LA DONNA ZOMBIE
Serie: GLI OSCURI SEGRETI DELLA VILLA MALEDETTA DI GHOST PEAK
- Episodio 1: La Donna Che Piangeva Nella Tomba
- Episodio 2: Il Mercante di Rose Rosse
- Episodio 3: IL FANTASMA
- Episodio 4: IL VAMPIRO
- Episodio 5: LA DONNA ZOMBIE
- Episodio 6: LA STREGA
STAGIONE 1
Un altro rintocco d’orologio.
La bambina trasalì sempre più spaventata e inorridita da questa villa che nascondeva mille segreti e misteri.
Uscì dalla stanza semi vuota e si riversò nel corridoio oscuro.
Accanto a lei l’orologio aveva battuto la mezzanotte.
Lucilla deglutì a fatica.
Subito dopo avvertì un sordo cigolio provenire da una delle tante altre stanze alla sua sinistra.
Voltò di scatto la testa e in fondo al corridoio intravide che da dietro una porta c’era un bagliore fioco, forse di una lampada ad olio che brillava fievole.
C’era qualcuno là dentro.
Lo percepiva.
C’era un’altra presenza in quella casa, ma venne attirata da un familiare rumore: il portone della villa aveva scricchiolato. La porta si era di nuovo aperta. Poteva finalmente scappare da quel posto.
Quel cigolio insolito venne però subito succeduto da un tonfo sordo e poi da un rumore di passi lenti e pesanti, seguiti da dei dolorosi lamenti: qualcuno stava trascinando il suo corpo pesante sopra il pavimento, al piano di sotto.
Qualcuno, come lei, era entrato nella villa.
La bambina rimase immobile con il fiato sospeso. Aveva di nuovo paura. Pregò che non salisse le scale, pregò di essere invisibile da lassù.
Lei sentì il trascinarsi di passi verso il salotto fino a che non cessò.
Rimase lì ferma ancora del tempo e infine tirò un respiro di sollievo.
Non sapeva che fare.
Era impaurita.
Fece un passo in avanti, ma il pavimento di legno scricchiolò più del previsto.
Si irrigidì e si immobilizzò all’istante, perché dal suo rumore nacque un altro di scricchiolio come se qualcuno si fosse appena mosso su una sedia di legno, seguito da un debole lamento di dolore.
C’era veramente qualcuno di sotto e questa volta l’aveva sentita.
Cominciò a sudare freddo.
Si voltò verso la porta pronta a rifugiarsi in quel bagliore di luce in fondo allo stretto corridoio.
Percepì di nuovo il trascinamento di passi e poi un altro scricchiolio e un altro ancora, fino a diventare il suono più macabro e angosciante di tutti, e infine un ultimo cigolio accompagnato da un lento gemito di dolore.
La bambina sbarrò gli occhi: la misteriosa creatura stava salendo le scale.
Era terrorizzata. Il suo corpo venne pervaso da spasmi e tremori di panico.
La figura salì la scalinata e quando fu in cima sbuffò.
Lucilla sentì il suo alito pesante che odorava di morte e putrefazione.
Represse un conato di vomito e si voltò. Nell’oscurità intravide la figura. Cacciò un urlo agghiacciante, che esplose dalla sua anima.
Lo strano mostro la prese e la gettò giù dalle scale.
La bambina batté la testa e il buio divenne ancora più buio.
Quando riaprì gli occhi davanti a lei si ritrovò il viso sfigurato, forse di una giovane fanciulla, ustionato, scorticato e in parte coperto da dalle bende cadenti, che la guardava con occhi vitrei. Alcuni ciuffi di capelli ondulati e ossigenati, dalle punte bruciacchiate, le spuntavano dalla nuca pelata e fasciata.
Pareva uno zombie vivente.
La bambina cacciò un urlo di disperazione. «Vattene ti prego, vai via! Mostro!»
Ma la creatura non le diede ascolto. Allungò un braccio scheletrico e con la mano le accarezzò una guancia, sporcandola di sangue.
Lucilla, a quel tocco, freddo, viscido e rugoso, si immobilizzò spaventata.
«Non voglio farti del male, bambina.»
«Chi sei? Cosa vuoi?» Chiese con le lacrime agli occhi.
