La condizione dei ricordi

Serie: Fino all'ultima paura


Settembre 2016

Lucca

Adesso la guardo, รจ bella e ancora giovane, รจ fresca, solcata da rughe invisibili di dolore che sembra portare benissimo anche se quella fatica di finta naturalezza deve scavarle dentro un dolore assurdo, un isolamento profondo da cui penso che a volte, lei, abbiamo difficilmente fatto ritorno.

รˆ bella e non posso pensarci, le devo dare adesso quel rispetto che le รจ sempre mancato, devo dimostrarle che cโ€™รจ un motivo valido se uomini come me hanno deciso di portare unโ€™uniforme, anche se adesso quello che mi chiede mi pare impossibile da gestire, vorrei aiutarla davvero, nel termine piรน umano possibile e comprensibile, ma i faldoni delle due ragazze scomparse mi scaldano le mani, mi tolgono lโ€™ossigeno necessario a tutto quel disastro che ho davanti.

โ€œDunque รจ questa la sua richiesta, Beatrice?โ€

Verso di me ha alzato gli occhi con le ciglia lunghe di mascara e umide di una patina impercettibile di pianto controllato, la tristezza velata di un passato che non si aspettava potesse essere ritrovato.

Vorrei dirle tante cose e tutte mi sembrano inutili, come potrรฒ mantenere lโ€™accordo a quella sua condizione?

โ€œSรฌ, faccia giustizia anche per me. Sono stata fortunata, sono tornata nella mia famiglia e nessuno di noi ha avute conseguenze legali ma nemmeno chi mi ha fatto tutto questo ne ha mai risposto davanti un giudice.โ€

La guardo di nuovo, ha scoperto troppo presto che il meccanismo della giustizia procede in direzione di un verso intricato e non sempre onesto.

Lei รจ piccola in confronto a me, mi consolo con il fatto che suo padre non potrei esserlo e potrebbe essere lecito desiderarla, ma potrei esser suo fratello e questo mi rimanda al ruolo di protezione che il mio compito mi impone, poi penso quelle ragazzine lร  fuori, potrebbero davvero essere miei figlie, ai loro genitori non so cosa dire eppure li dovrรฒ sentire, fare le stesse promesse che ora mi chiede Beatrice, che giustizia venga fatta, che ogni anima dentro un corpo venga salvata.

โ€œPer lei forse รจ troppo tardi, dopo 10 anni non so cosa posso fare.โ€

โ€œMi prometta solo che ci proverร , รจ la mia unica condizione.โ€

Abbasso la testa, una promessa muta che riservo a Beatrice, anche lei ora muta dietro lโ€™ombra flebile di un sole al tramonto.

Fuori le pattuglie dei carabinieri entrano ed escono dal parcheggio, qualche piccolo saccheggio, la ronda quotidiana, un pomeriggio lento in cui mescolare il proprio tormento.

Non avrei pensato di scegliere il mio mestiere fino a che non sembrava che fosse stato lui a scegliere a me, ma davanti a donne come Beatrice ogni certezza di scelta crollava.

โ€œDove pensa che possono essere?โ€

Prende in mano gli occhiali da sole, li guarda come rammaricata di una luce ormai finita e di un giorno che sta per spegnersi.

โ€œCโ€™รจ un posto appena fuori Bergamo, noi lo chiamavano le case, ideale per nascondersi. Due vecchie case in rovina, abbandonate, nascoste dietro fasci di erba altissima e secca. Dubito possa essere ancora lรฌ, perรฒ magari ci ha fatto tappa.โ€

โ€œSai dirmi la via?โ€

โ€œNo, non me la ricordo, posso indicarle la zona.โ€

Le passo il mio tablet bianco e le dico di tracciarmi con due dita la zona definita di quelle due case.

โ€œEcco, รจ questa.โ€

โ€œDomani mando la mia squadra per un sopralluogo e li raggiungo.โ€

โ€œTorna su?โ€

โ€œSolo per qualche giorno, devo organizzare le ricerche. Poi torno e possiamo iniziare la nostra collaborazione, comunque per qualsiasi cosa le lascio il mio numero, per lei possono essere solo ricordi ma per noi sono indizi, dobbiamo capire dove iniziare a cercare.โ€

Ha quasi paura di prendere in mano il mio biglietto da visita, ha unโ€™aria sconfitta, qualcosa prima di arrivare lรฌ deve averla turbata nel presente mentre ora chiede a se stessa di acconsentire alla condizione dei ricordi, quella condizione instabile e precaria che priva di dimora e strazia di memoria.

