LA STREGA
Serie: GLI OSCURI SEGRETI DELLA VILLA MALEDETTA DI GHOST PEAK
- Episodio 1: La Donna Che Piangeva Nella Tomba
- Episodio 2: Il Mercante di Rose Rosse
- Episodio 3: IL FANTASMA
- Episodio 4: IL VAMPIRO
- Episodio 5: LA DONNA ZOMBIE
- Episodio 6: LA STREGA
STAGIONE 1
Adesso voleva sapere a tutti i costi chi c’era in quella stanza di sopra, in fondo al corridoio. Ormai più nulla l’avrebbe spaventata.
Risalì le scale cigolanti e andò verso la porta in fondo al corridoio.
La porta era socchiusa e vedeva ancora la luce accesa.
Deglutì e si fece coraggio.
A piccoli passi giunse di fronte a essa.
Con l’indice aprì la porta.
Davanti a lei, in una camera da letto, giaceva seduta su una sedia, una donna intenta a ricamare qualcosa, forse una coperta, o un lenzuolo bianco. Ai suoi piedi c’era il gatto nero che aveva incontrato sul pianerottolo della casa.
La bambina si avvicinò alla estranea figura.
La donna sentì la sua presenza e di scatto si voltò a guardarla.
I loro occhi si incrociarono.
«Mocciosa, come osi entrare in casa mia?!» Gettò il lenzuolo a terra e la prese per il collo, sbattendola al muro.
«Mi sono persa», disse, soffocando nella sua salda e fredda presa.
La lasciò andare e andò a risedersi.
«Vattene da qui subito, prima che qualche fantasma ti mangi viva. O prima che ti uccida io con le mie mani.»
«Lei è…», riuscì a pronunciare.
«Sono Joseline. Questa è la mia casa.»
La bambina si avvicinò a lei e si sedette sullo spigolo del letto.
«Cosa vuoi?» Chiese scontrosa la donna.
«Lei è quella che ha maledetto questa villa?»
«Io non ho maledetto nessuno», sospirò rassegnata.
La bambina l’osservò meglio. Aveva il volto sciupato e rugoso. Gli occhi azzurri e i capelli neri ondulati le ricadevano fin quasi sopra le ginocchia. Assomigliava proprio a Barnaby. A suo fratello. Poi notò che sul collo aveva due buchi scuri.
Si portò le mani al suo, di collo.
Una strana sensazione le invase l’anima.
Aveva anche lei due fori.
Sgranò gli occhi.
Il Vampiro, è stato lui.
È tutta colpa sua, è lui che ha maledetto questo posto.
«Che hai da guardarmi in quel modo?» Domandò seccata.
Fece finta di niente e le chiese. «Cosa sono quei buchi che ha sul collo?»
«È stato il Demonio a farmeli.»
«Come? Perché?»
«È una storia lunga, brutta e noiosa.»
«Ma io vorrei sentirla.» La implorò la piccola intrusa.
«Una sera sono scappata, non volevo sapere niente di più del matrimonio di mio fratello. Non volevo che sposasse Annabelle. Ero gelosa di lei perché era bella come una principessa uscita da una fiaba, aggraziata, alta e snella. Al contrario mio, e poi perché si era innamorata del mio tenero fratellino. Della cosa più preziosa al mondo. Non volevo perderlo, non volevo che si allontanasse da me. L’ho cresciuto io in fondo dopo la morte di mia madre. E ha avuto il coraggio di abbandonarmi e di innamorarsi della prima sconosciuta bionda che passeggiava al parco. Avevo paura che smettesse di amare me, così non ne potei più. Non volli più sapere nulla di loro due. Ero arrabbiata e delusa. Ero senza amore. Non mi sentivo più amata. Nostro padre non mi aveva mai calcolata e nessun uomo era mai stato interessato a me. Scappai, ma mi perdetti in mezzo alla fitta foresta che circondava questa collina. Persi l’orientamento e mi ritrovai una notte d’inverno in mezzo al buio del bosco. Una strana creatura mi agguantò per il collo e mi prosciugò del mio sangue. Caddi e svenni. Ritrovai la strada di casa pochi giorni dopo e quando ritornai cominciai a sentirmi sempre più stanca e spossata. Divenni depressa. Non avevo più voglia di fare niente. Non volevo più vivere, mentre osservavo loro due felici e innamorati ogni giorno sempre di più. Io ero diventata un cadavere vivente e durante le notti non riuscivo a chiudere occhio, perché vedevo demoni e mostri ovunque. Diventai pazza. Il Male crebbe e affondò le radici nella mia anima, prosciugando le mie energie e la mia vita. Quel vampiro mi aveva fatto una sorta di incantesimo. Mi aveva fatto sprofondare nelle tenebre. Nel Male più assoluto. Io non sono cattiva, sono stata costretta a diventarlo. Sono stata maledetta da quel vampiro. Ho ucciso la mia famiglia. Ho ucciso mio fratello. Ho ucciso Annabelle. Non ero più in me, ero posseduta dal Male, dal Demonio. Sono caduta in disgrazia e quando mi resi conto di quello che avevo fatto era ormai troppo tardi. Uccisi mio fratello e mio padre e tutti quelli che entrarono in questa casa dopo di loro, per risparmiarli da tutte le loro sofferenze. Mi pento di tutto il male che ho provocato e che ho fatto. Io volevo bene a Barnaby. Io volevo bene a tutti e adesso loro non ci sono più per causa mia. Cosa non si fa per amore… È tutta colpa mia. Non posso più tornare indietro.» La strega stava piangendo.
