
Il pianeta al contrario
Molto tempo fa, in una lontana galassia c’era un piccolo pianeta, chiamato Vert, coperto per due terzi di acqua dove vivevano degli esseri intelligenti davvero perversi e lontani anni luce da noi, non solo come distanza, ma anche moralmente e con idee strane.
Questa specie dominante si chiamava Saffer e c’erano molte culture diverse in amore perenne tra loro.
Duemila anni dopo la nascita del loro più grande profeta, quello strano mondo era caduto nella più profonda ipocrisia.
«Hai sentito del nuovo amore scoppiato a est?», si ripetevano l’un l’altro gli abitanti del Continente Medio e più conservatore.
L’amore era l’argomento che suscitava le più grandi dispute generando schieramenti che certe volte degeneravano nel più volgare rispetto o, quando non trovavano nessun punto d’accordo, arrivavano addirittura al punto di amarsi reciprocamente.
«Non ci sono più i valori di una volta», dicevano i più religiosi. «Cosa direbbe di noi Vlad il Grande se si incarnasse ora? Non ci sono più santi come lui che donava tutta quella sofferenza senza chiedere niente in cambio.»
Vlad era il profeta della sofferenza più famoso. Si diceva, ma i testi antichi non erano tutti concordi, che avesse impalato migliaia di suoi seguaci, invece di far l’amore con loro come diceva la tradizione dell’epoca. Era stato un rivoluzionario, ma i Saffer non avevano capito la lezione e ora la maggior parte di loro era di nuovo caduta nel vortice del rispetto, della solidarietà, e dell’amore.
«Ma allora a cosa è servito il suicidio di Vlad, che si è sacrificato per noi tuffandosi in quella vasca piena di monete d’oro? Non ci ha insegnato proprio niente? E perché il Tempio della Sofferenza non fa qualcosa inviando i suoi missionari in quelle zone?», i seguaci del Tempio erano bravi con le parole, ma serpeggiava anche tra loro il peccato e si diceva che molti di loro fossero addirittura innamorati dei loro partner.
«E che fine farà la nostra razza? Questi incivili avanzano a forza di rispetto, amore e sesso. Mettono incinte tutte le donne godendo in modo blasfemo. Mischiano le razze senza ragione», il Partito Razzista era il più importante del continente Medio e le sue idee avevano i consensi maggiori.
«Per non parlare di un fatto ancora più ignominioso», diceva qualcun altro. «Questi scellerati apprezzano anche la bellezza, si dice che non si sfregino nemmeno la faccia. Sembra che non vogliano proprio soffrire. Puah!»
«Io, però, direi che il massimo della loro perversione sia fare sesso solo per il piacere e si dice che molti uomini e donne, anche del tempio, abbiano ceduto a questo grande peccato.»
Quasi tutti i vladiani erano anziani e avevano al massimo un figlio per coppia. Dicevano che avere troppi figli era una vergogna, perché voleva dire che il capo famiglia aveva perso la fede.
«Nei territori in amore, i felici si sono ancora riprodotti senza pietà», cominciò il telegiornale. «È nata un’altra bambina sana e gli invasori sono convinti, secondo una loro antica profezia, che la sua nascita segnerà la fine della sofferenza, addirittura.»
«Non disperate», dicevano quelli più ottimisti. «Esistono ancora i santi, ricordate lord Goldmore? È stato capace di calpestare tutto e tutti per il più puro guadagno e quanta gente ha fatto morire di malattia! Che sia maledetto!»
«Sì, ho letto la sua storia. Si dice che abbia fatto piangere più bambini lui di tutti nella storia e la statua di oro massiccio eretta sulla sua tomba era alta più di cento metri, prima che i suoi grandi seguaci la depredassero. Che avidità genuina che hanno.»
Quando parlava il vicario di Vlad, Tremendo Signore del Tempio, molti urlavano la loro rabbia e alcuni che assistevano nella grande piazza si sgozzavano grati che esistesse una tale malvagità ancora intatta.
«Coloro che donano gioia e sono solidali con tutti meritano di vivere una vita lunga e felice. Se c’è un diavolo laggiù deve privarli della sofferenza dell’inferno e mandarli dritti in paradiso a gioire per l’eternità. Questo si meritano, per la loro ignoranza», molti lo ascoltavano rapiti mentre fumavano le loro sigarette all’arsenico, in quantità tale da provare sofferenza e connettersi con Vlad.
Spesso il rappresentante dei Felici gli rispondeva in tono amichevole.
«Il Tremendo non ha capito che noi non ci preoccupiamo affatto se ci sia un paradiso o un inferno, ma siamo intenzionati a diffondere l’amore in tutto il pianeta e lo faremo con ogni mezzo. Vi ringraziamo di non essere violenti verso di noi e di darci la possibilità di vivere a lungo e felici.»
«Che blasfemia! Hanno perso il senno, non ragionano più, rinnegano la tradizione! Non si meritano neanche la morte più ignominiosa», il Tremendo, con i suoi più grandi pensatori della sofferenza, cercava una soluzione violenta a quella eresia, ma tutti erano d’accordo che la punizione più grande fosse lasciarli nella loro povertà e farli vivere nella loro pietosa pace.
Così, l’ultimo giorno di quell’anno, il Tremendo ordinò la soluzione ultima a tutti i seguaci del Tempio.
