Indesiderato

Serie: Una promessa è una promessa (2° stagione)

Tornano indietro entro l’ora di pranzo. Ben è ancora sotto il portico a camminare avanti e indietro. Indossa la sua giacca e si sfrega le mani ripetutamente. Quando scorge il cavallo in lontananza marcia subito sul prato per raggiungere la ragazza.

«Signorina Wilson!», esclama, allungano le braccia verso di lei. John sorride divertito. Nemmeno l’avesse riportata indietro da chissà dove. Ben se ne accorge e lo fulmina con un’occhiataccia.

«Ben», lo saluta solare Kathrin, «è già pronto il pranzo?».

«Sì», la informa, mentre l’aiuta a scendere.

«Ottimo, allora entriamo subito. Hai le mani gelate». Ben scrolla le spalle, nascondendole dietro la schiena. «John, potresti unirti a noi per il pranzo», dice Kahtrin, voltandosi. Il ragazzo le passa le scarpe e lei le indossa.

«Ma signorina, non credo che Mrs. Brown sarebbe d’accordo», s’intromette Ben, infastidito dall’idea.

«Ma Ben, che dici? Non può di certo opporsi a un mio invito».

John si schiarisce la gola, interrompendo la loro discussione. «Mi dispiace, ma non posso proprio fermarmi. Ho un impegno urgente ed è meglio che approfitti della giornata libera». 

Ben sospira soddisfatto. Ha vinto lui. Kathrin lo guarda di sottecchi, lievemente irritata dalla sua predisposizione nei confronti di John. 

«Questo pomeriggio non ti vedrò?».

«No e mi spiace. Ma domani ci sarò».

«È una promessa?». Un sorriso ampio le illumina il volto.

«Sì, lo è», ridacchia John e dopo aver alzato il cappello in saluto, da un colpo alle briglie, facendo partire Tyson. Kathrin e Ben rientrano rapidi ed entrambi molto affamati. Mangiare quest’oggi sarà più facile per Kathrin. Ben le apre la porta, facendola entrare per prima.

«Sai Ben, dovresti essere più rilassato in certe situazioni», dice Kathrin, di punto in bianco. Lasciandolo senza parole, entra nella sala da pranzo, raggiungendo il tavolo del suo gruppetto, pronta a raccontare alla signora Dunn della mattina appena trascorsa. 

***

John raggiunge la fattoria dei Collins sollevato. Finalmente una giornata da poter dedicare interamente a loro. Mrs. Collins gironzola indaffarata. Basta un’occhiata per capire che i sonniferi sono utili. Si propone per sistemare la stalla mentre il nonno invece è al lavoro nei campi, concentrato e silenzioso. John fa una pausa quando è ora di pranzo. Accetta solo un pezzo di pane e un po’ d’acqua. Sono seduti in cucina, la porta della casa è aperta. John sta trangugiando il suo bicchiere d’acqua quando davanti all’ingresso passa zitto il nonno. Si volta, con sguardo interrogativo.

«È migliorato?».

«Durante il lavoro non ha mai parlato. Vedrai che appena entra, ricomincia».

«E perché?».

«Mia madre non lavorava mai all’aperto. Stava sempre qui. Non andava neppure in città. Per questo quando è fuori tace, perché non c’è niente che gli ricordi Judith».

«Alla notte va meglio?».

«Riusciamo a dormire», dice con esitazione. Delle leggere ombre segnano ancora i suoi occhi. John crede d’aver intuito qual è il problema.

«Bene… ora torno al lavoro». Fa un mezzo sorriso ed esce. Sta recuperando il mangime mentre ripensa a quel che ha detto Mrs Collins. Probabilmente si tratta della preoccupazione per il figlio. Nemmeno John riesce più a dormire tranquillamente. Ora il solito incubo è preceduto da immagini fulminee su Tom in battaglia. Una delle più frequenti è quella in cui cade a terra, gli occhi sgranati e il petto pieno di sangue e piombo. Ogni volta che si risveglia vede sempre il manifesto di Tom appeso al muro. Quasi assente, getta il mangime alle galline che starnazzando lo circondano. Le osserva per un po’, distratto da altri pensieri. Un sorriso alla fine gli spunta in viso. Potrebbero essere divertenti per Kathrin. Automaticamente si forma una catena di pensieri tutti concentrati su di lei: pensa a tutti i modi in cui può far funzionare il suo piano. A fine giornata dopo aver salutato raggiunge Tyson. Nel vederlo gli tornano in mente i momenti trascorsi durante il mattino. Kathrin era felice. Tornato a casa appena vede Richard lo blocca dicendogli dove è stato e non gli lascia tempo per replicare e fila in bagno per darsi una sistemata. Lavati i vestiti si butta sul piccolo letto, le braccia incrociate dietro al testa. Forse questa sera gli incubi su Tom saranno più corti: la sua mente è troppo impegnata a macchinare il modo per aiutare la ragazza.

