La differenza

Serie: Freaks


Avete mai visto un film di super eroi? Se state leggendo la mia storia immagino di sì. Siete quei tipi che vanno in visibilio per le esplosioni e i mantelli.

Non c’è niente di male, a me non piacciono. Ma ognuno è libero di buttare il suo tempo come vuole. Li trovo infantili e pieni di inesattezze, troppo fantasiosi per i miei gusti. Poi quei costumi, suvvia. Ora dovete spiegarmi che bisogno c’è di andare in giro per la città vestiti da pipistrello gigante. Cos’è la tuta non è abbastanza trendy per affrontare il crimine? Almeno quei folli del C.I.R.C.O. hanno la scusa del lavoro per indossare costumi idioti, ma gli X-Men sono indifendibili.

Al C.I.R.C.O. però ci costringevano a guardarli. Forse credevano avessero un qualche effetto stimolante sui poteri degli ospiti.

Una cosa che ho imparato da quei film tutti uguali è che anche tra gli eroi c’è una bella differenza. Fatto salvo l’obiettivo comune di sconfiggere i cattivi, esistono eroi buoni ed eroi cattivi.

Faccio un esempio. Mentre siamo sotto il sole circondati da olezzi nauseabondi e canne di pistole tremolanti, alla mia sinistra Steel ha lo sguardo truce, sono certo che sta calcolando quanti sbirri potrà infilzare prima che uno di essi formuli il pensiero di premere il grilletto. Con molta probabilità tutti. Sono solo in cinque, tre ragazzini poco più grandi di noi e due panciuti signori che staranno rimpiangendo la loro poltrona e la ciambella lasciata a metà per una chiamata urgente.

Zelinda, a destra, ha le braccia sollevate e i poderosi dorsali contratti, il vestitino leggermente sollevato dai deltoidi pompati. Nei suoi occhi c’è preoccupazione non rabbia, forse sta pensando alle tre madri orgogliose e a due possibili vedove delle povere vittime che stavano solo facendo il loro lavoro e sono stati così sfortunati da incappare in una banda di pazzi assassini.

Merlin invece sta finendo le patatine.

Io non so bene cosa fare, fino a cinque minuti fa era dell’idea di non fare male a nessuno che non facesse parte della Corporazione. Ma la vista delle armi e di quegli sguardi tesi mi ha fatto ripensare alla strategia. Una cosa è certa, non tornerò al C.I.R.C.O. Sono un eroe buono o cattivo?

“Seguiteci e nessuno si farà male” il ciccione capo ha appoggiato il megafono e parla in maniera lenta e scandita. Forse pensa che siamo stupidi, ma ha anche paura.

Merlin! grido nella testa del mio socio. Lui mi guarda.

Butta quel dannato pacchetto e solleva le mani.

Ma non riesco a trovare la sorpresa.

Al diavolo la sorpresa. Non vedi le pistole?

Alla fine, Merlin si decide ad alzare lo sguardo, strizza gli occhi per difendersi dal sole, poi li spalanca assieme alla bocca. La busta di patatine svolazza pigra fino a terra, mescolandosi con spazzatura vecchia di anni.

“Ehi tu, alza le mani” grida ancora il poliziotto. Una goccia di sudore brilla sulla tempia di uno dei giovani pistoleri, rotola lungo la linea della mascella contratta per la tensione.

“Caligola, che succede?”

“Fa come ti ha detto, idiota”, anche Steel è teso, ma lui non suda.

“Te lo ripeto per l’ultima volta” il tono dello sbirro si è fatto più acuto. “Alza le mani.”

Le dita sfiorano i grilletti. Quanto resisteranno quei ragazzini prima di cedere alla tensione e farsi scappare un colpo? È uno scherzo del sole o le mani di Steel scintillano?

È tutto a posto. Alza le mani.

Vedo il mio socio tremare. Caligola, hanno delle pistole. Cosa vogliono? Vogliono riportarci indietro?

Zelinda mi guarda sgomenta, il viso di Steel è più tirato della camicia del poliziotto che ci minaccia.

Merlin annuisce e alza le mani. All’improvviso un lampo candido decolla dalla sua giacca. È una colomba io lo so, ma non il pivello di fronte a me. Due esplosioni, poi un grido.

La pistola ancora fumante cade a terra, il giovane si tiene la mano destra, è sporca di sangue ma ha ancora tutte le dita. Steel ha deciso da che parte stare.

Le restanti quattro pistole puntano su di lui. Dopo un istante sono a terra, a far compagnia alla collega.

Merlin arrossisce, come un bambino che ha appena rovesciato il dolce della festa sul tappeto buono. “Scusate, mi è scappata una colomba.”

Non regge la tensione il mio socio, ha l’incantesimo debole.

Steel mostra i palmi delle mani vuote, come se fosse garanzia di innocuità. “Stiamo calmi, non vogliamo far male a nessuno.”

