Joe Bandana, gangster letale
Dopo un incontro sfortunato in cui per poco non aveva perso la vita, Joe Bandana si era riciclato.
Un’altra vita.
Non più atleta, qualcosa di diverso.
La violenza rimasta.
Stava camminando per strada, le mani cacciate in tasca, la bandana multicolore in testa, aveva sempre il desiderio di picchiare.
Si fermò davanti a un ristorante cinese. Non un caso che fosse proprio quello. Entrò e vide che il padrone faceva scarsi affari, quasi tutti i tavoli erano deserti.
Joe lo vide pure, quello, ma questi, sperando di non essere stato visto, fece per sparire. Joe ridacchiò:
«Ti ho visto, sai?».
Non gli diede ascolto.
Una cinesina in abito tradizionale lo fermò, il vassoio come uno scudo a proteggerle il petto scarno. «Mi spiace, signore, ma il padrone è presente».
«Mi spiace, signole, ma il padlone non è plesente» la prese in giro. «Invece l’ho visto. Bambola, finiscila, o ti rimando a fare la vita che facevi prima».
La cameriera sorrise, in effetti non doveva desiderare tornare a battere. Gli diede le spalle, andò via.
Joe poteva aspettare. Invece la seguì fino alle cucine, là dove il padrone stava tremando dietro una friggitrice di polli.
«Ti ho visto» ripeté Joe. «Non farmi perdere tempo».
«In realtà dovevo controllare alcune cose». Sudato e untuoso, gli venne incontro. «Cosa desideri? Oggi il riso alla cantonese che fa il mio cuoco è…».
«Non mi interessa il tuo stupido riso. Devi dei soldi al mio capo. Dammeli! o ti spezzo un braccio».
«Vecchio mio, sono sicuro che potremmo accordarci da bravi gentiluomini» sorrise in modo ancora più smagliante della sua dipendente.
«Finiscila».
Il padrone gli si avvicinò, gli sussurrò in un orecchio: «Ho visto come la guardi. Se la faccio venire a letto con te, mi dai una settimana di tempo per pagare il tuo capo?».
Joe socchiuse gli occhi. «Cinque giorni».
«Dai, no…».
«Non cambio idea».
«D’accordo, d’accordo». Gli sorrise, fece un cenno con le braccia per calmarlo.
«La voglio subito, però» sottolineò Joe.
«E subito l’avrai». Il padrone rise amichevole, si allontanò.
Joe incrociò le braccia in petto.
Il padrone fece in fretta a tornare, con lui la cameriera che non sorrideva più.
«Ho una camera qua sopra» disse l’uomo.
«Ottimo. La voglio subito». La prese per mano, la portò via, il tempo di dire alla sua vittima: «Se ‘sta qua ha la gonorrea, sai cosa vi succederà. Lo sapete tutti e due».
Joe, cinque giorni dopo, andò al pronto soccorso. Aveva dolori dappertutto, urinava sangue, aveva bozzi sull’inguine. Il medico che lo visitò d’urgenza lo fissò un po’ rattristato, la tristezza di chi vede gente malata e che soffre tutti i giorni e non ci ha ancora fatto l’abitudine:
«Signore… lei ha contratto la gonorrea».
Joe Bandana, gangster letale, si era fatto fregare. Nonostante tutto scoppiò a ridere. «Quel cinese… Lo ammazzo».
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Ben gli sta! ^_^