***

Il giorno dopo, appena spunta a cavallo sulla collina di Mrs Brown, sotto il portico esce Kathrin seguita da Ben. John sorride, divertito dall’espressione affannata del maggiordomo e anche un po’ lusingato al pensiero che sia atteso. Porta Tyson in mezzo al bosco e poi torna indietro svelto. Kathrin gli va incontro con Ben che è come la sua ombra. John prova del sollievo nel vedere che ora è vestita adeguatamente alla temperatura esterna. Sta migliorando. Quando si incontrano, capisce cosa continuava a dirle Ben a bassa voce e con tono supplichevole.

«La prego signorina, torniamo dentro». Ben viene ignorato da Kathrin, ormai spazientita. È da più di cinque minuti che le ripete la stessa cosa.

«Buongiorno, John», sorride. Prima di rispondere, John la studia in volto. È sempre pallido e magro. Ci sono delle ombre sotto i suoi occhi. «Tutto bene?». In risposta Kathrin riceve una scrollata di spalle. Ben vorrebbe vaporizzare il ragazzo con un’occhiata. 

«Vado dentro a sentire se Mrs. Brown ha bisogno di me».

«Non serve», dice lentamente Kathrin, con lieve imbarazzo. «Le ho già domandato io. Spero… non ti dispiaccia».

«No, perché dovrebbe?», socchiude gli occhi, sorridendo. «Cosa ha detto?».

«Che stai facendo un ottimo lavoro, tanto da aver già fatto tutto».

«Ottimo». Inspira, soddisfatto.

«Sì», mormora lei, facendo vagare lo sguardo attorno a loro. Ben continua ad osservarli, nervoso.

«Ti va di venire con me anche oggi?».

Kathrin sperava di sentire soltanto questo. «Sì! Cosa faremo? Un altro giro?». Congiunge le mani, estasiata.

«Non proprio», le risponde con lentezza, riservando uno sguardo di sottecchi a Ben. «Comunque credo ti piacerà». Ben fa oscillare il suo sguardo tra i due e alla fine esplode.

«Aspetti, aspetti», dice rapido a John, il tic agli occhi più presente del solito. «Non può fare il misterioso così. Almeno spero che prenda in considerazione la salute della signorina. Mi dica dove vuole portarla e io verrò con voi». Si volta verso Kathrin :«Lo faccio per il suo bene».

Poche volte le si è rivolto con un tono che non ammette repliche, e questa è una di quelle. Kathrin potrebbe obbiettare, ma sa benissimo che in questo caso non cambierà nulla. 

«D’accordo, vieni con noi».

«Perfetto. Potete dirmi tutto ora».

John soffoca una risata. «Non credo proprio. È una sorpresa e non intendo rovinarla». Osserva la reazione del maggiordomo, che rimane zitto, quindi aggiunge: «Bene, ora possiamo andare?».

All’inizio camminano in un silenzio imbarazzante, diretti verso il bosco. Ben è già agitato e Kathrin spera solo che si ricreda su tutti i pregiudizi che ha su John.

«Avrai già capito dove stiamo andando», dice John, aiutandola a superare i primi rami a terra.

Kathrin gli risponde con un lieve sorriso. «Sì. Dovrò chiudere gli occhi?».

«No… è solo questione di suspance».

I due avanzano rapidi e molto presto Ben rimane indietro. Riuscirebbe a proseguire con più facilità se non tenesse in continuazione lo sguardo puntato su John, per controllarlo. Poi, con suo grande sollievo, nell’ombra del bosco, scorge una luce. Appena giunti nel piccolo prato dove sta pascolando Tyson, John svela la sorpresa senza tanti giri di parole:

«Ti insegnerò a cavalcare, Kat». 

