L’irrevocabile mansuetudine di Loredana Perché

Silenzio Assenso e Loredana Perché sgambettano oscillanti all’uscita di un’osteria di porto.

Dopo otto brindisi alle disgrazie della vita e cinque alla felicità a prescindere, le saracinesche abbassate dei negozi gli ondeggiano in faccia spavalde.

La pioggia battente non li bagna più.

Miracolosamente la sciatica di Silenzio ha cessato di infierire e la cervicale di Loredana si è assopita in pace.

Discorrono con naturalezza di ogni cosa, parlando fluentemente tutte le lingue. Capendosi persino.

Trovano punti d’incontro su vecchie discussioni latenti.

La luce della notte cancella dai loro volti i segni del tempo, ormai noti ad entrambi.

Reciproci e sinceri abbondano quei complimenti ormai desueti e questo ringalluzzisce Silenzio e rimpettisce Loredana di una sana, inattesa autostima. Silenzio riconosce in Loredana la ragazza irrefrenabile d’un tempo. Lei gli tiene stretta la mano, come non fa più dall’ultima passeggiata che hanno fatto sul lungomare venticinque anni prima.

La vita di entrambi si allunga di qualche giorno per ogni sgambettata che avanzano.

Non è stato neanche necessario aver perseguito digiuni purificatori, come si fa in India.

O aver lavato i denti quindici volte al giorno, come consigliano alcuni ultracentenari in Cina.

Si riconoscono di nuovo amanti.

È in quel turbine di mansuetudine che, dal balcone del secondo piano, la vedova De Bortoli gli rovescia un secchio di insulti in testa. Principalmente interiezioni di intolleranza estrema, dirette alle loro troppe, disarmanti sdolcinerie!

Una tale cornice d’amore ritrovato è insopportabile a quell’ora della notte. Lo sarebbe forse ancora di più alla luce del giorno.

Sotto gli occhi di tutti, soprattutto i suoi, devono tornare alla concretezza ruvida della realtà.

Subito.

La vedova De Bortoli lo fa per il loro bene. Basta schiamazzi. Altrimenti si perderanno per sempre nell’utopia inebriante di un amore perfetto. E questo nuocerebbe gravemente alla loro relazione.

Dopo la gelida secchiata Silenzio resta zitto. Annuisce alla vedova, improvvisamente mesto e lucido.

Lucido, cazzo.

Ma cosa aveva creduto? Davvero aveva pensato di poter riacciuffare le briglie di una passione ormai dileguatasi e che Loredana sarebbe tornata ad essere quella delle gonne a fiori?

Ancora brillante, lei al contrario non riesce a destarsi da quel sogno proibitissimo.

Strattona il braccio di Silenzio per ritrovare l’attenzione persa.

Le sue risa adesso infastidiscono anche lui, ignaro della preziosità del tempo appena sfuggito.

Silenzio si china incarognito ad aprire l’ombrello inceppato. 

La pioggia battente non cessa ormai di cadere.

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