speciale, come una stella cadente, quando si riesce a formulate il desiderio.
Un abbraccio.
Che bello questo episodio.
Fa strano pensare ad una persona, ormai centenaria, che non solo ne sia in grado, ma che usi regolarmente PC e smartphone. Una donna davvero eccezionale!
Lo stile a mo’ di intervista è stato davvero azzeccato.
Qui, in attesa di informazioni per il racconto tziu Giulliu, mi sono sdoppiata e proiettata nel futuro, immaginando come vorrei essere da vecchia. Emme e` il nomignolo simpatico che mi ha affibbiato Emiliano; maggio il mese in cui sono nata. Ho cercato di immaginare come vorrei essere se dovessi raggiungere anch’io l’ ambito traguardo dei centenari.
Grazie Giuseppe, un abbraccio.
Fare una classifica delle preferenze non avrebbe senso, ed ogni persona della quale hai condiviso la storia della loro vita con garbo e delicatezza mi ha insegnato qualcosa, ma Maria ha guadagnato un posto speciale nel mio cuore, ho provato una fortissima comunanza e vena empatica nei suoi confronti, e mi ha fatto versare sulla guancia una lacrima di commozione lenta ed ostinata. Grazie per avermela fatta conoscere.
Ciao Roberto,
scrivere puo`aiutare a vivere meglio; leggere i vostri commenti, certe volte, e` come una carezza, che sfiora, con mano gentile, cuore e anima. Una dolce emozione che mi accompagnera` per tutta la giornata. Grazie 🙏
Mi è piaciuto moltissimo, molto divertente (il funerale sbagliato in primis) come la protagonista che sprigiona energia da tutti i pori! Arrivarci a cent’anni come lei! Bravissima sicuramente Maria sarebbe fiera di te! La stoffa c’è ed eccome!
Che bello ritrovarti Maria Anna. Grazie per aver letto e per i tuoi apprezzamenti. Se Emme di maggio possa essere fiera di me non lo so. Dipende dai giorni, dall’ umore, dal mio livello di autostima che oscilla. Tu e molti altri autori di Open fate molto per risollevare il tono del mio umore. Non solo leggendo e commentando i miei racconti ma anche, molto spesso, scrivendo i vostri. Grazie di cuore, quindi, anche a te.
Mi piace tanto questa signora, antichissima e moderna, con computer e cellulare, pronta a viaggiare. Linguaggio giovanile e anche un po’ scurrile. Sono curiosa di sapere cosa dice dei tuoi bellissimi scritti.
Considera che io sono di maggio; il mio primo nome (anche se quasi tutti mi chiamano Luisa), e` Maria; abito in un appartamento al piano terra e tra una quarantina d’ anni, spero… Per ora Emme di maggio e` un’ intrusa.
Se dovesse fare una recensione a questa serie, forse direbbe: sei una pensionata con una passione innata, sogna e scrivi, sarai piu` fortunata.
Lo avevo capito da subito, io, che questa bella signora mi piaceva particolarmente 🙂
“Ho fatto una confettura di pomodori, invece della salsa per la pasta.»”
Trovo che la confettura di pomodoro sia molto più buona della salsa😃
Sulle fette biscottate a colazione, perche` no.😘
La signora è bella lucida per l’età e maneggia pure internet! Un personaggio positivo, di quelli che ogni tanto è bene leggere. E poi il sale nel caffè è capitato pure a me che si anni ne ho meno della metà dei suoi 🙂
Come ho scritto in altre risposte, questo e` un intermezzo tra due serie di centenari veri, includendo un’ “abusiva”.
Questa mattina riflettevo: tra circa quarant’ anni, quando Emme di maggio raggiungera`, spero, l’ambito traguardo, lucida di mente come sarebbe auspicabile, gli smartphone esisteranno ancora, o saranno reperti da museo? Le AI o IA, che dir si voglia, come verranno utilizzate? E le emozioni che proviamo, a volte, mentre scriviamo e che arrivano spesso ai lettori attenti e sensibili, verranno trasmesse anche dai testi costruiti artificialmente? Boh!
Ciao Francesco e grazie per i tuoi spunti di riflessione.
Ho ancora una scheda di Firefox con il primo episodio della tua serie aperta che attende che la mia mano sposti il mouse per cliccarci sopra e poterne finalmente cominciare la lettura nel modo corretto. Di solito vengo interrotto da un paio di gatti litigiosi che nel periodo delle serenate amorose iniziano la loro classica sfida a chi insulta nel modo più colorato e folcloristico la madre dell’altro… Arrivo solitamente quando cominciano gli acuti con il finale vibrato; dico loro che la madre è la stessa sia per l’uno che per l’altro e che oltretutto lei è lì presente, proprio nella stanza accanto che ascolta. Torna la pace. Mi rimetto a sedere, guardo la scheda del browser che attende e decido invece di partire da questo episodio. Perché? Perché sono un curiosone incallito e non resisto.
