
IL CROLLO DELLE ILLUSIONI
Serie: REALTÀ NASCOSTE
- Episodio 1: LUVART
- Episodio 2: L’INGRESSO DELL’ANTRO
- Episodio 3: DEMONI
- Episodio 4: UN OSPITE INATTESO
- Episodio 5: IL PATTO
- Episodio 6: LO STREGONE
- Episodio 7: IL VOLTO NELL’ACQUA
- Episodio 8: VELENO SUICIDA
- Episodio 9: LA FINE DEL MONDO SOTTERRANEO
- Episodio 10: LUPO MANGIA LUPO
- Episodio 1: IL CROLLO DELLE ILLUSIONI
- Episodio 2: RINASCITA
STAGIONE 1
STAGIONE 2
Quando l’uomo rinvenne, la nebbia era svanita, lasciando spazio ad una strana luce biancastra in cielo. Riconobbe Luvart al suo fianco. Il demone, però, aveva qualcosa di strano. Non appena riuscì a mettere meglio a fuoco la sua figura, Arkon si accorse che Luvart stava sparendo! Si stava semplicemente disfacendo in piccole particelle che venivano trasportate via da un vento leggero che soffiava da est.
«Che significa? Cosa ti sta accadendo?» domandò l’uomo, spingendosi in piedi di scatto. Il demone attese un attimo, cercando le parole. Poi rispose: «Così ha voluto il mio Signore. Egli ha comandato ai quattro elementi di distruggere ogni presenza demoniaca e di conseguenza ha condannato anche me. Il mio destino è ormai segnato: ben presto scomparirò nell’Oblìo» e, aumentando il volume della voce «Maledico, però, Colui che mi ha fatto questo, non importa quanto potente possa essere. Non lo perdonerò mai!»
Arkon realizzò che adesso stava per rimanere da solo, senza più alcun aiuto o protezione, perso nel suo mondo interiore e per giunta in balìa di un essere che si era rivelato ancora più forte dei demoni che aveva incontrato finora.
Voleva però sapere di chi era quel volto capace di comandare le forze della Natura e di annientare gli spiriti delle tenebre. Prima che fosse scomparso del tutto, esortò perciò Luvart a rivelargli l’identità del suo Padrone.
«Avrai modo di conoscerlo bene» sussurrò il demone, ormai ridotto ad uno sbuffo di vapore «Egli è il portatore di Luce, l’Angelo Caduto che comanda gli istinti oscuri dell’anima, il Sovrano del Regno degli Inferi, dove le anime perdute trovano conforto: Egli è Lucifero.»
«Bene, bene, bene.»
Arkon si girò all’improvviso, all’indirizzo della voce dietro di lui. Vide il dott. Olivier che gli stava venendo incontro. «Che ci fa lei qui?» domandò l’uomo alquanto sorpreso.
«Che ci faccio io qua?» iniziò l’altro «Beh, innanzitutto è stata una bella seccatura! Aspettare un tempo interminabile fuori da quella caverna. E poi, costretto a venirvi a cercare qui dentro, in questa tua bella testolina, e dopo, dopo che finalmente vi ho trovati…ecco che ho dovuto eliminare tutti quei poveri demoni ancestrali. Che peccato! Che poi erano i tuoi demoni. Ah, tra l’altro, non sei contento che ho fatto io tutto il lavoro sporco?» Rise allegro, ma il suo sguardo tradiva una profonda perfidia. L’uomo allora capì subito chi in realtà si trovava di fronte: dietro la maschera dello stimato professionista umano dott. Olivier si celava Lucifero.
L’altro continuò: «E, per la cronaca, ovviamente adesso mi devi qualcosa. Do ut des, io faccio una cosa per te e tu mi dai una cosa a me. Mi sembra ragionevole, non trovi?» Ora si era fatto più serio e lo stava osservando dritto negli occhi. Arkon si rese conto che quella situazione lo stava portando ad una duplice condanna: non avrebbe infatti più avuto la possibilità di sconfiggere lui stesso i suoi demoni, dannandosi forse per l’eternità, e inoltre adesso sarebbe stato addirittura in debito con quella creatura infernale.
