
Florentina
Serie: Cinquanta Racconti
- Episodio 1: L’idraulico
- Episodio 2: Una sbronza colossale
- Episodio 3: Eva
- Episodio 4: Un Natale di merda
- Episodio 5: Telefono erotico
- Episodio 6: La sconosciuta
- Episodio 7: Il dolore
- Episodio 8: Melania
- Episodio 9: La donna della domenica
- Episodio 10: Irina
- Episodio 1: Sandra
- Episodio 2: Scrittura creativa
- Episodio 3: L’assenza
- Episodio 4: Il mistero della penna di Flaiano
- Episodio 5: Il ritorno alla strada
- Episodio 6: Florentina
- Episodio 7: Andrea
- Episodio 8: La ragazza del killer
- Episodio 9: Sull’autobus di notte
- Episodio 10: Eugenia
- Episodio 1: A Casa di Loredana
- Episodio 2: Teresa
- Episodio 3: Gineceo
- Episodio 4: Addio
- Episodio 5: Denise
- Episodio 6: Ninna nanna malfamata
- Episodio 7: OF
- Episodio 8: I gemelli Murphy e il fantasma di Joyce
- Episodio 9: Il vino triste prima parte
- Episodio 10: Il vino triste seconda parte
- Episodio 1: Liturgia del desiderio – Parte prima
- Episodio 2: Liturgia del desiderio – Parte seconda
- Episodio 3: Non è successo
- Episodio 4: B-Movie
- Episodio 5: Francesca
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
STAGIONE 4
La prima volta che ho sentito il nome di Florentina era già troppo tardi. Compariva in uno di quei maledetti articoli che scorriamo distrattamente, pieni di tragedie che non ci riguardano. Una ragazza morta di freddo, trovata all’alba in un parco di Milano, davanti a una discoteca. Era uscita a fumare o forse a cercare una dose. La verità non la sapremo mai. Si è addormentata lì, nel gelo, e non si è più svegliata. Il freddo l’ha uccisa. Senza fretta, senza pietà. Aveva diciotto anni.
Florentina. Un nome che richiama i fiori, la primavera, eppure la sua vita era tutto tranne che bella. Sembrava segnata fin dall’inizio, come se il destino avesse deciso di accanirsi contro di lei, senza mai darle tregua.
Nata in Romania, era arrivata in Italia da bambina, adottata da una coppia di italiani. Un gesto nobile, almeno in apparenza, che a volte si trasforma in un incubo mascherato da buona intenzione. Non so se i suoi genitori adottivi avessero fatto del loro meglio o se avessero fallito miseramente. Quello che è certo è che qualcosa si era spezzato. Quando Florentina compì diciotto anni, decise che ne aveva avuto abbastanza. Scappò di casa. Le strade di Milano la inghiottirono.
Una ragazza ribelle, in fuga da un passato che non le apparteneva e in cerca di un futuro che non arrivava mai. Le sue serate erano fatte di alcol, sigarette e, sempre più spesso, di qualcosa di più pesante. La droga scorreva nelle sue vene come un falso rifugio, un abbraccio ingannevole che prometteva calore ma la lasciava sempre più vuota.
Poi, una notte, decise di uscire da una di quelle discoteche maledette. Luoghi in cui la gente va per dimenticare chi è, almeno per qualche ora. Fuori faceva un freddo cane, il tipo di freddo che ti entra nelle ossa e non ti lascia più. Eppure, Florentina uscì lo stesso. Forse voleva solo fumarsi una sigaretta in pace. Forse voleva altro. Una dose, forse.
Si sedette su una panchina, sola. E lì, tra una boccata e l’altra, si addormentò. Nessuno la notò, nessuno la cercò. Forse la gente era troppo occupata a ballare, a divertirsi, a farsi i fatti propri. Forse è così che funziona il mondo: ognuno chiuso nel proprio cazzo di bozzolo, senza guardare oltre.
Quando il mattino arrivò, Florentina era ancora lì. Accasciata sulla panchina, il volto pallido come la neve. Congelata. Il freddo l’aveva presa, senza fretta. Non c’era più niente da fare. Morta di freddo, in una città che non si era accorta nemmeno della sua esistenza. Nessuno grido, nessuna richiesta d’aiuto.
Non ci fu funerale, nessuna lapide a ricordare il suo nome. Solo un altro corpo finito all’obitorio, come tanti altri. Quei genitori adottivi, se ancora c’erano, devono aver fatto i conti con la realtà troppo tardi. O forse si erano arresi prima ancora di cominciare.
Non so cosa mi colpisca di più di questa storia. Forse è l’indifferenza. Quella cazzo di indifferenza che avvolge tutto e tutti. La morte di Florentina è passata sotto gli occhi di tutti, ma non ha lasciato traccia. Solo una breve nota sui giornali locali. Un nome dimenticato tra tanti altri.
A volte ripenso a quella notte, a quel parco. Mi immagino Florentina lì, sola, mentre il freddo la avvolgeva. Mi chiedo se abbia sentito qualcosa, se si sia resa conto che stava morendo. Oppure, forse, era troppo stanca per accorgersene.
La morte l’ha presa silenziosa, come una madre che culla il proprio figlio per farlo dormire. Solo che questa madre non l’ha lasciata più svegliare.
Florentina. Il fiore che non è mai sbocciato.
Serie: Cinquanta Racconti
- Episodio 1: Sandra
- Episodio 2: Scrittura creativa
- Episodio 3: L’assenza
- Episodio 4: Il mistero della penna di Flaiano
- Episodio 5: Il ritorno alla strada
- Episodio 6: Florentina
- Episodio 7: Andrea
- Episodio 8: La ragazza del killer
- Episodio 9: Sull’autobus di notte
- Episodio 10: Eugenia
Sei riuscito con la tua scrittura a ridare umanità e riscatto a un freddo fatto di cronaca e alla vita di una ragazza la cui storia sarebbe rimasta indelebilmente legata alla morbosa curiosità di qualche lettore di nera!!!! Veramente bravo Rocco, invidiabile la capacità di scrittura! Semplice, ma coinvolgente, mai ripetitiva! Ancora bravo (non per spoilerare o farmi leggere per forza ma tocchiamo un argomento molto simile. Se hai voglia leggi Claudia, da poco pubblicato qui come parte di una serie di racconti)
La profondità di questa storia e il tuo modo di narrarla mi ha trasmesso tutta l’angoscia dell’avvenimento, il che per alcuni potrebbe non essere cosa alquanto positiva… non faccio parte di quegli “alcuni” (che sia “per fortuna” o “purtroppo” poco importa). Penso, proprio per questa ragione, che saper trasmettere un tale sentimento quando si scrive sia cosa di pochi. Quindi, semplicemente: complimenti.