“Non abbiamo fatto nulla” continua Zelinda.

Il poliziotto grasso e anziano, che a questo punto credo sia il più alto in grado si alza. “Siete scappati dall’istituto che vi ospitava e lo avete incendiato.”

“Non è vero” protesta Steel.

“Si, che è vero” interviene Merlin. “È stato Caligola. Ha fatto saltare quelle auto come fossero barattoli.”

Merlin si produce in un’imitazione piuttosto credibile di esplosioni e crepitii. Gli agenti più giovani si guardano, sembrano meno impauriti.

“Va bene, forse abbiamo fatto esplodere qualcosa” dice Zelinda. “Ma non eravamo in nessun istituto. Siamo stati rapiti e imprigionati.”

“Da chi?” dice il più giovane di loro, guadagnandosi un’occhiataccia dal capo.

Di solito mi piace essere il protagonista delle azioni, è un po’ frustrante assistere alla conversazione da spettatore. Lo sapete, sono impossibilitato.

Steel si è calmato, “conoscete il C.I.R.C.O. ?”

“Io ne ho sentito parlare” dice uno. “E’ una società segreta che cerca di dominare il mondo, giusto? Tipo i rettiliani o gli illuminati.”

“Esatto, solo che a differenza dei rettiliani, la Corporazione esiste sul serio.”

Il vecchio sbirro sbuffa. “Non esiste nessun C.I.R.C.O. sono solo baggianate buone solo per quei fulminati dei Ticket Refounder.”

“Invece esiste” urla Merlin all’improvviso, ha un tono così innocente e spaventato che sembra impossibile non credergli. “Sono cattivi e vogliono farci del male. Vi prego non riportateci indietro.”

Si guardano, forse hanno dei dubbi. Sono anche disarmati, gli sarà venuto in mente che non siamo i tipici sbandati in fuga.

Devo ammettere che i miei compagni stanno facendo un ottimo lavoro, forse quei cinque torneranno dalle loro famiglie con tutte le ossa al loro posto.

“Salve a tutti, sono molto contento di essere qui” un tizio alto e dinoccolato esce da dietro un cumulo di immondizia alto quanto una collina di modeste dimensioni.

Ricambia i nostri sguardi attoniti con un sorriso canzonatorio. “Pubblico difficile, eh? Spero di non ricevere troppi rifiuti.”

Dopo quella battuta terribile inizia a ridere da solo, le spalline della giacca di tre taglie più grandi sussultano, mentre si piega fino a toccare con la fronte il tessuto liso dei jeans. Ha una risata potente nonostante sia magrolino, corposa e grassa come certa tosse. Non spinge a seguirlo ma ti scuote dentro. Timpani, organi e cervello.

“C’è una puzza terribile qua, non credete anche voi? A proposito di puzza, ieri parlavo con un caro amico e mi fa: «Lo sai che ti puzza l’alito?», al che io rispondo: «Si sente molto?», e lui: «Fai tu, siamo al telefono»”

Riprende a ridere ancora più forte, battendo il piede a terra. Il tremore sembra farsi largo attraverso l’aria, come le onde in uno stagno colpito da un sasso.

Ride ancora e trema e con lui inizia a sobbalzare anche il mucchio di spazzatura.

Il vecchio poliziotto grasso è il primo a cadere. Il penumatico di un tir si stacca dalla cima del monte si rifiuti e percorre tutto il crinale, lo investe come un gatto dei cartoni animati. Quando l’enorme ruota prosegue traballante nel suo viaggio, il poliziotto rimane a terra. Ci scommetterei che era la sua ultima settimana prima della pensione.

“Siete agenti, a quanto vedo” continua il tizio, nessuno di noi si muove ne riesce a fare a meno di guardarlo. “L’altro giorno mi ha fermato la polizia. Un agente mi fa: «Lo sa che non si possono portare cani in auto senza l’apposita rete di protezione?», e io: «Ma agente, è un peluches». Lui guarda dietro e risponde: «La razza non ci interessa».”

La terribile risata riprende, ancora più forte. Tutto trema, anche il suolo. Gli agenti si portano le mani ai timpani, qualcuno urla. Lo vedo dalle espressioni perché la scossa ha riempito ogni cosa.

Non mi accorgo nemmeno della slavina di rifiuti. Almeno non fiano a quando il ragazzino, che ha pochi anni più di me e un’ipotetica mamma preoccupata a casa, ne venga travolto.

Cadono uno dopo l’altro implorando aiuto. Adesso li sento, poi l’ultima supplica viene soffocata da una montagna di pannolini e rottami

“Ecco fatto” dice il tizio asciugandosi le lacrime. “Un altro spettacolo riuscito.”

Ripone il fazzoletto nella tasca dei jeans. Ci guarda dall’alto in basso mente si avvicina, sotto la giacca porta una t-shirt con un teschio ghignante e la scritta: una risata vi seppellirà.