Dopo averlo squadrato per qualche istante, Lucifero allargò la bocca in un sorriso quasi incredulo e indicò l’uomo con l’indice. «Oh, ma tu non sai chi sei, vero?» domandò, anche se più che una domanda quella sembrava un’affermazione.
Arkon, sorpreso, si sentì preso in contropiede. Cosa intendeva insinuare quel demonio? Replicò: «In che senso “chi sono io”? So benissimo chi sono io. E so anche cosa ti ho sottratto. Ma sappi che non è per me, il lavoro mi è stato commissionato da un’altra persona.»
«Ah, certo, come no? Lo Stregone, magari?» domandò ironico l’altro.
«Credo di sì, non ne sono certo. So solo che quel tipo mi dava i brividi…»
«Ah, ah, ah!» rise sguaiatamente Lucifero «I brividi! Ah, ah, ah!»
«Cosa c’è di tanto divertente? Ho sentito le storie che si raccontano sullo Stregone. E forse tu hai paura perché quello è un mago più potente di te e…» Arkon iniziava a irritarsi, non capendo perché l’altro avesse quell’atteggiamento canzonatorio nei suoi confronti.
Il Demone però adesso lo interruppe bruscamente. «Basta ora con queste sciocchezze!»
Quindi alzò un braccio in alto e richiamò a sé delle nuvole immense, di un colore grigio intenso, che con il loro carico di pioggia sovrastarono il cielo. Tutto si fece scuro, con il rombo dei tuoni che preannunciava l’imminente tempesta. Un vento gelido iniziò a soffiare forte, scompigliando le chiome degli alberi e piegando gli steli d’erba come fossero onde violentate da un mare in burrasca. Poi iniziò a piovere, con scrosci così fitti da creare un continuo effetto rigato tra il cielo e la terra. Le gocce bucavano il suolo con martellanti proiettili d’acqua, rendendo ben presto il terreno un ammasso di pantano molliccio. Arkon non riusciva più a distinguere niente in quel diluvio, ma aveva come l’impressione che tutto intorno a lui si stesse sciogliendo nel nulla.
Passarono minuti interminabili.
Poi, man mano che la pioggia iniziò a calare d’intensità, l’uomo si ritrovò in un ambiente completamente diverso. Con sua grande sorpresa riconobbe la grotta umida e oscura dove aveva incontrato Luvart per la prima volta. Solo che adesso accanto a lui c’era Lucifero. Ora lo poteva vedere con le sue vere sembianze: una fonte di luce rossa che si stava manifestando in lineamenti biancastri dai contorni umanoidi. Percepiva la pura energia che emanava quella massa, la consistenza della tempra del guerriero delle Tenebre.
«Ti ho riportato nel vecchio mondo» esordì il Demone «se è questo quello che ti stai chiedendo.»
Arkon si sentiva strano, come se non si riconoscesse più. Si guardò le mani. Non erano le sue. Le mani che aveva davanti erano le mani nodose di un vecchio. Inoltre, si accorse che ora indossava una strana veste, una specie di tunica nera che gli scendeva fino ai piedi. E i capelli…Si passò una mano sul cranio, accorgendosi di non averne più: era completamente calvo. «Cosa significa tutto questo?» domandò incredulo e spaventato alla figura divertita che lo stava osservando.
«Ancora non hai capito?» sbuffò Lucifero «TU sei lo Stregone!»
Serie: REALTÀ NASCOSTE
- Episodio 1: IL CROLLO DELLE ILLUSIONI
- Episodio 2: RINASCITA
Lo stregone era lui?? 😱 Colpo di scena! Questo non me l’aspettavo davvero.
Beh, sono contento che l’episodio abbia stupito. Spero ti piacerà anche il prossimo, che sarà l’ultimo, con un finale a sorpresa 😎