I Defender – Conclusione

Serie: Agente Speciale


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Cobb e Valentine vennero scortati lungo il corridoio che portava alla sala di controllo. I due fidanzatini si scambiarono sguardi d’intesa e sorrisi. Arrivarono alla porta, che si aprì automaticamente; i primi due cyborg varcarono la soglia, seguiti dai due agenti e dalle altre guardie. Nella stanza c’erano tutti, tranne Stiff e Cloak. Cobb pensò subito al peggio, ma i volti sereni dei compagni lo tranquillizzarono.

«Finalmente l’hanno trovato! Stanno tornando alla base» esclamò Wisdom, girandosi verso il ragazzo. Wisdom era l’altro extraterrestre arrivato con Thunder. Aveva dei poteri strabilianti: poteva volare, diventare incorporeo e sparare un raggio laser dalla gemma che aveva incastonata nel petto. Era alto più di due metri, di corporatura possente e molto delicato nei modi di fare. Appena l’alieno ebbe finito di pronunciare la frase, un’esplosione fece tremare l’intera struttura della base. Seguirono poi dei forti boati e il soffitto venne divelto come se fosse fatto di cartapesta. I quattro cyborg presenti nella stanza si alzarono immediatamente in volo e si misero a difesa dei presenti con le armi spianate.

«Allarme rosso! Avverti tutti di recarsi immediatamente all’altra base. Roobbler deve averci individuato. Che nessuno provi ad attaccarlo! Ripeto, che nessuno lo attacchi! Dirigersi al più presto alla base secondaria!» ordinò a voce alta Rush, rivolgendosi all’addetto alle comunicazioni.

Il tecnico annuì e fece quello che gli era appena stato detto.

Il demone scoperchiò la sala controllo e si guardò intorno.

«Klaus Josef Rush, finalmente ti ho trovato! Quasi tutti i Defender al completo, da quello che vedo. Un bel colpo di fortuna!» esclamò compiaciuto.

«Cosa ci fai qui? Vattene finché sei in tempo» lo ammonì il generale, cercando di intimidirlo.

«Non sei nella posizione per darmi ordini. Muori, maledetto!» sbottò, scagliandosi verso il generale.

I quattro cyborg, che nel frattempo si erano portati ai lati di Rush, attivarono un campo di forza respingente e Roobbler rimbalzò letteralmente all’indietro, andandosi a incassare nella parete di cemento armato alle sue spalle. Tutti erano a conoscenza dei poteri di quel demone, infatti pochi secondi dopo uscì dalle macerie incolume, più furioso di prima. I cyborg si disposero davanti al generale.

«Presto, scappate, andate alla base secondaria! Wisdom, Thunder e Flag: voi restate qui. Dateci il tempo di andarcene e poi venite via anche voi» comandò ai presenti.

I tre agenti annuirono; non vedevano l’ora di vendicare i compagni e gli uomini morti a causa di quel mostro. Le altre persone presenti nella stanza, Rush compreso, si diressero verso la porta per scappare.

«Non così in fretta!» tuonò Roobbler.

Prima che chiunque di loro potesse fare qualcosa, dagli occhi del demone balenarono dei laser blu che investirono gli agenti. Cobb venne sbalzato in aria, andò a picchiare la testa contro una sporgenza del solaio distrutto e ricadde a terra intontito. La vista gli si annebbiò, e poco prima di svenire vide Valentine, poco lontano da lui, priva di sensi, a ridosso di una parete. Del sangue le usciva dalla fronte.

«Questa è la fine…» pensò il ragazzo, poi tutto diventò ovattato e nero, e perse i sensi.

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Un suono irritante squarciò il silenzio irreale della stanza.

«È già mattina? Ma io ho sonno…» mormorò Simone, tirando fuori un braccio da sotto le coperte per spegnere la sveglia.

«Buongiorno, amore. Dormito bene?» chiese Anna, stiracchiandosi.

La ragazza scese dal letto per andare in bagno.

«Ho fatto uno strano sogno… Ero un agente dell’Explor… C’erano degli inseguimenti… C’erano Rick, Stiff, Flag… È stato divertente, ma già inizio a ricordami poco o niente. Peccato!» farfugliò, seguendola con lo sguardo.

«Sempre pronto a salvare il mondo, eh?» chiese, sorridendogli, per poi scomparire nell’altra stanza.

«Che sogno strano!» borbottò tra sé e sé. «Oggi ho quel colloquio di lavoro. Speriamo vada bene, mi piacerebbe lavorare in quella nuova azienda». Fece una doccia e indossò un abito elegante. «Sembro uno dei “Men in Black”» si osservò, ridendo.

«Sei bellissimo» gli confessò, sorridendo. Poi si avvicinò e lo baciò. «Vieni, andiamo a fare colazione». Lo prese per mano e andarono in cucina.

Il ragazzo accese la televisione per guardare il telegiornale, ma disattivò l’audio. I due mangiarono sul bancone dell’isola della cucina: latte e caffè, accompagnati da qualche biscottino.

Nel frattempo, sul display del cellulare di Simone, lasciato sul comodino in camera, comparve l’anteprima di un SMS:

Mittente: Nicola Giuseppe Corsi.

Oggetto: La Protect Spa è lieta di confermarle l’appuntamento di oggi pomeriggio…

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Intanto, sul televisore ignorato dai due piccioncini, la notizia della giornata era soltanto una: “Strano fenomeno avvistato nello spazio”. Il telescopio Hubble aveva fotografato una sorta di fenditura nello spazio, vicino al sole, dalla quale proveniva una fioca luminescenza.

I complottisti già parlavano di fenditura spazio-temporale per il collegamento tra universi paralleli e del fatto che il governo ne fosse a conoscenza da anni.

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Serie: Agente Speciale


Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Narrativa, Sci-Fi, Young Adult

Discussioni

  1. Per un attimo, dopo aver letto il titolo, ho pensato “No, è l’ultimo episodio!”… e invece no! L’avventura continua e chissà cosa ci riserverai! Bello l’escamotage del sogno interrotto… ma si tratta realmente di un sogno? Sarà collegato in qualche modo a ciò che sta succedendo nel mondo reale?
    Grande, alla prossima! 🙂

    1. Ciao Giuseppe, grazie per essere passato a leggere questo nuovo capitolo! 🙂
      Quando ci sono di mezzo i supereroi, i viaggi nel tempo e i sogni… bisogna sempre chiedersi cosa sia reale e cosa frutto dell’immaginazione.
      Nei prossimi capitoli capiremo un po’ meglio la situazione 😉
      Un abbraccio! 🙂

  2. Ciao Andrea, anche a me è piaciuto il colpo di scena finale. A ben vedere dà senso all’intera storia: chi, almeno una volta, non ha sognato di essere un super eroe? Io lo faccio anche ad occhi aperti ;D
    Chissà, poi, se è davvero un sogno…

    1. Ciao Micol!
      Grazie per essere passata a leggere questo nuovo capitolo.
      In effetti “il sogno” sembrerebbe la spiegaziobe più facile, ma nelle ultime righe compare una fenditura spazio/tempo vicino al sole e… chissà quale sarà la verità? 😉
      Un abbraccio. 🙂