“Salve ragazzi, io sono il Capo-comico. Ma voi potete chiamarvi Cap. Sono giorni che vi cerco.”

Il membro del T.E.A.T.R.O fa un inchino, gli manca solo un corvo sulla spalla per essere ancora più simile a uno spaventapasseri.

Pensavo che ci potessero essere eroi cattivi tra di noi, ma mi sbagliavo. Quel ruolo appartiene a loro. Questo tipo ha appena fatto fuori cinque innocenti e pure continua a sorridere. “Vi prego di seguirmi ragazzi, siete attesi.”

Serie: Freaks


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Umoristico / Grottesco

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Discussioni

  1. Ciao Alessandro! Bell’episodio! E’ scritto bene perché anche non avendo letto quelli precedenti, si presta comunque a una lettura scorrevole e non ci si sente troppo persi per via di informazioni che sono ovviamente date dagli episodi precedenti e che perciò mancano. Andrò a recuperarli pian piano.

    1. Ciao Linda grazie mille per aver letto il brano, sono contento ti sia piaciuto.
      Grazie per il commento e per i suggerimenti,
      Alla prossima

  2. Anche questo episodio al cardiopalma! Una dopo l’altra le vicende dei nostri si susseguono sempre più adrenaliniche. Il nuovo ingresso mi sembra degno di nota, il Cap sa il fatto suo e sono curiosa di sapere dove li porterà. Bravo Ale!!

    1. Ciao Bettina, che piacere trovarti qua. Sono contento che ti piacciano le avventure dei Freaks.
      Alla prossima

  3. E riecco gli “amici” del T.E.A.T.R.O. ad aggiungere altro pepe alla vicenda! Cap lo spaventapasseri ci riserverà belle sorprese. Grande Alessandro, leggere le tue storie è sempre piacevole. Magari nel prossimo episodio entrerà in gioco una nuova organizzazione pronta a mettere i bastoni tra le ruote ai nostri eroi (buoni?): i terribili N.O.V.A.X. !🤣😅 Ahahah

    1. Grazie Dario, che bello leggere il tuo entusiamo! Grazie davvero per il supporto e la fiducia. Ci sono già dei tipi così e verranno fuori, si chiamano Ticet Refuonder, :-p

  4. Ricompare il T.E.A.T.R.O, ma, onestamente, mi ha fatto venire i brividi. Il nuovo personaggio trasuda un’aurea indecifrabile e così su due piedi non lo classificherei fra gli eroi “buoni”. Mi sa che devo rivedere il concetto che mi ero fatta su il T.E.A.T.R.O: magari risulteranno altrettanto inaffidabili ed i nostri eroi dovranno fuggire anche da loro

    1. Il T.E.A.T.R.O. è un gruppo di eroi decisi a sconfiggere il C.I.R.C.O., ma chi lo sa da che parte stanno veramente?

  5. Bellissimo episodio, tanta tensione bilanciata dalle uscite disarmanti di Merlin.
    Il nuovo personaggio, il Capo Comico, si prospetta interessante. Mi sembra un Joker dalla parte dei buoni…forse? Molto arguto il dubbio che sollevi sugli “eroi buoni/eroi cattivi”, voglio vedere dove andremo a parare, e cosa farà la coscienza di Caligola.
    Ciao!

    1. Ciao Sergio grazie mille per i commenti e per aver apprezzato questo nuovo episodio. Quando ho pensato al Capo Comico mi sono accorto che era un po’ troppo simile al villain più figo della storia, così invece di dotarlo della capacità di far ridere fino alla morte ho pensato che fosse la sua risata a creare il pericolo. In questo caso auto risata. Che poi si sa non c’è niente di peggio di un comico che ride alle sue battute :-p

  6. “Non regge la tensione il mio socio, ha l’incantesimo debole.”
    😂
    Rido, ma è bellissimo questo contrasto. Come il cioccolato col peperoncino: rendi benissimo la tensione di questo momento, e poi ogni tot stemperi tutto col candore e l’ingenuità di Merlin

  7. “Sono un eroe buono o cattivo?”
    Bella questa domanda. Esistono gli eroi, esistono gli antieroi, ed esistono quelli che non sanno cosa sono. Perchè a volte anche un eroe buono deve fare qualcosa di cattivo in nome di un bene superiore. Ed sarebbe giusto fare qualcsosa di “cattivo” per sventare un male peggiore?

    1. Credo di conoscerlo, anche se non seguo tutte le sue vicende, direi che tra tutti i supereroi, è anche per me il preferito. Anzi, forse il secondo: se la gioca con Paperinink.
      C’è un dilemma simile anche nella saga di Geralt di Rivia, un racconto dedicato proprio a questo, “il male minore”: è giusto che un “buono” faccia qualcosa di “cattivo” se serve a sventare un male più grande? oppure un gesto cattivo, grande o piccolo che sia, è sbagliato a priori?