La fine del decennio

Mancavano poco più di ventiquattr’ore alla fine dell’anno. Che poi, in realtà, era anche la fine del decennio.

“Un decennio di cui non ho capito granché”, pensò sconsolata. “Ma che ha segnato i cambiamenti più grandi della mia vita”.

Tempo di bilanci, tempo di somme e sottrazioni. In quei dieci anni si era sposata ed erano nate le sue figlie. Era diventata agnostica, abbandonando qualsiasi certezza nella religione, in seguito alla scomparsa – prematura. Troppo, troppo prematura – della sua migliore amica. Aveva lasciato un lavoro per il quale aveva studiato e fatto sacrifici, per firmare un nuovo contratto che le avrebbe portato molta più serenità, a scapito di un’ambizione praticamente azzerata.

E adesso, tutto quello che c’era da fare era chiudere un capitolo per aprirne un altro. Doveva solo convincersi a lasciare andare il passato e spingere lo sguardo un po’ più in là, dove il sole sorge e le giornate cominciano assieme ai nuovi decenni, tra il susseguirsi delle stagioni e degli eventi.

Sarebbero arrivate altre primavere e altre estati, con il sole caldo ad avvolgere la pelle nuda, sbiancata dagli inverni frizzanti e dagli autunni odorosi di foglie e nebbia umida. Sarebbero trascorse le settimane, portandole avvenimenti inaspettati, canzoni da ascoltare e libri ancora da scrivere e leggere sul divano, con la compagnia di un plaid e di una candela profumata. Nuovi film da guardare spalla a spalla con suo marito, con i pop corn scoppiettanti sul fornello, nuove cene in pizzeria, nuovi tragitti in auto fra la scuola e il lavoro, rincorrendo il tempo che non basta mai. Nuove città da visitare e nuovi pomeriggi in cui la massima aspirazione sarebbe stata annoiarsi. Sarebbero arrivati e passati, e lei si sarebbe trovata a fare un nuovo bilancio, nuove somme e nuove sottrazioni.

Forse avrebbe pensato ancora a lei, alla sua amica rimasta sospesa fra i suoi ricordi.

E ad un tratto capì quanto fosse inutile star lì a rimuginare. Inutile correre pensando al futuro e a progetti ancora da definire. Inutile soffermarsi a fare i conti col passato e con rimpianti. Gli occhi delle sue figlie erano lì e la guardavano in quel momento, e quel momento era l’unico degno di essere vissuto.

Prese un respiro profondo e si tuffò nel presente, immergendosi più che poté.

Quel che è stato, è stato. Quel che sarà, sarà.

Non aveva fretta di lasciarsi investire dalla Vita.

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Discussioni

  1. Grazie per aver letto i racconto e avermi scritto i vostri commenti!
    E grazie per le vostre riflessioni. In questo racconto c’è un tot di autobiografico: vorrei portare con me, in questo nuovo decennio, la voglia di vivere attimo per attimo tutto quello che accadrà, cercando di assaporare ogni momento fino in fondo.
    Un saluto a voi!

  2. Ciao Annalisa, il tuo racconto mi ha fatto vivere un ricordo ben presente e non ho avuto difficoltà a calarmi nella pelle della protagonista. Quando accadono eventi come questo, ci si dice di dover profittare di ogni respiro perché potrebbe essere l’ultimo. All’improvviso tutto appare chiaro, le priorità si allineano nella giusta posizione. Vorrei dire che con il trascorrere del tempo questo spirito rimane vivo, ma la vita torna a portarci con sé e nelle abitudini acquisite.

  3. Ciao Annalisa, in fondo, il presente è una linea molto, molto, sottile, in cui conviviamo con ogni ricordo che inesorabilmente ci lasciamo alle spalle, in pasto alla morte, e un futuro tutto da descrivere, decifrare. Eppure non possiamo fare a meno né di ricordare né di progettare, è nella nostra indole, anche se ci sono giorni in cui diciamo di vivere “alla giornata”. È vero, non possiamo crucciarci di cio che è stato o guardare troppo in là, viviamo e ci nutriamo di presente, ma penso, più che badare al tempo che passa, bisogna solo godere di ciò che ancora si ha! Questo tuo racconto, carico di malinconia, sogni, speranze, racchiude proprio l’amarezza del tempo che passa e l’incertezza, le probabilità, di qualcosa avvolta nell’oscurità del tempo. Il tuo racconto, questa tua vivida riflessione narrata, nasconde proprio la forza del presente e della vita, un vero istante intriso d’eternità. Grazie per aver condiviso quest’angolo di riflessione molto gradita dal sottoscritto, un saluto, alla prossima ?!