Sembra sempre sul punto di cedere al pianto e lo sguardo sostenuto e formale riesce ad arrivare oltre la naturale dolcezza dei suoi lineamenti.

Mi alzo dalla scrivania non ancora pronto a quel congedo che ora vorrei non arrivasse, adesso che so di lasciarla sulla soglia di un pianto appena accennato e nella disperazione di giorni che saranno addentati di revocazioni sulle proprie desolazioni.

โ€œCommissario?โ€

โ€œSรฌ?โ€

โ€œSe non fossi abbastanza?โ€

โ€œAbbastanza?โ€

โ€œAbbastanza brava dico, se il mio aiuto non servisse a niente, per lei รจ lavoro, ci รจ abituato, ma io non so come reagirei se non le trovassimo.โ€

Ora ho davanti una bambina, la sua fragilitร  di un istante basta a spezzarle la certezza della sua forza, a metterla in dubbio, lei che cosรฌ bella e idonea, non dovrebbe invece esitare di sรฉ.

โ€œNon ci si abitua mai Beatrice, ma lei non ha nessuna responsabilitร , pensi a preservare se stessa ed ad estrapolare dai suo ricordi dettagli che per noi possono essere indizi, il resto รจ un dovere mio.โ€

Per la prima volta entro quelle ore lei mi sorride, un sorriso dettato piano, da un moto spontaneo di liberazione dalla tensione che le devo aver indotto fino a quel momento, non riesco a sciogliere quel sollevamento di labbra, una condizione di ricordo che mi pare possa giร  essere eterna.

โ€œSo di non essere lโ€™unica, ma pensare a quelle ragazze.โ€

โ€œLo so Beatrice, รจ inaccettabileโ€

Se fossimo due amici ora ci abbracceremmo, sono quei momenti che si posso colmare solo con lo spazio di un abbraccio e invece sto per aprire la porta, il rimando del nostro sguardo che non so perchรฉ sento essere come un micro addio diluito nel per sempre.

Torno indietro, la porta spalancata alle mie spalle, una proposta che non capisco fino a che punto puรฒ essere fatta.

โ€œSenta Beatrice, stavo penando, le ho fatto perdere un sacco di tempo e saltare il pranzo, visto che starรฒ via qualche giorno, che ne dice si iniziamo a parlare stasera, a cena?โ€

Lei mi guarda strano, la stonatura di un ritorno al presente non coerente con i ruoli che entrambi abbiamo dentro quella stanza.

Sta per dirmi qualcosa, il battito del cuore appena piรน accennato e poi sia lui che lei si fermano.

Beatrice getta gli occhi oltre la mia camicia, la direzione dello sguardo nella traiettoria della porta, bocca storta e un sbuffo soffocato e disorientato.

โ€œGiacomo!โ€

Mi giro e guardo la porta, un uomo alto la sta fissando senza tregua con un volto intenso nel quale io non potrรฒ mai riconoscermi, non mi sarร  mai permesso di guardare Beatrice in quel modo, lโ€™addio รจ arrivato e sarebbe stato meglio viverlo a porte chiuse, lasciarla andare senza sapere da chi, effettivamente, sarebbe tornata fuori da me e da quella stanza.

โ€”

Il commissario ora ha uno sguardo diverso, per la prima volta allโ€™interno di quelle ore lโ€™ho visto titubante, un volto incerto sulla pelle olivastra, una piccola piega che io adesso potrei scambiare con tenerezza e che potrei anche confondere con il bisogno di una carezza, un sostegno in cui implodere il controllo che sto sentendo perdere.

Non ho voglia di andare a cena o forse sรฌ, ma vorrei che lui mi vedesse diversa, vorrei non avere addosso il pianto del passato, la tristezza del mio rapporto con Giacomo e nemmeno il solco profondo della condizione dei ricordi in cui mi sento immersa e spersa, come fossi una medusa diramata nellโ€™acqua e non ancora tornata in superficie.