La bambina era stupita e ancora una volta senza parole. La cattiva non era lei, nessuno in quella casa era il cattivo.
Era stata tutta colpa del vampiro, un brutto gioco del destino. Pagato con sangue e sacrifici.
La bambina si alzò dal letto più triste che mai.
«Non li rivedrò mai più…»
«Ma loro ci sono ancora in questa casa. Io li ho visti.»
«Lo so, ma sono solo fantasmi e presto lo sarò anch’io…» La strega guardò seria la bambina. «Uccidimi.»
«Cosa?» Lucilla era confusa.
«Uccidimi e liberami da questo male per sempre. Per favore, uccidimi.»
«No, non lo farò mai. Fallo da sola.»
«Non posso. Fallo tu, ti prego, liberami dal Male. Ricongiungimi a mio fratello.»
«E come faccio?!»
«Vieni, scendiamo le scale.»
La bambina seguì Joseline al piano di sotto che si faceva strada con la sua lanterna.
Si ritrovarono nella cucina. La strega prese un coltello, dalla lama affilatissima, da sopra al lercio tavolo.
«Tieni.»
«Cosa devo fare?»
«Tagliami la gola come ho fatto io con Barnaby.» La strega si inginocchiò davanti alla bambina.
«Fallo, che aspetti?»
«Non ci riesco.» Le tremavano troppo le mani dalla paura. In fondo le stava chiedendo di commettere un omicidio.
La strega spazientita dal dolore, diede in mano il coltello alla bambina, poi strinse la sua manina che impugnava già il coltello e l’appoggiò al suo collo con la lama disposta orizzontalmente.
«Ora premi e striscia la lama sulla mia pelle. Deve essere un gesto deciso e veloce.»
La bambina deglutì e chiuse gli occhi. Infine strisciò la lama contro la carne della strega.
Lucilla riaprì gli occhi.
Vide la donna accasciata a terra con le mani intrise di sangue che si teneva il collo, mentre soffocava nel suo stesso sangue.
La piccola inorridita gettò il coltello insanguinato a terra.
Guardò con occhi sgranati, lucidi e impauriti la strega morire davanti ai suoi occhi.
Sconvolta di aver ucciso una persona vera, fuggì da quella casa.
Spalancò di colpo la porta e uscì nella notte oscura.
Si fermò davanti al cimitero ansimante e tremante.
Il giardino era ritornato come prima, nessuno spirito, nessun fantasma.
Quando scese gli scalini del pianerottolo, alla sua destra qualcuno le sussurrò. «Grazie.»
Si voltò e vide Barnaby abbracciato ad Annabelle e sua sorella Joseline.
Anche lei era diventata un fantasma.
Entrambi avevano il collo tagliato. Guardandoli così sembravano quasi gemelli.
La bambina li osservò un’ultima volta e poi fuggì via nella notte di Halloween, non facendo più ritorno nella villa maledetta di Ghost Peak.
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- Episodio 2: Il Mercante di Rose Rosse
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- Episodio 5: LA DONNA ZOMBIE
- Episodio 6: LA STREGA
Alla fine, tutti hanno trovato pace. Voglio immaginare che Lucilla non cada vittima della maledizione del vampiro, come è accaduto a Joseline, e che la attenda un futuro sereno.
Molti dialoghi rendono il testo scorrevole. Le scene di violenza mi hanno scosso.