All’inizio la ragazza è senza parole, lo sguardo fisso sull’animale mentre si sta immaginando in sella da sola. Non aveva mai pensato di poter imparare a cavalcare. A New York non le mancava la possibilità con le disponibilità finanziarie e le conoscenze del padre, però la signora Wilson si era sempre opposta alla possibilità che i figli imparassero. Kathrin non aveva provato a discutere: con la madre era impossibile scendere a compromessi. Sul suo viso spunta un sorriso dall’aria diabolica. Sua madre non voleva che cavalcasse? Ebbene, ora lo farà… tanto ormai non le importa più niente della figlia, no? Ben rimane lontano con lo sguardo fisso su John. I due ragazzi si dimenticano di lui.

«Pronta?», domanda John. Le offre una mano e la accompagna vicino a Tyson. Kathrin è arrossita tanto si sente felice. «Eccoci. Infila il piede nella staffa e aggrappati alla sella. Ti darò la spinta per salire in groppa». Le si avvicina da dietro e prima di sfiorarla, le chiede a bassa voce: «Posso?». Kathrin volta la testa quanto basta per guardarlo negli occhi. Risponde con un cenno della testa. John abbassa il capo, facendo scorrere delicatamente le mani lungo i fianchi di lei, fermandosi al bacino. Kathrin socchiude gli occhi, presa in contropiede dal vuoto che sente nello stomaco. Inconsciamente, va alla ricerca di un qualsiasi momento in cui abbia provato una sensazione simile con Philip. John sta trattenendo il respiro. Sente di dover essere così attento nei suoi confronti… ma forse tutto questo è dovuto a ciò che ha affrontato con lei quella sera. Sta resistendo all’impulso di chinarsi e appoggiare la testa sulla spalla della ragazza, avvolgendola in un abbraccio. È come se sapesse per certo che un abbraccio è ciò di cui Kathrin ha bisogno. La dimostrazione del fatto che non è sola. Ma improvvisamente John si sente perforare la schiena. Non ci sono solo loro due.

Serie: Una promessa è una promessa (2° stagione)
  • Episodio 1: Per Tom, per i Collins
  • Episodio 2: La prima uscita
  • Episodio 3: Conoscersi meglio
  • Episodio 4: Indesiderato
  • Episodio 5: Riflessioni 
  • Episodio 6: Crescente sospetto
  • Episodio 7: Un unico obiettivo
  • Episodio 8: Sgattaiolare via
  • Episodio 9: Christian Wilson
  • Episodio 10: Fine dei giochi
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    Discussioni

    1. Ciao Linda, come negli altri, l’equilibrio vita/morte è presente anche in questo episodio. La prudenza manifestata da Ben è ben più che comprensibile, a quanto pare ha per Kathrin un affetto che va oltre il suo compito. L’amore filiale per la persona che si desidera proteggere a volte è cieco alle effettive necessità: trovo il suo atteggiamento del tutto consono al loro rapporto. E’ bello vedere come, al contrario, la ragazza stia iniziando a vivere pienamente 🙂

      1. Ciao Micol! Tra i veri rapporti interpersonali dei personaggi, quello tra Kathrin e Ben è stato uno dei più belli da sviluppare, sebbene questo succeda in modo molto ‘dilungato’. Ti ringrazio per essere passata!
        A presto 🙂

    2. Ciao Linda, I pensieri di John rivolti all’amico in battaglia è qualcosa che mi ha colpito particolarmente, sentimenti facili da condividere per chiunque, una preoccupazione difficile da ignorare. I sentimenti di John e Kat sono evidenti, ci saranno tempi migliori per coronare il loro sogno! Dai sempre spazio a un turbine di emozioni contrastanti che riempiono la tua narrazione sempre ben condotta a parer mio! Un saluto, a presto ?!

      1. Ciao Tonino! Grazie, è una bella soddisfazione vedere che nonostante l’aggiungersi di episodi il tutto continua a filare dritto e a piacerti. Grazie mille per il riscontro positivo e la condivisione delle tue impressioni 😀
        Alla prossima!

    3. Un bel episodio come quelli che piacciono a me, brava Linda. Dialoghi sempre ottimi. E proprio questa volta che ci poteva scappare il primo bacio, Ben si è messo tra i piedi. Va beh, aspettiamo il prossimo episodio, forse arriverà…

      1. Ciao Ivan! Grazie mille per le belle parole! 🙂 Ah, i bei momenti sono sempre… imprevedibili 😉
        Alla prossima!