Mannaggia. Le persone più belle, quelle che improvvisamente ti regalano delle emozioni violente, ma delicate e che poi ti lasciano quel sorriso che si allarga dentro al petto oltre che sul viso, le pesco solo ora! Dopo una vita che sento dire quanto sciocco io sia a sognare. Ragazzi, avete il potere assurdo di scaldare per poi incendiare gli animi. Come faccio a dirvi grazie nel modo adeguato? Emme, non dico niente. Ti abbraccio semplicemente strigendoti abbastanza forte da farti capire che ti voglio un bene dannato e poi guardo Giancarlo e abbraccio pure lui… Fanchiappe il contegno e l’etichetta!
Ah! Prima che le emozioni prendano nuovamente il sopravvento… Come al solito la tua scrittura è meravigliosa M.Luisa! Seguire la signora Emme di Maggio è squisitamente piacevole. Mi sembra di ascoltare la nonnina che mi aveva ospitato in casa sua quando mi ero appena trasferito a Padova, solo che Emme è comprensibile. Nonna Dantina, così si chiamava, parlava dialetto padovano strettisimo e non capivo una minchia di ciò che diceva. Giada traduceva, quando era con me, poi doveva far ritorno a casa sua ed io piombavo in un limbo di sorrisi forzati e cenni affermativi con il capo in risposta a suoni per me ignoti…
Che regalo coi fiocchi ho trovato questa mattina, riaccendendo lo smartphone ed entrando in questa nuova e accogliente casa, che mi ospita da due anni esatti.
Un pacchetto col nastro dorato che contiene piu` doni: la storia dei gatti (che mi ha procurato una sana risata), il tempo trovato per l’attenzione dedicata a Emme di maggio, ma soprattutto le parole di benevolenza che scaldano il cuore. Parole virtuali, ma sentite piu` reali, del re.
Un forte abbraccio Emiliano e 🙏 di 💝
…ma dove trovi questi personaggi? Bellissima anche Maria. Sono azzeccati sia nella loro caratterizzazione che nelle loro espressioni di vita. Piaciuto molto anche Emme di maggio. Leggere di queste persone mi fa sentire bene, quindi grazie.
Grazie a te Bettina. Questo episodio e`molto diverso dagli altri: il piu’ autobiografico, ma anche quello meno vero di tutti. Ho cercato di immaginare Emme di maggio tra meno di quarantanni, tranquilla e soddisfatta, in compagnia della sua cagnetta e ancora con la mente lucida, grazie agli stimoli e all’energia che assorbe da chi e` ancora giovane, creativo e pieno di entusiasmo contagioso.
quel “Seniors”- che può darsi esista davvero ma che io non conosco- potrebbe fare da titolo a queste tue biografie di resistentissimi centenari. Da “Negli ultimi anni” fino a “come stai” assume l’andamento di un vero e proprio racconto nel racconto. Fra tutti i capitoli di questa serie che ho letto finora, questo ha una diversa e maggiore densità. Forse è proprio la voce in diretta di questa assai interessante Maria- o M- di Maggio.
Ciao Francesca, grazie per le tue considerazioni che non fanno una piega. Indubbiamente un raconto nel racconto, con un’intrusa che vorrebbe eguagliare lo stesso record dei vari seniors gia` inseriti in questa serie. Non avendo ancora dati sufficienti per poter scrivere la prossima storia che ho in mente, di punto in bianco, ieri notte, ho deciso di sdoppiarmi, tra una Luisa che scrive e una Emme di maggio che racconta.
Bellissimo racconto in forma di monologo (o quasi). Molto bella la storia narrata e diversi i guizzi ironici, che in qualche caso contengono un pizzico di rimprovero. Appena accennato ma ben riconoscibile è, infatti, il riferimento a conoscenze comuni, quali gli aspiranti scrittori pensionati (o quasi), depressi e annoiati, che narrano solo di sé stessi o di storie incomprensibili, ed allo scrittore abile, giovane e dotato di grande fantasia e grandi abilità, non solo narratorie ma anche grafiche, con le quali condisce il suo libro illustrato. Ho davvero apprezzato questo racconto, Maria Luisa 🙂
Grazie Giancarlo, ho cercato di raccontare questa storia in modo distaccato, non solo ironico, ma soprattutto autouronico, da aspirante scrittrice in pensione. Una sorta di intermezzo, tra due serie di centenari divenuti gia` tali. Se e` vero, come dice Alessandro Baricco, che si possono avverare le cose che scriviamo, magari porta bene. Il riferimento al giovane autore e` dovuto al suo talento in piu`, che gli abbiamo riconosciuto quasi all’ unanimita`.