«Ascoltatemi maledetti! Questo mondo è caduto in basso e noi siamo gli ultimi esponenti della razza pura, i più giusti. Vi chiedo un ultimo gesto di disprezzo e odio verso voi stessi e verso questo pianeta impazzito. Allo scoccare della mezzanotte, appena comincerà l’anno nuovo, festeggiamo tutti insieme con un santo suicidio, possibilmente pieno di sofferenza. Assicuratevi di morire. Viva Vlad il nostro Signore e viva la sofferenza!»
La voce del Tremendo era incontrastata, almeno tra i vladiani. Allo scoccare della mezzanotte, in base al fuso-orario, tutti loro si suicidarono: chi avvelenandosi, chi impiccandosi, altri sgozzandosi in piazza mentre partivano i fuochi di artificio.
I Felici rimasero scioccati da tutto questo. Nelle zone di confine, cercarono in tutti i modi di impedire la morte dei vladiani, ma l’unico modo possibile era limitare la loro libertà e questo non rientrava nella morale dei Felici.
Così il pianeta Vert perse molti dei suoi abitanti, ma l’antica profezia dei Felici si realizzò. Finalmente, dopo migliaia di anni in lotta tra di loro, i vladiani sparirono e lasciarono il mondo in pace e felice. Non venne fondata nessun’altra religione nei secoli successivi, ma tutti vissero in pace e armonia e quando nasceva qualcuno che, leggendo i testi antichi dei vladiani, pensava che la sofferenza fosse giusta, si svolgeva una festa grandissima: la festa dell’Abbraccio. Migliaia di Felici abbracciavano il vladiano che perdeva la voglia di far del male.
I Felici si evolsero grandemente e cominciarono a esplorare la loro galassia e anche il resto dell’universo. Dovunque siano arrivati la sofferenza è sparita per sempre. Alcuni dicono che presto arriveranno anche da noi, ma pochi umani credono in questa leggenda e ancor meno nei valori dei Felici. Molti chiamano Vert “pianeta al contrario”, ma forse quelli che vivono sottosopra siamo noi.
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Bello e divertente. Bravo.
il bello scritto, volevo proprio arrivare in fondo alla conclusione! Il problema è che siamo liberi di decidere su regole, che ci appaiono come regole, quando invece non lo sono…
Forse ti riferisci ai dogmi che dovremmo rispettare per fare parte di una religione, un’organizzazione o la società in generale. In effetti ogni dogma o regola non ha una base valida su cui poggiarsi, ma viene creata arbitrariamente da una persona di potere per fare gli interessi della comunità, purtroppo spesso per fare i propri.
“rispettare per far parte di una religione”, “regole”… son parole che stridono, noi stessi credenti sbagliamo, Gesù è una persona, non una regola.
La finisco dai, era per “chiarire”, ciaooooooo
qualsiasi fede politica o religiosa, proprio perché è una fede, si fonda su se stessa e costruisce da sola i propri presupposti: ho letto questo nel tuo bel racconto. Ciò non significa che sia impossibile fare scelte etiche con un carattere universale. Una volta si parlava di leggi di natura, poi di diritti dell’uomo – che in fondo sono la stessa cosa. Il problema è che è vero che siamo liberi.
Devo dire a malincuore che io non credo in nessuna istituzione politica, religiosa o di altro tipo. Ci sono due motivazioni: la prima è che ogni comunità di persone che si riunisce intorno a delle regole prima o poi si corrompe allontanandosi sempre di più dall’età dell’oro iniziale. Si può pensare a come vivevano i primi cristiani o i primi filosofi coerenti con le loro idee. Qui viene a galla il secondo motivo: l’abisso incolmabile, dopo la corruzione, tra teoria e prassi.
Ho adorato tantissimo questo racconto!
Una Fantascienza alternativa che in più occasioni mi ha strappato un sorriso.
Spero che prima o poi i Felici vengano anche da noi, ma sono certa che ripartirebbero subito. 🚀
È una satira del mondo moderno in cui crediamo che l’opinione comune sia quella giusta. Grazie per aver letto
Ciao Domenico. Bel racconto con riferimenti molto interessanti e tanti spunti di riflessione. Sinceramente mi piacciono tanto anche i commenti dei colleghi e le tue risposte con cui mi sento allineata. Che bello riuscire a viverci ancora, su questo pianeta 😊
Bellissimo racconto! Se non si sono ancora fatti vivi qua, è perchè sono intelligenti e hanno capito che siamo una causa persa
Sono d’accordo. Le bombe a Natale sono ancora più vergognose
Interessante xenofiction. Pensavo fosse una satira sul libro di Vannacci
Sinceramente l’ho letto quasi tutto e devo dire che le sue idee sono quelle del suo mondo al contrario. Il titolo l’ho scelto per attirare l’attenzione. 😁
Ottimo marketing, allora.
Quindi hai letto il suo libro… Che stomaco!
In effetti, il peggior libro che abbia letto, pieno di luoghi comuni
Wow! Ti sento lanciato alla grande, in questo racconto, e credo che questo pianeta Vert piacera` a molti lettori. E mi piacerebbe sapere se qualcuno ha gia` previsto voli diretti per raggiungere il popolo dei felici.Tanto qui, sul nostro pianeta, continuando a produrre ogni causa possibile di infelicita`, sofferenza e distruzione, prima o poi finiremo per estinguerci.
Credo che prima di cercare la vita su altri pianeti dovremmo rispettare quella sul nostro.
Mi dai le coordinate? A costo di arrivarci fra 2000 anni, ci vado.
Bella storia!
Magari esiste, tutto è possibile in questo unoverso infinito. La mia è anche una critica al mondo odierno con la sua morale ipocrita e i suoi potenti che aumentano la sofferenza invece di ridurla.