Il futuro ha un orizzonte preciso

Viviamo le nostre giornate senza sapere quando finiranno, senza preavviso, eppure facciamo progetti, calcoli, inventiamo futuri imprevedibili. Anche io, come tutti, cadevo in questa trappola chiamata vita. I mesi scorrevano senza nemmeno che me ne potessi rendere conto. Eppure bastò un colpo di tosse per cambiare tutto. 

Un gesto quotidiano, innocuo, divenne l’inizio di un’era diversa, di un’era fatta di un tempo ben delimitato. Muri contro i quali si può provare a sbattere ma che difficilmente possiamo abbattere. E a quel punto l’esistenza assunse un significato e un sapore del tutto diverso. 

Iniziai a vedere le perdite di tempo, a percepire le relazioni inutili come tali, a centellinare le uscite con altre persone, riservando i miei minuti solo a chi meritava davvero di condividerli con me. Fu quasi una liberazione, in fondo potrei definirlo un vantaggio quello di conoscere il numero di granelli che rimangono nella clessidra. 

Alcuni sopportano poco un peso del genere e finiscono per compiere azioni senza senso, si imbarcano in imprese eroiche che non fanno che accelerare la fine. Altri sono colti dall’apatia, dalla voglia di rimanere immobili sperando che niente cambi o possa farlo. 

Io scelsi la vita, scelsi la calma, scelsi di dettare il tempo senza che questo potesse essere il mio tiranno. Continuai a leggere, ad approfondire e ad imparare nuove cose, fin quando mi fu possibile farlo. 

“Ma come fai?” mi domandò un giorno una mia parente.

“Semplice: ho accettato l’ordine delle cose” risposi, e quella non ebbe più il coraggio di parlare con me.

Non fu tutto rose e fiori, dovetti affrontare un declino comune a tutti gli uomini, solamente che nel mio caso si trattava di una discesa molto più ripida, nonostante tutto, lo feci con la consapevolezza che ero stato io a scegliere come proseguire, e non il colpo di tosse.

Dubito che queste mie parole possano essere d’insegnamento per qualcuno, ma tentar non nuoce.

Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. La nostra mente ci percepisce immortali, ma ciò non è. Il tempo è prezioso, nessuno di noi conosce la propria “data di scadenza”: è un promemoria che è bene dare.