«Niente…» Si ritrasse, le voltò le spalle e andò verso il salotto.
La bambina rimase seduta sul pavimento a guardare questo corpo morto muoversi a fatica verso la sala dei libri.
La bambina si rialzò e seguì la figura.
Andò verso l’uscio e la vide sedersi sulla poltrona, dove poco prima il fantasma l’aveva spinta.
In mano aveva un libro, stava leggendo.
La piccola si avvicinò di più alla figura bendata.
«Chi sei tu?»
«Sono Annabelle.» La guardò in viso e le sorrise, mostrando i denti neri inceneriti. «Siediti pure vicino a me. Mi hai svegliata dal mio eterno riposo.»
«Svegliata? Io? Ma com’ è possibile?!»
La bambina si pose di fronte alla strana creatura.
Nella luce della luna la vide nella sua completa e brutale disgrazia.
Era una giovane donna, dal viso sanguinante, scorticato e parzialmente bendato da strisce di tessuto bianco che si staccavano dalla sua pelle nera e rossa putrefatta, mangiata da mosche e larve bianche che le accarezzavano il viso, infilandosi in ogni sua ferita aperta.
Era una scena orripilante.
La bambina represse un altro conato di vomito.
Il resto del suo corpo era coperto da una camicia da notte, lunga, in pizzo e ricamata con un motivo floreale, le maniche corte a palloncino lasciavano scoperte le braccia scheletriche e le mani anch’esse parzialmente bendate e scorticate in cui si annidavano nere formiche.
La piccola rabbrividì disgustata per essere stata toccata da un morto che cammina e che parla.
«Che ci fai qui, dolce bimba?»
«Mi sono persa…»
«Non dovresti essere qui. È una casa maledetta questa.»
«Da chi è sta maledetta?»
«Da una strega.» I suo occhi piansero lacrime acide che bruciarono la sua pelle già ustionata. «Dalla sorella del mio caro amato Barnaby.»
La bambina era sconcertata. Davanti aveva il povero e innocente amore del fantasma incontrato poco fa.
«Perché sei ridotta così?»
«Sono stata uccisa. Mi ha ucciso quella strega. Era troppo gelosa del fratello, perché aveva riposto tutte le sue attenzioni solo su di me. Quando è ritornata dalla sua fuga è diventata più perfida e cattiva di prima. Una sera ero in cucina, non riuscivo a dormire, ero agitata per il nostro matrimonio, così mi preparai del latte caldo e lo misi a scaldare nel fuoco dentro al camino. Non mi accorsi che nella cucina c’era anche lei. Mi spinse dentro al camino, mi gettò nel fuoco. Sentii un calore indescrivibile, la pelle prese a bruciarmi ovunque e a sciogliersi gradualmente. Gridavo dall’atroce male, mentre lei era lì, impassibile, che mi osservava con quel suo solito ghigno malefico e guardava il mio corpo ardere tra le fiamme, trionfante di aver finalmente avuto la sua vendetta. Morii e non rividi più il mio amore. Venni seppellita in giardino, qui di fronte alla villa.»
La bambina era allibita, senza parole.
La zombie posò il libro sopra al tavolino vicino alla poltrona.
«Cosa non si fa per amore…»
«Mi dispiace molto.» Riuscì dirle solo questo.
Annabelle si alzò e si trascinò verso la porta.
«Ma dove vai?»
«A scaldarmi del latte…»
Annabelle svoltò l’angolo della porta e scomparì dalla vista della bambina.
Lucilla la seguì, ma lei era già scomparsa.
Rimase lì ferma nell’uscio del salotto, immersa nell’oscurità.
Adesso voleva sapere a tutti i costi chi c’era in quella stanza di sopra, in fondo al corridoio. Ormai più nulla l’avrebbe spaventata.
Serie: GLI OSCURI SEGRETI DELLA VILLA MALEDETTA DI GHOST PEAK
- Episodio 1: La Donna Che Piangeva Nella Tomba
- Episodio 2: Il Mercante di Rose Rosse
- Episodio 3: IL FANTASMA
- Episodio 4: IL VAMPIRO
- Episodio 5: LA DONNA ZOMBIE
- Episodio 6: LA STREGA
Discussioni