I Defender – Prima Parte

Serie: Agente Speciale


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«Perché ci ha richiamato tutti alla base?» chiese Robert Flag a Rick, che stava passeggiando nervosamente nella stanza. Anche Rick aveva un passato nell’esercito: la Phoenix lo aveva usato come cavia per degli esperimenti nel tentativo di trasformarlo in un super soldato che obbedisse ciecamente agli ordini. La prima parte era riuscita egregiamente: l’uomo era alto quasi due metri, aveva delle spalle larghissime e un corpo in grado di rigenerarsi velocemente dopo qualsiasi ferita. Il tempo sembrava non invecchiarlo. La seconda parte, invece, era fallita epicamente: si era ribellato ai suoi creatori, spedendone all’inferno più di un migliaio.

«Non me lo ha detto. A giudicare dagli assenti, deve essere successo qualcosa di molto grave… Nessuno di voi ha notizie di Stiff, Cloak, Valentine o Cobb?» domandò Rick.

Nessuno parlò.

«Ma insomma, Rush ci ha chiamato per un motivo oppure no? Dov’è adesso?» sbottò, spazientito, Flag.

Passarono solo pochi secondi dalla fine della frase quando il generale entrò nella stanza.

«Siamo riusciti ad avere le coordinate precise del luogo in cui si trova il manufatto. Poco dopo, ci siamo resi conto che Roobbler era una parte significativa delle visioni». Rush raggiunse il centro della stanza. «Praticamente ho mandato Stiff e Cloak a morire. Abbiamo perso i contatti con entrambi, non rispondono».

Sfruttando il momento di pausa, Thunder prese la parola. Lui, come Wisdom, veniva da un altro pianeta: era molto forte fisicamente, poteva volare e controllare i campi elettromagnetici. Possedeva un’enorme spada in grado di incendiarsi a comando. «Le coordinate, per favore. Andrò a vedere cos’è successo!» esclamò l’alieno con aria di sfida.

«Non dobbiamo dividere le nostre forze, ora più che mai. Prima studiamo un piano e cerchiamo di non perdere la speranza» intervenne Fair. Era il braccio destro di Rush, un agente dell’Explor da tantissimo tempo. Ne aveva viste di tutti i colori, ma mai niente di simile a quegli avvenimenti degli ultimi mesi.

«Cobb e Valentine? Morti anche loro?» ringhiò il super soldato.

«No, sono chiusi in una cella, per precauzione: hanno messo fuori combattimento una trentina di agenti. Per il momento sono confinati» spiegò il generale.

Flag stava per aggiungere qualcosa, quando il comunicatore interruppe tutti. Robert Flag era uno scienziato molto brillante, aveva delle idee geniali ed era un esperto di atomi, fusione nucleare e di tutto ciò che aveva a che fare con il plutonio e cose simili. Durante i suoi esperimenti una scossa di terremoto di magnitudo otto punto cinque della scala Richter aveva fatto esplodere il laboratorio in cui stava lavorando. Il corpo non venne trovato per mesi: era stato scagliato a chilometri di distanza, in mezzo alla foresta che faceva da contorno all’edificio per le ricerche sulla fusione fredda. Inspiegabilmente, Flag non era morto nell’incidente: le radiazioni da cui il suo corpo era stato investito gli avevano permesso di sopravvivere, rigenerando i tessuti lesionati, e di trasformarsi a suo piacimento in un essere spaventoso: un umanoide alto circa quattro metri, dalla forza simile a quella di Roobbler e con la possibilità di lanciare raggi gamma dagli occhi.

«Generale, presto, venga nella sala controllo» disse una voce dall’interfono.

«Venite anche voi» ordinò Rush ai presenti. Allarmato, si diresse immediatamente verso la postazione di comando.

«Cos’è successo?» domandò il generale, appena superato l’ingresso.

«Non crederà a quello che sentirà, signore» replicò l’addetto alle comunicazioni.

«Rush!… Rush!… L’abbiamo trovato!… Rush, mi senti? Mi sentite? L’abbiamo trovato. Qualunque cosa sia… è nelle nostre mani! Facciamo rientro alla base». La voce della registrazione che avevano appena sentito era quella di Stiff.

«Non sono morti!» esclamò Rick.

«Non solo, hanno trovato anche il manufatto» aggiunse Fair.

La gioia pervase i cuori dei presenti.

«Liberateli. Dite loro di raggiungerci» ordinò il generale, dopo aver sfiorato dei tasti di una console. Fece una pausa e poi aggiunse: «Per sicurezza, scortateli fin qui».

«Signore, siamo riusciti a ripristinare le comunicazioni» disse uno dei tecnici.

«Stiff! Cloak! È Rush che parla».

«Ci dica, generale. È successo qualcosa di grave?».

«No… non ancora… Almeno credo…» fece spallucce. «Dove siete?».

«Siamo a qualche ora dalla base, stiamo procedendo alla massima velocità. Qualunque cosa fossimo andati a cercare, l’abbiamo trovata. A prima vista sembra una scatola di roccia e metallo. Si intravede un bagliore provenire dal suo interno. Per sicurezza l’abbiamo messa in un contenitore antiradiazione, ma dai primi esami sembra innocua» espose Cloak.

«Ottimo lavoro, fate in fretta. Ci vediamo alla base. Rush, chiudo».

«Rush, chiudo» lo scimmiottò Stiff. Prima di interrompere la comunicazione, aggiunse: «Preparate lo champagne!».

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Serie: Agente Speciale


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa, Sci-Fi, Young Adult

Discussioni

  1. Eh bravo, mi tieni sulle spine senza ancora l’ombra di una battaglia. Quindi mi tocca fare subito un salto in avanti per sapere che succederà.

  2. Ciao fratellone.
    Questo genere mi piace parecchio, è molto nelle mie corde. Le storie di supereroi e squadre specializzate alla Agents of SHIELDS (come ha già detto @micol-fusca) mi gasano proprio. Belli i dialoghi che hai consegnato, molto veloci e da “contesto”. Attendo il prossimo episodio, spero uscirà presto. 🙂

    PS. Ottima l’immagine scelta!

    1. Ciao Giuseppe!
      Grazie per i complimenti, sei sempre il solito esagerato. XD
      La copertina mi ricordava un film con superman bambino che invece di essere buono era un serial killer… peccato che il film non fosse un granché, ma alla fine abbiamo The Boys anche se il fumetto è molto meglio 😉
      Speriamo di trovare un po’ di tempo per scrivere il seguito, nel frattempo ti mando un abbraccione!
      Ciao 🙂

  3. Adoro questo genere di storie, le squadre di supereroi mi fanno impazzire. Devo ammetterlo il contesto non è originalissimo, ma sono sicuro che la storia sarà super figa.
    Al prossimo episodio.

    1. Ciao Alessandro e grazie per essere passato a leggere questo nuovo capitolo! 🙂
      Spero che il resto della storia possa essere più originale di quanto non lo sia stata fino ad ora.
      Un abbraccio.