Sto per dire il suo nome, ma non posso dirlo, meglio dire commissario, un respiro lungo e i miei occhi lontani per evitare i suoi, la porta aperta che mi indica la traiettoria di una volto che so a memoria.

โ€œGiacomo!โ€

Lui si gira di scatto, รจ un attimo incrociato fra il suo petto e quello di Fabrizio, cosรฌ diversi e distanti e ora sovrapposti nellโ€™immagine che ho davanti.

Le gambe si alzano dalla sedie intorpidite, Fabrizio รจ come se non ci fosse, io e Giacomo ci veniamo incontro titubanti, la freddezza di chi si รจ detto un addio muto e poi deve spendere parole calcolate di riserbo per un nuovo incontro.

โ€œBeatrice, che ci fai qui?โ€

โ€œStavo per farti la stessa domanda.

โ€œLa macchina! Me lโ€™hanno rubata.โ€

โ€œMa non era dal meccanico?โ€

โ€œIl tempo di riprenderla e fuori dal tabacchino รจ sparita. Ho appena fatto la denuncia.โ€

โ€œMi spiace, cโ€™erano un sacco di ricordi lรฌ. Hai, hai bisogno di qualcosa?โ€

โ€œSรฌ, di tornare a casa. Nostra.โ€

So che Fabrizio ci sta ascoltando e non avrei voluto farlo assistere a quella scena che non sapevo piรน a quale momento della mia vita apparteneva.

โ€œHo quasi finito, aspettami fuori.โ€

Giacomo osserva me e Fabrizio, lo sguardo mesto si addice ad un contesto rigido e ormai spento in cui io ho visto passare istanti che pensavo ormai dimenticati.

Fabrizio รจ tornata alla scrivania, la camicia sudata ha unโ€™aria stanca come la sua.

โ€œPer stasera, vede, avrei giร  un altro impegno.โ€

Dirlo fa piรน male di quello che pensavo.

โ€œLo capisco, mi scusi, non avrei dovuto farle lโ€™invito, soprattutto con cosรฌ poco preavviso.โ€

โ€œCi vediamo quando torna, allora.โ€

โ€œLa chiamo appena sarร  possibile.โ€

โ€œArriderci commissario.โ€

La porta si chiude secca, inizio a pensare a quando lo rivedrรฒ mentre Giacomo, inconsapevole di tutto, mi aspetta, forse per parlare di noi.

Continua...

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Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Ciao Marta, anche me piace molto il salto di prospettiva. Trovo entrambi i personaggi “credibili”, nel senso che le loro sensazioni mi giungono in modo naturale e non artificioso. Finalmente ho scoperto qual’รจ la condizione chiesta da Beatrice al commissario. Ora, non mi resta che capire cosa ha chiesto ai genitori 10 anni prima.

    1. @micol_fusca i cambi di prospettiva mi sembravano necessari per la psicologia e la narrazione in suspense, credo che Beatrice infondo abbia sempre voluto una cosa sola, giustizia e serenitร , due cose spesso assai difficili da trovare a questo mondo.

  2. รˆ davvero bello il cambio di prospettiva con cui รจ raccontata questa storia. Ma soprattuto mi sorprende la naturalezza con cui riesci a immedesimarti anche nei panni di un uomo. Ma come fai?!

    1. Ciao Tiziano ๐Ÿ˜€
      La storia รจ nata pensando ai salti temporali, che adoro, perchรจ si sviluppa in tempi diversi e mi sembrava efficace, cosรฌ ho pensato di cambiare anche le prospettive di narrazione in modo che ogni personaggio avesse voce, a livello di idea mi piace un sacco, speriamo di riuscire a tenere le fila di tutto.
      Sinceramente non lo so, รจ la prima volta che mi cimento con la narrazione in versione maschile, era ora, sentivo il bisogno di affrontare questa sfida, negli episodi successi amplifico queste versioni al maschile, sono ancora titubante per cui questo apprezzamento mi rende un pรฒ piรน sicura del lavoro svolto, grazie davvero!