L’angolo della preghiera

Serie: La tua notte è il mio giorno


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Questa serie ad episodi s'ispira alla storia narrata in «My arms, your hearse», un concept album del gruppo musicale Opeth. L'idea è quella di porre sotto forma di prosa i testi delle varie canzoni, collegate da un unico filo conduttore, per omaggiarle.

È estate, e le orchidee e tutte le altre piante hanno smesso di fiorire. La luce risplende illuminando le mie giornate, che continuo a trascorrere in compagnia della mia amata. Non posso fare a meno di lei: la donna che costituisce l’unico appiglio che l’esistenza terrena ancora mi offre. Se non la amassi con il medesimo ardore, con la medesima intensità e passione, mi sarebbe comunque concesso di vagare sui prati e nei boschi di questa Terra, anche dopo la morte?

Eppure sento che qualcosa dentro di me sta cambiando. La serenità indotta dalla possibilità di poter conversare ancora con la donna che amo sta inesorabilmente lasciando spazio al rimpianto. Giorno dopo giorno, la sensazione di non essere riuscito a godere appieno del nostro amore mentre ero in vita – sensazione che si fonde con sentimenti di rabbia e frustrazione crescenti – mi sta impedendo sempre più di guardarla con gli stessi occhi con cui la miravo un tempo. Ora lei non è più una compagna con la quale condividere le gioie della vita, portatrice di delizia e infinita beatitudine, ma un’irraggiungibile fantasma che appartiene a dimensioni diverse da quelle in cui sono imprigionato io, al confine fra la vita e la morte. Ed il pensiero che nulla sarà più come prima, che non la potrò mai riavere del tutto indietro, che lei presto o tardi possa stancarsi di me e continuare la sua vita anche senza quell’amore che abbiamo condiviso con tanta passione, mi atterrisce e logora la mia anima di un tipo di dolore che, forse, solo un’ombra come me è in grado di provare.

Quando passeggiamo nei boschi e percorriamo i tratti solitari lontani dalle città, a volte mi sembra di udirla sussurrare una preghiera, anche se le sue labbra non si muovono. «Portami con te, ti prego», sono le parole che mi rivolge, con tono implorante. Allora, quando le rispondo «in che modo?», lei mi guarda stranita e poi sorride, come se la richiesta pronunciata appena un istante prima fosse già stata dimenticata.

Nel frattempo le giornate si stanno accorciando, l’aria sta diventando fredda, le foglie iniziano a cadere e gli alberi a morire: l’autunno è alle porte.

Serie: La tua notte è il mio giorno


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Ciao Gabriele, torno a leggerti dopo un lungo periodo di assenza ma dentro di me la tua storia risuona ancora nella memoria. Personalmente, auspico che esistano davvero due dimensioni e che chi abbiamo incontrato in questa continui il suo cammino seppure in un altro luogo

  2. La storia procede, interessante e a tratti sorprendente, con questi due nuovi episodi.

    L’affinità con i miei temi, il genere, perfino lo stile che mi appartiene è davvero forte, e mi stupisco di leggere queste belle righe dedicate all’amore, termini e frasi che trovo così familiari.

    “Etereo” rappresenta la descrizione più appropriata: la linea di confine, che qui si stabilisce tra vita e morte, è la stessa che corre tra realtà e sogno o, se volete, tra vita presente e ricordo del passato. Di certo è che risulta molto efficace e i due mondi, ognuno li chiami come preferisce, risultano accostati e non contrapposti.

    Considerando che l’autore sta trasponendo un “concept album” in prosa, tipo di progetto che conosco molto bene, mi sento di fargli i complimenti sinceri: al momento la trama è coerente, si muove in equilibrio verso una direzione ben occultata, e soprattutto viene a galla la passione per quella musica ispiratrice.

    Rilevo ancora l’evidente miglioramento nella forma e il segreto è tutto nella semplificazione dello stile, da cui sgorga un tono leggiadro intriso di spontanea eleganza.

    A rileggerti, Gabriele.

    1. Roberto, i tuoi commenti sotto alle storie sono sempre molto più che dei semplici commenti: sono delle piccole analisi che vanno a trattare gli aspetti che più ti colpiscono di ciò che leggi, andando ad arricchire ed impreziosire le tue parole.
      Ti ringrazio dell’osservazione sulla semplificazione dello stile, cosa che in effetti ho adottato nello scrivere questi episodi, ma che anzi in realtà credevo essere un piccolo punto a sfavore di quanto scritto. Mi fa invece piacere sapere che il tutto sia comunque apprezzabile.